Ambiente, parola sconosciuta ai politici

Il tema ambientale è quasi assente dai discorsi dei politici. Di tutti i politici. Nonostante la siccità, le bombe d’acqua (ultima quella delle Marche), l’estate uguale a quella del 2003, il consumo di suolo che avanza e via seguitando. Difficile votare per una classe politica inguardabile, completamente staccata dalla terra su cui cammina e che gli dà da mangiare e da bere.

Il Vallone delle Cime Bianche: ultima zona incontaminata del Monte Rosa

C’è, nel massiccio del Monte Rosa, un’ultima area incontaminata: il Vallone delle Cime Bianche, la cui fascia chiara è l’ultima traccia delle isole coralline di un mare tropicale scomparso nelle trasformazioni millenarie del pianeta. E c’è chi, contro ogni logica e contro lo stesso interesse economico, vuole costruirvi l’ennesima funivia: per poter andare da Alagna a Zermatt in infradito…

Parola d’ordine: riconvertire e riconvertirsi

In primo piano c’è l’impegno contro la guerra. A fianco, le indispensabili azioni per far fronte alla crisi ambientale e climatica. È, ancora una volta, Davide contro Golia, un Golia più forte di quello biblico. Ma per chi ritiene che occorra cercare di assicurare un futuro all’umanità, è un percorso obbligato, fatto sia di iniziative per cambiare le politiche generali che di scelte individuali.

Le contraddizioni della guerra e le vie della pace

Nella guerra gli aggrediti hanno tutto il diritto di difendersi, ma alla comunità internazionale spetta costruire percorsi di pace. Gli Stati, invece, moltiplicano le spese militari obbedendo alle lobby industriali, finanziarie e delle energie fossili. In questa situazione la guerra (oggi e in futuro) può essere fermata solo da un grande movimento che tenga insieme la pace, l’ambiente e la giustizia sociale.

Per Sergio Mattarella l’ambiente non esiste

Sergio Mattarella sta per concludere il suo mandato e ancora siamo in attesa di un suo discorso impegnativo sull’ambiente. In questi sette anni il presidente ha parlato di tutto, a cominciare dalla centralità della persona umana, ma di ambiente mai, salvo frasi di circostanza. La cosa più triste è che questo silenzio sembra rappresentare l’insensibilità al riguardo di gran parte degli italiani.

Note per un cambio di rotta

Giustizia sociale e giustizia ambientale sono indissolubilmente legate. E un nuovo ordine dell’universo, rispettoso della natura e dell’uguaglianza, passa attraverso il protagonismo di chi maggiormente subisce l’attuale situazione. Per questo, un autentico cambio di rotta richiede, più che programmi generali, processi di coinvolgimento reale degli “ultimi”.