Osservatorio mensile

07/08/2020 di:

Resoconto su condizioni, diritti e lotte dei lavoratori nel mondo
Luglio 2020

L’epidemia prosegue e nel mondo continuano a crescere i senza lavoro raggiungendo la cifra di 400 milioni; nella maggioranza dei paesi nel mondo la crisi da coronavirus ha giustificato provvedimenti e norme di restrizione dei diritti civili e dei lavoratori; appello delle associazioni uigure dei diritti umani alle multinazionali dell’abbigliamento di non avvalersi più del lavoro forzato imposto dalla Cina; giornata nazionale di lotta in Brasile contro Bolsonaro

 

MONDO

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ

Al 31 luglio il numero di abitanti nel mondo colpiti dal contagio del Covid-19 è stato di oltre 17 milioni e 100 mila con quasi 670 mila morti.
https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200731-covid-19-sitrep-193.pdf?sfvrsn=42a0221d_4

Organizzazione Internazionale del lavoro – Ilo

Quinto rapporto sulla epidemia da Covid-19 nel mondo del lavoro:
La stragrande maggioranza, vale a dire il 93 per cento, dei lavoratori del mondo continua a risiedere in paesi dove sono in atto misure di chiusura di attività di lavoro.

Le ultime stime dell’ILO evidenziano che le perdite di attività e la riduzione delle ore lavorate sono peggiorate durante la prima metà del 2020, riflettendo il deterioramento della situazione nelle ultime settimane, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Durante il primo trimestre dell’anno, si stima che il 5,4% delle ore di lavoro globali (equivalenti a 155 milioni di posti di lavoro a tempo pieno) siano andate perse rispetto al quarto trimestre del 2019. Per le perdite di ore lavorative nel secondo trimestre del 2020 rispetto all’ultimo trimestre del 2019 si stima che raggiungerà il 14,0 per cento in tutto il mondo (equivalente a 400 milioni di posti di lavoro a tempo pieno); la più grande riduzione (18,3 per cento) si sta verificando nelle Americhe.
https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@dgreports/@dcomm/documents/briefingnote/wcms_749399.pdf

AGENZIA INTERNAZIONALE PER I RIFUGIATI – UNHCR

Migliaia di rifugiati e migranti stanno morendo, mentre molti stanno subendo violazioni estreme dei diritti umani nei viaggi irregolari tra l’Africa occidentale e orientale e la costa mediterranea dell’Africa.
Un nuovo rapporto pubblicato oggi dall’UNHCR, dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e dal Mixed Migration Center (MMC) presso il Danish Refugee Council, intitolato “In questo viaggio, a nessuno importa se vivi o muori”, specifica come la maggior parte delle persone che deve seguire queste rotte assiste o subisce personalmente indicibili brutalità e disumanità da parte di contrabbandieri, trafficanti, milizie e in alcuni casi persino funzionari statali.
https://www.unhcr.org/news/press/2020/7/5f1ee9314/thousands-refugees-migrants-suffer-extreme-rights-abuses-journeys-africas.html

AGENZIA INTERNAZIONALE PER LE MIGRAZIONI – IOM

Due migranti sudanesi sono stati uccisi e altri tre feriti in una sparatoria al punto di sbarco di Khums in Libia, dopo essere stati intercettati in mare e restituiti a terra dalla guardia costiera.
Il personale dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) a Khums ha riferito che le autorità locali hanno iniziato a sparare quando i migranti hanno tentato di fuggire dal punto di sbarco.
I migranti feriti sono stati trasferiti negli ospedali locali mentre i sopravvissuti sono stati trasferiti in centri di detenzione.
https://www.iom.int/news/iom-deplores-killing-two-migrants-returned-sea-libya

CONFEDERAZIONE SINDACALE INTERNAZIONALE – ITUC CSI

L’indagine del sindacato internazionale ITUC sulla pandemia da Covid-19 mette in evidenza che negli ultimi mesi, in oltre la metà dei paesi (il 56%), i governi hanno introdotto restrizioni ai diritti umani e del lavoro sotto la copertura della risposta alla pandemia.
I risultati del quinto sondaggio ITUC sulla pandemia hanno coinvolto 121 sindacati di 95 paesi, tra cui 17 paesi del G20 e 33 paesi dell’OCSE e sono stati condotti tra il 22 e il 25 giugno 2020; alcuni esempi di questi attacchi evidenziano come si sta raggiungendo la rottura dei rapport sociali.
https://www.ituc-csi.org/ituc-global-covid-19-survey-22june?lang=en

