L’ultimo affronto: Berlusconi dalla P2 al Quirinale

Volerelaluna.it

17/12/2021 di:

Ci si avvicina, velocemente, a una scadenza istituzionale molto importante: l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che, è bene ricordarlo, non è un ruolo formale ma, come previsto da alcuni articoli della Carta costituzionale, è Capo dello Stato e garante dell’unità nazionale, Capo delle Forze Armate, emana e firma le leggi, può sciogliere le Camere, indire le elezioni, nomina il Presidente del Consiglio. 

Francamente è davvero avvilente che si possa anche solo ipotizzare la figura di Silvio Berlusconi come candidato a questo ruolo chiave delle istituzioni.

Non si tratta solo di sottolineare i vari procedimenti penali a cui è stato sottoposto nel corso degli anni, dai quali spesso si è salvato soprattutto grazie a prescrizioni, amnistie e depenalizzazioni, anche se proprio questo quadro di procedimenti, di cui alcuni ancora in corso, è in piena dicotomia con la figura di garante della legalità costituzionale richiesta a un Capo di Stato. Ben più grave è la macchia nera, al momento sottaciuta dai media nazionali sempre così attendisti e privi di spina dorsale nei confronti degli uomini di potere, che è indelebile e in netta contrapposizione con la Costituzione: l’iscrizione di Silvio Berlusconi alla Loggia massonica P2, definita dalla Commissione parlamentare di inchiesta, presieduta da Tina Anselmi, un’associazione a delinquere ed eversiva.

Non ne parla il Corriere della Sera, sul quale Silvio Berlusconi scrisse editoriali quando nel 1977 la P2  assunse il controllo politico e finanziario del Gruppo Rizzoli e del quotidiano più importante d’Italia, per condizionare l’opinione pubblica e rovesciare il sistema democratico. Non ne parlano i quotidiani del nuovo corso del Gruppo GEDI, La Stampa e la Repubblica.

E allora è bene ricordare a questo proposito l’intervista-dichiarazione dell’ex Presidente Carlo Azeglio Ciampi, rilasciata a Mario Calabresi nel gennaio 2013 e riportata su la Repubblica il 17 settembre 2016 (giorno successivo alla morte dell’intervistato), quando il giornale non era ancora entrato nel “pianeta” EXOR:

«In Italia non si è data sufficiente importanza a cosa è stata la P2, ma Villa Wanda è ancora aperta e il titolare è ancora lì, vivo e vegeto [Licio Gelli sarebbe scomparso due anni dopo, il 15 dicembre 2015], e molti degli aderenti a quella loggia massonica, non c’è bisogno di fare nomi perché li ha ben presenti, sono ancora in circolazione. La stagione della P2 non è mai finita, ha continuato ad agire sotto traccia, continuando ad inquinare le istituzioni italiane. Il fatto di non aver estirpato fino in fondo questo cancro è un grande cruccio».

La P2 fu definita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta dall’onorevole Tina Anselmi, uno Stato nello Stato, cui aderirono imprenditori, responsabili dei servizi segreti, generali delle forze armate, magistrati, politici, uniti da una visione eversiva dell’ordinamento giuridico della Repubblica. Più volte la P2 è stata indicata come corresponsabile delle stragi nere che hanno cadenzato la lunga stagione della “strategia della tensione”, e ne è uscita grazie alle connivenze negli alti livelli istituzionali

La prova che la P2 non sia mai stata sconfitta, sebbene sciolta nel 1982 grazie alla coraggiosa e determinata azione della Commissione parlamentare presieduta da Tina Anselmi, la si ritrova nelle parole di Licio Gelli che, alla conferenza stampa di presentazione della trasmissione “Venerabile Italia” su ODEON TV, dichiarò rispetto al suo eversivo “Piano di rinascita democratica”: «Berlusconi? Può attuare il mio piano» (La Stampa, 31 ottobre 2008).

Da tempo siamo in una situazione di “deficit politico,” a causa di una rappresentanza complessivamente mediocre che non risparmia soprattutto l’area del centrosinistra, dove mancano dignitose e coerenti figure di riferimento, ma questa emergenza non può in alcun modo aprire possibilità a chi è stato partecipe del progetto eversivo della P2, e Silvio Berlusconi era titolare della tessera n. 1816.