Dentro l’apocalisse, non solo in Nepal

Dal “tetto del mondo” si è staccato un ghiacciaio e ha sommerso un’intera vallata, con le sue case, le sue strade, i suoi abitanti. Era già successo altre volte. Succederà ancora, sempre più spesso, ovunque. Eppure siamo governati da pifferai che guidano e trascinano interi popoli verso l’olocausto ambientale. Solo una grande mobilitazione dal basso potrà (non già arrestare, ma) contenere l’apocalisse.

“Bel tempo soleggiato!”: non limitarsi ad aspettare l’Apocalisse

L’ondata di caldo di questi giorni preannuncia l’Apocalisse, anche se i telegiornali, imperturbabili, annunciano “giornate calde soleggiate”. Possiamo aspettarla con pazienza asciugandoci il sudore ma meglio sarebbe moltiplicare la pressione su organi di stampa, governi, amministrazioni locali e media di ogni tipo affinché il tema di politiche energetiche (e non solo) diverse sia posto costantemente all’ordine del giorno.

Il costo diseguale del caldo

Fa caldo. Un caldo abnorme prodotto dai cambiamenti climatici in atto. La temperatura sale per tutti, ma i costi ricadono soprattutto sui più poveri: perché abitano, in genere, in zone con meno verde e meno servizi, perché gli effetti del caldo provocano inflazione e, con essa, aumento dei prezzi ed erosione di salari, stipendi e pensioni. E ciò mentre una parte della finanza trasforma il fenomeno in un’occasione di profitto.

Provare a salvare il pianeta

C’è un caldo insopportabile. Fra un po’ terminerà con qualche disastrosa grandinata. Poi riprenderà e sarà ancora peggio, con eventi estremi e processi irreversibili come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei mari, gli incendi delle foreste e l’inaridimento di fiumi e laghi. L’impegno per attenuare tutto questo, coinvolgendo anche chi non lo capisce o non lo vuol capire, è la scadenza politica fondamentale.

Il caldo e la follia umana: cementificare e costruire

A Londra si vuole ampliare l’area sportiva di Wimbledon costruendo 38 nuovi campi da tennis e uno stadio; a Bardonecchia il rio Frejus, assurdamente intubato, esonda per la seconda volta in due anni provocando enormi danni e un morto; a Vicenza partono gli espropri per una tratta, del tutto inutile, di alta velocità. Il caldo impazza, ma pazienza: cementificare e costruire produce consensi e voti…

La calda estate delle carceri

Nell’estate dei suicidi in carcere un rapporto di Antigone ne documenta il contesto. L’Italia è tra i paesi con le carceri più affollate dell’Unione Europea, seconda solo a Romania, Grecia, Cipro e Belgio. 25 istituti presentano un tasso di affollamento superiore al 150%, con picchi di oltre il 190%. In diversi istituti c’è carenza d’acqua, nel 58% di quelli visitati non ci sono docce in cella e spesso le celle presentano schermature alle finestre che limitano il passaggio di aria.