I SINDACATI INTERNAZIONALI DI SETTORE

Sindacato internazionale dei lavoratori dell’industria. INDUSTRIALL

Poiché i rivenditori hanno chiuso i negozi in tutto il mondo a causa di Covid-19, le fabbriche di abbigliamento si stanno chiudendo a un ritmo allarmante con effetti devastanti per i lavoratori impegnati.
Mentre le imprese e i marchi internazionali dell’abbigliamento chiudono i negozi nei paesi colpiti, ci si aspetta che paghino il prezzo degli abiti che i produttori hanno già realizzato.
Non solo i principali marchi e rivenditori annullano gli ordini futuri, ma si stanno rifiutando di assumersi la responsabilità per gli indumenti che sono già stati prodotti su ordinazione, utilizzando le disposizioni di emergenza contenute nei contratti per fermare le spedizioni ed evitare di pagare le merci che hanno ordinato. Ciò lascia le fabbriche con le merci in magazzino, incapaci di venderle al cliente che le ha ordinate, e in molti casi incapaci di pagare i salari dei lavoratori che le hanno prodotte.
http://www.industriall-union.org/action-on-textile-and-garment-industry

Sindacato internazionale dei lavoratori dell’agroindustria e dei settori alberghiero e della ristorazione – IUF

Le centrali sindacali in Italia, Spagna e Olanda sono tra le prime sostenitrici di una campagna per fermare il disastroso accordo commerciale ora alla firma (dopo vent’anni di negoziati) tra l’UE e i 4 paesi dell’America Latina (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) che compongono il blocco Mercosur.
Una petizione firmata da 265 organizzazioni sindacali, contadine, ambientali e della società civile invita i governi nazionali, la Commissione europea e il Parlamento europeo a ritirare l’adesione all’accordo, che è già stato respinto dai parlamenti austriaco, olandese e vallone.
L’accordo UE-Mercosur “approfondirà le asimmetrie commerciali tra i blocchi, aumentando la disoccupazione, la distruzione ambientale e mettendo a rischio la salute delle persone su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7838

ALTRE FONTI

I cambiamenti nel capitalismo si verificano solo se il governo li costringe.
Mariana Mazzuccato
È necessaria un’economia orientata allo scopo, in una direzione. L’obiettivo non è quello di lanciare denaro da un elicottero, ma piuttosto di creare strutture per assorbire quella creazione di denaro. Se viene creato solo denaro, è chiaro che ciò può creare inflazione se la capacità dell’economia non aumenta. Questa non è la stessa crisi del 2008, le sue origini sono diverse. Nel 2008 è derivata dall’ultra-finanziamento dell’economia, sia dal settore finanziario che da aziende e famiglie. In questa crisi ci siamo resi conto che il nostro modello di crescita non sta solo esaurendo il pianeta, ma ci sta mettendo in contatto con animali che non abbiamo mai visto prima, con virus per i quali non abbiamo difese, come conseguenza dell’insostenibile sistema di produzione quello che abbiamo. Ma il comune denominatore di entrambe le crisi è la disuguaglianza.
http://www.relats.org/documentos/FTLecturas.Pandemia.Mazzucato.pdf

EUROPA

Fondazione di Dublino

Salari minimi nel 2020: il COVID-19 farà deragliare la ricerca di una retribuzione equa?
I salari minimi, una delle questioni fondamentali per la Commissione di Ursula von der Leyen, erano un tema caldo nell’UE all’inizio dell’anno. Poi ha colpito la crisi sanitaria dell’epidemia del COVID-19. Ora, con una crisi economica e una recessione che incombe, la domanda non è solo quale impatto ha avuto la crisi sui salari minimi, ma anche quale è l’impatto sul dibattito stesso.
https://www.eurofound.europa.eu/publications/blog/minimum-wages-in-2020-will-covid-19-derail-the-quest-for-fair-pay

Confederazione Sindacale Europea – ETUC

Condizioni di lavoro, azioni sindacali e accordi in Europa nel mese di giugno
– A causa della pandemia del coronavirus, la disoccupazione sta aumentando nell’UE. Mentre i piani di trasferimento hanno aiutato alcuni settori economici e aziende mettendo i dipendenti in congedo temporaneo, con i governi che pagavano una parte dei loro stipendi, altri sono stati meno fortunati. Le aziende in tutta Europa hanno tagliato i posti di lavoro, in particolare le industrie aeree e automobilistiche sono state gravemente colpite. Alcuni esempi di aziende che hanno visto grandi tagli di posti di lavoro sono Nissan (2.800 posti di lavoro tagliati), British Petroleum (10.000 posti di lavoro), British Airways (fino a 12.000 posti di lavoro), Renault (15.000 posti di lavoro), Airbus (15.000 posti di lavoro) e Lufthansa (22.000 posti di lavoro ).
– La Commissione europea ha avviato un processo per garantire che le regole di concorrenza dell’UE non ostacolino la contrattazione collettiva per coloro che ne hanno bisogno. L’iniziativa mira a garantire che le condizioni di lavoro possano essere migliorate attraverso accordi collettivi non solo per i dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi che necessitano di protezione.
– Persi 72.000 occupati a tempo pieno in Belgio
– In Danimarca l’infezione da coronavirus è considerata infortunio professionale
– sciopero dei lavoratori della sanità in Francia
– sciopero dei lavoratori Amazon in Germania per migliori misure di prevenzione contro il Covid-19
https://mail.google.com/mail/u/0/?pli=1#inbox/FMfcgxwJWrTrBPqwQtHrFlpqzxNVJSGV

