Osservatorio mensile

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Resoconto su condizioni, diritti e lotte dei lavoratori nel mondo

Aprile 2020: per effetto della pandemia da coronavirus sono senza lavoro perchè licenziati, sospesi o impegnati a tempo parziale il corrispondente di 195 milioni di lavoratori a tempo pieno; l’Unione Europea adotta un provvedimento per la garanzia di un reddito dei lavoratori che non lavorano, ma molti lavoratori autonomi e delle piattaforme ne sono esclusi; circa il 35% dei pazienti in condizioni critiche con Covid-19 sono delle minoranze etniche, BME, quasi tre volte la popolazione del 13% nel Regno Unito; Oxfam denuncia i rischi di crescita delle diseguaglianze, in particolare, per le donne durante l’emergenza.

MONDO

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ – WHO (OMS)

Dal report dell’OMS: al 29 aprile oltre 3 milioni di casi e 208mila morti, di cui più 1,4 milioni in Europa con 129mila morti, 1,2 milioni nelle Americhe con 62mila morti, la terza area per numero di colpiti è la regione est del Mediterraneo. I muri hanno fermato i migranti ma non i virus.
https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200429-sitrep-100-covid-19.pdf?sfvrsn=bbfbf3d1_6

Sono state pubblicate alcune guide per lavorare in modo sicuro durante la pandemia da coronavirus, una sulla prevenzione sul luogo di lavoro ed una sulla salute dei lavoratori.
L’OMS e le autorità sanitarie pubbliche di tutto il mondo stanno prendendo provvedimenti per contenere l’epidemia di COVID-19. Tuttavia, il successo a lungo termine non può essere dato per scontato. Tutte le sezioni della nostra società, comprese le imprese e i datori di lavoro, devono svolgere un ruolo se vogliamo fermare la diffusione di questa malattia.
https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/advice-for-workplace-clean-19-03-2020.pdf?sfvrsn=bd671114_6
https://www.who.int/publications-detail/coronavirus-disease-(covid-19)-outbreak-rights-roles-and-responsibilities-of-health-workers-including-key-considerations-for-occupational-safety-and-health

Su questa base anche l’agenzia europea ne ha pubblicata una
https://oshwiki.eu/wiki/COVID-19:_guidance_for_the_workplace

Organizzazione Internazionale del lavoro – Ilo

Dal secondo monitoraggio dell’ILO: COVID-19 e il mondo del lavoro stime e analisi aggiornate al 7 aprile
… la pandemia COVID-19 ha ulteriormente accelerato in termini di intensità e ampliato la sua portata globale. Le misure di blocco totale o parziale stanno ora colpendo quasi 2,7 miliardi di lavoratori, che rappresentano circa l’81% della forza lavoro mondiale.
… a partire dal 1 ° aprile 2020, le nuove stime globali dell’OIL indicano che le ore di lavoro diminuiranno del 6,7 per cento nel secondo trimestre del 2020, il che equivale a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno.
… Di fronte al diffondersi della pandemia del coronavirus in moltissimi paesi (125) sono state adottate misure di protezione sociale. Nella metà dei casi sono stati potenziati strumenti di previdenza sociale preesistenti mentre per un’altra metà sono state adottate nuove misure di protezione sociale della popolazione.
Come si può vedere dal grafico solo nel 50% dei casi si è trattato di integrazione dei redditi venuti meno con la mancanza o la perdita del lavoro.
https://www.social-protection.org/gimi/ShowWiki.action?id=3417

CONFEDERAZIONE SINDACALE INTERNAZIONALE – ITUC CSI

Quattro settimane fa, l’11 marzo 2020, il direttore generale dell’OMS ha dichiarato COVID-19 una pandemia. Mentre il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus ha suonato il campanello d’allarme e ha detto che “tutti i paesi possono ancora cambiare il corso di questa pandemia”, ma ha notato che solo alcuni paesi stanno lottando con capacità, risorse o risoluzione.
Quattro settimane dopo, più di quattro lavoratori su cinque (81%) della forza lavoro globale di 3,3 miliardi sono colpiti dalla chiusura totale o parziale dei posti di lavoro.
https://medium.com/@SharanBurrow/social-protection-systems-underpin-the-most-successful-government-responses-to-covid-19-ba121815a4b2

I sindacati a livello internazionale chiedono che la contrazione dell’infezione da coronavirus sia riconosciuta come malattia professionale.
Ndr – in Italia viene riconosciuta come infortunio secondo la tradizione dell’Inail che attribuisce il carattere di infortunio sul lavoro alle infezioni contratte nello svolgimento dell’attività professionale.
http://www.industriall-union.org/global-unions-call-for-recognition-of-covid-19-as-an-occupational-disease
http://www.iuf.org/w/?q=node/7634

I SINDACATI INTERNAZIONALI DI SETTORE

Sindacato internazionale dei lavoratori dell’industria – IndustriALL

Le multinazionali dell’abbigliamento con i loro marchi e reti di vendita sono chiamate prioritariamente a sostenere l’industria dell’abbigliamento e proteggere i lavoratori dagli impatti della crisi globale.
Poiché i rivenditori hanno chiuso i negozi in tutto il mondo, le fabbriche di abbigliamento si sono chiuse a un ritmo allarmante con impatti devastanti per milioni di lavoratori dell’abbigliamento. È necessaria un’azione urgente per proteggere le loro possibilità di sussistenza durante la chiusura e oltre.

