Carcere e pandemia

Le carceri sono a rischio. Al sovraffollamento cronico si associa il diffondersi incontrollato del Covid-19. Senza interventi drastici la situazione può esplodere. Non c’è alternativa. Occorre il coraggio di assumere provvedimenti di amnistia e indulto, accompagnati da più rigorosi criteri nella scelta delle misure cautelari.

Appello per un’amnistia immediata

La pandemia da Covid-19 colpisce i due terzi del pianeta. I più esposti al contagio sono gli uomini e le donne concentrati in istituzioni chiuse, tra cui le prigioni. A fronte di ciò occorre un’amnistia immediata, responsabile e solidale, per proteggere i più deboli. Lo impongono elementari princìpi di umanità.

Il carcere, Nicoletta e gli altri

Da ieri, dopo tre lunghi mesi, Nicoletta è uscita dal carcere. È in detenzione domiciliare e con molti vincoli ma è a casa. C’è voluta l’epidemia per raggiungere questo risultato! Ora sono necessari – lo chiede per prima Nicoletta – provvedimenti per assicurare la scarcerazione di un più ampio numero di detenuti. Subito!

Liberarsi dal virus del carcere

Una testimonianza dalla semilibertà. L’ansia e l’angoscia per il dilagare dell’infezione da Coronavirus stanno crescendo anche tra le mura del carcere. Per rendere la situazione sostenibile è necessario almeno liberare chi già gode di benefici, chi è sopra una soglia di età “a rischio”, chi ha un residuo di pena sotto i due anni.

Le nostre prigioni: l’indulto necessario

La paura per i rischi di contagio da Coronavirus e la rabbia per la limitazione dei colloqui stanno facendo esplodere un sistema carcerario sovraffollato e insicuro. Occorre, a tutela di tutti, un intervento immediato di rinvio dell’esecuzione della pena per i reati minori. E poi occorre ridare cittadinanza a indulto e amnistia.