Uno sguardo oltre il mondo chiuso del capitalismo finanziario e della sorveglianza

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“Fratelli tutti”: papa Francesco parte da un ammonimento di San Francesco per esortare attraverso la sua terza enciclica “a far rinascere una aspirazione mondiale alla fraternità”. Occorre infatti andare oltre il mondo chiuso della finanza in crisi. Una enciclica programmatica in 287 punti per legarsi in un vincolo affettivo forte. È essenziale una fraternità aperta “che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”. Dopo la Laudato si’ viene affrontato il tema del lavoro, delle disuguaglianze, dell’unità di popolo contro la disgregazione operata dai populismi. Si tratta di una critica diretta del capitalismo predatorio e del globalismo della indifferenza. La crescita non ha garantito uno sviluppo sostenibile, e tanto meno la giustizia sociale, come promesso da Milton Friedman e colleghi neoliberisti alla fine degli anni Settanta. La cultura dominante unifica il mondo ma separa le persone e le nazioni. La società globalizzata ci rende vicini ma non ci rende fratelli. Sono preferiti gli interessi individuali alla dimensione comunitaria della vita. Il globalismo favorisce l’identità dei più forti che tutelano sé stessi. La finanza transnazionale domina la politica. La comunità-mondo invece può andare verso una fraternità delle differenze. Dobbiamo recuperare la passione condivisa per una comunità di appartenenza, di destino e di solidarietà. Importante è l’etica della comunicazione per unire ed aggregare. Basta costruire nemici con il deterioramento dell’etica, con la dissoluzione del rispetto e di ogni pudore frugando nella vita dell’ altro con il capitalismo della sorveglianza. Ritorniamo alla bellezza e fatica dei gesti fisici e del dialogo interpersonale. Così costruiamo un noi sconfiggendo individualismo, xenofobia e disprezzo dell’altro. La società civile deve riscoprire la categoria di popolo, che il pensiero liberale trascura, senza cadere nei populismi.

Il Covid 19 ci ha gettato nell’ombra di un mondo chiuso. Come risolvere problemi che ci riguardano tutti? Non basta migliorare il sistema di prima. Occorre una aspirazione mondiale alla fraternità come “viandanti fatti della stessa carne umana”, “figli di questa stessa terra”. Occorre un cambio di paradigma, direbbe Khun. E’ urgente osare avere cura del pianeta e dell’umanità. Papa Francesco invita alla speranza, a ricominciare, a non guardare dall’altra parte quando incontriamo il ferito per strada, ad avviare processi per trasformare la realtà. Il nostro prossimo è senza frontiere. Dobbiamo ascoltare l’appello del forestiero. Occorre pensare e generare un mondo aperto che integri tutti. La progressiva apertura dell’ amore ci fa tendere verso la comunione universale nella consapevolezza di un comune destino. Cosa significa andare oltre un mondo di soci aggrappati alle loro identità? Vuol dire riscoprire la fraternità che tiene insieme uguaglianza e libertà, la solidarietà nel saperci responsabili della fragilità degli altri, la funzione sociale della proprietà.

 E’ ora di sognare e pensare un’altra umanità con il cuore aperto al mondo intero superando il limite delle frontiere, coniugando universale e locale in un fecondo interscambio e reciprocità di doni. Insomma dobbiamo entrare in un orizzonte universale oltre il sapore del nostro locale. Questo scenario esige la migliore politica e leader popolari, non populisti. Il vero tema sarà il lavoro con la lotta alle disuguaglianze. Il mercato da solo non risolve tutto, come i fatti ci dimostrano, nonostante il dogma di fede neoliberista. Dopo la crisi finanziaria del 2008 non si è ricollegata l’economia all’ etica e ad un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Occorre rivedere Onu e architettura economico-finanziaria attraverso la politica di cui c’è bisogno, un amore politico ed efficace, non succube di economia, finanza, tecnologia ed ideologia. Questa politica rappresenta sempre un amore preferenziale per gli ultimi, la difesa dei diritti umani fondamentali, la cura delle fragilità dei popoli e delle persone. Molto lavoro da fare per una globalizzazione dei diritti umani fondamentali. È un amore politico che integra e raduna che combatte ogni forma di intolleranza fondamentalista. Siamo invitati tutti a diffondere la cultura della comprensione reciproca, della convivenza e della pace. Anche i politici possono amare con tenerezza i piccoli, i deboli, i poveri. Più fecondità che risultati, più avvio di processi che occupazione di spazi di potere. Altri raccoglieranno i frutti. La politica è molto più nobile del marketing mediatico per un pugno di voti in più. Servono dialogo e amicizia sociale per costruire insieme un mondo migliore. È la cultura dell’incontro. È l’incontro fatto cultura con il gusto di riconoscere l’altro, il suo diritto di essere diverso. Significa recuperare la gentilezza. Occorrono percorsi di pace per rimarginare le ferite. L’unità è superiore al conflitto. Il perdono è la via senza dimenticanze. La guerra è sempre ingiusta e va riposta nei libri di storia. La pena di morte è inadeguata sul piano morale e non più necessaria sul piano penale. Le religioni stesse devono porsi al servizio della fraternità universale isolando ogni forma di intolleranza e di estremismo.