Finora è stato approvato un documento tra numerose multinazionali leader nel mondo tra cui Adidas, C&A, H&M, Inditex, Primark, Bestseller, PVH, Tchibo, VF Corporation e Zalando, ed i sindacati internazionali IndustriALL e ITUC. Il documento consentirà all’ILO di collaborare con l’industria per garantire fondi per poter sviluppare la protezione sociale.
http://www.industriall-union.org/global-action-to-support-the-garment-industry

Sindacato internazionale dei trasporti – ITF

L’aviazione civile sta combattendo per la sua sopravvivenza durante la pandemia di coronavirus (Covid-19). Non potrà vincere questa battaglia da solo. Oggi dobbiamo prendere decisioni coraggiose che definiranno il futuro del settore e la vita di milioni di passeggeri e lavoratori dell’aviazione.
L’industria aeronautica impiega direttamente circa 10,2 milioni di persone in tutto il mondo. Le catene di approvvigionamento più ampie e i settori correlati che prestano servizio o dipendono dal settore dell’aviazione sostengono 65,5 milioni di posti di lavoro.
La capacità di volo è già diminuita di oltre il 40%. Tre mesi di restrizioni con una graduale ripresa alla fine del 2020 potrebbero costare alle compagnie aeree $ 252 miliardi, un calo del 44% delle entrate dei passeggeri rispetto al 2019.
https://www.itfglobal.org/en/news/itf-aviation-demands-action-address-impact-covid-19

Sindacato internazionale dei lavoratori dell’agroindustria e della ristorazione – IUF

Il 31 marzo, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e l’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite (OMS) e l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) hanno chiesto congiuntamente un’azione internazionale coordinata per far sì che le forniture alimentari internazionali scorrano attraverso i confini durante la crisi COVID-19, compreso il flusso senza ostacoli dei lavoratori migranti che sostengono l’agricoltura globale. Il sindacato internazionale IUF ha scritto a questi organismi per evidenziare un difetto estremamente “irresponsabile” nel loro appello alla “responsabilità”: la totale assenza di proposte e di misure volte a proteggere la vita, la sicurezza e il sostentamento degli operai agricoli dal cui lavoro dipende la sicurezza alimentare.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7517

Sindacato internazionale dei lavoratori dei servizi privati finanziari e assicurativi

Poiché milioni di caregiver, gli assistenti sociosanitari a domicilio, sono costretti a confrontarsi con la pandemia COVID19 con accesso limitato alle attrezzature di protezione (DPI) e condizioni di lavoro precarie, il sindacacato UNI Global Union ha lanciato la campagna “Proteggi i lavoratori a domicilio” per far riconoscere la necessità di “prendersi cura di coloro che si prendono cura”.
https://www.uniglobalunion.org/news/caring-those-who-care

Denuncia all’OCSE: la Teleperformance ha violato il diritto dei lavoratori ad un posto di lavoro sicuro durante la pandemia di COVID-19. Teleperformance è una multinazionale francese con quartier generale in Francia. L’azienda fornisce servizi di assistenza tecnica, informatica, social media, customer service ecc.

Nella denuncia si descrivono condizioni non sicure in strutture che forniscono assistenza a clienti come Apple, Google e Amazon in 10 paesi, tra cui Francia, Filippine, Colombia, Regno Unito, Albania, Portogallo e Grecia.

Documenta condizioni scioccanti e poco igieniche come ad esempio centinaia di lavoratori che devono dormire in affollati piani di call center e più dipendenti che condividono apparecchiature come le cuffie durante la crisi del coronavirus. La denuncia riguarda anche ritorsioni contro i lavoratori che si organizzavano per le protezioni personali di base e i licenziamenti dei leader sindacali.
https://www.uniglobalunion.org/news/oecd-complaint-teleperformance-has-violated-workers-right-a-safe-workplace-during-covid-19

ALTRE FONTI

Oxfam

Come la pandemia di coronavirus esaspera gli aspetti peggiori della disuguaglianza estrema.
Il coronavirus ci minaccia tutti. Ma privilegia i più sui vulnerabili. Quasi 3 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo non hanno accesso all’acqua potabile, altri milioni non hanno accesso a cure sanitarie adeguate e vivono in baraccopoli affollate o campi profughi dove è impossibile l’isolamento sociale.
La pandemia ha causato sofferenze diffuse nei paesi ricchi, travolgendo alcuni dei migliori sistemi sanitari del mondo. Ma con la malattia che si sta diffondendo in molti paesi con alti livelli di povertà e disuguaglianza, il suo impatto potrebbe essere catastrofico e colpire in modo sproporzionato le donne.
https://www.oxfam.org/en/how-coronavirus-pandemic-exploits-worst-aspects-extreme-inequality

