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Argentina. Un presidente che odia le donne

Milei e il suo governo odiano le donne. Non è una sorpresa, ma quell’odio si è trasferito dai social ad atti istituzionali: il declassamento del Ministero delle donne a sottosegretariato, la chiusura dell’Istituto nazionale contro la discriminazione, la trasformazione della Sala delle donne in Sala degli eroi argentini e via elencando. Contro queste politiche il movimento delle donne è sceso in strada l’8 marzo.

Argentina. Come disarticolare lo Stato in soli tre mesi

Con l’elezione di Javier Milei alla presidenza si susseguono, in Argentina, gli interventi improntati a un liberismo sfrenato, al populismo, al nazionalismo e a un ossessivo “anticomunismo”. Le privatizzazioni e la riduzione delle tutele del lavoro si sommano a una gravissima recessione e a una guerra culturale contro gli avversari. Il tutto presidiato da una forte ondata repressiva e di controllo dell’ordine pubblico.

L’Argentina allo sbando

La stampa europea e americana si sofferma sui tratti sgradevolmente stravaganti del neo presidente Javier Milei. Ma non è questo l’aspetto più drammatico della situazione dell’Argentina, travolta da un’inflazione fuori controllo con il suo seguito di povertà e disuguaglianza a cui il nuovo governo risponde cancellando lo Stato e il welfare, intensificando la repressione e chiedendo i “pieni poteri”.

Argentina 1983-2023

Il 19 novembre l’Argentina andrà al ballottaggio per scegliere il nuovo presidente. Sono in corsa il peronista Sergio Massa e Javier Milei, populista, liberista senza freni, nostalgico dei governi militari, convinto di comunicare direttamente con Dio. Dopo 40 anni di democrazia le istituzioni sono in pericolo e le regole rischiano di lasciare il posto alla legge del più forte.

1973. Il golpe cileno e il giardino di casa degli Stati Uniti

Negli anni Sessanta nel mondo soffiavano impetuosi venti di cambiamento, alimentati dalla rivoluzione cubana che nel 1959 aveva spodestato il dittatore Fulgenzio Batista e parlava di socialismo, di giustizia sociale, di un mondo diverso e migliore. Il golpe cileno dell’11 settembre 1973 fu una delle reazioni degli Stati Uniti, insofferenti ai cambiamenti in atto in quello che consideravano il proprio “giardino di casa”.

Argentina: Javier Milei, anarco-capitalista

La sorprendente vittoria, nelle primarie presidenziali argentine dell’11 agosto, del leader anarco-capitalista Javier Milei, è assai preoccupante. Il programma di Milei, infatti, non solo è ispirato al liberismo più estremo ma prevede restrizioni ai diritti fondamentali, l’abbattimento di ogni residuo di Stato sociale e una crescita di potere di esercito e militari. E, in un paese fiaccato dalla crisi, le reazioni sono, per ora, deboli.