Mal’aria 2021. I costi dell’immobilismo

Sono molte le città europee in cui la qualità dell’aria è molto scarsa. In Italia la maglia nera appartiene a Cremona, Vicenza, Brescia e Pavia. Ormai la stagione delle parole è finite. E la strada verso “l’inquinamento zero” richiede sia provvedimenti urgenti che riforme o opere strutturali. In realtà è già tardi ma occorre almeno limitare i danni.

La montagna: tra alienazione e abbandono

Di chi è la montagna? Ormai di chi abita in città e della pubblicità. I montanari “indigeni” tendono invece a emigrare in pianura. Di fatto espropriati o colonizzati, culturalmente e socialmente. Eppure, soprattutto quella “di mezzo” costituisce una superficie maggiore di quelle del Portogallo, dell’Ungheria, o dell’Austria, ignorata dai politici e di fatto abbandonata a se stessa.

Smog in città! Non tira una buona aria

Il Report “Mal’aria” di Legambiente confronta le concentrazioni medie annue delle polveri sottili e del biossido di azoto negli ultimi cinque anni (2014-2018) con i rispettivi limiti suggeriti dall’OMS e dà le pagelle a 97 città italiane: solo il 15% raggiunge un voto sufficiente; fanalini di coda sono Torino, Roma, Palermo e Milano.

Città, malattie e comunità

In molte parti del mondo, le risposte delle comunità non solo hanno offerto straordinarie possibilità di mutuo aiuto e di solidarietà contro la crisi provocata dal virus, ma hanno anche dato prova di funzionare meglio dell’ospedalizzazione dei malati. È accaduto e sta accadendo perfino in alcuni slum. Occorre tenerne conto.

Se il silenzio prende il posto del rumore

Nei due mesi del lockdown, autovetture, aeroplani, la maggior parte delle fonti di rumore è scomparsa dal nostro orizzonte sonoro. E ha fatto la sua comparsa, anche in città, il silenzio: una condizione esistenziale nuova e aliena per la società del rumore. Ma abbiamo imparato a non rompere quel silenzio, a non temerlo, a conviverci?

Il futuro dell’abitare. Oltre gli slogan

L’epidemia ha rimescolato le carte, anche quelle dell’abitare. Così, architetti che fino a ieri sostenevano la “città dei grattacieli” ora propongono la “città giardino”. Sbagliate entrambe. La strada maestra è lo sviluppo urbano storico europeo, articolato in città di medie dimensioni e piccoli borghi. Ma occorre percorrerla con coerenza.

La natura si riprende i suoi spazi

In questi giorni di clausura appaiono immagini inconsuete: l’anatra con gli anatroccoli che zampetta per il centro di Torino, il lupo che si aggira per le vie di Venaus o di Sesto Fiorentino, il delfino che salta nella laguna di Venezia, una laguna limpida come non mai. Non dimentichiamole quando l’epidemia sarà passata!