EUROPA

Confederazione sindacale europea – ETUC CES

La cassa integrazione europea (SURE) e la riduzione dei tempi di lavoro
In risposta all’annuncio della Commissione europea del programma di lavoro a breve termine SURE, il segretario generale della CES Luca Visentini ha dichiarato:
“Siamo molto lieti che la Commissione europea abbia ascoltato la nostra richiesta di accelerare l’avvio del sistema di contrasto alla disoccupazione con lo strumento SURE (ndr – una sorta di cassa integrazione) e sostenere misure di lavoro a tempi ridotti.
La situazione dei lavoratori colpiti dalla crisi del COVID-19 si sta deteriorando ogni ora e l’ultima cosa di cui l’Europa ha bisogno nel mezzo di questa emergenza sanitaria è la disoccupazione di massa e un’altra crisi economica.
Il meccanismo SURE dovrebbe aiutare a finanziare i programmi di indennizzo per il lavoro a tempi ridotti e già predisposti da molti Stati membri al fine di evitare licenziamenti e garantire che i lavoratori continuino a ricevere i loro salari.
Allo stesso tempo, chiediamo alla Commissione di garantire che queste misure siano adottate in tutti gli Stati membri e che il supporto sia esteso a tutti i gruppi di lavoratori, compresi i lavoratori autonomi e i lavoratori delle piattaforme, in tutti i settori e per tutte le dimensioni delle aziende.
Questo sistema deve essere adeguatamente finanziato per fare davvero la differenza per i lavoratori europei e ciò significa che uno strumento di debito comune europeo è urgentemente necessario.
Esortiamo l’Eurogruppo e il Consiglio a prendere decisioni urgenti al fine di rendere immediatamente operativo SURE. I lavoratori europei non possono aspettare più a lungo.”
https://www.etuc.org/en/pressrelease/etuc-sure-short-time-work

Con oltre 40 milioni di lavoratori temporaneamente o permanentemente in stato di disoccupazione dall’inizio della crisi, mentre continua il conflitto di giorni tra i ministri delle finanze degli Stati membri a cui si è assistito all’Eurogruppo all’inizio di questo mese.
La Confederazione sindacale europea insiste inoltre sul fatto che i 100 miliardi di euro assegnati a SURE siano destinati al sostegno all’occupazione (non all’assistenza sanitaria che è lo scopo del finanziamento del MES), ssino attuati nel dialogo sociale con i sindacati, coprendo non solo il periodo di crisi ma anche la ripresa, e devono essere universalmente accessibili a tutti i lavoratori ed aziende in tutti i paesi dell’UE.
https://www.etuc.org/en/pressrelease/long-talks-cost-lives-and-jobs-eu-leaders-must-fast-track-help-over-40-million-new

La Confederazione sindacale europea pubblica un report con le misure prese per proteggere posti di lavoro e salari nei diversi paesi dell’Europa.
https://www.etuc.org/sites/default/files/press-release/file/2020-03/Covid_19%20-%20Briefing%20Short%20Time%20Work%20Measures%20.pdf

Il centro studi del sindacato europeo, ETUI, sta trasformando la sua piattaforma Reforms Watch in Covid Social Impact per monitorare le conseguenze sociali e occupazionali del coronavirus negli Stati membri europei. Alcuni contenuti relativi alle relazioni industriali, al mercato del lavoro, alle riforme delle pensioni, agli scioperi vengono visualizzati per informazione ma non sono più aggiornati al momento. Tutti i nostri sforzi sono attualmente concentrati per raccogliere tutte le informazioni utili sull’impatto sociale di COVID-19 e sul ruolo delle organizzazioni sindacali.
https://www.etui.org/Covid-Social-Impact

La newsletter del sindacato europeo sulla situazione nei diversi paesi: la copertura salariale delle ore di lavoro perdute a causa del coronavirus oscilla tra il 60 ed il 70%. Molto più incerta è la situazione per i lavoratori autonomi.
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=rm&ogbl#inbox/FMfcgxwHMjpZVCqPPrcgbfpFhFZKwGrL

ALTRE FONTI

Indice dell’eguaglianza di genere in Europa
Scopri come si colloca il tuo paese tra gli altri Stati membri dell’UE nella parità di genere.
Vengono presentate delle schede informative per singoli paesi, ora disponibili in lingua nazionale.
https://eige.europa.eu/publications?ts=%22Gender%20Equality%20Index%202019:%20%22&a[]=615&y[value][year]=2019

La battaglia della lobby del biossido di titanio è appena terminata ottenendo il risultato di una classificazione per questa sostanza chimica come “sospetta cancerogena”. Gli Stati membri sono stati attivi nel difendere i loro interessi industriali, a spese della scienza e della salute pubblica, e ottengono delle vittorie.
… Desta particolare preoccupazione il conflitto di interessi del primo ministro ceco Babiš – il suo impero commerciale di fatto include la produzione di biossido di titanio – impegnato rispetto all’imminente voto in Aula del Parlamento europeo.
https://corporateeurope.org/en/2020/03/chemical-nations-how-member-states-defend-their-dirty-industries

Francia

I lavoratori di McDonald a Marsiglia Saint-Barthélemy hanno risposto al diffuso disagio e alla carenza di cibo nel loro quartiere povero rilevando il ristorante e convertendolo in deposito e distribuzione di cibo locale. La McDonald’s France non fornisce equipaggiamento protettivo ai lavoratori nelle dozzine di punti vendita che ha tenuto aperto durante il blocco e sta premendo per riaprire a livello nazionale.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7615

