Assemblea 31 marzo / Report 1

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Il 31 marzo 2019 si è svolta a Torino l’assemblea ordinaria dell’Associazione, aperta da brevi relazioni di Livio Pepino (sulla situazione organizzativa) e di Tomaso Montanari e Marco Revelli (sulle prospettive nel contesto della situazione politica).

L’assemblea ha visto una partecipazione elevata (62 soci) e molti interessanti interventi.

All’esito dell’assemblea è stato eletto all’unanimità il nuovo consiglio direttivo nelle persone di

1) Sabrina Di Carlo

2) Enzo Di Dio

3) Carlo Minoli

4) Tomaso Montanari

5) Rita Palumbo

6) Livio Pepino

7) Fulvio Perini.

Sono stati inoltre approvati, sempre all’unanimità, il bilancio consuntivo del 2018 e quello preventivo per il 2019.

In questo primo report si pubblicano la relazione introduttiva di Livio Pepino e il bilancio consuntivo e quello preventivo.

Si rinviano a successivi report, di prossima pubblicazione, le sintesi degli interventi introduttivi di Tomaso Montanari e di Marco Revelli e del conseguente dibattito. Successivamente si pubblicheranno eventuali commenti.

1) Relazione introduttiva dell’assemblea, di Livio Pepino

2) Bilancio consuntivo del 2018 approvato dall’assemblea

3) Bilancio preventivo per il 2019 approvato dall’assemblea

4 Comments on “Assemblea 31 marzo / Report 1”

  1. Permettetemi di ringraziarvi ancora per quanto state facendo.
    Come anche discusso in assemblea, credo anch’io sull’opportunità di avere un radicamento nazionale (almeno negli auspici) e non solo torinese.
    L’idea di un’associazione che cerchi di ricreare luoghi di cultura politica, insieme ad iniziative che rispondano ad esigenze concrete dei quartieri, credo rappresenti la risposta più efficace per costruire spazi di elaborazione e costruzione di un diverso modello di cittadinanza
    Ad maiora

  2. Veramente un bel risultato. Articoli di alto livello. Per me un grande aiuto anche per il lavoro di Consigliere Comunale su alcuni temi (TAV, DECRETO SICUREZZA, ecc)

  3. Leggo nella relazione introduttiva del ritardo sul terzo obiettivo: quello di “contribuire a ricostruire luoghi e forme di cultura politica”.
    Per riconfermarmi come socio sostenitore vorrei un segno di disponibilità a superare il concetto di “ricostruzione”.
    Gli strumenti che abbiamo in dotazione permettono di andare oltre le dimensioni territoriali che si percepiscono come limite al radicamento dell’associazione.
    Si dovrebbe invece percepire il potenziale degli strumenti e poi avviare tentativi di tradurlo in azione, imparando dagli inevitabili errori che verranno commessi, prima di tutto per colpa di incapacità umane e, quindi, di necessità di adeguamento sia sociale sia tecnico.
    Questo commento vorrebbe dire di più, per aggregare interlocutori che concorrano a dire ciò che deve essere detto [per essere tradotto in azione]. Non può farlo.
    In inglese si direbbe che c’è bisogno di una storia “to be re-authored and lived by” [da ri-vivere e raccontare].
    La storia della “relazione” che ha “generato” il web l’abbiamo vissuta a “nostra insaputa”.
    Non è mai stata raccontata.
    E’ urgente ricominciare a viverla.

  4. Ho partecipato, con molto piacere e interesse, all’assemblea annuale di “Volere la luna” di domenica 31 marzo.
    Gli interventi puntuali di Livio Pepino, di Marco Revelli e di Tomaso Montanari hanno subito aperto, con opportuni approfondimenti politici, un dibattito articolato e vivace fra i numerosi partecipanti.
    Un gran bel dibattito: di qui la mia modesta proposta di replicare, di tanto in tanto, occasioni simili di confronto.
    E’ un vero conforto, in questi tempi un poco difficili, ascoltare voci, come quelle del dibattito di domenica, impegnate, pacate, consapevoli degli ostacoli politici odierni, ma anche aperte alla speranza e alla volontà di farsi sentire positivamente nella realtà sociale attuale.
    Non conoscevo ancora la proposta di fare della nuova sede di “Volere la luna”, in Via Trivero, anche un centro di incontro e di “mutuo aiuto” sul territorio del quartiere San Donato-Parella.
    Bellissima idea! Tanto che, al termine dell’assemblea, con il mio compagno, ci siamo recati, curiosissimi, a vedere dall’esterno la palazzina in via di risistemazione. Davvero un bel luogo, ricco di memoria storica, ampio e adatto a contenere molte persone per riflessioni, impegni e, perché no, occasioni festose. Collaboreremo senz’altro, con la speranza che per il primo maggio si possa inaugurare, con un festoso pranzo sociale, questo incantevole spazio.
    Mi fa piacere svolgere ora qui una breve riflessione di carattere generale, ripensando alle molte suggestioni ricevute dal dibattito di domenica. Gli interventi che ho ascoltato avevano, giustamente e in generale, come bersaglio polemico la politica attuale della Lega (ca va sans dire), dei 5Stelle e del PD. Ebbene in questo quadro sconfortante, mi sento di invitare alla cautela a proposito delle critiche serrate ai 5Stelle. Alla base un paio di semplici (e forse, lo ammetto, semplicistiche) ragioni: da una parte, il fatto che essi rappresentino oggi l’unico, seppur fragile, baluardo istituzionale contro una destra sempre più aggressiva e disumana. Dall’altra, il fatto che, in questa ultima alternanza di governo, il PD abbia fatto letteralmente terra bruciata nei confronti dei nuovi “colleghi”. Colleghi parlamentari e amministratori 5Stelle immersi ex novo in un contesto di interessi economici potentissimi e di assai ardua gestione nell’isolamento politico o, peggio, nel contrasto. Ma a prevalere sono ovviamente sempre le logiche dell’un contro l’altro armato e mai del bene comune.
    Dunque auspico che le nostre giuste critiche ai 5Stelle siano sempre costruttive, preoccupate appunto del bene comune e degli obiettivi che si possono costruire insieme, superando le delusioni cocenti dei tanti loro errori.
    Un’ultima osservazione: all’assemblea erano presenti (evviva!) alcuni giovani. Me ne sono rallegrata, ma mi sono rallegrata soprattutto ascoltandoli intervenire con sapienza. Ne ho ricavato questa considerazione: non soffermiamoci sulla contrapposizione, che spesso va per la maggiore, fra giovani impegnati e no, volti al futuro (da una parte) e adulti/anziani ricchi o no di esperienza del passato (dall’altra).
    In realtà siamo tutti coinvolti in QUESTO PRESENTE, ogni generazione con le sue luci ed ombre e le sue caratteristiche e contraddizioni.
    La sfida è costruire insieme spazi in cui ciascuno possa esprimere liberamente la sua volontà di cambiare un poco se stesso e la realtà che lo circonda (cosa di cui ora c’è davvero molto bisogno!)

    P.S. Desidero ancora manifestare un plauso a tutti i relatori (anche a tutti quelli intervenuti al mattino all’incontro organizzato dal Controsservatorio della Val Susa) e , in particolare, a Tomaso Montanari. La sua “lezione” (che spero possa essere resa pubblica sul sito di “Volere la luna”) è stata per me una bellissima lezione di speranza nella Cultura e nel valore del lavoro intellettuale, quando esso si coniuga alla libertà e alla giustizia. E anche all’impegno pratico e quotidiano nelle comunità sociali.

    Claudia Peirone

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