Osservatorio mensile

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Resoconto su condizioni, diritti e lotte dei lavoratori nel mondo
Agosto 2020

I lavoratori ucraini contro la conferma di Lukashenko dopo le elezioni politiche manipolate e, ancora una volta, duramente repressi dagli organi di polizia; oltre il 70% dei giovani ha interrotto gli studi durante la pandemia aumentando così ulteriormente le diseguaglianze; la crisi non è per tutti e Oxfam denuncia l’aumento delle ricchezze di chi è già straricco anche in fase di pandemia; uno studio dell’Organizzazione internazionale del lavoro e della Banca interamericana di sviluppo (quella che Trump vorrebbe controllare direttamente) evidenzia gli effetti positivi per l’occupazione con l’economia verde; gli operai della Renault brasiliana votano sugli accordi sindacali online; il 25 ottobre si vota in Cile per dare vita ad una assemblea costituente che cambi quella voluta da Pinochet alla fine della dittatura militare.

 

MONDO

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ

A metà agosto i casi di contagio erano oltre 21 milioni e i morti 761.779

Organizzazione Internazionale del lavoro – ILO

L’epidemia da COVID-19 ha interrotto l’istruzione per oltre il 70% dei giovani.
L’effetto sproporzionato della pandemia sui giovani ha esacerbato le disuguaglianze e rischia di ridurre il potenziale produttivo di un’intera generazione.
https://www.ilo.org/global/about-the-ilo/newsroom/news/WCMS_753060/lang–en/index.htm

AGENZIA INTERNAZIONALE PER LE MIGRAZIONI – IOM

L’insieme dei dati sulla migrazione e la mobilità mostrano che a lungo termine la migrazione è in gran parte legata alle più ampie trasformazioni economiche, sociali, politiche e tecnologiche globali che stanno interessando un’ampia gamma di questioni sociali e politiche. …
Un numero crescente di persone è in grado di accedere a informazioni, beni e servizi da tutto il mondo a causa della continua espansione delle tecnologie di riduzione delle distanze.
Si ha anche la sensazione di trovarsi nel bel mezzo di un periodo di notevole incertezza. Molti commentatori hanno messo in discussione la solidità di aspetti dell’ordine politico globale forgiati all’indomani delle due guerre mondiali, anche per quanto riguarda le alleanze e gli interessi comuni. Altri chiamano questo passaggio “l’era della rabbia”, riconducendo l’attuale senso di incertezza geopolitica ed il malcontento diffuso conseguente all’influenza dominante e incessante della “logica” e del “razionalismo liberale”.
https://publications.iom.int/system/files/pdf/wmr_2020.pdf

CONFEDERAZIONE SINDACALE INTERNAZIONALE – ITUC CSI

Bielorussia: scioperi e proteste sul posto di lavoro.
Aumenta la pressione su Lukashenko perchè se ne vada.
A seguito di massicce mobilitazioni pubbliche negli ultimi giorni, un’ondata di scioperi e proteste sul posto di lavoro stanno aumentando la pressione sul dittatore bielorusso Alexander Lukashenko affinché si dimetta immediatamente. La gestione del potere di Lukashenko per 26 anni ha cominciato a sgretolarsi dopo che i falsi risultati delle elezioni, che gli hanno dato l’80% dei voti, hanno causato indignazione in tutto il paese. …
“Come in tanti casi in passato, l’azione sindacale è fondamentale per raggiungere la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Il popolo bielorusso può stare certo che la solidarietà dei sindacati di tutto il mondo a sostegno della loro causa è forte e continuerà fino a quando le richieste dei sindacati indipendenti della Bielorussia non saranno soddisfatte”, ha aggiunto Sharan Burrow.
https://www.ituc-csi.org/belarus-strikes-and-protests?lang=en

Sindacato internazionale dei lavoratori dei trasporti – ITF

Solo un new deal può salvare il settore aeronautico.
L’industria dell’aviazione è colpita da una seconda ondata e stiamo già subendo scosse di assestamento con migliaia di posti di lavoro perduti in tutto il settore. L’ITF chiede urgentemente un nuovo accordo per i lavoratori dell’aviazione basato su aiuti per il recupero delle attività.
All’inizio della pandemia Covid-19 abbiamo definito le nostre 10 richieste chiave per i governi e i datori di lavoro e una verifica svolta con i sindacati nazionali ha dimostrato che nella maggior parte dei casi si sono raggiunti molti di questi obiettivi per i lavoratori interessati, ma spesso solo per un periodo limitato di tempo. Ora che si fa sentire il pieno impatto economico del Covid-19, molti dei meccanismi di supporto forniti inizialmente per salvare posti di lavoro, sostenere i lavoratori e salvaguardare l’industria cominciano a prosciugarsi, lasciando l’industria del trasporto aereo in una disperata lotta per la sopravvivenza. Chiediamo ancora una volta ai governi e ai datori di lavoro di adottare le nostre richieste principali.
https://www.itfglobal.org/en/news/only-new-deal-can-save-aviation

ALTRE FONTI

SOS Ambiente: 20 giornalisti uccisi per aver informato sul degrado del pianeta.
Diffondere le informazioni sugli attacchi ecologici è diventata una professione che aumenta il rischio. Almeno due giornalisti vengono uccisi ogni anno e dozzine subiscono minacce, carcere e molestie per aver svolto il proprio lavoro in caso di deforestazione, contaminazione o depredazione delle risorse naturali, secondo un rapporto diffuso da Reporter Senza Frontiere.
https://www.publico.es/sociedad/medio-ambiente-sos-medio-ambiente-20-periodistas-asesinados-informar-degradacion-planeta.html