Coronavirus: le risposte alle vostre domande
Di fronte a questa situazione senza precedenti, in quanto lavoratore o attivista ti interroghi dei tuoi diritti, dell’organizzazione del tuo lavoro o dei diritti e doveri del tuo datore di lavoro. Questa FAQ può fornirti le prime risposte. Questa sarà regolarmente arricchita grazie alle domande che ci porrete. Alcune risposte possono anche essere modificate in base agli sviluppi della situazione e alle misure adottate dal governo.
https://www.cfdt.fr/portail/actualites/crise-du-covid-19/coronavirus-les-reponses-a-vos-questions-srv1_1100672

Inghilterra

Coronavirus: perché il razzismo strutturale sta mettendo a rischio la vita della BME (le minoranze nere ed asiatiche) – Riz Hussein
Dobbiamo riflettere sul perché i più poveri e più sfruttati nella nostra società sono stati colpiti così duramente da Covid-19.
Nel corso delle ultime settimane, i miei feed e le mie caselle di posta sui social media sono stati inondati di aggiornamenti da amici che hanno perso i loro cari a causa dell’infezione.
Tutti coloro che sono morti erano neri, asiatici o di un’altra minoranza etnica, come me.
All’inizio, ho semplicemente spiegato questo dramma con il fatto che ho una grande rete di familiari e amici nella comunità BME.
Ma poi ho iniziato a vedere nei media sempre più storie sulle persone BME che muoiono a causa del virus, in particolare gli operatori sanitari in prima linea.
Secondo gli ultimi dati, circa il 35% dei pazienti in condizioni critiche con Covid-19 sono BME, quasi tre volte la popolazione del 13% nel Regno Unito.
https://www.tuc.org.uk/blogs/coronavirus-why-structural-racism-putting-bme-lives-risk

A metà aprile 2020, il sindacato TUC ha intervistato 791 lavoratori che stanno attualmente lavorando a casa, oppure occupati ma che attualmente non lavorano, o recentemente licenziati o disoccupati. La domanda era: cosa si aspettano quando torneranno al lavoro, cosa li preoccupa di più nel tornare a lavorare nel momento in cui le restrizioni sociali finiscono.
… È interessante notare che un quinto ha dichiarato che preferirebbero continuare a lavorare da casa. Se il lavoro da casa diventa più ampiamente accettato, questo può costituire un lascito duraturo dopo questo periodo di restrizioni. Quasi un quarto di coloro che hanno risposto non ha avuto dubbi sul ritorno al lavoro fuori casa.
Ecco alcune delle loro preoccupazioni:

Non essere in grado di distanziarsi socialmente dai colleghi una volta al lavoro

39%

Esporre gli altri nella mia famiglia a un rischio maggiore

34%

Non essere in grado di distanziarsi socialmente da clienti o clienti al lavoro

28%

Che il mio datore di lavoro possa chiedermi di tornare a lavorare in trasferta quando non penso che sia sicuro

25%

Il mio posto di lavoro non viene pulito adeguatamente

23%

Dover viaggiare sui trasporti pubblici per lavorare

20%

Non avere accesso ai dispositivi di protezione individuale adeguati al lavoro

17%

Le mie condizioni di salute rendono il ritorno al lavoro più rischioso per me

14%

https://www.tuc.org.uk/research-analysis/reports/preparing-return-work-outside-home-trade-union-approach

 

Serbia

“La Serbia è in guerra”, ha annunciato il presidente Aleksandar Vučić nel giorno della dichiarazione dello stato di emergenza, e in guerra, la dissonanza e le critiche sono tollerate molto meno di quanto avvenga in una situazione normale.

Un problema centrale del sistema sanitario serbo sono le cattive condizioni di lavoro (attrezzature scadenti, straordinari …) per medici, infermieri e altro personale medico, nonché una remunerazione insufficiente. Con un salario medio per i medici di poco meno di 750 euro e circa 400 per gli infermieri, l’emigrazione dei lavoratori è più o meno solo una questione di tempo, almeno per la maggior parte dei giovani professionisti in Serbia. Un mio amico psichiatra che lavora in una prestigiosa clinica mi ha descritto i problemi come segue:
“Come medico, so che ci manca il personale a tutti i livelli. Nella mia clinica abbiamo circa dieci medici in meno di dieci anni fa. L’anno scorso abbiamo annunciato proposte di assunzione per infermieri, ma tutte senza risposta perché nessuno ha fatto domanda. L’anno scorso, tre infermiere altamente qualificate sono andate in Germania, due di loro erano capi dipartimento, tutte al vertice professionale, con circa 35–45 anni di età. Data questa esperienza di qualità e di lavoro — ci vorranno anni per sostituirle”. …
Una delle destinazioni più popolari per i medici giovani e ben addestrati è la Germania.
https://www.rosalux.de/en/news/id/41862/the-aleksandar-vucic-show?cHash=2d4bf1ed9a238e9d3c8705dbdb0a60c3

