Spin Time e la Costituzione

L’occupazione di Spin Time a Roma è in corso da 13 anni e coinvolge 400 persone. Un principio di incendio, il 30 luglio, ne ha determinato l’evacuazione ed è forte il timore che ciò ne anticipi la chiusura. La proprietà ha rifiutato la proposta di acquisto del Comune ma va ricordato che, secondo l’art. 42 Costituzione “la proprietà privata può essere (nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo) espropriata per motivi d’interesse generale“.

L’Intelligenza Artificiale come bene comune: un’esperienza

Il dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale è drammaticamente polarizzato tra un tecno-ottimismo acritico e un catastrofismo tecnologico che evoca scenari di obsolescenza umana, disoccupazione di massa e sottomissione alle macchine. C’è una terza via: promuovere un modello di “innovazione dal basso” con l’ambizione di trasformare la tecnologia da strumento di potere in un bene comune. Bisogna provarci.

Austria. Graz: una sindaca comunista nel Paese in cui avanza la destra

Elke Kahr, dal 2021 sindaca di Graz, seconda città dell’Austria, è stata confermata con il 35,63% dei voti. Con lei, ha vinto il Partito comunista, mentre nel Paese cresce ovunque l’estrema destra. Non è un miracolo ma il frutto di una politica: ufficio della sindaca aperto a tutti, chiunque può telefonarle, case popolari, sostegno sociale, 15.000 pasti per scuole e asili, due terzi dello stipendio a un fondo per chi è in difficoltà.

Askatasuna: ho fatto un sogno

Lo sgombero del centro sociale Askatasuna e le dinamiche da esso innescate sono una sorta di laboratorio, non solo a livello torinese. Si incrociano, nella vicenda, le politiche di governo delle città, la deriva repressiva e autoritaria in atto nel paese, le scelte delle amministrazioni locali e la riorganizzazione dell’antagonismo sociale. Per questo le prossime mosse del sindaco di Torino sono un banco di prova.

La lezione di Askatasuna

Lo sgombero non ha chiuso la vicenda di Askatasuna. Al contrario, ne sta innescando una prosecuzione inedita. Lo dicono il quartiere e cittadini e cittadine di generazioni e provenienze diverse che, in assemblee e manifestazioni susseguitesi dal giorno dello sgombero, hanno ribadito che Askatasuna è un bene comune e, insieme, l’immagine di un’idea e una pratica diversa di città. Che, per questo, non finirà qui.

Una rapina chiamata libertà

È stata la parola d’ordine della Rivoluzione francese, dei popoli che cercavano di liberarsi dal colonialismo e l’ideale della lotta contro fascismo e nazismo. Che tristezza vedere la parola libertà usata come bandiera dai privilegiati per giustificare il diritto di opprimere, di portare armi, di arricchirsi sulle spalle degli altri, di fare affari che creano miseria o devastano il pianeta. Abbiamo bisogno di riaprire il concetto di libertà.

Il papa, i diritti, il diritto

Il magistero di papa Francesco ha affrontato temi ecclesiali e spirituali ma anche questioni sociali e politiche, tra cui quelle dei diritti e del diritto. In questa prospettiva ha più volte parlato di tutela del bene comune e di giustizia penale, richiamando costantemente la centralità della persona umana e il compito pacificatore del diritto, che non deve mai alimentare la violenza. Anche in questo caso in controtendenza…

Il partito del cemento e delle mani libere all’assalto delle soprintendenze e di Milano

Il partito trasversale del cemento è in piena attività. Dal 2016 è in atto l’erosione dei poteri delle soprintendenze e, intanto, si lavora ai fianchi. L’ultimo attacco è la legge “Salva Milano”, in discussione al Senato, con cui si legittima la trasformazione di interi isolati con la procedura richiesta per la modifica di un appartamento.

Torino e il “caso Askatasuna”: due modelli di città

La scelta del centro sociale Askatasuna e del Comune di Torino di sperimentare percorsi nuovi di gestione di spazi urbani occupati, valorizzando il confronto e un accesso diffuso ai beni comuni, infrange il modello “Torino laboratorio di repressione”. È una diversa visione di città, il cui governo si misura con l’antagonismo sociale e la partecipazione dal basso. Un percorso difficile ma ricco di potenzialità.

Il bene comune alla prova di una linea ferroviaria

«Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta». La sollecitazione di papa Francesco sta alla base di un nuovo libro (“Prendersi cura della casa comune”) curato dai Cattolici per la vita della Valle nel quale la Nuova linea ferroviaria Torino-Lione viene discussa e criticata alla luce dei principi affermati nell’enciclica “Laudato si’”.