L’acqua mancherà: razioniamola

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La miopia, ovvero talvolta la vera e propria stupidità di chi ci governa, si nota anche nelle piccole cose. I cambiamenti climatici ci obbligano a fare i conti con la carenza di acqua, l’oro blu. Orbene, secondo Milena Gabanelli, la rete acquedottistica italiana è un vero colabrodo: si perdono lungo la penisola qualcosa come 6,5 milioni di litri al minuto.

Eppure, nonostante le perdite, nonostante le sempre più frequenti siccità (letteralmente spaventosa quella che sta interessando il nord Italia): nulla si fa al riguardo, anzi, si fa di tutto in senso contrario, tipo bucare le montagne e disperdere sorgenti, come è avvenuto con l’Alta Velocità Bologna-Firenze, come è avvenuto in Val di Susa con la diga di Pont Ventoux e come avverrà sicuramente con il TAV e come accadrà al Sud con l’opera omologa del TAV, ossia la stupida e inutile Napoli-Bari.

In compenso i nostri governanti affermano che il futuro sarà green, ma lo affermano solo perché è cambiato il vento ed è cambiata la lobby: non più quella del petrolio, bensì quella delle rinnovabili. Solo un diverso tipo di capitalismo. Nessun potere economico evidentemente spinge abbastanza per tappare le falle degli acquedotti. Scusate, ma questa cosa mi fa davvero incazzare parecchio.

Così come mi fa incazzare che chi governa non faccia nulla per educare i cittadini al risparmio dell’acqua. Le tariffe dell’acqua in Italia sono fra le più basse d’Europa e del mondo. Ha senso? Iniziamo a toccare i cittadini nelle tasche, dimodoché ci si accorga che l’acqua è un bene e che costa. E reinvestiamo i guadagni per tappare le falle. E poi, mi domando, chi governa le città, non potrebbe emanare delle ordinanze con cui l’acqua si raziona? È vero, l’acqua non manca ancora, ma mancherà, statene certi, e poi comunque se te la raziono, magari non farai una doccia al giorno, magari non lascerai aperto il rubinetto fino a che non hai finito di lavarti i denti, magari non laverai i piatti con l’acqua che scorre, e così via.

Si dirà che sono piccole cose. Vero, ma non si fanno neanche quelle…

About Fabio Balocco

Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: "Piste o peste"; "Disastro autostrada"; "Torino. Oltre le apparenze"; "Verde clandestino"; "Loro e noi. Storie di umani e altri animali"; "Il mare privato". Come unico autore: "Regole minime per sopravvivere"; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni"; "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo". Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

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