Per un soggetto politico nuovo e di sinistra

Volerelaluna.it

02/03/2021 di:

La formazione del Governo Draghi, le vicende che l’hanno favorita e accompagnata, la sua accettazione acritica da parte delle forze politiche in Parlamento (all’infuori della destra neofascista e di qualche esponente, in numero inferiore alle dita di una mano, di Sinistra italiana) e della quasi totalità della stampa nazionale hanno aperto in quel che resta della sinistra un confronto sulle prospettive che si aprono. Le domande sono chiare: dove stiamo andando? E, ancora, che fare? A questo dibattito, su cui stanno arrivando molti e appassionati contributi, Volere la Luna dedicherà una particolare attenzione.

Vi è ormai una convinzione piuttosto ampia che occorra un nuovo soggetto di sinistra nel panorama politico italiano (e, nel contempo, che siano necessari tempi lunghi per tale risultato). Infatti, non si tratta di dar luogo a un’altra delle frequenti “ammucchiate” elettorali, che hanno prodotto sempre scarsissimi risultati, ma di avviare un vero e proprio “processo costituente” (anche se questo termine sembra ormai non più di moda).

Occorre, cioè, stimolare un percorso che porti a confrontarsi saperi intellettuali e saperi comuni, scaturiti nell’ambito della società, delle lotte e dei movimenti (saperi che sviluppano analisi, elaborazioni, proposte, a livello economico e sociale, e che pure sono già presenti nel mondo della cultura e nei territori, ma che risultano auto-referenziali, chiusi ciascuno nel proprio ambito), in modo da costruire una massa critica in grado di influire a livello di opinione pubblica, di costituire quel retro-terra culturale diffuso indispensabile per ogni tentativo serio di avviare politiche finalizzate alla trasformazione dell’esistente. Inoltre, è necessario avviare canali di collegamento fra le esperienze, le attività, le iniziative (esperienze, attività, iniziative portate avanti da organizzazioni di massa, tipo i sindacati e l’associazionismo, e dalle realtà di base) sul terreno della solidarietà, della cooperazione, dell’impegno comune antirazzista, antisessista, pacifista, antifascista e la costruzione del soggetto che dia consistenza alla loro voce, oggi così flebile, nell’ambito delle istituzioni rappresentative. Importante, per avviare questo processo con urgenza, come risulta estremamente necessario, è stabilire da chi e come viene iniziato, in modo che nessuna forza più o meno organizzata se ne voglia appropriare, ci voglia, come si suol dire, mettere il cappello sopra.

Forse, per il “big bang” del processo costituente, si potrebbe partire da un appello di personaggi “al di sopra di ogni sospetto”, stimati e autorevoli, com’è avvenuto in altre occasioni (per la difesa della Costituzione, ad esempio). Ma per ora sembrano prevalere, salvo rare eccezioni, la “beatificazione” di Draghi, “salvatore della patria”, o un silenzio assordante (tanto che sembra del tutto dimenticato, o considerato comunque positivo, il ruolo demolitore svolto da Matteo Renzi, per conto della Confindustria e dei poteri finanziari, nell’abbattere il Governo Conte, che aveva mostrato una qualche autonomia, anche se piccola, nei confronti di quei poteri, e determinare una svolta a destra).

Per giustificare l’“ammucchiata” quasi totale dei soggetti rappresentati in Parlamento a sostegno di Draghi, si cita l’esperienza unitaria della Resistenza, dimenticando però che quella unità aveva un nemico preciso, il nazi-fascismo, e quindi un collante altrettanto preciso, l’antifascismo, mentre quella odierna i fascisti ce l’ha al suo interno (quelli della Meloni sono all’opposizione, ma quelli di Salvini, sovranisti e razzisti al pari della Meloni – sovranismo e razzismo sono nel DNA della Lega e hanno scarso valore le parzialissime conversioni momentanee di Salvini –, sono dentro). Un aspetto è quindi il processo costituente da avviare urgentemente, ma altra cosa è il “che fare” nel frattempo (da evitare, comunque, le elezioni anticipate, che sarebbero un disastro non solo per la sinistra, ma anche per la democrazia costituzionale).

Credo che le posizioni critiche da sinistra, più che in enunciazioni general-generiche contro il Governo Draghi, potrebbe cercare un’unità d’intenti intorno a obiettivi come:

– la difesa della democrazia costituzionale, che fa perno sul ruolo del Parlamento,

– l’opposizione, man mano che si presenteranno, ai provvedimenti che il Governo prenderà in contrasto con le esigenze della maggior parte della popolazione (di particolare importanza l’utilizzo dei finanziamenti che arriveranno dall’Europa e di cui già si individua come prioritario l’impiego nel portare avanti le grandi opere inutili e dannose: fra l’altro, Renzi e Salvini hanno riproposto il ponte di Messina),

– la promozione di campagne vere e proprie su temi avvertiti come importanti da un gran numero di persone (esemplificando: i vaccini “bene comune” svincolati dalla logica dei brevetti e dei profitti e la pubblicizzazione dell’acqua, che qualcuno vorrebbe invece quotare in borsa),

– la riproposizione, con forza, della lotta al precariato e della indicazione di “un’altra Europa”, quella del Manifesto di Ventotene – di Colorni, Rossi, Spinelli –, da contrapporre a quella attuale, neo-liberista, delle banche e dei “padroni del vapore” finanziari,

– il mantenere alta la guardia, anche in tempi di Coronavirus, rispetto all’antirazzismo (all’accoglienza e all’inclusione dei/delle migranti: va riproposto, fra l’altro, un provvedimento quale lo “ius soli”, che garantirebbe la cittadinanza italiana a centinaia di migliaia di ragazzi/e e di giovani), all’antisessismo (si registra un aumento della violenza sulle donne e dei femminicidi), all’antifascismo (con le destre fino a poco fa “negazioniste” dei pericoli dovuti alla pandemia oggi addirittura in ruoli di governo),

– il tenere in considerazione, e appoggiare, l’esperienza della Società della Cura che cerca di collegare gli interventi di impegno sociale sviluppatisi a livello locale.

In conclusione, oggi come ieri, «ora e sempre Resistenza»!