Altre fonti

Il Green Deal europeo (EGD) è un nuovo importante piano per l’Unione Europea che cerca di rendere la sua economia “neutrale dal punto di vista climatico”. La sua mera esistenza è un primo passo positivo; ma l’affare è davvero buono come vogliono farci credere? L’influenza dell’industria, e in particolare dell’industria dei combustibili fossili, è evidente in tutto il EGD. Il commercio del carbonio continuerà a consentire ai grandi inquinatori di rallentare la transizione, gli obiettivi di riduzione delle emissioni sono troppo modesti e troppo lenti, il gas fossile viene mantenuto come combustibile di transizione ma il denaro pubblico finanzierà le “false soluzioni” del settore.
https://corporateeurope.org/en/a-grey-deal

Il 23 giugno, la guardia civile e il direttore del Centro europeo contro il terrorismo (ECTC) Manuel Navarrete, hanno presentato al Parlamento europeo la relazione annuale sull’attività terroristiche nell’UE. Nella sua presentazione, Navarrete ha sottolineato la possibilità che diverse “fazioni radicali all’interno della sinistra nazionalista provino a colmare il vuoto lasciato dal gruppo terrorista ETA”.

Appena una settimana dopo la presentazione del rapporto al Parlamento europeo, l’unità militare tedesca d’élite che era stata protagonista di numerosi scandali negli ultimi tempi a causa dei suoi legami con l’estrema violenza di destra è stata parzialmente sciolta dal Ministro della difesa Annegret Kramp-Karrenbauer.
Daniel Poohl, direttore della rivista svedese Expo, realizza questo paradosso, osservando che, nonostante il fatto che “il terrorismo è uno strumento politico che l’estrema destra utilizza da decenni in Occidente”, esiste tuttavia “un tendenza a trattare questo tipo di attacco come singoli casi isolati e non come una campagna in corso”.
L’estrema violenza della destra non è solo un vero problema, ma anche in aumento: è dimostrato dai 1.156 crimini violenti commessi dall’estrema destra nel 2018, con un totale di 838 vittime in Europa; o l’aumento del 320% degli attacchi dell’estrema destra in tutto il Nord America, Europa e Oceania, negli ultimi cinque anni.
https://www.lamarea.com/2020/07/06/la-amenaza-ignorada-del-terrorismo-ultraderechista/

Francia

La disoccupazione è esplosa in Francia a seguito della crisi sanitaria del coronavirus. Una cifra da record, mai raggiunta dagli anni ’90. Il governo ha iniettato miliardi per salvare i settori economici più colpiti dalla crisi, ma senza compensazione sociale. Risultato? Sono in aumento massicci piani di licenziamento. Nonostante questo contesto, il governo ha deciso di mantenere la sua riforma regressiva dell’assicurazione contro la disoccupazione, rinviata solo al 1 gennaio 2021.

E questo senza contare i principali piani di licenziamento annunciati nelle ultime settimane: 5.000 posti di lavoro tagliati ad Airbus, 1.700 a Sanofi, 4.600 posti di lavoro alla Renault …
https://www.cgt.fr/actualites/france/privee-demploi/protection-sociale/explosion-du-chomage-bilan-de-la-politique-du

Polonia

I sindacati europei chiedono che i leader dell’UE diano finalmente priorità alla ratifica della Convenzione di Istanbul a seguito di rapporti secondo cui la Polonia intende ritirarsi dal trattato sulla violenza contro le donne.
L’adesione dell’UE, la cui procedura è iniziata nell’ottobre 2015, è ancora bloccata nel Consiglio europeo, mentre è attesa da tempo e garantirebbe maggiori tutele e diritti per le donne e le ragazze in ogni stato membro.
Più di 50 donne leader sindacali, di cui tre polacche, hanno già scritto a Von Der Leyen per chiedere l’adesione all’UE al fine di combattere la violenza contro le donne sul lavoro.
https://www.etuc.org/en/pressrelease/eu-must-ratify-istanbul-convention-violence-against-women-after-poland-withdrawal

