Brasile. L’insediamento di Bolsonaro: un presidente fascista

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Ecco, di seguito, la traduzione del discorso di Bolsonaro in occasione del suo insediamento come nuovo presidente del Brasile (1 gennaio 2019).

Di solito non commento i testi che traduco e metto a disposizione del sito. Ma questa volta non posso non manifestare lo stupore, l’immensa tristezza, la rabbia e la grande preoccupazione che provo nel leggere queste parole, soprattutto perché fra il 1987 e il 1992 ho conosciuto un altro Brasile.

Stupore perché mi chiedo come sia possibile che dopo gli anni della grande speranza del movimento per la nuova Costituzione democratica (1988), della crescita nelle periferie urbane e nei campi dei movimenti popolari, dei sindacati liberi che hanno portato Lula al governo del Paese gli elettori abbiano potuto votare un ex militare che si è sempre dichiarato a favore della giunta militare che ha governato il Brasile dal 1964 al 1985 e della dittatura cilena.

Tristezza perché conosco lo stato d’animo dei miei amici brasiliani con cui ho lavorato, alcuni dei quali hanno provato sulla loro pelle la tortura, il carcere e la perdita dei loro cari, solo perché si opponevano alla giunta militare. Penso a P., un economista, ancora claudicante per le fratture a una gamba subite durante gli interrogatori dei militari: ricordo che a volte, passando sotto un palazzo della polizia statale, mi diceva: «Ecco è lì che ho trascorso i giorni peggiori della mia vita». Penso a M., un intellettuale, una persona di grande dolcezza, che lavora da anni nella formazione di militanti dei movimenti popolari: mi ricordo che quando abbiamo condiviso il cortile di casa, lui stava ancora assumendo psicofarmaci a seguito dei traumi subiti. Erano stati torturati lui e la sua ragazza contemporaneamente, l’uno di fronte all’altro. Ma non c’era voglia di vendetta nella loro parole, solo voglia di giustizia… giustizia che non è mai arrivata e oggi sembra sempre più lontana.

Rabbia perché sappiamo che Bolsonaro ha vinto grazie a un’azione giudiziaria assolutamente fuori dalle regole, anche a detta della maggioranza dei giuristi brasiliani e non (vedi Lula, una condanna politica in un processo senza regole), che ha incarcerato e continua a tenere in galera il suo avversario Luiz Inácio Lula da Silva, che probabilmente oggi sarebbe al posto di questo fascista.

Rabbia perché penso che, come agli inizi degli anni Settanta, dopo il golpe di Pinochet in Cile, tutto il mondo progressista e democratico, dopo un discorso come quello di Bolsonaro, dovrebbe insorgere e chiedere di chiudere le relazioni ufficiali con il suo Governo. Sappiamo, invece, che il nostro Salvini è stato uno dei primi a complimentarsi con il nuovo presidente, ma questo non ci stupisce… È vero, oggi molta stampa internazionale ha sottolineato il carattere estremamente reazionario del discorso del Bolsonaro, ma questo non basta. Ci vuole una mobilitazione del mondo progressista contro un nemico della democrazia.

Preoccupazione perché penso a cosa succederà alle migliaia di persone del Movimento Sem Terra che occupano le terre incolte, che già prima di Bolsonaro erano oggetto di attentati e atti di intimidazione. Penso alle persone impegnate con i movimenti popolari, con il sindacato libero, con le associazioni indigene, con le minoranze, primo fra tutti il movimento negro. Penso alle migliaia di meninos de rua che ogni anno in Brasile spariscono assassinati da gruppi paramilitari.

Lascio a voi la lettura del discorso di Bolsonaro pieno di riferimenti a noti messaggi dittatoriali (Patria, dio e famiglia, superamento dei partiti, rimettere ordine, difesa dei nuovi valori tradizionali).

Spero che siate colti dalla stessa indignazione contro i fascismi di ogni latitudine e chi li sostiene… a cominciare dal nostro ministro degli interni.

 

Testo del discorso di insediamento del presidente Jair Bolsonaro, 1 gennaio 2019

Amiche e amici di tutto il Brasile, è con umiltà e senso dell’onore che mi rivolgo a voi come presidente del Brasile.

Mi pongo di fronte a tutta la nazione in questo giorno, come il giorno in cui il popolo ha iniziato a liberarsi dal socialismo, dal capovolgimento dei valori, dal gigantismo dello Stato e dal politicamente corretto. Le elezioni hanno dato voce a chi era inascoltato. E la voce della strada e delle urne è stata molto chiara. E io sono qui per rispondere ancora una volta a questo desiderio di cambiamento.

