Youtrend-Fiom: il voto operaio in Piemonte

28/04/2018 di:

“Operai più ‘grillini’ nel torinese e leghisti nel resto del Piemonte”. Così i giornali commentano nelle pagine locali i risultati dell’analisi “Fiom-Youtrend” sul voto delle tute blu piemontesi presentata a Torino venerdì 27 aprile da Lorenzo Pregliasco, direttore di Youtrend e da Federico Bellono, segretario regionale della Fiom. Al centro l’inversione tra gli elettori e, simmetricamente, tra le forze politiche rispetto alle rispettive basi sociali. “Chi proclamava valori di sinistra ha messo in piedi politiche di destra mentre la destra, a parole, ha portato avanti temi di sinistra”, ha sintetizzato il segretario regionale Cgil Vittorio De Martino. E così i lavoratori che tradizionalmente votavano a sinistra hanno trasferito il proprio voto sui 5 Stelle o sulla Lega abbandonando a un solitario destino il Pd.

I dati, peraltro, sono feroci. Di per sé. Né si prestano a equivoci o a differenti interpretazioni. Come ha detto Pregliasco “si può dire che nella cintura i voti che un tempo andavano al Centrosinistra sono finiti ai 5Stelle, mentre nel resto del Piemonte c’è stato lo stesso travaso ma in favore della Lega”. Nei comuni a maggiore concentrazione operaia il tracollo del Pd è stato particolarmente violento: sette punti percentuali persi a Venaria e Orbassano (prima cintura indiustriale, una forte concentrazione di ex indotto Fiat), sei in meno a Collegno e Alpignano (due storiche roccaforti Pci che erano sopravvissute ancora a lungo, fino a Bersani e alle politiche del 2013); quattro punti in meno a Rivoli.

E in Piemonte il bunker operaio di Novi Ligure, centro industriale cerniera tra Liguria e Piemonte, un tempo la più forte base Pci regionale (con il più combattivo gruppo del Manifesto fin dalla sua nascita) il Pd passa dal 32,2% al 23,6%, a Omegna dal 32,7% al 25,5%, a Casale Monferrato, ancora ferita dall’amianto dell’Eternit, ex distretto del freddo con una concentrazione metalmeccanica altissima, dal 29,1% al 22,8%. Quasi nessuno qui ha perdonato il Jobs Act renziano, e nemmeno la riforma Fornero. Gli operai a più alto livello di qualificazione hanno ripiegato sulla Lega (tra gli artigiani orafi di Valenza e tra gli operai del comparto degli occhiali il centrodestra trainato da Salvini ha sfiorrato il 50%). Gli altri (soprattutto dove è ancora presente il comparto produttivo dei mezzi di trasporto) si sono riversati sui 5 Stelle. Quanto a Torino – è stato detto – “il confine sembra essere corso Regina Margherita: al di sopra, verso Nord, vincono i Cinque Stelle (oppure, come coalizione, il centrodestra), con grande affermazione anche della Lega, mentre nel centro e collina resiste il centrosinistra”.