Regno Unito

Questa settimana l’Health and Safety Executive (HSE) ha riportato 111 morti sul lavoro. La cifra reale è molto più alta.
Quattro anni fa, cinque lavoratori sono stati uccisi quando un muro non posto in sicurezza e 263 tonnellate di metallo sono crollati su di loro mentre lavoravano all’impianto di riciclaggio dei metalli Shredmet a Birmingham. Si ritiene che questa tragedia sia la più grande perdita di vite umane in un simile luogo di lavoro.
L’indagine criminale ha rilevato che il rischio della tragedia era prevedibile, eppure non vi sono ancora stati arresti o procedimenti giudiziari per i decessi. Gli uomini, che provenivano tutti dalla Gambia e dal Senegal e avevano un contratto di agenzia a zero ore, hanno lasciato le famiglie che non hanno ancora ricevuto alcun risarcimento e continuano a subire ritardi nella loro ricerca di giustizia.
https://www.tuc.org.uk/blogs/creating-safe-workplaces-more-urgent-ever

Spagna

Inizia la negoziazione della norma che regolerà il telelavoro.
Oggi, si è tenuto un incontro presso il Ministero del Lavoro per iniziare a negoziare il progetto preliminare sul lavoro a distanza. Le Comisiones Obreras, CCOO, si sono impegnate a inviare i propri contributi per iscritto al progetto preliminare presentato per poi valutare il nuovo testo in una riunione futura.
https://www.ccoo.es/noticia:514240–Comienza_la_negociacion_de_la_norma_que_regulara_el_teletrabajo&opc_id=8c53f4de8f8f09d2e54f19daf8d8ed95

Quasi 2.000 lavoratori della Nissan hanno dimostrato questo mercoledì a Madrid in difesa del mantenimento del loro lavoro con lo slogan “Futuro Para Nissan Ya”. La marcia, a cui ha partecipato il segretario generale delle CCOO, Unai Sordo, si è conclusa davanti al Congresso dei deputati, dove hanno trasmesso al governo e ai gruppi parlamentari il rifiuto della decisione della multinazionale di chiudere gli impianti che Nissan ha in Catalogna.
I lavoratori Nissan, che sono giunti da diverse parti della Catalogna, hanno chiesto a Madrid l’abrogazione dell’attuale articolo 51 dello Statuto dei lavoratori, per impedire a Nissan di approvare la procedura senza previa autorizzazione da parte dell’Amministrazione e al governo di partecipare alla ricerca di una soluzione al conflitto.
https://www.ccoo.es/noticia:514761–La_plantilla_de_Nissan_se_manifiesta_en_Madrid_contra_el_cierre_de_las_plantas_en_Catalunya&opc_id=8c53f4de8f8f09d2e54f19daf8d8ed95

L’occupazione ha subito un calo significativo, di 1.074.000 occupati nel secondo trimestre di quest’anno a seguito della pandemia, del periodo di confinamento e dello stato di allarme. “Un dato molto negativo, anche se previsto, che sarebbe stato molto più alto senza gli accordi per l’ERE tra il governo e le parti sociali”, ha dichiarato Lola Santillana, segretaria del lavoro delle CCOO.
La riduzione dell’occupazione durante il secondo trimestre si è concentrata nel settore privato (98% del totale) e nel lavoro dipendente (96%). Il 65% del lavoro salariato perduto era di carattere temporaneo; percentuale che aumenta all’80% considerando il calo dell’occupazione rispetto all’anno precedente. Il taglio dell’occupazione è stato osservato in tutti i settori, con il 76% concentrato sui servizi.
https://www.ccoo.es/noticia:515794–%E2%80%9CLa_ocupacion_registra_una_importante_caida_durante_el_periodo_de_confinamiento%E2%80%9D&opc_id=8c53f4de8f8f09d2e54f19daf8d8ed95

ASIA

Cina

Settantadue gruppi uiguri dei diritti umani sono stati affiancati da oltre cento organizzazioni della società civile e sindacati di tutto il mondo nel chiedere ai marchi globali dell’abbigliamento e ai rivenditori di smettere di usare il lavoro forzato nella regione autonoma uigura dello Xinjiang (“regione uigura”) nota alla popolazione locale come Turkistan Orientale, e porre fine alle loro complicità nelle violazioni dei diritti umani compiute dal governo cinese.
I gruppi hanno lanciato un invito all’azione per ottenere dalle imprese con marchio internazionale di tagliare tutti i legami con i fornitori implicati nel lavoro forzato e porre fine a tutti gli approvvigionamenti dalla regione uigura, dal cotone agli indumenti finiti, entro dodici mesi.
https://www.ituc-csi.org/apparel-brands-Uyghur-forced-labour?lang=en

Filippine

Le federazioni sindacali globali, inclusa IndustriALL Global Union, hanno inequivocabilmente condannato l’approvazione dell’Atto antiterrorismo da parte del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, il 3 luglio 2020.
In un comunicato stampa congiunto del 9 luglio 2020, i leader sindacali globali hanno espresso serie preoccupazioni per la riduzione dello spazio democratico e per le misure sempre più autoritarie dell’amministrazione Duterte.

