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Vietato parlare di neoliberismo

Due “tormentoni” scoppiati sui social media contestano l’uso del termine “neoliberismo”. C’è da non crederci. Il neoliberismo non va nominato perché, per il pensiero dominante, non è un’opzione di politica economica tra le altre, ma la legge naturale dell’economia e della società, e nominarlo significa sottoporlo alla possibilità di critica e di immaginare mondi diversi possibili. Non è una novità ma è, anche, un segnale della sua debolezza.

L’ossessione di Letta: garantire lo status quo

La stella polare di Letta è chiara: garantire il sistema di potere in atto sia sul versante nazionale che su quello internazionale. Anche a costo di accantonare l’antifascismo di facciata, di perdere le elezioni e di arrivare a patti con la destra. Si spiega così la sua scelta di flirtare con tutti e di escludere solo il M5S, unica forza in qualche modo (e pur con molte contraddizioni) anti-sistema.

Destra e sinistra: appropriazioni indebite

Mentre la destra si appropria (deformandole) di parole d’ordine della sinistra e quest’ultima insegue principi e progetti della prima, va in scena lo spettacolo imbarazzante di una sinistra “responsabile” impegnata in un farsesco e suicida “t’amo, non t’amo” che coinvolge Letta, Calenda, Fratoianni, Bonelli, Di Maio e gli ultimi transfughi di Forza Italia. Occorre ben altro per combattere l’egemonia della destra.

Le amministrative a Roma: una sfida surreale

A meno di un mese dal voto la situazione romana è, a dir poco, surreale. I candidati con qualche chance di successo sembrano personaggi di Crozza assai più che potenziali amministratori di una città sempre più disastrata. E il clima che si respira tra la gente è quello della fuga dal voto accompagnata dalla convinzione che Roma sia irredimibile.