Chiudere le Borse? Un dialogo immaginario, ma non troppo

I mercati ragionano su scale di mesi o trimestri (i bilanci societari), mentre per affrontare la crisi economica e climatica ci vuole una pianificazione. Ho fatto, allora, una proposta provocatoria: abolire le borse e avviare una transizione verso un assetto che soddisfi i bisogni primari di tutti senza superare i limiti ecologici del pianeta. Ecco il conseguente dialogo immaginario con uno scienziato del pensiero unico.

Nella guerra delle banche la politica naviga a vista

Due mesi dopo la scalata di Intesa Sanpaolo al vertice dei gruppi bancari del Paese, Monte dei Paschi tenta una contromossa dalle incerte prospettive. In questo complesso scenario la politica naviga a vista: mentre il Governo appoggia Monte dei Paschi, ma con oscillazioni e crepe, la segretaria del Pd si spinge a dire che la politica deve evitare di intervenire nelle questioni bancarie e lasciar decidere al mercato. Incredibile ma vero.

Dal risiko alla pax bancaria?

Difficile dire se il processo di ristrutturazione e di centralizzazione del sistema bancario italiano – che vede coinvolti Banca Intesa, Unipol e Unicredit – porterà a una durevole pax bancaria. Ma certo in esso si intravede l’affermarsi del modello banco-assicurativo, che associa le operazioni bancarie classiche alla vendita di prodotti assicurativi, poggiando sulle reti digitali e su una strategica diffusione degli sportelli.

Controfinanziaria 2026: una proposta alternativa

Il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace l’ambiente” di Sbilanciamoci! contiene, anche quest’anno, a fianco della critica della legge di bilancio proposta dal Governo una Controfinanziaria. Una manovra alternativa a saldo zero: 111 proposte da poco più di 55 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro, a partire dal potenziamento della sanità pubblica e da una politica industriale per la transizione.

La finanza corre indisturbata sui soliti sentieri

Le informazioni più recenti indicano che il comportamento degli attori finanziari non cambia nel tempo. Le banche continuano a finanziare le fonti di energia fossili, i paesi poveri annegano sotto il peso dei debiti, si consuma un nuovo scandalo bancario, mentre anche nei paesi ricchi il livello del debito preoccupa e la nuova finanza Usa e il parallelo arrivo di Trump pongono nuovi rischi al settore finanziario.

Torino. La banche, il Comune, il segreto

Nei primi anni 2000 il Comune di Torino sottoscrisse un gran numero di derivati, che hanno comportato perdite ammontanti, a fine 2023, a 180 milioni di euro. Ora il Comune ha iniziato, al riguardo, una causa contro Dexia, JP Morgan e Intesa San Paolo. Ma tutto è circondato dal massimo segreto. Peccato, perché la causa potrebbe gettare una qualche luce sui rapporti, non sempre chiari, tra banche e Comune.

Torna lo spread

Perché in Italia lo spread è tornato a salire? Perché i mercati temono per i nostri conti pubblici e, per prestarci soldi, vogliono maggiori interessi. La questione, peraltro, è strutturale e per allentare la tensione sui mercati e far respirare i paesi più indebitati occorrerebbe trasformare i titoli acquistati nell’ambito del quantitative easing in obbligazioni irredimibili. Titoli senza scadenza e a tasso zero. Ma l’Europa non ci sente.

Per una moneta “bene comune”

L’80% del denaro in circolazione è privo di corrispondenti riserve ed è, in realtà, credito delle banche (e debito per chi lo riceve). Ma le banche fanno credito per fare profitti, non per sostenere l’economia. E così si favorisce chi ha mezzi, si producono ulteriori disuguaglianze e si creano crisi ricorrenti. Occorre dunque – sostiene Enrico Grazzini in un recente libro – cambiare l’architettura del sistema monetario.