La criminalità tra realtà e percezione: qualche dato sorprendente

L’indagine “La criminalità: tra realtà e percezione” di Eurispes e Direzione Centrale della Polizia Criminale fornisce dati conoscitivi di sicuro interesse: negli ultimi dieci anni c’è stata nel Paese una significativa flessione dei reati (a cominciare dagli omicidi), diminuisce il senso di insicurezza, i cittadini attribuiscono i fatti di criminalità al disagio sociale più che all’immigrazione, solo il 20% è sedotto dalle armi.

L’Ucraina, cantiere del pianeta

“Il cantiere del pianeta”. È questa l’allucinante definizione data al futuro dell’Ucraina mentre ancora la guerra miete, ogni giorno, vittime innocenti. Eppure è stato ripreso, in declinazioni più o meno simili da tutti gli organi di stampa principali, televisioni di Stato comprese. Senza pudore alcuno, senza alcuna riflessione etica o almeno critica per una affermazione, e il pensiero che la sottende, che sono devastanti.

Pacifismo e movimenti per la pace nel nuovo millennio

Con il nuovo millennio il pacifismo e i movimenti per la pace, pur senza riuscire a impedire nuove guerre, si sono fatti più consapevoli. È diventata, in particolare, percezione diffusa la convinzione che la guerra, vero flagello dell’umanità, si evita non solo omettendo di sposarne la cultura e di prepararla con nuove armi ma anche costruendo alleanze con chi opera per l’uguaglianza e la salvaguardia della natura.

L’escalation dell’invio di armi all’Ucraina porta in un vicolo cieco

Il conflitto armato in Ucraina è stato fin dal principio sfruttato per giustificare quello che può diventare il più massiccio aumento di spesa militare degli ultimi 50 anni: nel mondo e anche in Italia. Parallelamente è sempre più chiaro che la pace è una cosa troppo seria e importante per lasciarla in mano a decisori politici che vedono le armi come unica soluzione.

Il senso della pace

«Bisogna dare armi all’Ucraina perché la pace si fa tra uomini vivi», si dice. Curioso modo di argomentare: non sono le armi che assicurano quel risultato. Al contrario, solo una tregua immediata può garantire che si arrivi da vivi al tavolo della pace. Di più. La pace e il diritto alla vita si costruiscono solo impedendo ai fabbricanti e ai venditori di armi di condizionare i parlamenti e i governi di tutto il mondo.

In Ucraina è tempo dei carri armati

Forse, in Ucraina, non c’è più nulla da fare. Dieci mesi fa qualche ingenuo si attardava a discutere se la mitragliatrice fosse un’arma difensiva. Ma quando il meccanismo si avvia non c’è più limite e si alimenta da solo. La scena degli “aiuti” è occupata da contraerea, obici campali che sparano a 300 chilometri, missili antinave e blindati. Ormai mancano solo i cacciabombardieri. Ma sta per venire il loro turno.

Come ci dimentichiamo dei curdi

Un tempo i curdi che a Kobane resistevano al Califfato erano i nostri eroi. Oggi ce li siamo dimenticati. Peggio. Svezia e Finlandia stanno consegnando al Governo di Ankara resistenti curdi fino a ieri considerati rifugiati e le armi italiane ed europee sono in prima fila nel colpire i territori e le città del Rojava. È in questo clima che è maturata la strage dei curdi al centro culturale di Parigi, che non può essere considerata solo il gesto xenofobo isolato di un estremista privo di collegamenti.

Vendite d’armi crescono. Nonostante la crisi

Nel 2021 le prime 100 multinazionali del settore armamenti e sistemi d’arma, soprattutto statunitensi, hanno registrato un giro di affari pari a 592 miliardi di dollari, più 1,9% rispetto al 2020. L’Italia è tra i Paesi che crescono di più per via del forte incremento dei fatturati di Leonardo e, in minor misura, di Fincantieri. È quanto risulta dai dati dall’istituto di ricerca indipendente Sipri.

Pace: non c’è posto per indifferenti o neutrali

A Roma ho rivisto i semi di un altro mondo possibile. L’ho pensato vedendo sfilare un drappello di suore con le mascherine o gli scout dietro spezzoni di Cgil e prima degli attivisti di Emergency, Libera e Legambiente, insieme a quel mondo delle ONG che solca il mare nostrum per salvare vite umane costrette a fuggire dalle loro terre, da guerre e carestie, da odio e fame. Un nuovo viaggio è cominciato.

Pedagogia nera

La campagna elettorale non promette nulla di buono. Mentre Giorgia Meloni denuncia una generalizzata devianza giovanile, Matteo Salvini rilancia il servizio militare obbligatorio come strumento “per raddrizzare tante ragazze e tanti ragazzi”. Dall’isteria bellica al servizio militare raddrizzativo all’ora di armi a scuola (introdotta di recente in Polonia), un’onda violenta si abbatte sugli adolescenti.