Tiziano Terzani e le “Lettere contro la guerra”

«La guerra viene usata oggi per la militarizzazione delle nostre società: opponiamoci! Non votiamo per chi appoggia questa politica, controlliamo dove abbiamo messo i nostri risparmi e togliamoli da qualsiasi società che abbia anche lontanamente a che fare con l’industria bellica. Diciamo quello che pensiamo, quello che sentiamo essere vero: ammazzare è, in ogni circostanza, un assassinio».

Draghi prigioniero di Putin

L’invio di armi all’Ucraina è più che un errore. È accettare la logica dell’aggressore, porsi sul suo stesso piano, restare prigionieri della guerra e delle armi. Nessuno può vincere. La vittoria non c’è più. Occorre aiutare chi è aggredito ma mettere in campo interventi non violenti (tutt’altro che sconosciuti) capaci di capovolgere la logica della guerra. Altrimenti ci sono solo morte e distruzione.

Indignazione

Guerra e indignazione

Uno dei più influenti intellettuali tedeschi ed europei riflette sui dilemmi provocati dalla guerra d’aggressione russa in Ucraina e in particolare sulla natura e la portata dell’aiuto militare a un’Ucraina duramente colpita, nell’alternativa tra una sconfitta dell’Ucraina o l’escalation di un conflitto limitato in una terza guerra mondiale. Sullo sfondo la conversione degli ex pacifisti tedeschi.

A due mesi dall’inizio della guerra

Il popolo ucraino ha il pieno diritto di resistere all’invasione. E non compete a chi è al riparo dalle bombe dare indicazioni su come deve farlo. Ma tutt’altra cosa è la fornitura di armi e di consiglieri militari al Governo ucraino da parte della Nato e degli Stati ad essa aderenti. Due mesi di guerra dimostrano che ciò ha aumentato morti e distruzioni e allontanato le prospettive di pace.

Il fallimento dell’ONU e le vie della pace

La guerra in Ucraina prosegue e l’ONU, pur preposta a «mantenere la pace e la sicurezza internazionale» non è in grado di fermarla. Per molte ragioni ma soprattutto perché un’autorità sovranazionale non può far rispettare il divieto della guerra se gli Stati non sono disposti a disfarsi dei loro eserciti e dei loro arsenali. La pace si ottiene solo disarmando gli Stati. Da qui occorre partire.

Il massacro della guerra e le ragioni della resistenza

Sono confuso. So che la guerra è sempre un massacro. Ma il mio primo riflesso, in questo mese, è stato di provare ammirazione per la resistenza ucraina e di ritenere giusto aiutarla anche con l’invio di armi. Perché, se la comunità degli Stati non è in grado o non vuole cancellare le premesse della guerra, resistere, per chi è aggredito è un diritto umano.