Gli Stati, le lobby e il fallimento della COP26

L’esito della conferenza di Glasgow sui cambiamenti climatici è stato a dir poco deludente. Non si è andati al di là di impegni generici e di rinvii. Tra le cause, oltre a interessi geopolitici, va segnalata una intensa attività delle lobby dei combustibili fossili, affiliate ad alcuni dei più grandi colossi del petrolio, massicciamente presenti nella conferenza.

COP26: la riscoperta del futuro

I risultati concreti della conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici in corso a Glasgow sono modesti e serpeggia la delusione: per la genericità degli impegni e per lo scarso coinvolgimento di Paesi fondamentali. Ma sarebbe un errore sottovalutare l’evento. Parole importanti sono state dette e d’ora in poi sulla loro base sarà giudicata ogni scelta politica.

Clima e nucleare: le contraddizioni della Turchia

La Turchia era l’unico paese del G20 a non aver firmato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015. Il 6 ottobre questo vuoto è stato riempito. Ma la stessa sera sono stati approvati due disegni di legge che definiscono i rifiuti nucleari come prodotti che possono essere rigenerati e utilizzati, con il rischio di trasformare la Turchia in una discarica nucleare.

Il mondo brucia

La temperatura ha raggiunto nel nostro Paese punte di 48,8 gradi e il Sud e le isole bruciano. Lo stesso accade in Grecia, in Algeria, in Turchia. Non sono eventi eccezionali ma lo scenario abituale dei prossimi anni se non si interviene, subito, per abbattere le emissioni di CO2 in atmosfera. Ma i potenti della Terra restano inerti.

Rino, il rinoceronte fossile

La storia di Rino, il rinoceronte i cui resti fossili sono stati trovati negli scavi della ferrovia Torino-Genova, ci descrive un passato che, se non si pone un argine ai cambiamenti climatici in atto, può ripetersi. Per questo Rino dovrebbe uscire dai musei o, meglio, i musei dovrebbero diventare luoghi di frequentazione di massa.

Friday for Future, e poi?

È passata una settimana dal Friday for Future che ha visto una marea di ragazze e ragazzi riempire le piazze e le strade del mondo per contrastare riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Che fare ora? Come passare dalla prospettiva generale alla definizione, qui e ora, di obiettivi intermedi e concreti? Il primo passo è l’apertura di un dialogo e di un’interlocuzione, rispettosi e non strumentali, con il movimento.

Quei migranti da aiutare a casa loro

Buona parte dei migranti che tentano la fortuna sui barconi nel Mediterraneo non sono mossi da persecuzioni o guerre, ma dalla invivibilità del loro territorio. Soprattutto per ragioni climatiche. Ma di ciò si preferisce non parlare e spesso gli interventi proposti dai Paesi ricchi non fanno che peggiorare la situazione.