«Ringraziate i ragazzi che scendono in piazza e non hanno paura!»

«A Pisa il 23 febbraio non c’è stato nessuno scontro. Siamo stati picchiati e basta. Mentre eravamo pacifici, disarmati e con le mani alzate. E voi, rappresentanti della politica, state coprendo tutto questo, invece di chiedere, prima di tutto, scusa. Ma noi siamo ancora qua, non abbiamo paura e continueremo a lottare per un paese migliore. Con il vostro atteggiamento ci avete dato un motivo in più per scendere in piazza».

Violenze di polizia a Torino: una tradizione sabauda

A Torino, nei giorni scorsi, un corteo di studenti che protestava per l’arrivo di Giorgia Meloni in città è stato disperso dalla polizia con manganellate e cariche di inutile violenza. È, ormai, una sorta di tradizione sabauda. Ma ciò che ogni volta sorprende è il seguito giudiziario: contestazioni a pioggia di resistenza a pubblico ufficiale per i manifestanti e mai un rilievo per violenze ed eccessi di polizia.

La Sapienza: dopo le cariche, occupata la facoltà di Scienze politiche

Il 25 ottobre, in non casuale contemporaneità con la fiducia accordata dalla Camera al governo Meloni, la polizia ha disperso con ingiustificata violenza gli studenti e le studentesse della Sapienza intenti a protestare contro un’iniziativa del movimento post-fascista Azione Universitaria. La reazione è stata immediata: prima il grido “Vostro il governo, nostra la rabbia”, poi l’occupazione di Scienze politiche.

Primo maggio a Torino: ancora violenze di polizia

Il corteo del 1° maggio a Torino è stato vivace e partecipato. Ma, ancora una volta, violente cariche di polizia hanno impedito allo spezzone antagonista di raggiungere la piazza dove era in corso il comizio. Senza giustificazioni se non impedire ai dimostranti di “disturbare il manovratore” (politico o sindacale che fosse). Così – la storia lo insegna – diritti e libertà degradano in privilegi di alcuni.