Autonomia differenziata, fermate quel treno

L’approvazione preliminare del disegno di legge sull’autonomia differenziata è prossima. Se il progetto andasse a compimento avremmo 20 mini Stati regionali con discipline diverse in tema di istruzione, trasporti, comunicazioni, energia, lavoro, ambiente, sanità e con cristallizzazione definitiva delle differenze attuali. Ma il treno dell’autonomia può essere fermato dall’iniziativa dei cittadini e delle cittadine.

Autonomia delle regioni e sistema dei diritti: un equilibrio a rischio

L’impianto costituzionale della Repubblica impone che il rapporto tra uniformità e differenziazione non sia sbilanciato a vantaggio di istanze di maggiore autonomia. La rottura di quell’equilibrio – evidente nella bozza di autonomia regionale differenziata presentata dal ministro Calderoli – mette a rischio la tenuta del sistema, che può essere regionale nell’articolazione, ma che resta nazionale nei principi.

Il Governo preme l’acceleratore sull’autonomia differenziata

Nella storia della Repubblica nessun Governo ha fatto tanto danno in un tempo così breve. L’esecutivo sarà pure targato Meloni, ma nella fase di avvio la Lega ha preso il volante, con un Salvini d’annata. Concorre al danno il ministro Roberto Calderoli, che consegna alla Conferenza delle regioni un progetto di legge di attuazione per l’autonomia differenziata che mette il turbo al motore separatista.

La sanità tra tagli e autonomia differenziata

La Nadef approvata dal Governo dimissionario delinea, per i prossimi anni, un decremento della spesa sanitaria. Intanto incombe l’autonomia differenziata, veicolo di ulteriori regali al privato e agli imprenditori della salute. È una dichiarazione di guerra alla sanità pubblica, in spregio all’epica gestione del Covid-19 da parte del SSN e dei suoi professionisti, e un insulto ai più deboli e ai ceti popolari.

Alternanza sì ma senza sparare sulla Costituzione

L’alternanza di governo è coessenziale alla democrazia. Cambiano, dunque, i governi ma, nelle democrazie costituzionali, restano fermi i fondamenti del quadro istituzionale. L’anomalia italiana è il proposito della destra di sfasciare tale quadro agendo lungo tre direttrici: l’introduzione del “presidenzialismo, la “riforma della giustizia” e l’attuazione dell’Autonomia differenziata.

La Toscana vuole la competenza anche per l’energia

Il presidente della Toscana, appoggiato dalla ministra Gelmini, rivendica la competenza regionale in tema di energia. Forse non si è accorto della guerra. Ma, intanto, due domande si affacciano: chi decide la politica energetica del Paese? e, poi, se l’autonomia differenziata è questo, non sarebbe più chiaro dire che si vuole un separatismo, sia pure soft?

Rispunta l’autonomia differenziata

Il testo del disegno di legge sulla cosiddetta autonomia differenziata è finalmente noto. Ed è peggiore delle previsioni più nere: prevede il trasferimento di tutte le materie richieste dalle Regioni ed esautora il Parlamento da ogni potere al riguardo. Di qui la necessità di una serie di iniziative di opposizione lanciate dal Tavolo per il NO all’Autonomia Differenziata.