Dopo la caduta di Kabul. Scrutare i segni dei tempi

Alla caduta di Kabul e alla fuga degli Stati Uniti dall’Afghanistan segue un timido segnale. Nell’intervento all’assemblea dell’Onu del 21 settembre il presidente Biden ha dichiarato che bisogna voltare pagina e che gli interessi degli Stati Uniti non possono essere separati da quelli del mondo. È presto per dire se alle parole seguiranno fatti coerenti ma è un segno dei tempi.

Presidente Draghi, è solo ipocrisia?

È la notizia del giorno. Se non ridurremo almeno del 55% entro il 2030 le emissioni di gas climalteranti sarà “un disastro”. Il Governo annuisce ma, intanto, definisce irrinunciabile il tunnel di 57 chilometri della Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione che, nei prossimi 10 anni, aumenterebbe a dismisura le emissioni di CO2. È solo ipocrisia?

Il consumo di suolo in Italia

Il rapporto redatto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente conferma dati già noti ma offre, insieme, un quadro drammatico. Basti dire che le colate di cemento non sono rallentate neanche nel 2020, nonostante il lockdown, e ricoprono quasi 60 chilometri quadrati, impermeabilizzando ormai il 7,11% del territorio nazionale.

Magnifiche sorti

Le magnifiche sorti e progressive

“La crisi attuale è diversa dalle altre a cui l’Occidente ha saputo adattarsi: si tratta di una crisi dei fondamenti storici della nostra civiltà” scrivono Miguel Benasayag e Gérard Schmit. E di questo dovremmo prendere atto, senza eccessivi rimpianti e senza pretese egemoniche.

Torino: in mezzo al traffico, per il clima

Contro la crisi climatica ed ecologica, sempre più acuta in tutto il mondo e ignorata nei fatti dai Paesi del G7 (responsabili di un quarto delle emissioni di CO2), attivisti e attiviste di Extinction Rebellion hanno messo in atto una singolare forma di protesta sedendosi in mezzo al traffico fino a rallentarlo o bloccarlo. Anche a Torino.

La “causa del secolo” per salvare il Pianeta

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, diverse articolazioni della società civile, analogamente a quanto accaduto in 40 paesi nel mondo, hanno citato in giudizio lo Stato italiano chiedendo al Tribunale di Roma di condannarlo ad assumere le iniziative necessarie a contrastare seriamente il cambiamento climatico. Finalmente!