Alla sinistra non far sapere quant’è orrendo delle armi il potere

La disputa agostana sul woke, seguita a un articolo, volutamente deformato, di Giuseppe Conte è stata inutile e fuorviante. La sinistra, infatti, non deve scegliere fra diritti civili e diritti sociali. Deve chiedersi perché i primi vengano spesso trattati come un universo autosufficiente e i secondi come un elenco di desideri privo di copertura. Ma farlo pone la questione delle spese per il riarmo che tutti preferiscono accantonare.

Il realismo della pace

Il dibattito innescato da Vito Mancuso contro il pacifismo “disarmato” offre lo spunto per un ragionamento sulle ragioni “realistiche” a favore di una pace senza aggettivi. A partire dalla presa d’atto della possibilità che una guerra tra potenze nucleari, seppur iniziata con armi convenzionali, degeneri nell’apocalisse atomica e dalla considerazione che solo accettando di disarmarci possiamo indurre l’altro a fare altrettanto.

Invece di armarci potremmo…

Invece di armarci potremmo fare moltissime cose: soccorrere la sanità pubblica, mettere le scuole in sicurezza, offrire servizi gratuiti all’infanzia, organizzare una buona scuola per tutti, migliorare lo stato sociale, risanare la giustizia, mettere in sicurezza il territorio e molto altro ancora. Un dossier per dirlo, con il supporto di schede e disegni e con un invito a mettere in mora, con iniziative specifiche, la classe politica.

Disarmare l’Intelligenza Artificiale

L’enciclica di Leone XIV prende il meglio del pensiero critico sulla rivoluzione digitale e lo usa contro la narrazione dominante degli ineluttabili benefici del progresso tecnologico fondato sulla IA. Particolarmente significativo è l’imperativo “Disarmare l’IA”, che non si limita a condannarne l’uso bellico ma denuncia anche l’impronta militare che caratterizza non solo l’uso, ma le caratteristiche stesse della IA attuale.

Le migrazioni e la falsa coscienza dell’Occidente

Le cause delle migrazioni sono determinate, in massima parte, dalle politiche che l’Occidente ha perseguito per secoli e continua a perseguire nei confronti dei paesi da cui partono i flussi. Politiche che sono dettate dal sistema capitalista. Il momento di crisi estrema che stiamo vivendo offre l’opportunità per una critica radicale che metta in discussione il capitalismo, nella sua vera essenza liberticida e distruttiva.

Quando il delirio bellicista seduce anche la sinistra

La corsa agli armamenti accomuna destra e sinistra, Meloni e Mattarella, militari e intellettuali. A guidarla è il mito della cosiddetta deterrenza. Eppure la storia insegna che armarsi porta, prima o poi, alla guerra e la realtà mostra paesi senza esercito che vivono in pace da decenni. In questa situazione opporsi al delirio bellicista, in cui c’è chi arriva a invocare “uomini risoluti a uccidere e a morire”, è una priorità assoluta.

L’altra America: si riaffacciano le lotte dei lavoratori

Negli Stati Uniti la spesa per armi, il mancato rinnovo della assicurazione medica per le fasce deboli e l’abbassamento delle tasse per i ricchi hanno colpito duramente lavoratrici e lavoratori. Il mondo del lavoro però, seppur con grandi difficoltà, si sta riorganizzando: dallo sciopero nella multinazionale Starbucks alle lotte nel settore del lavoro pubblico pare cominciato un ciclo di lotte destinato a non esaurirsi.

Controfinanziaria 2026: una proposta alternativa

Il Rapporto “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace l’ambiente” di Sbilanciamoci! contiene, anche quest’anno, a fianco della critica della legge di bilancio proposta dal Governo una Controfinanziaria. Una manovra alternativa a saldo zero: 111 proposte da poco più di 55 miliardi di euro, per un’Italia capace di futuro, a partire dal potenziamento della sanità pubblica e da una politica industriale per la transizione.

La guerra e la costruzione del nemico

La costruzione del nemico è da sempre una strategia fondamentale nelle guerre, impiegata indifferentemente da aggressori e aggrediti, paesi democratici o autocratici e, naturalmente, dai media schierati dalla parte dei governi. Un ruolo importante in essa ha l’evocazione di armi segrete, poco importa se vere o presunte (come emerso clamorosamente nel 1993 in Iraq). Non sfugge alla regola l’attuale guerra in Ucraina.

Manovra 2026: armi e austerità

Dimenticate le promesse elettorali e le invettive di un tempo, oggi il Governo indossa l’elmetto e sacrifica welfare e salari. La manovra, da 18 miliardi di euro, è, infatti, in gran parte costruita su tagli alla spesa pubblica e su entrate una tantum. È la logica del rigore, tornata a dominare dopo la parentesi pandemica e la sospensione del Patto di stabilità. Salvo che per le armi. Per i missili, i cannoni, i carri armati, non ci sono vincoli di bilancio.