Il colonialismo e il fascismo glorificati nelle vie e nelle piazze

Vie, piazze, ponti, lapidi, busti, palazzi a Roma e nel Lazio sono intitolati a personaggi e eventi del nostro passato coloniale. Soltanto nella capitale ne sono censiti 150. Due appelli chiedono a sindaco e presidente della Regione di rimuoverli. Estendere l’iniziativa a livello nazionale sarebbe un’occasione importante per non dimenticare il nostro colonialismo (fascista e non solo).

Bianchi

Lilian Thuram e il pensiero bianco

Occorre studiare la “bianchezza”: in che modo i bianchi, che rappresentano il 16,8% della popolazione mondiale, vivono il fatto di dominare i non-bianchi. Uno splendido libro di uno dei più straordinari giocatori di calcio degli ultimi decenni, che appena attaccato le scarpette al chiodo ha dato vita a una Fondazione contro il razzismo.

vaccino

Vaccino – Le battaglie vinte contro i virus

Un affascinante racconto della diffusione del vaccino antivaiolo e di quello antipolio, delle battaglie combattute dai loro fautori e delle reazioni in parte dovute a ignoranza e superstizione, in parte, soprattutto nei paesi colonizzati, alla resistenza contro l’ uso di essi da parte degli oppressori. Un documento decisamente attuale.

Cessate il fuoco in Palestina. E ora?

Anche dopo il cessate il fuoco tra Israele e la Palestina i nodi all’origine della violenza degli ultimi giorni restano irrisolti. La narrazione del “conflitto simmetrico” a cui indulgono i media nostrani e internazionali non fa che oscurare i reali rapporti di potere e il contesto di oppressione coloniale che grava sui palestinesi da 73 anni.

Terre rare e colpi di Stato frequenti

Litio, terre rare e altri minerali dai nomi sconosciuti sono componenti fondamentali di smartphone, pannelli solari, auto elettriche e prodotti elettronici di consumo. Il controllo dei loro giacimenti condiziona governi e geopolitica. È il nuovo colonialismo, che colpisce anche gli attivisti in difesa dell’ambiente e della terra.

Dal basso, nel buio

Negli ultimi decenni non si è soltanto chiuso un ciclo, ma una vera e propria era, quella degli ultimi tre secoli, grosso modo, e noi viviamo ancora inconsapevoli di tutto ciò che questo passaggio comporta. Ci mancano parole, categorie, visione. Nell’incendio che dilaga, dovremmo imparare a “fare la parte del colibrì”.