La lezione del 2020 e il nostro futuro: tre giorni di riflessione

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«Niente sarà più come prima». Quante volte l’abbiamo sentito e ripetuto? L’impatto della pandemia è stato così pervasivo e profondo da indurci a rimettere in discussione il nostro modello di società. Eppure, «non vediamo l’ora che tutto torni alla normalità». Già, ma quale normalità? Quella della distruzione dell’ambiente, della diseguaglianza, della povertà, dello sfruttamento lavorativo, della disoccupazione, del sottofinanziamento di salute, scuola, ricerca, assistenza, previdenza?

Oscilliamo paurosamente tra due contrapposte polarità. Da un lato, la consapevolezza, profonda, che il Covid-19 non è altro da noi, dal nostro modo di vivere e di essere, dal sistema di relazioni sociali ed economiche che abbiamo costruito: che al virus abbiamo, insomma, preparato il terreno, creando le condizioni ottimali per il suo avvento e la sua diffusione incontrollata. Dall’altro lato, il desiderio, istintivo, di tornare a quello che eravamo, al «tutto e subito» proprio dei diritti assoluti, all’assenza del limite propria della negazione dei doveri: all’idea, insomma, che il mondo sia un insieme di “cose”, animate e inanimate, poste al nostro servizio, non certo un luogo in cui trovare, armonicamente e rispettosamente, il nostro posto.

Il Recovery PlanET proposto dalla Società della Cura e il Recovery Plan elaborato dal governo Draghi, sulla scia di quello del secondo governo Conte, rappresentano plasticamente queste due polarità. L’illusionistica invenzione del Ministero della transizione ecologica, operata dalla coppia Grillo-Draghi, simboleggia con evidenza quanto strumentale possa essere il richiamo dell’ecologia da parte di chi mira a uscire dalla pandemia non attraverso una rivoluzione che davvero cambi tutto, ma attraverso una restaurazione gattopardesca, che finga di cambiare tutto, perché tutto rimanga esattamente come prima.

Risulta, allora, più che mai necessario domandarsi cosa è successo, cosa ci è successo, cosa vorremmo che succedesse. È quello che faremo in tanti, venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 aprile, attraverso ventidue confronti che coinvolgeranno 108 ospiti in un “quasi festival”, intitolato La lezione del 2020. Spunti per il futuro (informazioni complete su https://www.lalezionedel2020.it).

Oltre ai promotori – Fabrizio Barca, Costanza Boccardi, Paola Boffo, Raffaella Bolini, Susanna Camusso, Loris Caruso, Ascanio Celestini, Maura Cossutta, Sabina De Luca, Nicoletta Dentico, Monica Di Sisto, Roberta Fantozzi, Alfonso Gianni, Sergio Labate, Costanza Margiotta, Salvatore Monni, Francesco Pacifico, Francesco Pallante, Luigi Pandolfi, Giulia Rodano, Carlo Saitto, Giorgia Serughetti, Massimo Torelli, Massimo Villone, Vincenzo Vita, Filippo Zolesi, Alberto Zoratti – a intervenire saranno interlocutori come Vittorio Agnoletto, Marco Bersani, Rosy Bindi, Aldo Bonomi, Maria Grazia Breda, Luigino Bruni, Luca Casarini, Roberto Ciccarelli, Nerina Dirindin, Ida Dominijanni, Eleonora Forenza, Riccardo Iacona, Simona Maggiorelli, Giulio Marcon, Cesare Mirabelli, Michela Murgia, Giovanni Paglia, Dimitrios Papadimoulis, Simone Pieranni, Francesca Re David, Claudio Riccio, Gianni Rinaldini, Linda Laura Sabbadini, Davide Sassoli, Mario Tozzi, Pasquale Tridico, Massimo Villone, Vincenzo Visco, Gianfranco Viesti, … e molti altri. Di Volere la luna saranno presenti Alessandra Algostino, Tomaso Montanari, Livio Pepino e Marco Revelli.

Moltissimi i temi che saranno approfonditi: la salute del pianeta, le diseguaglianze, l’emergenza giuridica, il conflitto tra lo Stato e le Regioni, il recupero della territorialità, la riscoperta del conflitto, il lavoro, gli anziani e il dramma delle Rsa, la scuola e gli studenti, il mercato dei vaccini, l’abbandono della cultura, il capitalismo delle piattaforme, il necessario cambiamento politico, le tensioni internazionali, il fallimento dell’Unione europea, le riforme di cui ci sarebbe bisogno (dalla pubblica amministrazione al fisco).

Tutti gli eventi saranno trasmessi in diretta su YouTube (https://tinyurl.com/mkj7ywfw) e su Facebook (https://www.facebook.com/lalezionedel2020), oltre che, in alcuni casi, sulle pagine delle associazioni interessate come Volere la luna (https://www.youtube.com/channel/UCm4ngyPkoHidEgzzFcx5Ffw). Informazioni complete sul sito: https://www.lalezionedel2020.it.

Appuntamento, allora, a venerdì 16 aprile, ore 17,30, per l’inaugurazione del “quasi festival” con Ascanio Celestini e, a seguire, la tavola rotonda d’apertura con Marina Davoli, Giulio Marcon, Livio Pepino, padre Camillo Ripamonti, Giulia Rodano, Linda Laura Sabbadini, Pasquale Tridico.

Francesco Pallante

Francesco Pallante è professore associato di Diritto costituzionale nell’Università di Torino. Tra i suoi temi di ricerca: il fondamento di validità delle costituzioni, il rapporto tra diritti sociali e vincoli finanziari, l’autonomia regionale. In vista del referendum costituzionale del 2016 ha collaborato con Gustavo Zagrebelsky alla scrittura di "Loro diranno, noi diciamo. Vademecum sulle riforme istituzionali" (Laterza 2016). Da ultimo, ha pubblicato "Contro la democrazia diretta" (Einaudi 2020) e "Elogio delle tasse" (Edizioni Gruppo Abele 2021). Collabora con «il manifesto».

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