Lavoro a distanza: un punto di svolta?
Christy Hoffman and Sharan Burrow
La pandemia ha visto un’impennata nel lavoro a distanza. I contratti collettivi sono necessari per garantire l’autonomia individuale, piuttosto che l’isolamento controllato dall’impresa.
Negli anni a venire, potremmo guardare al 2020 come a un punto di svolta, un momento cruciale in cui un gran numero di lavoratori ha iniziato a riorganizzare la propria vita lontano da un ufficio, verso nuovi modelli di lavoro a casa o vicino casa. La pandemia globale ha costretto un cambiamento improvviso e dirompente nel lavoro, supportato da una tecnologia che si è rapidamente adattata per rendere possibile l’attività continua su una scala più ampia di quanto mai immaginato. Molti prevedono che non torneremo mai più ai luoghi di lavoro del passato.
Il telelavoro è andato gradualmente aumentando per diversi decenni, tipicamente associato a lavori facilmente misurabili e altamente autonomi, che spesso comportavano alti livelli di giudizio indipendente. È stato più diffuso nel nord Europa e, negli Stati Uniti, in aree con lunghi tempi di percorrenza e spazi per uffici molto costosi, dove sia il datore di lavoro che il dipendente erano incentivati ​​ad adottare il modello.
Ma la pandemia ha dimostrato che una gamma molto più ampia di lavori può essere efficacemente svolta fuori da un ufficio, compreso il lavoro meno qualificato e autonomo. In effetti, durante il blocco si stima che il 40% di tutti i lavoratori nei paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico abbia potuto continuare a lavorare da casa.
https://www.socialeurope.eu/author/christy-hoffman-and-sharan-burrow

Per i paesi in via di sviluppo, le rimesse sono il flusso più importante di valuta estera, superiori al valore degli investimenti esteri diretti, dei flussi di capitali privati ​​e degli aiuti ufficiali allo sviluppo.
Nel 2019 hanno raggiunto il picco di $ 554 miliardi, rappresentando oltre il 5% della ricchezza nazionale di almeno 60 paesi a reddito medio e basso.
Il denaro che i migranti inviano a casa è un’ancora di salvezza essenziale per i loro parenti e le loro comunità, specialmente nelle zone rurali. Con loro si finanziano i consumi privati ​​e si può investire in sanità, alloggi e istruzione.
Spesso le rimesse offrono ai destinatari la possibilità di aprire la propria attività. Se investite in modo comunitario, le rimesse collettive facilitano il miglioramento delle infrastrutture locali. In sintesi, le rimesse sono un fattore chiave per il progresso delle persone e delle comunità.
https://rebelion.org/la-pandemia-y-las-remesas-de-los-emigrantes/

EUROPA

Fondazione di Dublino

Al vostro servizio: condizioni di lavoro dei lavoratori dei servizi interattivi.
Circa tre quarti della forza lavoro dell’UE è impiegata nel settore dei servizi e una parte considerevole dei lavoratori dei servizi interagisce direttamente con i destinatari dei servizi che forniscono, come clienti, pazienti, alunni e così via. Questo documento informativo esamina le condizioni di lavoro delle persone impiegate nel servizio interattivo e analizza la loro qualità del loro lavoro.
https://www.eurofound.europa.eu/sites/default/files/ef_publication/field_ef_document/ef20016en.pdf

Confederazione Sindacale Europea – ETUC

Le raccomandazioni scientifiche del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) sono chiare. Se vogliamo mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5-2° C ed evitare conseguenze irreversibili e disastrose per le nostre società, dobbiamo raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, al più tardi. La riduzione delle emissioni di gas serra è quindi una priorità assoluta per il movimento sindacale e la CES è impegnata a continuare il suo lavoro per garantire una transizione giusta verso un’economia verde.
https://www.etuc.org/sites/default/files/publication/file/2020-08/ETUC-adaptation-climate-guide_EN_final.pdf

Bielorussia

In risposta alla brutale oppressione delle autorità bielorusse, che hanno usato la violenza estrema per reprimere le proteste libere e pacifiche contro le recenti elezioni truccate, i lavoratori di molte grandi aziende in Bielorussia hanno deposto gli strumenti di lavoro e tenuto assemblee pacifiche.
Durante i giorni di proteste, le interruzioni del lavoro si sono rapidamente diffuse in tutto il Paese. Secondo recenti rapporti, i lavoratori di ben 100 aziende diverse hanno posato gli strumenti per protestare contro l’incapacità dei capi delle aziende di fornire sicurezza dalle brutali repressioni della polizia.
I lavoratori di Belaruskaliy, un produttore di fertilizzanti, hanno riferito che molti dei loro colleghi erano stati arrestati e brutalmente picchiati dalla polizia speciale antisommossa, OMON, l’11 agosto mentre andavano a lavorare per il turno di notte. Uno dei lavoratori è stato condannato a 25 giorni e un altro a 15 giorni.
http://www.industriall-union.org/workers-in-belarus-down-tools-to-protest-oppression

La confederazione sindacale europea chiede sanzioni dell’UE contro la Bielorussia.
Lettera inviata ai Presidenti della Commissione Europea, del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo – Presidenti von der Leyen, Michel e Sassoli:

Caro Presidente
La Confederazione europea dei sindacati (CES) e il Consiglio regionale paneuropeo (PERC) apprezzano le recenti dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’UE sulla situazione della Bielorussia, accolgono con favore il risultato di una riunione dei ministri degli esteri dell’UE che concordano sanzioni mirate contro il regime di Lukashenko
https://www.etuc.org/en/document/unions-call-eu-sanctions-against-belarus

Francia

Evoluzione delle norme sanitarie nelle aziende: un protocollo lontano dal regolare tutto!
Il telelavoro fortemente incoraggiato, l’obbligatorietà di indossare la mascherina in determinate situazioni, la risistemazione dei posti di lavoro per i lavoratori da parte dei datori di lavoro, ecc. … Il governo ha appena presentato ai sindacati le modifiche al protocollo sanitario per mantenere l’attività nelle aziende, a fronte della ripresa del virus . …
La CGT richiede che si svolgano trattative interprofessionali su questo argomento. Cosa rifiutata dalle organizzazioni dei datori di lavoro!
Indossare una maschera è una soluzione di protezione individuale ma non può essere l’unica. Anche le questioni dell’orario, delle condizioni e dello’rganizzazione del lavoro devono essere prese in considerazione per proteggere i dipendenti.
https://www.cgt.fr/comm-de-presse/evolution-des-regles-sanitaires-en-entreprise-un-protocole-bien-loin-de-tout-regler

19 settembre – 17 ottobre : Marcia nazionale degli immigrati, Sans-Papiers

Rispondendo all’appello di 15 collettivi di Sans-Papiers per la promozione di una Marcia della Solidarietà, gli Stati Generali della Migrazione e più di 120 organizzazioni sociali manifesteranno a partire dal 19 settembre dai quattro angoli del paese per raggiungere Parigi in una grande manifestazione prevista per sabato 17 ottobre.
Il primo Atto: il 30 maggio, migliaia di Sans-Papier e sostenitori hanno sfidato il divieto di manifestazioni a Parigi e in molte altre città.
Il secondo Atto: il 20 giugno decine di migliaia di Sans-Papiers e sostenitori hanno manifestato a Parigi, Marsiglia, Lione, Lille, Rennes, Montpellier, Strasburgo e in molte altre città.