Parole chiave di Economy of Francesco: Inclusione, sostenibilità, digitalizzazione sono la sintesi della tre giorni degli economisti under 35. Questo è il mandato forte di papa Francesco ai giovani uniti dalla rete. Il paradosso della pandemia con le sue restrizioni sta nel fatto che è apparsa una sorta di Stato sovranazionale esteso a tutto il mondo, nel bisogno di rigenerazione economica, politica e sociale. È nato il Patto di Assisi con centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo, per non lasciarsi passare la storia sulle loro teste. Il mandato di una autorità mondiale come papa Francesco è forte. I giovani devono essere protagonisti delle trasformazioni necessarie già indicate nella Laudato Si’ e nella Fratelli tutti. Primo passaggio un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo oltre la cultura dello scarto. Le religioni ed il dialogo con e tra tutti possono essere motori di cambiamenti, fondati su reti e non su confini.
Quali proposte concrete nel documento conclusivo? Etica nelle banche e abolizione di paradisi fiscali per partire. Poi rallentare la corsa delle grandi potenze mondiali per lasciare respirare la Terra; condividere le tecnologie per realizzare produzioni sostenibili anche bei Paesi poveri; i beni comuni come foreste, oceani, atmosfera, risorse naturali, ecosistemi, biodiversità, sementi siano al centro delle agende di governi e scuole di tutto il mondo; abbandonare ideologie che scartano gli ultimi e vedono la povertà come maledizione e non responsabilità dei più ricchi; mettere il lavoro dignitoso ed i diritti umani in una carta condivisa a livello mondiale; riformare in senso democratico ed inclusivo Banca mondiale e Fondo monetario internazionale; introdurre comitato etico indipendente in imprese e banche con veto in materia di ambiente e impatto sui poveri; introdurre premi a imprenditori innovatori nell’ambito della sostenibilità sociale, ambientale, spirituale e manageriale; garantire una istruzione di qualità per tutti; garantire parità tra uomini e donne sul lavoro; avvicinare il tempo profetizzato da Isaia sulla trasformazione di spade in vomeri, di lance in falci per non sottrarre risorse a sanità e scuola a favore di armi e guerre allo scopo di venderle; stipulare un patto tra adulti e giovani per uscire da questa crisi epocale.

La trilogia: Laudato sì, Dichiarazione di Abu Dhabi, Fratelli tutti ed Economy of Francesco. 4 ottobre, 19-21 novembre: quali messaggi al mondo? Assisi non è un punto di arrivo ma una spinta iniziale di un processo che siamo invitati a vivere come vocazione, come cultura e come patto. È necessario incidere ora concretamente nelle città, università, imprese, uffici pubblici e privati fino ai centri in cui si decidono temi e paradigmi, presente e futuro per le nuove generazioni. Servono gruppi dirigenti capaci di elaborare cultura, avviare processi, allargare orizzonti poliedrici, tracciare percorsi, cambiare stili di vita, modi di produzione e di consumo. La massimizzazione del profitto non può essere unico strumento di misura sacrificando costi umani, sociali e ambientali. Le università ed i centri di ricerca si aprano a nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Non ci sono scorciatoie per i giovani. Sono chiamati a sporcarsi le mani, ora. Spazio alla cultura, part time anche ai livelli più alti, lavoro dignitoso per tutti. Nel 2020, in conclusione, si è manifestato uno speciale kairos nel magistero di papa Francesco. Egli non è contrario alla logica di mercato ma alla sua ideologia che vede il mercato come principe regolatore dell’economia. L’imprenditore è prezioso come lavoratore, innovatore e non come speculatore. Si propone il passaggio dalla globalizzazione della indifferenza alla globalizzazione della fraternità, dalla buona politica della Evangelii Gaudium alla “migliore politica” per sconfiggere l’individualismo vero avversario di questo tempo.

Importante è allora il salto dalla vicinanza alla prossimità, dalla connessione internet alla fraternità, attraverso la politica che è lungimiranza, mitezza, gentilezza, fortezza. Dobbiamo imboccare la strada della generatività anche nel sistema politico in crisi, della resilienza trasformazionale, per uscire migliori da questa pandemia, per costruire il bene comune in questa società smarrita. La riscoperta della fraternità, che supera le categorie di amico- nemico, è la via da imboccare per cambiare il mondo verso una nuova epoca.

Silvio Minnetti

Dirigente scolastico. Presidente nazionale del Movimento politico per l'unità-Movimento dei Focolari. Collabora con la rivista Città nuova (sezione Studi e Cultura politica) e con la rivista La Società, della Fondazione Toniolo di Verona. Ha pubblicato: (con Luciana Salvucci) Legislazione scolastica (Franco Angeli 2005); (con Nicola Matteucci e Paolo Nanni) "Economia civile e gioco d’azzardo: la rete Slot Mob e l’esperienza delle Marche" in L'impatto del gioco d'azzardo in Italia in PRISMA. Economia - Società - Lavoro n. 3, 2016 Franco Angeli)

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