Argentina. Come disarticolare lo Stato in soli tre mesi

Con l’elezione di Javier Milei alla presidenza si susseguono, in Argentina, gli interventi improntati a un liberismo sfrenato, al populismo, al nazionalismo e a un ossessivo “anticomunismo”. Le privatizzazioni e la riduzione delle tutele del lavoro si sommano a una gravissima recessione e a una guerra culturale contro gli avversari. Il tutto presidiato da una forte ondata repressiva e di controllo dell’ordine pubblico.

I cattivi maestri del “Corriere”

Un tempo, nel secolo scorso, il “Corriere della Sera” e i suoi editorialisti erano considerati, anche a sinistra, un riferimento ineludibile in quanto rappresentativi del punto di vista del capitalismo italiano. Oggi non è più così. Su tutte le principali questioni internazionali e nazionali, nel “Corriere” dominano contraddizioni e confusione. Ma qualche seguito resta: in alcuni lettori ancorati al passato e nella destra di governo.

Il fascismo nelle vene

L’Italia non si è mai disintossicata dall’infezione del fascismo. Sta lì il brodo di coltura dei movimenti neofascisti, alimentati, da un lato, dalle profonde ingiustizie sociali e, dall’altro, dall’anticomunismo viscerale delle destre parlamentari e dalla loro incapacità di fare i conti col passato. Se non si rimuovono queste condizioni – inutile illudersi – non si arginerà il rinascente fascismo.