L’unico futuro possibile

Cosa ci aspetta dopo l’epidemia? Aumenteranno i disoccupati, i poveri, le differenze e, insieme, saranno messe in campo ingenti risorse finanziarie. Bisogna produrre, tra le due situazioni, un corto circuito virtuoso investendo in scuola, formazione, università e ricerca, salute, ambiente e territorio, infrastrutture materiali e digitali. 

L’ora più buia

Non era mai accaduto che venissero chiuse tutte le scuole, che venissero chiusi tutti i bar, che venissero chiuse tutte le chiese, che un regime di isolamento simile agli arresti domiciliari venisse imposto a tutta la popolazione italiana. Ciò ci costringe a confrontarci con l’insostenibilità dei miti che ci hanno reso così fragili.

Grandi opere e devastazione ambientale

C’è un’alternativa alle grandi opere e alla devastazione del territorio ma, nella società del libero mercato, è impraticabile. Nessuno la sostiene perché significherebbe amministrare la cosa pubblica ‒ le acque, i fiumi, il suolo ‒ nell’interesse collettivo, a difesa dei beni comuni. Una cosa da evitare con ogni mezzo: meglio Tav e Ponte!

La tariffa dell’acqua è una truffa?

Il referendum del 2011 sull’acqua è stato in gran parte tradito o aggirato. In particolare, l’inserimento nelle bollette, come “costi di gestione” di voci relative a “oneri finanziari”, “morosità” e “conguaglio” sta gonfiando le tariffe oltre il dovuto, vanificando la gestione pubblica e partecipativa senza scopo di lucro dell’acqua.

Ripartire dai beni comuni

La Commissione Rodotà riparte il 30 novembre. Dopo 10 anni raccogliamo il testimone lanciando un disegno di legge popolare per la tutela dei beni comuni. Poi cominceremo a raccogliere le firme. Contro la sordità della politica vogliamo riprendere lo spirito che ci fece vincere il referendum del 2011.