Sono qui anche per rinnovare le nostre speranze e ricordare che, se lavoriamo uniti, questo cambiamento sarà possibile.

Rispettando i principi dello Stato democratico di diritto, sanciti dalla nostra Costituzione e con Dio nel cuore, da oggi cominciamo a mettere in pratica il progetto che la maggioranza del popolo brasiliano ha democraticamente scelto, iniziamo a promuovere i cambiamenti necessari al Paese.

Abbiamo abbondanti risorse minerarie, terre fertili benedette da Dio e un popolo meraviglioso.

Abbiamo una grande nazione da ricostruire e lo faremo insieme.

I primi passi sono già stati fatti.

Grazie a voi io sono stato eletto con una campagna elettorale fra le più economiche della storia.

Grazie a voi abbiamo messo in piedi un governo senza complotti e negoziazioni politiche, abbiamo formato un team di ministri tecnici e capaci per trasformare il nostro Brasile. Ma abbiamo ancora molte sfide di fronte a noi. Non possiamo permettere che ideologie nefaste dividano i brasiliani.

Ideologie che distruggono i nostri valori e tradizioni, distruggono le nostre famiglie, fondamento della nostra società.

E invito tutti a iniziare insieme una mobilitazione che vada in questo senso. Possiamo, io, voi e le nostre famiglie, tutti insieme, ristabilire i valori etici e morali che trasformeranno il nostro Brasile.

La corruzione, i previlegi, i favori devono finire. I favori della politica e dei partiti devono restare nel passato di modo che il governo e l’economia siano veramente a servizio di tutta la Nazione.

Tutto quello che ci siamo proposti di fare e che faremo a partire da questo momento ha un unico intento comune e non negoziabile: gli interessi dei brasiliani prima di tutto.

Con questo impegno iniziamo il nostro cammino. E con questo spirito e determinazione che tutta l’équipe di governo si insedia in questo giorno.

Abbiamo di fronte a noi la grande sfida di affrontare gli effetti della crisi economica, della disoccupazione a livelli record, dell’ideologizzazione dei nostri bambini, della deformazione dei diritti umani e della distruzione della famiglia. Proporremo e attueremo le riforme necessarie.

Svilupperemo le infrastrutture, ridurremo la burocrazia, semplificheremo, elimineremo la sfiducia e la pressione del Governo su chi lavora e produce.

È altrettanto urgente finirla con l’ideologia che difende i banditi e criminalizza la polizia, che ha portato il Brasile a un aumento dei livelli di violenza e della criminalità organizzata, che spezza le vite di innocenti, distrugge famiglie e crea insicurezza in ogni luogo.

La nostra preoccupazione sarà rivolta alla sicurezza delle persone dei beni e la garanzia del diritto di proprietà e della legittima difesa, e il nostro impegno è quello di valorizzare e dare risalto al lavoro di tutte le forze di sicurezza.

Per la prima volta il Brasile darà priorità alla formazione di base, che è ciò che realmente trasforma il presente e il futuro dei nostri figlie nipoti, riducendo le disuguaglianze sociali.

Dobbiamo specchiarci nei Paesi che sono di esempio in tutto il mondo e che per mezzo dell’educazione hanno trovato il cammino della prosperità.

Dobbiamo mettere da parte i pregiudizi ideologici rispetto alle relazioni internazionali.

Andiamo alla ricerca di un tempo nuovo per il Brasile e i brasiliani!

Per molto tempo il Paese è stato governato rispondendo agli interessi dei partiti piuttosto che a quello dei brasiliani. Ristabiliamo l’ordine in questo Paese.

Siamo coscienti del peso della nostra responsabilità e delle sfide che dobbiamo affrontare. Ma sappiamo dove vogliamo arrivare e del potenziale che il nostro Brasile possiede. Per questo giorno e notte seguiremo l’obiettivo di rendere il nostro Paese un luogo prospero e sicuro per i nostri cittadini e una delle più grandi nazioni del mondo.

Potete contare su tutto il mio impegno per costruire il Brasile dei nostri sogni.

Ringrazio Dio di essere ancora vivo e voi che avete pregato per la mia salute nei momenti più difficili.

Chiedo al buon Dio che ci dia la saggezza di guidare la nazione.

Che Dio benedica questa grande nazione.

Il Brasile prima di tutto, Dio al di sopra di tutti.

 

Da Boletim Opera Mundi, numero 2514, pubblicato online martedì 1 gennaio, ore 21.59 (in). Traduzione di Maurizio Marino.

About Maurizio Marino

Maurizio Marino è operatore presso il servizio di epidemiologia del Piemonte, ha lavorato per anni in Brasile in una associazione della cooperazione internazionale.

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