Secondo la legge, alla polizia è stato dato un enorme potere di mettere in stato di fermo chiunque per 60 giorni, con una proroga di ulteriori 30 giorni. L’enorme potere così conferito all’amministrazione Duterte limita i diritti civili dei filippini e viola la loro Costituzione.
http://www.industriall-union.org/global-unions-condemn-philippines-anti-terrorism-act

Myanmar

Un incidente a Hpakant, nello stato di Kachin in Myanmar, ha causato la morte di almeno 162 minatori e altri dispersi, più 54 feriti.
La miniera di giada si trova in una remota area del Myanmar settentrionale. Si ritiene che la miniera sia crollata dopo forti piogge. Gli operai, mentre raccoglievano le pietre preziose, sono stati spazzati via da un forte flusso di fango e acqua.
L’estrazione della giada in Myanmar è spesso pericolosa a causa di condizioni di lavoro non sicure e le frane sono comuni.
L’alluvione ha anche distrutto parte del villaggio, dove alloggiano le famiglie dei minatori colpiti.
http://www.industriall-union.org/mine-collapse-kills-more-than-160-workers-in-myanmar

MEDIO ORIENTE

Iran

Il tribunale penale di Arak ha condannato 42 lavoratori delle industrie Azarab a un anno di carcere, 74 frustate e un mese di lavoro forzato.
I lavoratori vengono puniti per aver protestato contro il mancato pagamento dei salari dopo la privatizzazione di Azarab Industries. I lavoratori non sono stati pagati a maggio e a giugno di quest’anno. Il tribunale ha stabilito che i lavoratori che hanno preso parte alle manifestazioni sono colpevoli di disturbare l’ordine pubblico e di insultare funzionari pubblici. La sentenza verrà impugnata.
I lavoratori avevano già protestato contro la privatizzazione e il mancato pagamento dei salari nell’ottobre dello scorso anno. Il sindacato internazionale IndustriALL intervennne quando vennero arrestati 21 lavoratori. Da quando la società è stata privatizzata, i lavoratori hanno visto un significativo deterioramento della sicurezza del lavoro e frequenti ritardi nei pagamenti dei salari.
http://www.industriall-union.org/iranian-court-sentences-workers-to-flogging-forced-labour-and-prison

Turchia

Quattro donne lavoratrici sono state licenziate dalla SF Trade di Izmir, in Turchia, per aver organizzato un sindacato presso la società di pelletteria e tessile.
L’anno scorso, le lavoratrici della SF Trade, che fornisce ai marchi globali prodotti tessili e in pelle, hanno avviato una campagna per organizzare un sindacato. Volevano la retribuzione degli straordinari, lavorare senza eccessive pressioni produttive e essere rispettate. Hanno scelto il sindacato Deriteks, affiliato a IndustriALL Global Union, per rappresentarle e hanno iniziato a raccogliere le adesioni.

L’azienda continua a violare le norme internazionali fondamentali sul lavoro e i diritti costituzionali turchi. La società ha nuovamente fatto causa per danni, accusando i lavoratori di compromettere la competitività a causa dei loro post sui social media.

Nel 2015 l’azienda, all’epoca denominata SF Leather, aveva licenziato 14 lavoratori per essersi associati a Deriteks; SF Leather ha cercato di porre fine alla campagna organizzativa costringendo i membri del sindacato a dimettersi. L’impresa fece causa ai lavoratori e al sindacato, accusandoli di danneggiare gli interessi commerciali della compagnia. Dopo una campagna globale e 198 giorni di lotta, Deriteks e SF Leather raggiunsero un accordo. SF Leather pagò un risarcimento ai lavoratori e ritirò le cause contro Deriteks.
Mentre cinque anni fa, si costrinse l’azienda a ritirarsi, ora va fatto di nuovo.
https://mail.google.com/mail/u/0/?pli=1#inbox/FMfcgxwJWrXHpkqDHCgCdGclnKNTtFML

AFRICA

Le implicazioni politico-economiche del COVID-19 stanno condizionando tutto il mondo, tuttavia, alcuni Paesi, i più vulnerabili, avranno più difficoltà di ripresa. Il continente africano rappresenta una realtà con i Paesi più a rischio.
Secondo l’ultimo rapporto della Banca Mondiale, a seguito della pandemia, la crescita economica dell’Africa Sub-Sahariana passerà dal +2,4% del 2019, a tra -2,1% e -5,1% nel 2020, a seconda dell’efficacia delle misure adottate dai vari Paesi per mitigare gli effetti della pandemia. Ciò significa che la regione attraverserà la sua prima recessione degli ultimi venticinque anni.
Questo declino sarà principalmente dovuto alla forte dipendenza dalle esportazioni di materie prime i cui prezzi sono crollati, e ad altre questioni strutturali. La crisi influenzerà quindi inevitabilmente la partecipazione dell’Africa al commercio e alle catene del valore, oltre a ridurre i flussi di finanziamenti esteri. Dato il limitato mercato regionale, lo scambio commerciale con il resto del mondo è vitale per la maggior parte del continente africano. Secondo il rapporto sullo sviluppo economico dell’Africa del 2019 dell’UNCTAD, la quota delle esportazioni dall’Africa al resto del mondo variava dall’80% al 90% tra il 2000 e il 2017 sul commercio totale del continente. Invece, il commercio intra-africano è stato di circa il 2% nel periodo 2015-2017 e le esportazioni intra-africane sono state del 16,6% delle esportazioni totali nel 2017.
https://www.amref.it/2020-06-05-Le-conseguenze-del-COVID19-perdureranno-per-anni-LAfrica-tra-rischi-economici-e-politici