Ed ora organizziamo il “Sans-Papiers Terzo Atto.
A settembre Sans-Papiers e sostenitori partiranno da Marsiglia, Rennes, Tolosa, Lille, Strasburgo, Montpellier, Bayonne, Grenoble, Le Havre… da tutti i nostri distretti, da tutti i nostri comuni e attraverseranno il Paese.
Queste marce convergeranno il 17 ottobre a Parigi per dirigersi verso l’Eliseo.
Perché si tratta di libertà e di solidarietà, dimostreremo il 17 ottobre in ricordo di tutte le vittime del colonialismo, del razzismo e in appoggio a tutti coloro che sono colpiti dalle politiche e dai controlli anti-migrazione.
Poiché si tratta semplicemente di uguaglianza, manifesteremo per imporre finalmente la regolarizzazione di tutti i migranti privi di documenti, la chiusura dei centri di detenzione e il diritto di alloggio per tutti.
https://solidaires.org/Acte-3-marche-nationale-des-Sans-Papiers

Regno Unito

La disoccupazione è in aumento. C’è bisogno di un piano urgente per contrastarla.
Le statistiche odierne sulla disoccupazione mostrano il più grande calo dei posti di lavoro dalla recessione globale del 2008. Il governo deve agire con decisione per proteggere i posti di lavoro.
Le nuove statistiche pubblicate oggi hanno lanciato forti allarmi sulla potenziale portata della crisi occupazionale se il governo non interverrà per contrastare la disoccupazione.

Nell’ultimo trimestre (aprile-giugno) sono stati persi 220.000 posti di lavoro, il calo più consistente dalla recessione globale. Di questi, 100.000 sono stati persi dai lavoratori più giovani (16-24 anni) e 160.000 dai lavoratori più anziani (più di 65), non compensato dall’aumento di 40.000 occupati delle fasce d’età intermedie.
Il lavoro autonomo è diminuito di 240.000 unità nel trimestre.

In totale il numero di lavoratori occupati è diminuito di 740.000 dal gennaio 2020.
https://www.tuc.org.uk/blogs/unemployment-rising-we-need-urgent-plan-tackle-it

Spagna

“Non siamo schiavi”: la denuncia antirazzista dei lavoratori agricoli di Lleida, in Catalogna
di Patricia Simón

Il governo sa in quali condizioni lavoriamo, gli uomini d’affari sanno che non rispettano la legge, la gente sa come viviamo“. Questa è la frase che, con parole diverse, viene ripetuta dai dieci lavoratori di origine migrante intervistati a Lleida, in Catalogna.
Sanno che già lo sappiamo, ecco perché c’è un certo fastidio quando si tratta di rispondere ai giornalisti, spiegando ancora una volta di cosa si tratta.
È normale che i datori di lavoro non sempre rispettino i contratti di lavoro del settore agricolo, che prevede una retribuzione di 6,20 euro l’ora, ma a volte sono 5.80, altre volte 5.40, altre 5 … Sanno che sappiamo che lavorano a cottimo, con temperature che sfiorano o superano i 40 gradi, per 10, 11 o più ore, e che è un lavoro disumano. Sanno che sappiamo che l’attività agroalimentare in questo paese si basa sulla precarietà, quando non sullo sfruttamento dei suoi lavoratori, mentre sottolineano che non tutti gli imprenditori sono sfruttatori (“molti di loro sono anche lavoratori”) ma il cuore della questione sta nelle grandi catene di distribuzione che si prendono la maggior parte delle entrate di un’industria multimiliardaria. Quello che credono non sappiamo, cosa su cui si impegnano con maggiore zelo, è che la cosa più difficile non è tanto questo susseguirsi di abusi, ma l’indifferenza strutturale quotidiana, onnipresente, verso i loro corpi per essere neri.
https://www.lamarea.com/2020/08/07/no-somos-esclavos-el-reclamo-antirracista-de-los-obreros-agricolas-de-lleida/

Nissan, come considerare un trionfo quando si firma la chiusura?

È stato appena firmato l’accordo per la chiusura di Nissan, sia pure rinviandola al 2021. Il comitato aziendale e tutti i sindacati che lo compongono (UGT, CCOO, SIGEAN-USOC e CGT) lo hanno presentato come un esempio e un grande risultato per la classe operaia. Crediamo che, al contrario, sia una sconfitta. …
È una sconfitta perché la chiusura di Nissan viene concordata quando l’asse della lotta e dello sciopero era “Nissan non chiude” e che i licenziamenti non sarebbero stati accettati. Viene riconosciuta la necessità della chiusura (punto 1 dell’accordo) e dei 2.525 licenziamenti, nonostante i sindacati abbiano assicurato di avere motivi sufficienti per denunciare in aula che la chiusura non era giustificata. …
La chiusura concordata trascina 22.000 lavoratori diretti o indiretti. I sindacati sono impegnati per la pace sociale e per revocare lo sciopero che si è avvicinato ai 100 giorni a Montcada e Sant Andreu de la Barca.
https://rebelion.org/nissan-como-dicen-triunfo-cuando-se-firma-el-cierre/

