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La responsabilità popolare della Liberazione

Il 25 aprile è il giorno in cui ci ricordiamo che la Costituzione e l’antifascismo sono pratica quotidiana, non celebrazione occasionale. Ricordare e manifestare il 25 aprile non è solo un atto di protesta e di lotta contro chi ci governa e chi non ci rappresenta, ma è soprattutto un modo per ricordare a noi stessi la nostra responsabilità, il nostro compito di esercitare, ogni giorno, la sovranità che la Resistenza ci ha conquistato.

Milano, 25 aprile: una mobilitazione per riprenderci identità e voce

Trent’anni dopo il 25 aprile 1994, che pose un argine all’avanzata della destra, è fondamentale ritornare in piazza a Milano. Non per un patetico amarcord o per l’illusione che si ripeta il miracolo di allora. Ma per riprenderci cose che in questi anni abbiamo perduto: l’antifascismo, l’identità, il territorio, la voce. Ci vuole coraggio a misurarsi con quel 25 aprile. Ma, se non lo facciamo, abbiamo già perso.

Il crimine di Ilaria Salis: essere antifascista

C’è una donna incatenata e tenuta al guinzaglio. Tanto dovrebbe bastare a produrre una reazione durissima e immediata. Perché la violenza legittima degli Stati incontra il limite invalicabile della dignità. Ma ciò non vale per il nostro governo e la sua maggioranza. Ilaria Salis non merita difesa perché è antifascista. E ciò fa venir meno, per i nostri nazionalisti postfascisti, persino il fatto di essere italiana.

Fascisti in maschera e fascismi in doppiopetto

Il seguito della truppa in camicia nera e del suo torvo repertorio è minimo. Ben più pericolose (e tollerate) sono le formazioni che, depurate dai riti più anacronistici, propugnano i temi classici del fascismo: lo strapotere dell’esecutivo, l’autoritarismo, la diffidenza per la libertà di stampa, l’idea gerarchica dell’ordine sociale, il nazionalismo, il militarismo, la dottrina (e la pratica) antisindacale e la purezza dei valori.

Il fascismo non è un’opinione, è un delitto

Nel nostro sistema costituzionale il fascismo non è un’opinione ma un delitto. La libertà di espressione si dispiega senza limiti, salvo uno: l’ideologia fascista. Eppure le manifestazioni del fascismo riemergente sono per lo più sottovalutate e tollerate dalle istituzioni mentre le reazioni e le azioni di contrasto, nelle piazze come nelle Università, sono represse in maniera indiscriminata.

«Viva l’Italia antifascista!»

Il grido «Viva l’Italia antifascista!» risuonato alla Scala, subito dopo l’inno nazionale, la sera del 7 dicembre ha provocato nientemeno che l’identificazione dell’autore da parte della Digos. Un intervento improprio e un segnale che sollecitano un’allerta e una vigilanza democratica, in tempi in cui le istituzioni sono occupate da vecchi arnesi del fascismo che propongono di sovvertire la Costituzione.

L’antifascismo spiegato ai giovani

Con “Antifascisti adesso… Perché non è ancora finita” il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, consegna ai giovani, insieme all’analisi impietosa dei motivi che ci hanno portato alla situazione attuale, un’idea di antifascismo in cui «connettere presente e futuro, sogno e realtà, utopia e realismo, teoria e prassi, avendo come costante punto di riferimento la vita delle persone in carne e ossa».