La musica si è fermata nel cuore del deserto, nelle savane e nelle foreste del Sahel e della Repubblica Centrafricana, bloccando con sé la gioia di giorni migliori. In Mali, Niger, Burkina Faso o nella Repubblica Centrafricana, la paura si è diffusa in tutta la regione e le persone si trovano ad affrontare due fronti: in primo luogo dove I gruppi armati devastano i villaggi spingendo così oltre 5 milioni di persone a fuggire dalle loro case, in secondo luogo – più recente – la diffusione del coronavirus, che finora ha colpito 5.420 persone e lasciato 219 morti, alimentando l’incertezza tra la popolazione di questi quattro paesi.
Per la maggior parte delle donne sfollate, anche i loro compagni di ballo sono scomparsi. Molti uomini in età lavorativa sono stati uccisi da gruppi armati, scomparsi o lasciati in cerca di un futuro migliore. Le donne si trovano in situazioni estremamente precarie, in lotta per la sopravvivenza loro e di coloro che dipendono da loro. Molti portano le cicatrici – visibili e invisibili – di un atto di violenza o di stupro.
https://www.oxfam.org/en/day-we-will-dance-voices-women-midst-conflicts-west-and-central-africa

Sudafrica

Il Congresso dei sindacati sudafricani (COSATU) è allarmato per le crescenti di attività fraudolente nei processi di gara relativi all’approvvigionamento di attrezzature di protezione personale COVID-19.
Chiediamo una repressione ferma e immediata di tali attività da parte delle autorità giudiziarie. All’inizio del blocco, abbiamo chiesto attenzione su questo argomento. In particolare, abbiamo chiarito che le specifiche di gara per i DPI dovevano essere attentamente elaborate e controllate, al fine di evitare abusi. Ad esempio, abbiamo avvertito che consentire alle operazioni di intermediazione nella fornitura di DPI per lo stato avrebbe causato un’inflazione eccessiva e un ingiustificato aumento di prezzo.
http://mediadon.co.za/2020/07/22/cosatu-welcomes-the-extension-of-the-unemployment-insurance-fund-uifs-covid-19-temporary-employment-relief-scheme-until-15-august/

NORD AMERICA

Stati Uniti

Il 20 luglio, almeno 20.000 lavoratori in 160 città degli Stati Uniti hanno lasciato il lavoro per protestare contro il razzismo sistemico, la violenza e la disuguaglianza economica. La protesta è stata organizzata dal Movement for Black Lives, una coalizione di gruppi di difesa nera e sindacati tra cui l’Unione internazionale dei dipendenti dei servizi, SEIU, aderente al sindacato internazionale dell’agroindustria e ristorazione, IUF.
Il movimento Black Lives Matter continua a raccogliere forza e sostegno in tutto il mondo.

Lo sfruttamento e la discriminazione razziale sono profondamente radicati nel colonialismo, nella schiavitù e nel dominio postcoloniale e devono essere costantemente contrastati a tutti i livelli, anche all’interno del movimento operaio.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7876

USA: Gli insegnanti contro la riapertura delle scuole senza garanzie.
Nel pieno della pandemia, che negli USA non accenna a calare, stanno aumentando le pressioni da parte delle amministrazioni pubbliche (sia a livello centrale che locali) che del mondo della finanza per una riapertura delle scuole a fine estate. Le ragioni sono, come al solito, un mix di preoccupazione per le difficoltà delle famiglie, per i limiti della didattica a distanza, ma anche di spinta alla ripresa dell’economia.
La risposta degli insegnanti – in molti casi sostenuti dalle organizzazioni sindacali – è molto dura: c’è un diffuso rifiuto a tornare nelle classi con livelli di rischio ancora molto alti, senza che siano state prese adeguate misure di protezione. L’indicazione è di continuare l’attività a distanza finchè il numero dei contagi non calerà significativamente. Questa posizione è accompagnata da una serie di richieste: ristrutturazione degli edifici (approfittando della chiusura anche per eliminare l’amianto, ancora molto diffuso), misure di protezione individuale, aiuti alle famiglie e soprattutto assunzione (non licenziamento, come si paventa in alcune situazioni!) di nuovi insegnanti per gestire classi più piccole (ora la proposta delle istituzioni è di 25 alunni per classe, assolutamente inadeguata).
Gli insegnanti si rendono conto che questa posizione può creare difficoltà e tensioni con le famiglie, che la destra punterebbe di certo a aizzare, e cercano di spiegare l’importanza di tutelare prima di tutto la salute. In assenza di risposte, molte organizzazioni locali stanno proponendo azioni di lotta, anche scioperi. La categoria è uscita rafforzata dalle lotte vincenti degli ultimi due anni, e pensa di poter affrontare una prova di forza. Per il 3 agosto è indetta una giornata di mobilitazione nazione per chiedere una riapertura sicura delle scuole.
https://jacobinmag.com/2020/07/teachers-union-schools-strike-covid
https://jacobinmag.com/2020/07/coronavirus-school-reopening-teachers-strikes

