Di nuovo zona rossa

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E così, dopo un anno interminabile, stiamo ricadendo dentro la zona rossa.

Non avendo nemmeno il coraggio di chiamarla col nome appropriato: vengono inventate colorazioni improbabili, sfumature di arancione, al solo vano scopo di celare la verità, di non riportare alla luce termini indicibili e inquietanti come lockdown, che possano richiamare l’esperienza vissuta la scorsa primavera.

Il linguaggio e i suoi strumenti retorici sono una delle pandemie nella pandemia. Il virus, un minuscolo invisibile virus, ha reso giganti le contraddizioni di un sistema economico che è in grado di produrre, ma non di proteggere le persone cui si rivolge, che induce al consumo, ma di beni spesso superflui e di breve durata, atti soltanto a incensare la religione laica del Pil. Un sistema che vacilla, strutturalmente insostenibile dati i limiti fisici del pianeta che lo ospita, ma che non viene messo in discussione da una politica ad esso prona, che sceglie di chiudere le scuole, i musei e i teatri, ma non le fabbriche o i centri commerciali, che ferma le persone, ma non le borse.

O accetteremo l’impellente urgenza di modificare alla radice i nostri stili di vita e di consumo, o dovremo accettare che il nostro modo di relazionarci col mondo esterno sia mediato da una mascherina e da uno stato permanente di diffidenza, paura, incertezza, di fragilità del nostro essere. Il distanziamento epidemico come modalità permanente di approccio verso il prossimo, a rafforzare quello razziale e sociale.

Che mondo ci attende alla fine di questo interminabile periodo?

Un mondo che avrà ancora il paradigma della crescita come suo unico motore? Purtroppo, l’unica diffidenza che non abbiamo sviluppato e per la quale pare non esserci vaccino è proprio verso il capitalismo e il potere di uno strumento evanescente come il denaro. Per ora, l’unico vaccino disponibile senza limitazioni è la consapevolezza.

Gli autori

Francesco Fantuzzi

Francesco Fantuzzi, animatore del gruppo civico Reggio Città Aperta, consigliere della cooperativa di finanza mutualistica e solidale Mag6, è promotore di iniziative di partecipazione civica culturale e ambientalista nel settore dei beni comuni. Ha scritto da ultimo, con Franco Motta, "Dentro la zona rossa. Il virus, il tempo, il potere" (Sensibili alle foglie, 2020).

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