Nella tornata elettorale di rinnovo delle rappresentanze dei lavoratori in azienda, terminato il 31 dicembre 2019, sono stati eletti 274.000 delegati sindacali in tutta la Spagna sia nei settori della produzione che dei servizi. Di questi 274.000, le Commissioni operaie, CCOO, ne hanno ottenuti 97.000: “Abbiamo migliorato i risultati elettorali rispetto all’ultimo ciclo di oltre 2.900 delegati e abbiamo superato la seconda forza sindacale di 9.500”, afferma Fernando Lezcano, Segretario dell’Organizzazione delle CCOO.
Comisiones Obreras è la principale organizzazione sindacale nelle Pubbliche Amministrazioni, incluse Sanità e Istruzione, nell’industria, nell’edilizia e nel settore dei servizi. Relativamente alle comunità autonome, le CCOO sono il sindacato leader in Andalusia, Asturie, Castilla y León, Castilla-La Mancha, Catalunya, Isole Canarie, Madrid, Murcia e Paese Valenciano, che rappresentano il 79% della popolazione attiva.
https://www.ccoo.es/noticia:511108–CCOO_gana_las_elecciones_sindicales_por_septima_vez_consecutiva&opc_id=8c53f4de8f8f09d2e54f19daf8d8ed95

ASIA

Cina

Le inondazioni e le condizioni meteorologiche estreme mettono a nudo la fragilità della sicurezza sul lavoro in Cina.
La scorsa settimana , una fuga di gas in una fabbrica chimica a Leshan, nel Sichuan, ha rivelato ancora una volta quanto siano vulnerabili a eventi meteorologici estremi molti impianti di produzione in Cina.
La perdita è avvenuta il 18 agosto, quando i manager della Yongxiang Polysilicon Co. hanno sospeso frettolosamente la produzione e hanno spento l’elettricità e l’acqua a causa delle gravi inondazioni nella regione. Questa procedura non sicura ha portato all’emissione di una nuvola tossica di acido cloridrico dalla fabbrica.
Una fitta nebbia dall’odore acre si è gradualmente accumulata sulla città, provocando il panico tra i residenti. Ci sono state segnalazioni di lunghe file di traffico mentre le persone tentavano di fuggire. I funzionari del governo locale inizialmente hanno negato che ci fosse stata una fuga di gas, ma in seguito hanno confermato la responsabilità dell’impianto chimico.
Dato che il rischio di inondazioni era ben noto diversi giorni prima che le autorità del Sichuan, nella la mattina del 18 agosto, aumentassero l’allarme per il controllo delle inondazioni al massimo livello, bisogna porsi la domanda: perché i manager della Yongxiang Polysilicon Co. non sono riusciti a garantire che la produzione fosse interrotta in modo sicuro prima che la minaccia di inondazioni diventasse imminente?
https://www.clb.org.hk/content/floods-and-extreme-weather-expose-china%E2%80%99s-work-safety-frailties

Filippine

Comunicato dellìOrganizzazione per i Diritti Umani dell’ONU

Siamo rattristati e sconvolti dalla violenza e dalle minacce in corso contro i difensori dei diritti umani nelle Filippine, inclusa l’uccisione di due di loro nelle ultime due settimane.
Accogliamo con favore la dichiarazione del Palazzo Presidenziale che denuncia “qualsiasi forma di violenza perpetrata contro i cittadini, compresi gli attivisti” e notiamo che sono in corso indagini su entrambi i casi.
Randall “Randy” Echanis, un sostenitore della riforma agraria e consulente per la pace, è stato ucciso nella sua casa di Quezon City il 10 agosto. I rapporti indicano che ha subito un trattamento brutale prima di morire, inclusi traumi alla testa e coltellate. Il 17 agosto, il giorno in cui è stato sepolto Echanis, un altro difensore di lunga data dei diritti umani, Zara Alvarez, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella città di Bacolod, sull’isola di Negros.
https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=26179&LangID=E

India

In un tardo pomeriggio, i nativi di Munnar (una cittadina collinare nel distretto di Idukki del Kerala) sono rimasti sorpresi dal suono di una canzone sconosciuta: un coro di voci umane ad alto volume che seguiva un ritmo, ma non cantava di bellezza; era invece una canzone radicata nella rabbia, nello sfruttamento e nella resistenza, quella delle donne che lavoravano nelle piantagioni di tè della Kannan Devan Hills Plantation Limited (KDHPL), che sfilavano davanti all’ufficio di direzione dell’azienda.
https://feminisminindia.com/2020/08/07/revisiting-munnar-strikes-fight-rights-tea-plantation-workers/

Il 9 agosto, i sindacati confederali dell’India hanno congiuntamente rivolto un appello ai lavoratori di tutto il paese di agire e intensificare le proteste contro le politiche anti-operaie del governo Modi.
I sindacati hanno scelto il 9 agosto per tracciare un parallelismo tra l’atteggiamento dell’attuale governo e quello di un governante coloniale. In questo giorno del 1942, fu lanciato un movimento di disobbedienza civile di massa – il movimento Quit India – che chiedeva la fine del dominio coloniale.
In una dichiarazione congiunta rilasciata il 22 luglio, i sindacati hanno sottolineato che durante le misure di contenimento del Covid-19, i diritti dei lavoratori sono stati oggetto di gravi attacchi, mentre il governo è rimasto spettatore. Il governo ha imposto un blocco mal programmato per mesi, con gravi perdite economiche per la gente comune, mentre non è riuscito a potenziare le infrastrutture sanitarie, causando un’immensa miseria.
Dopo il blocco, poiché molte unità industriali hanno riaperto, i lavoratori hanno dovuto affrontare riduzioni salariali e perdita delle retribuzioni per il periodo del blocco. Milioni di lavoratori salariati giornalieri e lavoratori a contratto hanno perso il lavoro, mentre i lavoratori autonomi hanno perso i loro mezzi di sussistenza.
Circa il 30-35% delle micro, piccole e medie imprese che danno lavoro a un gran numero di lavoratori ha dichiarato di non essere in grado di riprendere le proprie attività. I sindacati hanno espresso preoccupazione per il fatto che la situazione spinga le persone verso una maggiore povertà e fame. Gli esperti hanno avvertito che la conseguente depressione potrebbe portare a fenomeni di suicidio tra i lavoratori.
Invece di concentrarsi su questi problemi critici, il governo ha spinto alla privatizzazione delle imprese più importanti del settore pubblico, come le ferrovie indiane e l’Air India, e quelle dei settori quali il carbone, scienza spaziale ed energia atomica, banche, assicurazioni e altri settori.
http://www.industriall-union.org/indian-unions-to-observe-save-india-day-against-modi-government

