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Si apre una stagione referendaria: non c’è posto per “pontieri”

I referendum non piacciono alla destra (e non ad essa soltanto). Mentre c’è chi si affanna a sostenere l’inammissibilità di una consultazione popolare sull’autonomia differenziata, altri mettono le mani avanti per aggiungere voti a quelli già pacifici per il premierato, in modo da evitare il referendum “confermativo”. Ma i “pontieri” intorbidano solo le acque. Sul premierato non c’è mediazione possibile.

L’autonomia differenziata fa male anche al Nord

L’autonomia differenziata è, all’apparenza, un tema tecnico e complesso ma, in realtà, è un potente volano di diseguaglianze e incide profondamente sulla qualità della democrazia e sul sistema dei diritti. Affrontarlo non è, dunque, un discorso astratto da giuristi attenti ai cavilli, ma un contributo al necessario ragionamento sulla materialità dell’esistenza di ciascuno, e di tutti. Anche dei cittadini delle ricche regioni del Nord.

Autonomia differenziata: illusioni e realtà

L’approvazione al Senato del disegno di legge Calderoli, che definisce le procedure per la realizzazione della autonomia differenziata delle Regioni, è il primo passo di un percorso lungo e tormentato. Non per questo si può attendere. È necessaria da subito una mobilitazione per contrastarne l’iter e per fugare l’illusione che tale autonomia possa essere utile. Non lo è infatti, a ben guardare, neppure per le regioni ricche.

L’Italia a rischio salute

La balcanizzazione della Repubblica (realizzata con la legge di bilancio, il decreto Milleproroghe e il disegno di legge Calderoli) non dà solo il colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale, già in sofferenza e differenziato per regioni, ma attenta direttamente alla salute dei cittadini, che si tutela con la prevenzione primaria, assicurata dall’esercizio di una pluralità di competenze oggi sottratte alle Regioni.

Contro l’autonomia differenziata per salvaguardare il servizio sanitario nazionale

La disparità territoriale nell’accesso alle cure è, in Italia, una realtà, una frattura che costringe le cittadine e i cittadini a spostarsi da una regione all’altra per essere curati. Con l’Autonomia differenziata prevista nel disegno di legge Calderoli questa frattura è destinata a diventare una voragine. Per evitare che ciò accada e salvaguardare almeno un minimo di Sistema sanitario nazionale occorre mobilitarsi. Subito.

Povertà, salute negata e contraddizioni del Governo

Il Servizio Sanitario Nazionale è inadeguato, il Sud è prossimo al “deserto sanitario”, la povertà è ai massimi storici, gli sfratti per morosità aumentano mentre, parallelamente, crescono i super ricchi e i loro patrimoni. Per invertire la tendenza bisognerebbe potenziare la sanità ed evitarne la frammentazione, investire nel welfare prelevando risorse dai redditi più alti. Ma il Governo continua a percorrere la strada opposta.

Salviamo il Servizio Sanitario Nazionale

Il VI Rapporto Gimbe è categorico: il diritto alla salute è, nel nostro Paese, compromesso. Le azioni dei Governi degli ultimi decenni lo hanno sgretolato e il Servizio Sanitario Nazionale è al capolinea per mancanza di finanziamenti (con un gap di 48,8 miliardi rispetto alla media europea), carenza di personale e diseguaglianze territoriali (destinate ad essere dilatate dall’Autonomia regionale differenziata).

Il mondo malato e la Costituzione da attuare

Il mondo è malato. Perché non l’abbiamo curato, ma anche perché le nostre politiche in certi casi hanno aggravato la malattia. Le ingiustizie che constatiamo sono indicate dalla Costituzione come storture da raddrizzare. Ma la Costituzione occorre attuarla. Tra 10 anni, forse, ci chiederemo: “a che punto siamo?” Uniamoci affinché, a quell’ora, si possa dire: la Costituzione è viva perché in molti ci siamo impegnati per farla vivere.

“La Via Maestra”. Una grande manifestazione il 7 ottobre

La Costituzione propone una società fondata su uguaglianza, solidarietà, accoglienza e partecipazione. Il modello perseguito dall’attuale maggioranza di Governo è ad essa antitetico. Per questo il 7 ottobre ci sarà, a Roma, una grande manifestazione, a cui Volere la Luna aderisce, per il lavoro, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della Repubblica parlamentare.