L’intelligenza artificiale morirà di fame

L’impiego massiccio dell’intelligenza artificiale, così come accadeva per l’industria ottocentesca, non riduce la domanda di materia prima; al contrario, la espande. Più i modelli sono efficienti e vengono applicati, più aumenta la domanda di dati. Ciò comporta maggiore consumo di dato umano che, anch’esso, non è una risorsa illimitata. Così, fra qualche anno, i modelli generativi inizieranno a collassare nei loro ricicli interni di dati sintetici.

Così i social stanno sabotando la democrazia

Far litigare le persone cattura l’attenzione. Così gli algoritmi delle piattaforme premiano chi litiga e ci rendono sempre più arrabbiati. Ma se l’algoritmo diventa una macchina che premia sistematicamente inimicizie, discordia, divisioni, fazioni, allora la politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire. Perché la democrazia non è solo voto: è relazione, fiducia, capacità di riconoscere l’altro come persona.

Intelligenza artificiale: tra etica e profitto

Le tecnologie digitali hanno ormai un impatto impressionante sulla società. Gli ultimi sviluppi, basati su algoritmi dinamici che si calibrano con tanti dati (la cosiddetta “intelligenza artificiale”), sono carichi di interrogativi e la concentrazione in poche mani di un potere di persuasione mai visto nella storia rischia di mettere seriamente in pericolo i sistemi democratici. Ma ci sono possibili scenari alternativi.