MEDIO ORIENTE

Giordania

Siano rilasciati i leader dell’Associazione degli insegnanti giordani.
Le forze di sicurezza giordane hanno arrestato membri di spicco del sindacato il 25 luglio, fatto irruzione negli uffici sindacali e chiuso il sindacato per due anni. La JTA aveva criticato il governo per la cattiva gestione della crisi Covid. Lo stesso giorno la polizia antisommossa è stata dispiegata per fermare le manifestazioni pacifiche avviate dai membri della JTA che denunciavano la repressione dei diritti sindacali.
Il governo giordano ha utilizzato le leggi di emergenza emanate lo scorso marzo per limitare i diritti civili e politici.
Puoi firmare un messaggio per sostenere il rilascio incondizionato dei leader sindacali e garantire l’esercizio dei diritti fondamentali degli insegnanti e dei lavoratori dell’istruzione in Giordania.
https://www.labourstartcampaigns.net/show_campaign.cgi?c=4455

Iran

Circa 10.000 lavoratori hanno smesso di lavorare e un’ondata di scioperi selvaggi ha colpito importanti raffinerie e impianti industriali nei giacimenti di gas iraniani di South Pars. I lavoratori protestano contro il pagamento tardivo degli stipendi, i salari di povertà, l’occupazione precaria e le cattive condizioni di lavoro e di vita mentre combattono il caldo a 50 gradi.
I ritardi nei pagamenti degli stipendi sono un problema frequente e le proteste e gli scioperi localizzati sono comuni. Tuttavia, questa ondata coordinata di scioperi su larga scala non ha precedenti e colpisce diverse raffinerie e molti appaltatori.
http://www.industriall-union.org/huge-strike-wave-hits-iranian-energy-sector

Turchia

La polizia ha arrestato 33 donne in Turchia durante una manifestazione tenutasi nella capitale per difendere la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza di genere.
In un comunicato, le forze dell’ordine hanno precisato che gli arresti sono avvenuti quando alcune partecipanti all’azione svolta ieri hanno sfidato le disposizioni impartite dagli uomini in divisa.
La mobilitazione mirava a difendere l’importanza della Convenzione di Istanbul, una convenzione del Consiglio d’Europa incentrata sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.
https://rebelion.org/arrestan-a-33-mujeres-en-turquia-durante-manifestacion/

 

AFRICA

Lesotho

Bull Clothing, una fabbrica di abbigliamento nel paese sudafricano del Lesotho, ha licenziato 253 lavoratori, accusandoli di aver intrapreso un’azione di sciopero. Poi li ha riassunti, con nuovi contratti, a salari inferiori, soggetti a un periodo di prova di tre mesi.
I lavoratori sono stati licenziati la scorsa settimana dopo essersi organizzati per chiedere all’azienda perché un pagamento di 800 maLoti (46 dollari) da parte del governo fosse stato ritardato. I lavoratori ritengono che l’azienda abbia deliberatamente ritardato il pagamento. L’azienda li ha accusati di aver intrapreso un’azione di sciopero selvaggio e ha licenziato 253 lavoratori.
Quando i lavoratori hanno chiesto le loro indennità di licenziamento, l’azienda li ha riassunti. Bull ha detto che i lavoratori sarebbero stati trattati come nuovi dipendenti, perdendo tutti i benefici maturati, comprese le indennità di licenziamento e sarebbero passati attraverso un periodo di prova di tre mesi con un salario significativamente ridotto.
http://www.industriall-union.org/lesotho-garment-factory-fires-workers-for-demanding-payment

Mali

Dal sito del Ministero della Difesa
17 aprile 2018 –  Kati (Mali)
Missione in Mali: continua addestramento a favore delle forze armate del Mali.
I militari italiani della missione in Mali continuano l’addestramento teorico e pratico dei militari maliani
http://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/MaliEUTM/notizie_teatro/Pagine/Missione_Mali_continua_addestramento_a_favore_della_FAM.aspx

NDR – il Parlamento italiano ha confermato il 16 luglio 2020 la missione militare in Mali

La giornata del 18 agosto è iniziata in Mali con i colpi d’arma da fuoco sparati nella guarnigione di Kati, a 15 chilometri dalla capitale Bamako. Anche l’ultimo colpo di stato del 2012 era iniziato lì. Successivamente, le forze militari hanno arrestato il presidente Ibrahim Boubakar Keita e il suo primo ministro Boubou Cissé a Bamako e li hanno portati a Kati. Verso mezzanotte, ora locale, la giornata si è conclusa con le dimissioni del presidente e lo scioglimento del governo e dell’Assemblea nazionale.
https://www.rosalux.de/en/news/id/42828/malian-military-removes-the-government?cHash=f818d4af7b1a86838168c0ddfee7b254

Sudafrica

Il Congresso dei sindacati sudafricani (COSATU) invita tutte le forze progressiste della comunità globale a unirsi alle proteste movimento “FreeZimbabwe” per chiedere un intervento internazionale urgente nella crisi dello Zimbabwe. Pur rispettando la sovranità di tutti gli stati, crediamo nella necessità di stare insieme e condannare il caos che si sta verificando nel paese.

Il popolo dello Zimbabwe ha subito genocidi etnici, divisioni razziali e uccisioni, torture e omicidi dei membri dell’opposizione, occupazione dello stato e corruzione nelle difficoltà economiche attuali. Il governo dello Zimbabwe non si preoccupa del popolo dello Zimbabwe. Serve solo ad arricchire le persone con cui è alleato, e non possiamo continuare a sederci e non dire nulla mentre queste atrocità accadono proprio accanto.
http://mediadon.co.za/2020/08/06/online-petitions/