Undici dati statistici mostrano il razzismo nel sistema sanitario statunitense:
Il Covid-19 sta danneggiando in modo sproporzionato i neri americani. Questa non è un’eccezione temporanea, ma la conferma della regola.
Ormai è stato ampiamente riportato che il Covid-19 ha imperversato attraverso comunità di colore con particolare violenza. Quasi uno su quattro decessi correlati a Covid sono stati di americani neri, più del doppio del numero di decessi Covid-19 bianchi; il 31% dei neri americani conosce qualcuno che è morto, rispetto al 9% dei bianchi.
Questa netta divisione non è una novità. Ad ogni livello, questo paese ha da tempo fallito nella tutela della salute dei suoi residenti più vulnerabili. I neri americani affrontano un peggior inquinamento atmosferico e una maggiore insicurezza alimentare, hanno meno probabilità di essere assicurati e in molti casi hanno meno probabilità di essere indirizzati al trattamento sanitario necessario. Lo stress costante del razzismo aumenta il carico allostatico, una misura dell’usura sul corpo che aumenta la probabilità di ipertensione, decessi correlati al diabete e altri problemi di salute. E, data la storia di abusi da parte di medici e ricercatori, esiste una giustificata mancanza di fiducia nell’establishment medico.
http://inthesetimes.com/article/22642/healthcare-bias-racism-discrimination-black-health-disparity

AMERICA LATINA

Confederazione sindacale delle Americhe – CSA

La CSA esprime preoccupazione per la nomina di Weintraub alla Banca mondiale.
La Confederazione sindacale dei lavoratori delle Americhe (CSA), a sostegno della richiesta delle organizzazioni sindacali brasiliane affiliate CUT e UGT, intende esprimere l’estrema preoccupazione e perplessità alla nomina dell’ex Ministro della Pubblica Istruzione del Brasile, Abraham Weintraub , per la gestione esecutiva della Banca mondiale.
In questo momento molto difficile, in cui stiamo attraversando la peggiore pandemia degli ultimi 100 anni e abbiamo dato le azioni necessarie nel periodo post-pandemico, riteniamo che il ruolo della Banca mondiale e del sistema multilaterale nella ripresa economica della nostra regione e del mondo sarà fondamentale.
Abraham Weintraub è l’antitesi di tutto ciò che la Banca mondiale cerca di rappresentare nella politica di sviluppo e nel multilateralismo. Nei 14 mesi in cui Weintraub è stato Ministro della Pubblica Istruzione, ha rilasciato innumerevoli dichiarazioni pubbliche associate ad atteggiamenti violenti, criminali, xenofobi e razzisti. Alcune di queste dichiarazioni non democratiche e odiose sono state indirizzate ai giudici della Corte Suprema durante una riunione ministeriale con il Presidente della Repubblica.
https://csa-csi.org/2020/06/26/la-csa-expresa-preocupacion-por-nominacion-de-weintraub-al-banco-mundial/

Argentina

“Una piattaforma di impunità”: la denuncia penale contro Pablo Noceti e alti ufficiali della Gendarmeria per la scomparsa e la morte di Santiago Maldonado
Il Ministero della Sicurezza ha denunciato penalmente l’ex Capo di Stato Maggiore, insieme a due alti ufficiali della Gendarmeria, per la loro responsabilità nelle irregolarità nelle operazioni in cui Santiago Maldonado è scomparso e i successivi insabbiamenti. Sulla base di un’indagine condotta dalla forza militare stessa, il Ministero ha riferito che gli ordini e le procedure interne di Noceti costituivano una “ingegneria legale per l’impunità”. Gli eventi confermati facevano parte di quelli che la famiglia aveva denunciato da tre anni.
https://www.lavaca.org/portada/una-plataforma-de-impunidad-la-denuncia-penal-contra-pablo-noceti-y-altos-mandos-de-la-gendarmeria-por-la-desaparicion-y-muerte-de-santiago-maldonado/