Spagna

“Che la paura non ci isoli”, suggerisce uno dei poster della rete di sostegno reciproco del quartiere Poble-Sec di Barcellona, ​​un gruppo di oltre 450 persone lo ha affisso sulla porta di un’azienda locale o in quelle dei condomini. L’obiettivo: che nessuna persona viva da sola, incustodita, isolata e senza la copertura dei bisogni fondamentali durante il confinamento.
La rete è nata nel primo fine settimana di allarme quando diversi attivisti di quartiere hanno creato un gruppo Telegram con varie sfide da affrontare.
“Quello che abbiamo fatto è stato concentrarci nel dare aiuto alle persone vulnerabili che non possono uscire di casa: anziani, malati, disabili, offrendo di andare a fare la spesa o comperare le medicine, portare fuori il cane o portare fuori la spazzatura”, afferma Sandra, una delle coordinatrici. Il gruppo si avvale di professionisti della salute che fin dall’inizio hanno raccomandato i limiti di contatto con le persone bisognose di protezione personale.
https://apuntesdeclase.lamarea.com/reportajes/musculo-de-barrio-en-pleno-confinamiento/

La linea telefonica 900 che la Confederazione ha istituito per supportare i lavoratori durante l’epidemia di Covid-19 ha ricevuto 6.000 richieste, ma aggiungendole a quelle ricevute tramite e-mail, whatsapp o Telegram, si può sicuramente parlare più di 100.000. Di queste, quasi l’80% viene da persone non affiliate. Stiamo prestando attenzione, a causa della specificità del momento, sia agli affiliati che non.
https://apuntesdeclase.lamarea.com/protagonistas/unai-sordo-las-medidas-del-gobierno-van-en-la-buena-orientacion-pero-no-tienen-la-intensidad-suficiente/

“L’epidemia di COVID-19 ha messo in luce qualcosa che le Comisiones Obreras, CCOO, denunciano da molto tempo: la debolezza del sistema di prevenzione del rischio professionale e la sua mancanza di integrazione nel quadro della sanità pubblica”, ha denunciato oggi in una conferenza stampa il Segretario per la salute sul lavoro del COO, Pedro J. Linares, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della salute e della sicurezza sul lavoro. A suo avviso, “è necessario un cambiamento nelle politiche del lavoro e un nuovo impulso alle politiche della salute sul lavoro, che è una parte fondamentale della salute pubblica”.
https://www.ccoo.es/noticia:479186–%E2%80%9CLa_defensa_de_la_salud_es_un_elemento_esencial_en_el_ambito_laboral%E2%80%9D&opc_id=8c53f4de8f8f09d2e54f19daf8d8ed95

Non sorprende che la prima manifestazione in periodo di allarme e confinamento sia stata effettuata da un gruppo costretto a lavorare, ed a farlo per strada e senza diritti. Mentre il dibattito sul diritto di assemblea sta prendendo forma – ieri abbiamo conosciuto il pronunciamento della Corte costituzionale tedesca che lo ha difeso -, i riders hanno semplicemente cercato di esercitare il diritto sfruttando le condizioni dinamiche del loro lavoro. …
L’impresa multinazionale Glovo ha ridotto il prezzo della tariffa base per singolo ordine da 2,50 a 1,20 euro in diverse città. Questo mentre sono passati solo quattro mesi dall’iniezione di 150 milioni di euro da parte di un fondo degli Emirati che ha portato l’azienda a superare 1 miliardo di valutazione in borsa …
https://apuntesdeclase.lamarea.com/analisis/riders-la-primera-mani-en-estado-de-alarma-tenia-que-ser-suya/

ASIA

Bangladesh

Grave crisi per i lavoratori dell’abbigliamento del Bangladesh.
Migliaia di lavoratori nell’industria dell’abbigliamento del Bangladesh hanno perso il lavoro e gli sono stati negati i salari poiché il paese è bloccato fino al 14 aprile. Il 6 aprile, due lavoratori sono stati uccisi in un uno scontro con le forze dell’ordine durante le proteste.
Come parte del programma di contenimento di Covid-19, il governo del Bangladesh ha sospeso tutte le forme di servizi di trasporto e chiuso stabilimenti pubblici e privati, ad eccezione dei servizi essenziali. Annunciata inizialmente fino al 4 aprile, la chiusura è stata estesa al 14 aprile.
L’annuncio iniziale ha scatenato il panico tra i lavoratori dell’abbigliamento, la maggior parte dei quali sono migranti interni. Molti hanno lasciato Dacca per raggiungere la loro città natale. Le foto strazianti della capitale del paese mostrano i lavoratori che lasciano la città su traghetti affollati, camion e altre modalità di viaggio non sicure.
Il 5 aprile è stato annunciato che a nessuno era più permesso entrare o uscire da Dacca, tranne che per le emergenze. La mancanza di coordinamento nell’attuazione delle misure di contenimento ha creato confusione soprattutto quando molti datori di lavoro hanno insistito sul fatto che i lavoratori dovevano presentarsi al lavoro per ricevere i salari e poter così mantenere il posto di lavoro.
http://www.industriall-union.org/massive-crisis-for-bangladesh-garment-workers

