Diritto all’abitare, occupazioni, movimenti

Il diritto all’abitare sta mobilitando le piazze d’Europa, da Berlino a Madrid. La situazione è drammatica anche in Italia, dove i primi beneficiari degli investimenti pubblici sono i proprietari fondiari mentre mutui e affitti raggiungono il 30-40 per cento dei redditi da lavoro. Per questo le occupazioni, come quella dello Spin Time, devono essere lo stimolo e l’avanguardia di una politica fondata su una diversa idea dell’abitare.

Maccartismo tedesco

Dopo il clamoroso successo della Linke a Berlino, l’establishment tedesco grida al “ritorno della Ddr” per la minaccia alla proprietà privata causata dalla proposta di risocializzazione degli alloggi. A ciò si aggiunge un altro classico del maccartismo in salsa tedesca: l’accusa di antisemitismo. Il mondo di sinistra e alternativo intorno alla Linke la incita a non lasciarsi intimorire e a non ripiegarsi sulla difensiva per l’ennesima volta.

Il movimento delle “mogli tradizionali”

Tra i fenomeni più controversi degli ultimi anni c’è quello delle tradwives, o “mogli influencer” che celebra il ritorno al ruolo di genere tradizionale. Nato negli Stati Uniti il movimento raccoglie milioni di follower sui social, ma il suo successo non racconta solo una nostalgia per la vita domestica. Il modello della “moglie tradizionale”, infatti, è un progetto che mette al centro il controllo del corpo femminile e della famiglia.

Per una politica pubblica dell’abitare

La casa non è un bene qualsiasi. È il primo luogo della cittadinanza: da essa dipendono lavoro, scuola, salute, relazioni familiari, mobilità, sicurezza, vecchiaia, partecipazione alla comunità. Per questo l’abitare non può essere affidato soltanto al mercato, né ridotto al rapporto tra domanda e offerta immobiliare. Occorrono piani nazionali e comunali e deve essere privilegiato, sotto ogni profilo, il patrimonio abitativo pubblico.

Lo stato dei diritti in Italia

La fotografia fornita dal nuovo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia curato dall’associazione “A Buon Diritto” è impietosa per gran parte dei profili indicati nei 17 capitoli che lo compongono e che spaziano dalla salute alla casa, dal carcere all’informazione e via elencando. Lo stato di salute dei diritti nel nostro Paese lascia molto a desiderare: denunciarlo è almeno un passo per cercare di invertire la tendenza.

New York: Mamdani tra simbolismo e realismo

Mamdani ha preso possesso di New York all’insegna della discontinuità con il passato e avviando un processo di trasformazioni profonde. I suoi primi ordini esecutivi hanno riguardato problemi concreti e drammatici come asili nido e scuole materne, casa, carcere e antisemitismo. Contemporaneamente ha condannato l’azione militare statunitense in Venezuela accentuando il confronto a distanza con Trump.

Città in vendita: Firenze e non solo

“Firenze alienata. Vendita dello spazio pubblico e finanza immobiliare” (a cura di Ilaria Agostini e Francesca Conti) è un atto d’accusa che dimostra plasticamente le conseguenze sociali devastanti della svendita del patrimonio delle città ai fondi privati e dell’abbandono della cifra politica dell’urbanistica. Ma che getta lo sguardo, anche, sulle tante proposte e lotte per uno sviluppo alternativo della città.

New York. Mamdani, il sindaco che non ti aspetti

Zohran Mamdani, 34 anni, musulmano, nato in Uganda, filo palestinese, socialista, è il nuovo sindaco di New York. Con oltre il 50% dei voti e contro tutti i poteri forti (anche del suo partito). Per celebrare la vittoria ha scelto le parole di un sindacalista radicale del ‘900: «Posso vedere l’alba di un giorno migliore per l’umanità». Difficile dire se sarà davvero così, ma certo qualche spazio nuovo si è aperto.

La città, la democrazia, la rendita

Le nostre città propongono sempre più il ruolo centrale della rendita a beneficio della finanza, dei grandi fondi, delle piattaforme digitali. Le case si trasformano, da luoghi di abitazione, in merci su cui speculare e i poveri diventano scarti di produzione, rifiuti da espellere nelle periferie, nei centri suburbani, nell’hinterland. La rendita e la connessa repressione diventano così i nemici più insidiosi della città e della democrazia.

Casa: un diritto per tutti

In Italia il disagio abitativo cresce in modo esponenziale. Eppure, mentre aumentano gli sfratti per morosità incolpevole e cresce la domanda di case con affitti accessibili, si rafforzano i processi di privatizzazione del patrimonio pubblico e la riduzione dell’offerta di case popolari. La richiesta di un radicale cambiamento delle politiche sul punto è alla base di numerose iniziative locali e nazionali.