L’antifascismo ai tempi del Covid

La crisi economica, sociale, etica, oltre che sanitaria, morde pesantemente. Un mondo muore ma è difficile intravedere il futuro. Così, negli interstizi della crisi, si sviluppa il tentativo di movimenti neo e postfascisti di egemonizzare le piazze e dividere il mondo del lavoro. Per contrastarlo ci vorrebbero politiche sociali innovative ma non è questa la scelta del Governo e della sua maggioranza.

Volere la Luna aderisce alla manifestazione antifascista indetta dalla CGIL per sabato 16 ottobre

Scandalizzarsi per la violenza fascista, per l’esposizione di simboli di morte, per i rigurgiti razzisti è necessario ma non basta. Occorrono una mobilitazione e un’azione di contrasto sul piano culturale, scelte politiche tese a realizzare il progetto costituzionale di eguaglianza ed emancipazione, applicazione rigorosa delle leggi che vietano la ricostituzione, in ogni forma, del partito fascista.

Non arrendersi mai!

Come un secolo fa il Paese è affollato di fascisti dichiarati e di fascisti in doppiopetto. E in troppi assistono a questa deriva indifferenti o compiaciuti. Non abbiamo saputo immettere nella società, a tempo debito, i necessari anticorpi, ma non è mai troppo tardi per reagire. Per farlo dobbiamo capire ciò che siamo stati e ciò che dobbiamo essere; capire e non arrendersi: mai.

È festa d’aprile

Ha senso, a oltre 70 anni dal 1945 e quando il pensiero dominante è lontanissimo dai valori della Resistenza, celebrare il 25 aprire come festa nazionale, con cerimonie, celebrazioni, gonfaloni e bande musicali? Sì, ha senso. Ma a condizione che si tratti, certo, di una festa, ma, ancor più, di un’occasione di mobilitazione e di lotta politica.

Sardine, ovvero l’innocenza necessaria

Le piazze piene di gente – fitta “come sardine” – che hanno sottratto a Salvini e alla sua macchina dell’odio il monopolio dell’immagine del “popolo” potevano essere convocate solo da una generazione di “innocenti”: da chi non ha condiviso nessuna delle responsabilità del degrado della politica nell’ultimo quarto di secolo e da questo trae una forza che nessun altro ha.

Memoranda: un laboratorio per ricordare

Il Progetto Memoranda si propone di porre rimedio ai vuoti di memoria prodotti dalla scomparsa dei testimoni dando voce ai luoghi, in particolare le case dove vissero i protagonisti della lotta novecentesca per la libertà. E’ nella quotidianità del “domestico” che la memoria riprende forma anche per le generazioni che memoria non possono avere.