L’Ucraina e i rischi di una guerra nucleare

Le minacce incrociate di una guerra atomica si intensificano. A Putin che, in modo rabbioso e irresponsabile, evoca, in caso di escalation del conflitto, l’uso di armi nucleari, Biden risponde che la risposta americana «sarebbe consequenziale». Così la domanda si fa più pressante: vogliamo proseguire questo macabro gioco o è giunto il momento di dire basta e avviare una soluzione negoziata?

La lingua biforcuta della guerra

Austin che parla di cessate il fuoco mentre la sua amministrazione stanzia 40 miliardi per la guerra, Draghi che dice di aver convinto Biden a cercare una soluzione di pace e fa un deccreto per mandare in Ucrania armi pesanti sono la lingua biforcuta della guerra, quella che prepara uno scenario da incubo con lo smantellamento di tutti i dispositivi di sicurezza creati al tempo della guerra fredda

Guerra nucleare

Guerra nucleare: ecco perché può scoppiare

Uno dei massimi esperti in tema di proliferazione nucleare descrive la dottrina putiniana della “de-escalation” e mostra come l’attuale scelta di armare l’esercito Ucraino da parte di Stati Uniti e Nato avvicini pericolosamente il rischio di una conflagrazione nucleare. Il mondo non è stato mai così vicino alla guerra atomica.

guerre parallele

Guerre parallele

Unione Europea e Stati Uniti combattono in Ucraina due guerre parallele e diverse: l’Europa per l’indipendenza ucraina, gli USA per spazzar via Putin. Un progetto ambizioso di cui l’Ucraina, è amaro dirlo, non è che lo scenario geografico e a cui fornisce il materiale umano. Ne sono conferma le ultime mosse di Biden che sembra disposto ad alzare il livello dello scontro.

Ucraina: torni un grande movimento per la pace

Siamo a un passo dal baratro. Lanciamo un appello perché in tutta Italia al più presto si dia vita a iniziative, presidi, manifestazioni unitarie per la pace. Torni un grande e diffuso movimento per la pace, oggi timido, e contro l’irresponsabile corsa al riarmo. Contro il potere della guerra e contro ogni logica imperiale, diamo voce alla pace per l’umanità al potere!

Dopo la caduta di Kabul. Scrutare i segni dei tempi

Alla caduta di Kabul e alla fuga degli Stati Uniti dall’Afghanistan segue un timido segnale. Nell’intervento all’assemblea dell’Onu del 21 settembre il presidente Biden ha dichiarato che bisogna voltare pagina e che gli interessi degli Stati Uniti non possono essere separati da quelli del mondo. È presto per dire se alle parole seguiranno fatti coerenti ma è un segno dei tempi.

Biden e la strumentalità dei diritti umani

Concludendo una settimana di incontri europei il presidente Biden, contrapponendosi a Russia e Cina, si è esibito in una celebrazione dei diritti umani e dello Stato di diritto. Parole condivisibili, ma accompagnate da silenzi e omissioni che mostrano come ad essere in gioco non è la causa della libertà ma quella della supremazia.