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Torna lo spread

Perché in Italia lo spread è tornato a salire? Perché i mercati temono per i nostri conti pubblici e, per prestarci soldi, vogliono maggiori interessi. La questione, peraltro, è strutturale e per allentare la tensione sui mercati e far respirare i paesi più indebitati occorrerebbe trasformare i titoli acquistati nell’ambito del quantitative easing in obbligazioni irredimibili. Titoli senza scadenza e a tasso zero. Ma l’Europa non ci sente.

Per una moneta “bene comune”

L’80% del denaro in circolazione è privo di corrispondenti riserve ed è, in realtà, credito delle banche (e debito per chi lo riceve). Ma le banche fanno credito per fare profitti, non per sostenere l’economia. E così si favorisce chi ha mezzi, si producono ulteriori disuguaglianze e si creano crisi ricorrenti. Occorre dunque – sostiene Enrico Grazzini in un recente libro – cambiare l’architettura del sistema monetario.

Il Governo servo di due padroni

Il Governo suda le proverbiali sette camicie per soddisfare le pretese di due padroni: i capitali forti e quelli più deboli, spesso in conflitto. In questo contesto la tassa sugli extraprofitti è una sorta di Robin Hood che toglie ai ricchi più forti per dare ai ricchi più deboli. Dei poveri sostanzialmente se ne frega. Questo dovrebbe cogliere un’opposizione desiderosa di rappresentare gli interessi della classe subalterna.

Extra-profitti delle banche: la tassa non è per i poveri

Grazie al rialzo dei tassi, i profitti delle banche sono lievitati. Nel primo trimestre di quest’anno le 5 banche più importanti hanno accresciuto del 57,6% il proprio “margine di interesse”. Giusto, dunque, tassarle, nonostante i malumori della borsa. Ma se ciò servirà soprattutto a consentire di abbassare le tasse sui redditi più elevati sarà solo un trasferimento di risorse all’interno del segmento medio-alto della società.

Torino: dal rischio di dissesto a una pioggia di milioni

In questi giorni il Comune di Torino ha approvato il bilancio preventivo 2023 e il conto consuntivo 2022. I numeri raccontano uno scenario fatto di luci (la pioggia di soldi proveniente da stanziamenti governativi, patto per Torino e PNRR) e di ombre (mancata soluzione dei problemi strutturali). Così c’è il rischio elevato che fra tre o quattro anni ci si trovi nuovamente seduti per terra…