Cile. Una nuova aurora

In Cile il cambiamento della Costituzione voluta da Pinochet per ingabbiare la democrazia è stato approvato con il 78% dei voti. È stato il frutto di un movimento plurale e unitario che ha messo in ginocchio il governo Piñera. Come in Bolivia una settimana prima, hanno vinto le donne, gli indigeni, i movimenti, i sindacati dei lavoratori.

Quel che ci insegna il 1° maggio

Per riaffermare le ragioni del lavoro, ovunque calpestate, c’è una sola strada: l’unità dei lavoratori e il conflitto sociale. È una strada dura e troppi vi hanno rinunciato, almeno in Italia. Non nel mondo: in India, in Brasile, in Cile e nella stessa Francia milioni di lavoratori sono scesi in sciopero. Questo ci ricorda il 1° maggio.

In ricordo di Luis Sepúlveda

Con Luis Sepúlveda se ne è andata parte di una generazione, un insieme di speranze, illusioni, impegno politico, sconfitte, resistenza. Perché Sepúlveda, oltre che romanziere e poeta capace di fare sognare con i suoi libri indimenticabili, è stato un esempio di coerenza e una memoria storica che non deve smarrirsi.

«El pueblo unido»

Cile: di nuovo, di fronte alla protesta, i blindati dell’esercito in strada, un Presidente che decreta lo stato di emergenza e impone il coprifuoco, la violenza dei Carabineros, i morti nelle piazze. La memoria torna alla mobilitazione dei primi anni ’70 animata da una speranza che oggi sembra perduta e che occorre ritrovare.