I nuovi licei Ted, cavallo di Troia delle imprese

Volerelaluna.it

04/02/2022 di:

La cifra del rovesciamento operato da quattro decenni di modello liberista è resa evidente dalla relazione tra scuola e lavoro. Negli anni ’70 del secolo scorso operai e studenti conquistavano le 150 ore per il diritto allo studio dei lavoratori, un monte ore retribuito e contrattualizzato per corsi di formazione e un titolo di studio. In questo modo, il mondo del lavoro si appropriava della scuola. Dal 2005 questo rapporto si è rovesciato: con l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro, questa volta sono gli studenti a entrare in azienda: manodopera gratuita per l’impresa, della quale vanno imparate regole, gerarchie e disciplinamento. Un rovesciamento di valori che nella morte da stage del giovanissimo Lorenzo rivela ferocia e cinismo. Un rapporto di potere ben evidenziato dalle cariche della polizia alle manifestazioni studentesche di questi giorni.

La relazione tra scuola e lavoro così concepita si appresta a breve a fare un ulteriore salto di qualità. Sono appena stati inaugurati i nuovi Licei Ted (Transizione Ecologica e Digitale), per ora come corsi sperimentali in 28 scuole, ma che già dal prossimo anno dovrebbero diventare oltre mille. Ma di cosa si tratta? Leggiamo direttamente dal sito del Consorzio Elis: «Il Liceo sperimentale Ted propone un percorso di formazione in quattro anni, che sappia coniugare la tradizione umanistico-scientifica con un metodo capace di dare ai giovani gli strumenti per vivere da protagonisti la transizione digitale ed ecologica in atto».

Entusiasta il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «È un salto per tutto il sistema educativo italiano e per il paese. Il liceo quadriennale Ted è un percorso di trasformazione dell’intero sistema educativo. La sostenibilità e la transizione ecologica e digitale sono temi centrali nella nuova scuola che stiamo costruendo per le nostre studentesse e i nostri studenti, così come è fondamentale il ruolo delle discipline Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Ringrazio tutti i protagonisti di questo progetto, a cominciare dalle scuole. Una sinergia con un ottimo risultato per gli obiettivi e le sfide del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano RiGenerazione Scuola».

In fondo la transizione ecologica è il tema del nostro tempo e l’innovazione digitale è il contesto quotidiano dei ragazzi e delle ragazze in formazione; che diventi un corso di studi liceali è quasi fisiologico. Eppure: perché il ministro della scuola pubblica benedice e ringrazia ma non promuove? E cos’è il Consorzio Elis? Si tratta di oltre 100 grandi imprese, che collaboreranno attivamente nell’ideazione e realizzazione dei programmi d’insegnamento, offrendo «conoscenze aggiornate e l’opportunità di verificarle sul campo attraverso tirocini e altri modelli di didattica esperienziale». Di questa nobile impresa di filantropia imprenditoriale fanno parte campioni del settore armamenti (Leonardo), dell’energia fossile (Snam, Eni), della privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici (Acea, A2A, Iren), delle telecomunicazioni (Tim, Vodafone), dell’informatica (Microsoft) e poi Toyota, Atlantia, Autogrill, Manpower, Campari (magari per un aperitivo a fine lezioni).

Ed ecco il salto di qualità: l’azienda non deve più solo entrare nella scuola, la progetta e la realizza, insegnando tre principi fondamentali: il benessere della società può derivare solo dal benessere dell’impresa, pertanto la scuola deve porsi al suo servizio; la crisi climatica è un problema tecnico, nessuno spazio a considerazioni di tipo ecologico, sociale e politico, che mettano in discussione il sistema e che costringano le aziende ad assumersi le proprie responsabilità; l’innovazione digitale è la risposta e, di conseguenza, serve una generazione specializzata, formata all’intoccabilità degli interessi delle imprese, alle loro gerarchie e disciplinamenti.

«Disoccupate le strade dai sogni. Sono ingombranti, inutili, vivi» cantava Claudio Lolli nel 1977. È quello che cercano di dire a studenti e studentesse le manganellate di questi giorni. Che il coraggio li aiuti a non smettere di osare.

L’articolo è tratto da il manifesto del 2 febbraio