Extinction Rebellion e il negazionismo climatico

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Extinction Rebellion sta funzionando. Un sondaggio di YouGov la scorsa settimana ha mostrato che le proteste del gruppo di azione diretta, così come quelle dei milioni di ragazzini guidati da Greta Thunberg, hanno portato la preoccupazione dell’opinione pubblica sull’emergenza climatica a livelli record.

Extinction Rebellion non dovrebbe esistere. Esiste solo perché la maggioranza dei media e dei Governi hanno fallito. Nonostante l’allarme della Nasa ricordi che stiamo affrontando un disastro globale già dal 1988, i media hanno avuto un approccio tipo “gli abiti nuovi dell’imperatore”. Hanno comunicato ciò che Sir David Attenborough definisce «la nostra più grande minaccia in migliaia di anni» con l’urgenza di una ricetta della quiche nei programmi televisivi del pomeriggio e con un distacco da cui emergeva che non credevano a quanto stavano dicendo. Per anni ci hanno detto che il massimo che potevamo fare era riciclare la plastica e scollegare il caricatore del telefono. Ma non ha funzionato. Lo scorso anno le emissioni globali sono state le più alte mai registrate. Intanto, gli avvertimenti del mondo scientifico sono diventati sempre più gravi. Il più importante scienziato del clima del mondo ha esortato i genitori a scendere in piazza.

Extinction Rebellion ha smascherato l’illusione del negazionismo climatico. Organizzando conferenze presso le comunità locali in tutto il Paese, ha dato loro voce e ha umanizzato questa crisi. Invece di spiegare piattamente che il livello dei mari si alzerà, le malattie si diffonderanno e i raccolti andranno perduti, ha chiarito che la cosa riguarda i nostri figli e noi. Ha espresso dolore per i nostri bambini, per la fauna selvatica, per la natura e paura per il degrado dei sistemi che ci tengono in vita. Paradossalmente, affermando questa terribile verità, ha creato per la prima volta autentica speranza. È stato come il bambino piccolo abbastanza coraggioso da farsi avanti, indicando il re nudo, affermando la realtà: che tutta la vita sulla Terra è minacciata, anche le famiglie di giornalisti e parlamentari, e solo una mobilitazione di massa in tutto il mondo costringerà i nostri leader illusi ad agire.

Con questa consapevolezza, in migliaia si sono fatti avanti e si sono presi le piazze per provocare una rottura pacifica, unico modo per far sì che i media si concentrino su una storia che avrebbe dovuto occupare le loro pagine dal momento in cui sono venuti a conoscenza dei fatti fino a quando questo incubo non sarà finito.

La battaglia però non è ancora vinta. Due settimane fa, quando più di un milione di studenti hanno protestato per le loro vite, il sito di notizie della BBC ha dato più rilievo a una storia sui pericoli nella conduzione del cane. Quando Philip Hammond ha suggerito che un milione di sterline è un prezzo troppo alto per garantire il futuro dei nostri figli, seri commentatori hanno annuito. Sembra che la terrificante realtà di ciò che stiamo affrontando non abbia ancora colpito nel segno. Troppe persone in posizioni di potere credono ancora che se affermano che la situazione non è grave, allora è così. Esse non riescono a vedere che lo sconvolgimento attuale non è niente in confronto alla furia di un popolo di genitori consapevoli che la scienza, certa da lungo tempo ma costantemente messa in dubbio, afferma che, se si verificasse lo scenario peggiore, i loro figli potrebbero non vivere oltre la mezza età.

Questa settimana Penguin ha pubblicato il primo libro del gruppo, This Is Not a Drill (“Questa non è un’esercitazione”). Il logo della Penguin sulla copertina giace morto. Non sono Extinction Rebellion o Greta Thunberg che vogliono essere ascoltati: sono gli scienziati che ci hanno urlato contro negli ultimi 30 anni. Se quel messaggio otterrà l’effetto voluto tra le persone in posizioni di potere, allora questo movimento potrebbe rivelarsi ciò che ci salverà da noi stessi. Altrimenti, affronteremo una realtà così terribile che nessuno può immaginare.

L’articolo è tratto da The Guardian del 10 giugno 2019.  La traduzione è di Sabrina Di Carlo