NORD AMERICA

Stati Uniti

La sindacalizzazione di base dei lavoratori di Target: “Si può avere potere anche senza un sindacato!”
Target è un’azienda statunitense del settore della grande distribuzione, l’ottavo rivenditore al dettaglio negli Stati Uniti ed è un indicizzata nell’indice S&P 500. È molto presente nei piccoli centri. La presenza dei sindacati nazionali è praticamente inesistente, e quando Bill Ryan, un lavoratore part-time, ha cercato di creare una struttura sindacale, si è scontrato con il burocratismo e il verticismo delle centrali sindacali, che, nei casi migliori arrivano, firmano un contratto e poi scompaiono. La risposta è stata la creazione di una specie di organizzazione sindacale di base, “Target Workers Unite”, nata nel 2018, che ha raccolto 500 iscritti in 44 stati, e che sta rapidamente crescendo. Le tensioni legate al Covid e alle mancate risposte dell’azienda (come concedere permessi pagati per malattia) stanno creando un terreno fertile per la crescita organizzativa. L’obiettivo è di mettere in mano ai lavoratori le scelte sul loro destino lavorativo. La struttura per ora è molto informale. Non c’è un atteggiamento antisindacale a priori, e Ryan dice che in futuro, se ci fossero le condizioni, potrebbe anche proporre l’adesione a uno di questi: è che oggi i sindacati vogliono smorzare le tensioni, non stimolarle.
Ryan ha cominciato a organizzare i lavoratori del suo centro su casi di molestie sessuali; la mobilitazione portò al trasferimento del direttore (l’azienda è molto attenta all’immagine).
Una difficoltà incontrata è stata quella di legare le lotte antirazziste e contro le violenze della polizia al terreno sindacale: molti lavoratori pensano che le due cose non c’entrino, e non vogliono impegnarsi su un terreno di lotta più generale.
Tutto questo in un quadro che ha visto l‘indebolimento della presenza sindacale, a causa di leggi ostili e della condiscendenza dei sindacati stessi, e che ha fatto sì che la fiducia dei lavoratori verso i sindacati abbia toccato negli anni scorsi il punto più basso; in molti casi la gente ha rifiutato di portare il sindacato in azienda, non solo per le sue pressioni. Ma le cose stanno cambiando, e la fiducia nei sindacati sta crescendo (due terzi degli americani si dichiarano favorevoli alla presenza dei sindacati), e, cosa più rilevante, sta crescendo il numero delle organizzazioni informali e dei sindacati locali che stano contrattado e vincendo in molti settori.
https://www.thenation.com/article/politics/target-workers-organizing/

Il colore del contagio
La pandemia ha intensificato le disparità razziali. Dobbiamo affrontarle.
Alla prima settimana di agosto ci sono stati almeno 160.000 decessi negli Stati Uniti a causa del Covid-19. Ci sono dati, analizzati dall’American Public Media Research Lab, che considerano le condizioni di razza, di etnia e di età per circa il 90 per cento dei decessi, facendo così emergere le più ampie disparità che penalizzano le popolazioni di neri, nativi indigeni, isolani del Pacifico e latinos. I tassi di mortalità dei neri vanno da più del doppio a quasi quattro volte quelli dei bianchi. Tra gli indigeni, i tassi sono tre volte e mezzo più alti e due volte più alti per i latinos. Il tasso di mortalità per le contee prevalentemente nere è sei volte quello di quelle prevalentemente bianche.
https://www.thenation.com/article/society/covid-race-disparity/

Il ritorno del settore edile ha provocato un’impennata delle morti per infortunio di lavoratori immigrati.
La fretta di continuare a costruire nonostante la pandemia ha aggravato i rischi per i lavoratori edili.
l ripresa del settore edile negli Stati Uniti dopo i blocchi imposti dalla pandemia è stata notevole. L’attività nel settore, basata sui dati delle ore dei lavoratori, è tornata da maggio ai livelli pre-blocco in 34 stati e la spesa per l’edilizia per i primi sei mesi del 2020 è stata del 5% superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Eppure la fretta di continuare a costruire nonostante la pandemia ha aggravato i rischi per i lavoratori edili, che sono responsabili di un decesso sul lavoro su cinque negli Stati Uniti. I pericoli sono ancora maggiori per i lavoratori giornalieri non sindacalizzati, la stragrande maggioranza dei quali sono immigrati dall’America Latina.
https://inthesetimes.com/article/construction-industry-immigrant-worker-deaths-fatalities

Lo sciopero dei lavoratori dei cantieri navali Bath Iron Works (BIW) nel Maine.
Per tre mesi, i lavoratori di questo cantiere hanno sostenuto il più grosso sciopero del settore privato di quest’anno, e sono riusciti a strappare una bozza di accordo positivo. BIW è una sussidiaria della General Dynamics, e costruisce navi da guerra per la marina USA. Ha ricevuto in questi anni sussidi dallo stato del Maine e ha beneficiato di forti tagli nelle tasse. Ha continuato a lavorare in quanto considerata “produzione essenziale” dal Governo. A fine marzo, quando un lavoratore si è ammalato di Covid, la compagnia ha invitato i lavoratori a stare a casa, ma senza nessuna copertura economica. Alcuni sono rimasti a casa per settimane, ma molti, con poca anzianità e nessun accesso a permessi pagati, hanno dovuto tornare a lavorare. L’atmosfera era sempre piu’ tesa. La produzione in ogni caso era in ritardo, e la compagnia, nel quadro del rinnovo di un accordo sindacale triennale, ha proposto di ridurre i benefici di anzianità e soprattutto di poter subappaltare la produzione assumendo lavoratori non iscritti al sindacato dei “Machinists”, il principale sindacato presente nel cantiere.
La reazione è stata, a giugno, una proclamazione di sciopero da parte dei 4300 iscritti al sindacato. Lo sciopero, molto compatto e durato per 9 settimane, nonostante i tentativi dell’azienda di assumere lavoratori da fuori dello stato, per aggirare le leggi, si è concluso con una importante vittoria: conferma delle regole precedenti per i subappalti e degli aumenti del 3% annuali, aumenti dei benefici sanitari e altro.
La bozza di accordo è stato approvata dai lavoratori nei giorni scorsi.
https://jacobinmag.com/2020/08/bath-iron-works-strike-local-s6-union

Sciopero dei lavoratori della raccolta rifiuti di New Orleans su salario e sicurezza sanitaria. Solo solo 14 lavoratori, ma hanno avuto un forte supporto dalla comunità
https://jacobinmag.com/2020/08/sanitation-worker-strike-union-new-orleans

