Una lettera dal carcere

«Quando leggerete questa lettera saranno ormai cinque i miei mesi di detenzione. Nel frattempo si sono succeduti svariati eventi, tra cui lo sciopero della fame che abbiamo portato avanti nei giorni scorsi e la richiesta di controllo della mia corrispondenza, la cosiddetta “censura”. Ma qualsiasi altro “dispetto” dovessi subire, sono ben in grado di sopportarlo!».

Il caso Trump e i social network

La chiusura dell’account di Trump da parte di Twitter e Facebook non riguarda solo la legittimità (o meno) di interventi di censura. A fronte di decisioni assunte, nella sfera dell’informazione, da soggetti privati globali dotati di forza e influenza pari a quella degli Stati occorre ripensare in radice come tutelare la sfera pubblica.