Il ministro, le lobby, il nucleare

L’apertura del ministro Cingolani al nucleare, già bocciato da due referendum, ha dell’incredibile. Il nucleare, di qualunque dimensione e di qualunque generazione, è pericoloso per ambiente e cittadini, è soggetto a incidenti, costa un’enormità, per non parlare delle scorie il cui smaltimento è un rompicapo senza soluzioni accettabili.

Suicidi e contenti

Uno sviluppo fine a se stesso è come un tumore. E una crescita del PIL globale al 2-3% annuo (il dogma del capitalismo contemporaneo) pretende di “raddoppiare le dimensioni dell’economia globale ogni 23 anni e poi raddoppiarle di nuovo…, e poi ancora, e ancora”. In un libro di Jason Hickel una condanna senza appello dei dogmi del presente.

Avere cura della sinistra

La vitalità della società civile non si è tradotta, in questi anni, in proposta politica da portare in ambito istituzionale. E si è ampliata così la frattura tra la società e istituzioni. In questo quadro si deve operare, anche con una vena di utopia, per costruire un soggetto politico veramente nuovo. È difficile ma necessario.

Quale transizione ecologica?

Evocare genericamente la transizione ecologica è l’ennesimo camuffamento di un sistema economico che ci sta portando alla catastrofe. Non bastano la digitalizzazione o una conversione energetica tutta da definire se si alimentano acriticamente i consumi e si prosegue nella incessante produzione di tutto, anche di ciò che non serve.

«La notte più lunga eterna non è»

La crisi dovuta al Coronavirus si intreccia con altre crisi ancor più profonde: quella della democrazia, quella ambientale e quella della partecipazione e dell’agire collettivo. Ma uscirne è possibile: riqualificando la politica a partire da un agire ispirato al principio del «restare umani» e dagli interventi concreti sul territorio.