Quando diritti e libertà non valgono: l’Occidente e il genocidio dei kurdi

Mentre l’Occidente si indigna e si commuove (giustamente) per i bombardamenti sull’Ucraina e invia armi a Kiev, in Siria e in Iraq si consuma il tentativo di annientamento del popolo kurdo da parte di Turchia e Iran. Il silenzio delle cancellerie di Europa e Stati Uniti mostra l’ipocrisia della proclamata intangibilità di diritti e libertà che o valgono per tutti o, semplicemente, non esistono.

Ucraina. L’estensione della guerra alla Crimea e il silenzio della comunità internazionale

Dopo otto mesi di guerra non ci sono avvisaglie di tregua. Anzi. Mentre la Russia riprende a bombardare Kiev e le sue infrastrutture elettriche, l’Ucraina colpisce in Crimea, attaccando la flotta russa a Sebastopoli e passando così, a sua volta, dalla resistenza contro l’invasione a una guerra di aggressione. Siamo proprio sicuri che, per fermare la guerra, non debba intervenire la comunità internazionale.

Fermare il genocidio di Kurdi e Yazidi!

Mentre l’attenzione del mondo è concentrata sul dramma dell’Afghanistan continua in Iraq in genocidio di Kurdi e Yazidi. La città di Shengal, già devastata dall’Isis, è ora sotto i bombardamenti turchi. Un appello diretto al Governo e al Parlamento sollecita una presa di posizione e comportamenti coerenti dell’Italia. Prima che sia troppo tardi.

Il cielo sopra Belgrado

Nel 1999 i bombardamenti sulla Jugoslavia hanno riportato la guerra, dopo oltre 50 anni, in Europa. Alla guerra ha partecipato il nostro Paese. Sono passati vent’anni e nessuno ha tratto un bilancio di quei giorni. Eppure con quella guerra sono state violate la legalità internazionale e la Costituzione italiana.

Qualcuno li fermi!

I bombardamenti sulla Siria di Donald Trump, di Theresa May e di Emmanuel Macron non hanno altra giustificazione che la loro debolezza, ma avvicinano – drammaticamente e nel silenzio complice dei più – il momento di un’esplosione devastante in tutta l’area mediorientale e su scala globale.