Il patto del Comune con Askatasuna era legittimo: parola di Tar

La trasformazione del centro sociale Askatasuna in bene comune gestito con un patto di collaborazione tra il Comune di Torino, un gruppo di cittadini e gli originari occupanti non è andata a buon fine per lo sgombero dell’edificio da parte della polizia. Ma tra i lasciti di quell’esperienza c’è una pronuncia del TAR che, seppur per implicito, ha riconosciuto la legittimità amministrativa del “governo condiviso” di beni pubblici.

Piano casa, rendita e questione abitativa

È riduttivo considerare il piano casa del Governo Meloni un semplice spot elettorale. C’è certamente questo, ma c’è anche altro, in particolare l’uso del disagio abitativo come pretesto per allentare ulteriormente i vincoli urbanistici e un grande aiuto di stato all’edilizia privata. Così la drammatica “questione abitativa” del Paese, dipendente dal primato della rendita nella nostra economia, è totalmente elusa.

C’è un risveglio degli intellettuali, ma non basta

Si sta verificando, dopo un lungo periodo di silenzio, una sorta di risveglio degli intellettuali sui temi della cultura e della politica. Ma non basta. Senza un’integrazione con le lotte per l’ambiente e per la vivibilità delle città e senza un’alleanza con i giovanissimi e il portato della rivoluzione femminista, ogni tentativo di cambiamento è destinato a una breve durata.

Le città non possono morire

Le città, e il loro patrimonio di civiltà, sono a rischio. In Medio Oriente, sotto bombardamenti sistematici e terribili; in Occidente, a causa della devastazione neoliberista fatta di privatizzazione degli spazi pubblici, cacciata dei vecchi abitanti, speculazioni e via dicendo. Eppure le città non possono morire, per usare le intense parole di Giorgio La Pira al Convegno mondiale di Sindaci di Firenze del 2 ottobre 1955.

Askatasuna come metafora: i movimenti, la repressione, le città

Torino è stata, negli ultimi anni, un laboratorio per il ruolo dei centri sociali, il loro agire politico, l’attività repressiva delle istituzioni centrali e della magistratura inquirente, il protagonismo del Comuni nel governo delle città. Esemplare, in particolare, è stata la vicenda del centro sociale Askatasuna che Volere la Luna ha seguito nel tempo con numerosi articoli che vengono ora riproposti unitariamente in un’apposita TALPA.

Minneapolis, Torino e il falso dilemma della sicurezza

Minneapolis prima, oggi Torino. Riemerge un vecchio dualismo, apparentemente semplice: più tranquillità in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Ma siamo davvero certi che tutto si giochi su questo equilibrio instabile? Forse è tempo di comprendere che la protezione dei cittadini non è il risultato di un bilanciamento tra diritti e ordine, ma l’esito di un progetto di cura.

Ripartire dalle città e dal mutualismo

A Minneapolis l’intera città reagisce contro la caccia ai migranti della milizia di Trump. È un esempio illuminante. Ovunque, nel mondo, le libertà, i diritti, l’ambiente sono sotto attacco. La risposta deve essere coordinata, in modo che le relative resistenze si rafforzino tra loro. Senza deleghe, ma contando sulle proprie forze. Quali? Quelle del “mutuo appoggio”, le sole a disposizione: ricominciamo da lì.

Clima e ambiente: dal 2025 anche buone notizie

Il 2025 non è stato foriero solo di cattive notizie per le sorti dell’umanità e del pianeta. Le attività per la cura dell’ambiente e l’impegno per uno sviluppo sostenibile continuano ad avanzare, malgrado gli ostacoli posti dalle grandi lobbies del potere economico, finanziario e commerciale. Ad essi bisogna fare riferimento ogni volta che una notizia di devastazione ci raggiunge e lo sconforto ci spinge verso il nichilismo.

Askatasuna: ho fatto un sogno

Lo sgombero del centro sociale Askatasuna e le dinamiche da esso innescate sono una sorta di laboratorio, non solo a livello torinese. Si incrociano, nella vicenda, le politiche di governo delle città, la deriva repressiva e autoritaria in atto nel paese, le scelte delle amministrazioni locali e la riorganizzazione dell’antagonismo sociale. Per questo le prossime mosse del sindaco di Torino sono un banco di prova.