Sciopero e manifestazioni dei precari dell’Università del Massachusets ad Amherst: in seguito alle richieste di continuare con misure di distanziamento e di didattica a distanza, l’Università ha licenziato il 93% dei circa 500 assistenti precari e addetti al tutoraggio degli studenti (esercitatori) stracciando un accordo sindacale che lo vietava: Questi lavoratori sono sindacalizzati, ed avevano strappato una serie importante di concessioni in termini di salario e di sicurezza, ottenendo anche che le misure di distanziamento fossero applicate con il coinvolgimento del personale universitario e non della polizia dell’Università. La mobilitazione continua per richiedere il rispetto degli accordi.
https://jacobinmag.com/2020/08/umass-amherst-undergraduate-union-residential-life

Un tribunale americano ha dato ragione a una spogliarellista nella causa con il locale in cui lavorava, riconoscendo che si tratta di lavoratrici con tutti i diritti annessi (e non di “lavoratori autonomi”: vedi i casi Uber ecc.)
https://jacobinmag.com/2020/08/stripping-adult-dancing-unions-strike

AMERICA LATINA

L’economia a emissioni zero porterà a 15 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030 in America Latina e Caraibi.
In un nuovo studio rivoluzionario, la Banca interamericana per lo sviluppo (IDB) e l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) dimostrano che la transizione verso un’economia a emissioni zero potrebbe creare 15 milioni di nuovi posti di lavoro netti in America Latina e nei Caraibi entro il 2030. Per sostenere una ripresa sostenibile dalla pandemia COVID-19, la regione ha urgente bisogno di creare posti di lavoro dignitosi e costruire un futuro più sostenibile e inclusivo.
Il rapporto rileva che la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio porrebbe fine a 7,5 milioni di posti di lavoro nell’elettricità da combustibili fossili, nella loro estrazione e nella produzione di alimenti di origine animale. Tuttavia, questi posti di lavoro persi sono più che compensati da nuove opportunità di lavoro: vengono creati 22,5 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura e nella produzione alimentare a base vegetale, elettricità rinnovabile, silvicoltura, edilizia e manifattura.
Il rapporto è anche il primo del suo genere a sottolineare come il passaggio a diete più sane e sostenibili, che riducono il consumo di carne e latticini, aumentando al contempo gli alimenti a base vegetale, creerebbe posti di lavoro e ridurrebbe la pressione sulla biodiversità della regione. Con questo cambiamento, il settore agroalimentare si potrebbe espandere con la creazione di 19 milioni di posti di lavoro equivalenti a tempo pieno nonostante 4,3 milioni di posti di lavoro in meno nell’allevamento del bestiame e pollame, dei latticini e della pesca.
https://www.ilo.org/global/about-the-ilo/newsroom/news/WCMS_752088/lang–en/index.htm
https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—americas/—ro-lima/documents/publication/wcms_752069.pdf

I miliardari dell’America Latina crescono mentre la regione più disuguale del mondo affonda sotto l’impatto del Coronavirus.
La fortuna dei 73 miliardari in America Latina è aumentata di 48,2 miliardi di dollari dall’inizio della pandemia, anche ora che la regione è una delle più colpite al mondo, dice oggi Oxfam.

Insieme, i 42 miliardari in Brasile hanno aumentato il loro patrimonio netto da $ 123,1 miliardi a marzo a $ 157,1 miliardi a luglio, mentre i sette più ricchi in Cile hanno visto la loro ricchezza congiunta aumentare del 27% per raggiungere 26,7 miliardi di dollari.
I governi dell’America Latina stanno effettivamente sotto-tassando sia la ricchezza individuale che i profitti aziendali, il che sta minando la loro lotta contro il coronavirus, aumentando la povertà e la disuguaglianza. Oxfam stima che quest’anno l’America Latina perderà 113,4 miliardi di dollari di entrate fiscali, pari al 59% della spesa sanitaria pubblica della regione.
https://www.oxfam.org/es/notas-prensa/aumentan-los-mil-millonarios-de-america-latina-medida-que-la-region-mas-desigual

Argentina

L’Argentina ha compiuto un passo fondamentale sulla strada per il recupero della sua sovranità economica rinegoziando una parte enorme del suo debito estero, facendo risparmiare al paese circa 30 miliardi di dollari.
Il governo di Alberto Fernández ha raggiunto un accordo con un consorzio di creditori, tra cui BlackRock il più grande gestore patrimoniale del mondo, per ristrutturare 65 miliardi di dollari di obbligazioni estere.
L’accordo riduce anche il tasso di interesse medio sui rimborsi dal 7% al 3%.
https://www.uniglobalunion.org/news/unions-welcome-argentinas-deal-restructure-billions-dollars-foreign-debt

Brasile

Più di 100 organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani chiedono la sospensione degli sgomberi nel Mato Grosso
Il Consiglio per la Difesa dei Diritti della Persona Umana del Mato Grosso – CDDPH / MT – mercoledì 19 agosto, ha depositato presso la Presidenza della Corte di Giustizia del Mato Grosso, la lettera in cui si chiede la sospensione di tutti gli sgomberi forzati nello Stato. Il Consiglio, insieme ad altre 104 organizzazioni della società civile nazionali e internazionali, raccomanda e richiede la sospensione di tutti gli sgomberi in corso nello stato per la durata della pandemia Covid-19. La richiesta è stata depositata presso gli Affari Interni e al Governatore dello Stato, come al Segretario della Sicurezza, al Difensore generale pubblico e al Procuratore generale del Ministero pubblico dello Stato.
https://www.cptnacional.org.br/publicacoes/noticias/geral/5326-mais-de-100-entidades-nacionais-e-internacionais-de-direitos-humanos-pedem-a-suspensao-dos-despejos-em-mato-grosso

I membri del sindacato metalmeccanico di Curitiba (SMC) hanno votato per approvare un accordo con Renault che salverà i posti di lavoro nello stabilimento della casa automobilistica, ponendo fine a uno sciopero di 21 giorni.
Il 10 agosto, centinaia di membri del sindacato SMC hanno partecipato a un’assemblea per conoscere i dettagli dell’ultima proposta negoziata con l’azienda. Il 10 e l’11 agosto hanno votato online, con il 95% dei membri che ha approvato l’accordo che ripristina al lavoro i 747 lavoratori licenziati.
http://www.industriall-union.org/union-approves-agreement-to-save-jobs-at-renault-brazil

