Le primarie impraticabili e la possibile via d’uscita

Se la riforma elettorale in discussione diventerà legge, la prima conseguenza sarà che le coalizioni dovranno scegliere il candidato premier prima dell’esito elettorale. Per il campo largo le primarie sarebbero un suicidio. Ma una via d’uscita esiste, coerente con l’obiettivo fondamentale di difendere la Costituzione: affidare la leadership a Enrico Grosso, protagonista della vittoria dei No al referendum.

Val di Susa: un campo largo dal basso

I no Tav sono tornati a contarsi nella partita truccata delle grandi opere inutili. E hanno proposto un campo largo diverso: senza primarie, senza alchimie, senza sondaggi che agitano mostri in ascesa e moribondi in caduta libera, senza prime donne alla ricerca di consensi anche tra i no Tav ma solo in vista delle elezioni, senza i TG che rovinano la cena, senza corse al riarmo. Riusciremo a trasporre il metodo in politica?

Essere semplici e radicali

Le elezioni non si vincono al centro, come vanno ripetendo da anni i generali di cento sconfitte. Le elezioni si vincono portando alle urne chi se ne è allontanato disgustato dalla sovrapponibilità delle proposte politice o chi non ha mai votato. Ma ciò – lo insegna il referendum sulla giustizia e lo dimostrano, nel mondo, leader come Sanders e Sanchez – richiede proposte semplici e radicali.