Bolivia

La Bolivia chiede elezioni. Mobilitazione di massa e sciopero indeterminato.
Il 28 luglio, una massiccia marcia nazionale in Bolivia ha richiesto che le elezioni si svolgessero il 6 settembre, mentre sono state rinviate per la terza volta dal governo di fatto al 18 ottobre, con la scusa della pandemia, nonostante il che molti paesi hanno condotto con successo le loro elezioni in questo contesto.
La mobilitazione è iniziata al mattino nel luogo simbolico di Senkata, La Paz, dove il 19 novembre 2019 si è verificato un massacro e da dove migliaia di manifestanti hanno marciato verso la regione di Ceja, dove è stata effettuata un’assemblea enorme.
Questa massiccia mobilitazione segna l’inizio di una nuova fase di lotta nel paese, a cui hanno partecipato tutte le organizzazioni sociali boliviane, guidate dalla Centrale Obrera Boliviana (COB) e dal patto unitario delle organizzazioni autoctone e di vicinato, a cui migliaia di persone comuni, non riunite in un’organizzazione sociale o in un partito politico, si sono unite.
Ciò dimostra l’insoddisfazione della società in generale con le politiche e le azioni non democratiche del governo di fatto. Inoltre, la mobilitazione è stata replicata in diverse parti del paese.
https://rebelion.org/bolivia-exige-elecciones-movilizacion-masiva-y-huelga-indefinida/

Brasile

La CUT e le centrali sindacali protesteranno il 7 agosto contro la cattiva gestione di Bolsonaro.
Sarà una giornata nazionale di lotta per la difesa della vita e dei lavoratori contro questo governo che non ha fatto nulla di concreto per combattere la nuova pandemia di coronavirus e sta distruggendo vite e posti di lavoro.
Secondo la dichiarazione rilasciata dai sindacati, sarà una “Giornata nazionale della lotta per la difesa della vita e dei lavoratori” contro questo governo che ha fatto tutto il contrario di quanto raccomandato dagli specialisti della sanità pubblica, dalle organizzazioni e dai protocolli internazionali.
Bolsonaro, afferma la nota, “negò la pandemia e adottò misure sbagliate e disastrose, che disorganizzarono le azioni per combattere la pandemia, ponendo tragicamente il Brasile sul punto di raggiungere 100 mila morti in agosto”.
https://www.cut.org.br/noticias/cut-e-centrais-protestam-em-7-de-agosto-contra-desgoverno-de-bolsonaro-4867
https://admin.cut.org.br/system/uploads/ck/NOTA%20DAS%20CENTRAIS%20-%20Ato%20Dia%2007-08-20%20%28vers%C3%A3o%20final%29.pdf

I sindacati globali denunciano Bolsonaro a L’Aia per genocidio e crimine contro l’umanità.
La denuncia alla Corte penale internazionale, sostenuta dal sindacato internazionale dei lavoratori dei serivizi pubblici ISP e da quello dei servizi privati UNI Global, accusa il presidente brasiliano di omissione e abbandono di aiuti di fronte alla pandemia che ha già 2 milioni di persone infette e quasi 100 mila morti nel paese.

Il reclamo, proposto dalla Rete sindacale brasiliana UNI Saúde domenica sera 26 luglio, è stato sottoscritto anche dai sindacati brasiliani CUT, UGT, NCST, dal Movimento Sem Terra, MST, e dai movimenti dei quilombolas e dei popoli indigeni.
https://publicservices.international/resources/news/sindicatos-globais-denunciam-bolsonaro-em-haia-por-genocdio-e-crime-contra-a-humanidade?id=10986&lang=pt

Cile

L’88% delle persone di Santiago intervistate si percepisce come “classe operaia” e il 70% ritiene che la legge sulla protezione dell’occupazione abbia protetto poco o nulla i lavoratori mentre il 78% è preoccupato o molto preoccupato di diventare disoccupato e già il 46% ha dichiarato di non lavorare a giugno. Inoltre, il 52% afferma di avere difficoltà a far quadrare i conti e un cittadino su cinque di Santiago (il 21%) consuma solo un pasto caldo al giorno.

Nel frattempo, il 50% esprime la necessità di profonde riforme per la società. L’82% non è soddisfatto del funzionamento della democrazia in Cile. Il 79% ritiene che ci sarà un altro “focolaio sociale” quest’anno. Il 62% ritiene che i datori di lavoro: “Si sono preoccupati solo dei loro interessi”. Il 61% ritiene che l’annuncio del governo, quando ha richiesto il ripristino della “normalità” in aprile, abbia contribuito all’espansione del Coronavirus nella Grande Santiago.
https://cut.cl/cutchile/2020/07/08/barometro-del-trabajo-junio-2020-el-78-necesita-ayuda-para-pasar-esta-crisis-y-1-de-cada-5-santiaguinos-ingiere-solo-1-comida-caliente-al-dia/