Cina

Il tasso di disoccupazione cinese si riduce leggermente al 5,9 per cento a marzo.
Il tasso di disoccupazione urbana della Cina è leggermente diminuito a marzo, diminuendo di 0,3 punti percentuali al 5,9 per cento da un massimo del 6,2 di febbraio, lo ha annunciato Ufficio Nazionale di Statistica (NBS).
Tuttavia, la disoccupazione giovanile rimane relativamente elevata e le opportunità di lavoro sono scarse, soprattutto per i neolaureati. La NBS ha riferito che nel primo trimestre dell’anno erano stati creati 2,3 milioni di nuovi posti di lavoro, rispetto ai 3,2 milioni del primo trimestre del 2019.
https://clb.org.hk/content/china%E2%80%99s-unemployment-rate-eases-slightly-march-59-percent

Le proteste dei tassisti continuano nonostante le misure di sostegno del governo.
Mentre la Cina riprende gradualmente la normale attività economica, i 2,6 milioni di tassisti del paese non si stanno ancora riprendendo dal devastante impatto economico della pandemia di coronavirus. I conducenti sempre più disperati mettono in scena proteste su larga scala e richiedono una riduzione delle tariffe che devono pagare alle compagnie di taxi o il diritto di uscire dal mercato senza alcuna penalità.
Molti conducenti stavano già lottando finanziariamente prima della pandemia e si è verificato un notevole aumento delle proteste verso la fine dello scorso anno, principalmente legato alle normative del governo locale, alla gestione delle compagnie di taxi e, in particolare, alla concorrenza di conducenti senza licenza.
Al culmine della pandemia, molti tassisti non potevano affatto lavorare, e anche dopo che le misure di controllo erano state revocate in varie parti del paese, i conducenti avevano ancora difficoltà a guadagnarsi da vivere a causa della mancanza di clienti. Nella città sudoccidentale di Nanning, ad esempio, i conducenti guadagnavano solo 120 yuan al giorno in media a marzo, secondo il Nanning Daily, circa l’80% in meno rispetto al loro reddito medio nello stesso periodo dell’anno scorso.
Allo stesso tempo, molte compagnie di taxi chiedevano ancora migliaia di yuan al mese in affitto di veicoli ai loro conducenti, il che significa che i conducenti stavano effettivamente perdendo denaro di mese in mese.
https://clb.org.hk/content/taxi-driver-protests-continue-despite-government-relief-measures?from_topic=15131

India

Le misure di igiene e sicurezza per la salute dall’epidemia di COVID-19 in India hanno rivelato i pregiudizi eterosessisti, razziali, di età, castaisti e classisti di una società indù brahminica.
https://feminisminindia.com/2020/04/01/ecofeminism-covid-19-prejudices-hindu-brahminical-society/?utm_source=Weekly+Newsletter&utm_campaign=c8dfc3cca3-EMAIL_CAMPAIGN_2020_04_03_06_44&utm_medium=email&utm_term=0_e03b1d50bd-c8dfc3cca3-87348588

AFRICA

Il dilemma del confinamento in Africa: salvare vite o aumentare la povertà.
L’adozione del confinamento, in un continente in cui le persone vivono in sovraffollamento, colpisce in particolare i lavoratori dell’economia informale che hanno scarso o nullo accesso ai servizi essenziali, e può ritorcersi contro. In Sudafrica e Nigeria ci sono già state proteste per la limitazione dei movimenti.
https://www.lamarea.com/2020/03/31/el-dilema-del-confinamiento-en-africa-salvar-vidas-o-aumentar-la-pobreza/

Made in Africa: lavoro digitale africano nelle catene del valore dell’intelligenza artificiale (IA).
di Mark Graham e Mohammad Amir Anwar
L’intelligenza artificiale è spesso associata a profezie sulla distruzione di posti di lavoro. Eppure un esercito di lavoratori nel sud globale viene messo al lavoro.
Nelle discussioni sui luoghi dei nodi produttivi chiave dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie digitali di prossima generazione, i lavoratori africani raramente ricevono una menzione. Sistemi di automazione, sistemi di apprendimento automatico, motori di ricerca di prossima generazione e sistemi di relazioni: quante di queste tecnologie sono “prodotte in Africa”? La risposta, in realtà, è “tutte loro”.
In un documento da cui deriva questo articolo, rendiamo visibile l’invisibile e portiamo alla luce il ruolo che i lavoratori africani stanno giocando nello sviluppo di tecnologie emergenti e fondamentali, che sostengono, o presto lo faranno, gli enormi profitti realizzati dalla grande tecnologia delle aziende con sede nel nord del globo.
https://www.socialeurope.eu/made-in-africa-african-digital-labour-in-the-value-chains-of-ai

Sudafrica

Il sindacato nazionale dei minatori (NUM) e la società Harmony Gold hanno avuto un incontro presso gli uffici della società a Randfontein e hanno concordato che tutti i lavoratori operanti nei siti della Harmony Gold in Sudafrica torneranno a lavorare il 2 maggio 2020 dopo il secondo blocco. …
Harmony Gold ha accettato di pagare i salari ai lavoratori durante il periodo di blocco.
Le due parti hanno concordato che verrà fatto uno screening intensivo per testare tutti per COVID-19 quando torneranno al lavoro. Coloro che risulteranno positivi saranno immediatamente isolati e coloro che sono malati verranno inviati in ospedale. La società si è impegnata a mettere in atto misure rigorose in tutte le sue unità produttive in Sudafrica per garantire la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori.
http://mediadon.co.za/2020/04/15/num-and-harmony-gold-agreed-for-workers-to-go-back-to-work-on-the-2nd-of-may-2020-after-the-lockdown/

