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Gaza. Senza cessate il fuoco sarà un’ecatombe inimmaginabile

La situazione accertata a Gaza da una delegazione di Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e varie Ong è drammatica. Ai bombardamenti si aggiungono la crisi alimentare e quella epidemica. Le condizioni igienico-sanitarie sono disastrose e gli aiuti internazionali bloccati. Senza un immediato cessate il fuoco si prevede che, alle attuali 30.000 vittime, se ne aggiungeranno, nei prossimi sei mesi, altre 85.000.

Gaza. Operazione “Spade di ferro”

Le ampie autorizzazioni concesse all’esercito per bombardare obiettivi non militari, l’allentamento delle restrizioni sulle morti di civili previste e l’uso di un sistema di intelligenza artificiale per generare un numero di obiettivi più vasto di sempre hanno contribuito alla natura distruttiva delle prime fasi della guerra di Israele nella striscia di Gaza. Lo rivela un’indagine delle testate israeliane +972 Magazine e Local Call.

Bombardamenti: un po’ di storia

«Lo scopo è distruggere Gaza, distruggere questo male assoluto» ha dichiarato un diplomatico israeliano. È la finalità diretta dei bombardamenti. Non da oggi. Già cent’anni fa un generale italiano affermava che, nella guerra moderna, «non può più sussistere una divisione fra belligeranti e non belligeranti» e gli obiettivi dei bombardamenti devono essere fabbricati normali, abitazioni, stabilimenti e una determinata popolazione.

Palestina: guerra o terrorismo?

L’efferato attacco di Hamas in territorio israeliano è, per le sue modalità e i suoi destinatari indifferenziati, un atto terroristico. L’apartheid e le violenze di Israele, che pure ne sono all’origine, non ne cambiano la natura. Ma a un atto terroristico si risponde con il diritto, identificando e perseguendo i responsabili, e non con missili e bombardamenti, che provocano morte e terrore tra le popolazioni civili.

Quando diritti e libertà non valgono: l’Occidente e il genocidio dei kurdi

Mentre l’Occidente si indigna e si commuove (giustamente) per i bombardamenti sull’Ucraina e invia armi a Kiev, in Siria e in Iraq si consuma il tentativo di annientamento del popolo kurdo da parte di Turchia e Iran. Il silenzio delle cancellerie di Europa e Stati Uniti mostra l’ipocrisia della proclamata intangibilità di diritti e libertà che o valgono per tutti o, semplicemente, non esistono.

Ucraina. L’estensione della guerra alla Crimea e il silenzio della comunità internazionale

Dopo otto mesi di guerra non ci sono avvisaglie di tregua. Anzi. Mentre la Russia riprende a bombardare Kiev e le sue infrastrutture elettriche, l’Ucraina colpisce in Crimea, attaccando la flotta russa a Sebastopoli e passando così, a sua volta, dalla resistenza contro l’invasione a una guerra di aggressione. Siamo proprio sicuri che, per fermare la guerra, non debba intervenire la comunità internazionale.