Riace riparte

A Riace riparte l’accoglienza dei migranti, senza distinzione di provenienza, di lingua, di colore della pelle. In questi giorni una famiglia in fuga dall’Afghanistan si è unita ai profughi rimasti dopo gli attacchi politici, il processo, l’assurda condanna nei confronti di Mimmo Lucano. Una grande rete di solidarietà continua a sostenere il modello Riace.

Non estradate Assange!

Julian Assange sta per essere estradato negli Stati Uniti dove rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver documentato i crimini Usa in Iraq e in Afghanistan. Pessimo segnale in giorni in cui, nel mondo, ci sarebbe bisogno di altri Assange, perché l’informazione è sempre più omologata, i corrispondenti stranieri vengono allontanati dalle zone di guerra, in Russia cresce la censura.

27° Rapporto sulle migrazioni

Guerra e flussi migratori sono un tutt’uno. L’Europa, scossa dalla fuga di massa dall’Ucraina, lo sta toccando con mano. Ma non è cosa nuova, come documenta il 27° rapporto dell’Ismu, che ricostruisce i flussi prodotti, dopo la contrazione conseguente alla pandemia, dalla catastrofe umanitaria dell’Afghanistan. Una fotografia utile anche per affrontare il futuro.

Italia-mondo: il diritto non umano

Il processo e la condanna di Mimmo Lucano sono esemplari di una situazione ormai consolidata a livello internazionale. Da tempo, ormai, il diritto non è più sinonimo di garanzia delle persone e delle democrazie, ma è protagonista di una vera e propria guerra (warfare) che garantisce l’impunità dei “pochi e privilegiati” rispetto ai “più e destinati al ruolo di vittime”.

Tariq Ali, «la storia di un disastro»

Parla il docente, autore, militante comunista ricostruendo i vent’anni in cui è stata «sconfitta» la democrazia occidentale. Allora i governi ignorarono le enormi manifestazioni che in tutto il mondo si svolsero contro la guerra e la gente tornò a casa demoralizzata e spoliticizzata. Un tradimento della democrazia che paghiamo ancora oggi.

L’unico futuro per l’Afghanistan è nelle sue donne

RAWA, la più antica organizzazione di tutela delle donne e della democrazia in Afghanistan, rispondendo alle domande fondamentali sulla situazione del Paese, smaschera gli obiettivi reali delle forze USA/NATO, nega che i talebani siano cambiati e preannuncia una forte resistenza delle donne in difesa dei propri diritti e per una democrazia laica.