NDR – il blocco delle attività è stato prolungato sino alla fine di aprile

http://mediadon.co.za/2020/04/09/these-are-challenging-times-we-are-traversing-a-path-we-have-never-travelled-before-there-are-many-amongst-us-who-are-fearful-uncertain-and-vulnerable-i-call-on-our-people-to-offer-a-pray/

La Confederazione dei sindacati sudafricani (COSATU) accoglie calorosamente la Brigata medica di Cuba sul suolo sudafricano, arrivati per concorrere alla lotta contro il Coronavirus che ha devastato il mondo nelle ultime settimane. Il COSATU apprezza molto il costante sostegno di Cuba al Sudafrica nel corso degli anni. I due paesi hanno avuto stretti legami da quando Cuba è stata un aiuto determinante nella lotta contro il governo della minoranza bianca in Sudafrica. Il COSATU saluta l’atto di solidarietà altruistica di Cuba di inviare più di 200 medici (costituiti da specialisti della salute della comunità e delle malattie infettive) che sono arrivati alla base dell’aeronautica di Waterkloof di Pretoria il 27 aprile 2020.
http://mediadon.co.za/2020/04/27/cosatu-welcomes-cubas-great-act-of-altruistic-solidarity/

Uganda

Il sindacato dei lavoratori delle coltivazioni orticole dell’Uganda (UHISPAWU) sta lottando per proteggere migliaia di lavoratori nelle piantagioni di fiori dalla caduta nella povertà e nella fame a seguito del crollo del mercato di esportazione. Le vendite di fiori recisi, la maggior parte delle quali vengono esportate in Europa, sono diminuite fino al 90% e non esistono programmi di protezione del governo per i lavoratori agricoli che perdono il lavoro. Oltre 4.000 lavoratori sono a casa senza reddito o altro sostegno. I lavoratori pagati con un salario mensile sono esclusi dal sostegno alimentare pubblico e non possono accedere ai loro risparmi pensionistici.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7609

NORD AMERICA

Stati Uniti

La diffusione esponenziale del contagio negli USA e i rischi per la salute e per il posto di lavoro stanno colpendo duramente molte categorie di lavoratori, e stanno innescando proteste e scioperi, in alcuni casi organizzati dai sindacati, in altri spontanei, anche perché il sindacato si è molto indebolito in questi anni.
Scioperi legati alla mancanza di sicurezza sul lavoro sono avvenuti in un cantiere navale del Maine, alla FCA di Warren. Gli autisti di bus di Birmingham, Alabama e i lavoratori delle pulizie di Pittsburgh hanno scioperato per le carenti protezioni dal contagio
Secondo alcuni osservatori, l’ondata di proteste potrebbe crescere, anche perché altre categorie di lavoratori sono colpite: paradossalmente, molti operatori delle strutture di emergenza sanitaria subiranno delle riduzioni di salario, perché assunti da agenzie che stanno guadagnano meno dagli introiti privati.
Inoltre, il fatto che i soldi stanziati dal governo vadano ancora una volta a garantire il salvataggio delle grandi imprese e non i posti di lavoro sta suscitando rabbia e tensione fra i lavoratori.
https://www.thenation.com/article/society/coronavirus-class-war-labor/

Mobilitazioni dei lavoratori Amazon in varie città USA, dopo che vari casi di lavoratori positivi erano stati segnalati in diverse sedi, per chiedere la chiusura dei magazzini per disinfezione, garanzia del salario per tutti durante la chiusura, la copertura delle spese mediche per i contagiati e le loro famiglie, e altre misure di sicurezza. A Staten Island ci sono stati scioperi e blocchi per chiedere la sanificazione degli ambienti e due settimane di quarantena pagata: la risposta di Amazon è stata di licenziare l’organizzatore della protesta. Questo ha provocato scioperi e manifestazioni in altri centri di distribuzione, e sono state avanzate proposte di boicottaggio del gigante commerciale.
Questa mobilitazione si ricollega ad azioni precedenti, che hanno ottenuto condizioni di lavoro meno brutali e soprattutto il diritto a permessi retribuiti per tutti. Amazon ha offerto due settimane pagate per i contagiati o in quarantena, ma un appello della coalizione nazionale Athena (@athenaforall) chiede il permesso pagato per tutti i lavoratori direttamente o indirettamente coinvolti dalla crisi. La mobilitazione si sta estendendo.
I lavoratori di Amazon e delle ditte di logistica collegate non hanno per ora il problema di essere lasciati a casa, anche se alcuni si sono messi in permesso non pagato per non far correre rischi a familiari con patologie. Diversa è la situazione dei precari del trasporto urbano, quelli come i tassisti di Uber e Lyft. Con il crollo del traffico dei taxi negli USA, Uber ha annunciato che garantirà due settimane pagate ai tassisti risultati positivi o in quarantena, ma non ha fornito ai tassisti strumenti per garantire la loro sicurezza. Questi lavoratori, come tutti i tassisti, sono considerati lavoratori autonomi, e non hanno diritto a sussidi di disoccupazione, anche se le associazioni sindacali in città come New York stanno richiedendo l’estensione dei sussidi a queste categorie.
I lavoratori delle ditte che confezionano alimentari da consegnare a domicilio e i riders che li consegnano sono completamente privi di ogni garanzia rispetto ai rischi sulla salute, e si stanno mobilitando in alcuni stati, come la California, per avere acceso ai sussidi di disoccupazione, coperture sanitarie a salario di base.
https://jacobinmag.com/2020/04/amazon-warehouse-workers-coronavirus-pandemic-crisis
https://www.thenation.com/article/activism/amazon-working-conditions-covid/
https://www.thenation.com/article/economy/workers-labor-coronavirus/