Cile

Domenica 25 di Ottobre – Plebiscito per la Constituente
Il Cile ha scelto la Convenzione Costituente per elaborare una Costituzione Democratica.
Il 25 ottobre si dovrà votare per dare vita o repingere la proposta di una “Convenzione costituzionale” che è un meccanismo rappresentativo con nessuno dei difetti che hanno le “Convenzioni miste”: i suoi membri non avranno il blocco per un anno per candidarsi a cariche elettive pubbliche, come avviene invece per i parlamentari che potrebbero scrivere il testo della Costituzione in modo da poter trarne vantaggio”.
https://www.unidadsocial.cl/events/domingo-25-de-octubre-plebiscito-constituyente

Editoriale del 17 agosto 2020: La ribellione e il plebiscito di Ottobre
Tra 70 giorni il popolo cileno sarà chiamato a ratificare istituzionalmente quanto ha già manifestato nelle strade, in tutto il Paese, durante la ribellione del 18 ottobre scorso: Il Cile si desta! No al neoliberalismo!
Con la ribellione sociale si è dimostrato, come è successo in molti paesi del mondo, che vaste masse popolari stanno trasformando il loro sfruttamento quotidiano e la disperazione non solo in rabbia e disobbedienza sociale ma anche in dignità e volontà di sottrarsi radicalmente al modello economico e sociale che per quattro decenni ha permesso a chi detiene il potere economico di trarre vantaggio, prima sotto l’amministrazione dittatoriale, e poi con i governi di centro sinistra o di destra.

Per questo parteciperemo unitariamente e attivamente all’approvazione della Convenzione costituzionale …
https://www.unidadsocial.cl/

Il sindacato CUT chiede di vietare i licenziamenti nelle aziende coperte dalla legge sulla tutela del lavoro.
Dopo i nuovi dati sulla disoccupazione, Bárbara Figueroa, presidentessa del sindacato, ha sottolineato che “la situazione in cui ci troviamo non è il prodotto della pandemia, ma delle decisioni del cattivo governo”.
https://www.cooperativa.cl/noticias/pais/trabajo/cesantia/cesantia-cut-pide-prohibir-despidos-en-empresas-acogidas-a-la-ley-de/2020-07-31/134115.html

Ampio ripudio del mondo sindacale contro le brutali violenze contro il popolo mapuche.
Il 1 agosto verrà ricordato nella storia del paese per il fuoco e per il sangue versato, quando La Araucanía ha vissuto una delle notti più oscure e vandaliche con protagonisti civili dell’estrema destra organizzati e protetti da un governo e dai carabinieri che hanno loro permesso di agire impuniti.
Tutto indica che dietro questa azione ci sia l’ “Associazione per la pace e la riconciliazione in Araucanía” di estrema destra, APRA (un nome che non corrisponde ai suoi atti brutali), che incita i civili ad aggredire i Mapuche e cacciare i membri della comunità che hanno mantenuto l’occupazione dei comuni per protestare contro l’inerzia del governo che non ha ceduto alla richiesta dei prigionieri mapuche – incluso il machi Celestino Córdova – da tempo in un prolungato sciopero della fame per chiedere il rispetto della Convenzione ILO n. 169 sui “Popoli indigeni e tribali nei paesi indipendenti” sottoscritto dallo Stato cileno e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite.
https://cut.cl/cutchile/2020/08/05/gremios-solidarizan-con-el-pueblo-mapuche-y-repudian-actos-vandalicos-cometidos-por-turba-de-civiles-ultra-derecha/

Dopo un lungo sciopero della fame di 107 giorni che ha portato lui e i prigionieri politici nel carcere di Angol a una situazione sanitaria critica, dopo mesi di indifferenza del governo, Celestino Córdova ha accettato di sospendere lo sciopero della fame dopo aver raggiunto un accordo con il Sottosegretario alla Giustizia.
L’accordo in 8 punti considera il trasferimento di Córdova all’ospedale interculturale di Nueva Imperial fino al suo completo recupero; successivamente, potrà essere trasferito in un centro di istruzione e lavoro e ritornere per un massimo di 30 ore nel suo luogo di culto.
L’accordo prevede anche che i prigionieri politici mapuche in sciopero della fame non saranno puniti dalla gendarmeria; che poiché sono membri di popoli nativi e scegliere di essere trasferiti nei centri di istruzione e lavoro; l’ufficio della difesa penale pubblica sarà incaricato di avanzare le richieste di revisione delle misure cautelari e il loro passaggio dalla detenzione preventiva agli arresti domiciliari.
https://resumen.cl/articulos/tras-107-dias-celestino-cordova-depone-su-huelga-de-hambre-podria-visitar-su-rewe-por-30-horas

Messico

Messico (PMI): fermare la repressione contro il sindacato messicano degli elettricisti.
All’alba di oggi, venerdì 14 agosto, la polizia privata pesantemente armata al servizio della Commissione Federale per l’Elettricità, sostenuta da elementi della Guardia Nazionale, ha preso d’assalto le strutture del centro di lavoro del sindacato messicano degli elettricisti …
http://encuentrosindical.org/?p=11588

Uruguay

Sindacalisti, cooperative, femministe e studenti universitari, tra gli altri, hanno unito le forze nell’Intersocial, un nuovo “strumento di lotta” che cerca di organizzare e avanzare rivendicazioni al governo.
È lo stesso blocco che a dieci giorni dalla comparsa dei primi casi di coronavirus in Uruguay, ha chiesto al potere esecutivo una serie di misure per combattere la crisi, tra cui la creazione di un reddito di base temporaneo.
La nuova coalizione composta da più di 100 organizzazioni, tra cui il sindacato Pit-Cnt, l’Organizzazione dei pensionati dell’Uruguay (Onajpu), la Federazione uruguaiana delle cooperative per mutuo soccorso (Fucvam) e l’Intersocial Feminista , è stato formalmente presentata nell’anteprima dello sciopero generale parziale indetto dai lavoratori a luglio.
https://www.elpais.com.uy/informacion/sindicales/crean-intersocial-nuevo-bloque-busca-llevarle-reclamos-gobierno.html

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