Un altro punto critico è l’industria della lavorazione della carne, che non ha interrotto la produzione neanche in stabilimenti in cui si sono verificati casi di contagio: ci sono stati scioperi spontanei e assenze di massa, che hanno portato almeno un importante stabilimento a fermarsi.
https://jacobinmag.com/2020/04/meatpacking-worker-interview-coronavirus-trump-order
https://www.thenation.com/article/politics/meatpacking-coronavirus-class-war/

Gli autisti che lavorano per Lyft, la concorrente di Uber (30% del traffico di taxi), hanno in molti casi preso in affitto l’auto dalla ditta stessa o tramite essa da ditte di rent-a-car, pagando le rate settimanali (da 240 a 270 €) con molte ore di lavoro. Con il calo del traffico, i tassisti non lavorano e non possono pagare le rate; Lyft, a parte dichiarazioni generiche di disponibilità, ha comunicato che chi non può pagare deve restituire l’auto. Sono considerati professionisti indipendenti, non hanno alcuna copertura sanitaria né una paga base, devono lavorare 12 ore al giorno 6-7 giorni al settimana per ricavare un salario. Se stanno a casa, perdono tutto. Non hanno scelta. I contributi del governo, una tantum, servono per pagare al massimo due settimane di rate.
https://jacobinmag.com/2020/04/lyft-express-drive-coronavirus-pandemic-drivers

A inizio aprile i lavoratori che avevano perso il posto erano già 10 milioni; ora si parla di circa 22.
La crisi non ha colpito solo i settori del commercio e del turismo, ma anche l’industria manifatturiera e i settori dei “colletti bianchi”, perche uffici ed imprese hanno chiuso e lasciato a casa molti dipendenti. Le previsioni sono che i guasti lasceranno il segno molto dopo la fine della crisi, forse per decenni. Quello che resta del welfare USA è assolutamente inadatto a dare riposte a crisi di queste dimensioni. Il sistema di compensazione per i disoccupati non riesce a stare dietro alle richieste; cosa ancora pi grave, l’assicurazioen sanitaria è legata all’occupazione, per cui milioni di famiglie rischiano di perderla in questo momento.
https://jacobinmag.com/2020/04/united-states-unemployment-layoffs-coronavirus-crisis

I rischi dei lavoratori dei trasporti.
A New York molti autisti di bus hanno contratto il virus, anche per la mancanza o i ritardi nella fornitura di protezioni individuali. I servizi in molte città sono stati pesantemente ridotti, sia per il calo di passeggeri, sia per la indisponibilità di personale, colpito dall’epidemia. Ma a New York circa 1 milione di persone, tutti i lavoratori dei servizi essenziali, si spostano ogni giorno. Già a inizio aprile, 1167 lavoratori del sistema di trasporto metropolitano erano risultati positivi al virus, 33 erano morti, e più di 5600 erano in quarantena.
https://www.thenation.com/article/politics/mta-transit-driver-covid/

Medici e operatori sanitari sono stati licenziati per aver criticato pubblicamente l’impreparazione delle strutture ad affrontare la pandemia e la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro. Ciò è reso possibile dal fatto che molti di questi lavoratori sono “a domanda” e possono essere licenziati in qualunque momento, non avendo alcuna copertura sindacale. Questa situazione è comune a molte altre categorie di lavoratori, come quelli dei fast-foods o a quelli di Amazon (vedi sopra), e solo una serie di battaglie sindacali e politiche per l’introduzione della giusta causa nei licenziamenti, sostenute anche a livello nazionale da Bernie Sanders, ha ottenuto qualche risultato.
https://www.thenation.com/article/economy/workers-coronavirus-just-cause/

Immokalee, in Florida, è la zona dove si concentrano i lavoratori agricoli addetti alla raccolta di ortaggi: 25000 persone, senza copertura sanitaria, ammassati in 10 in un camper. Sono già stati segnalati casi di positività. Nonostante le richieste della locale organizzazione sindacale, il materiale per la sicurezza fornito dalle istituzioni locali è assolutamente insufficiente (solo parzialmente integrato da quello fornito da alcune aziende agricole). Le altre richieste riguardano la possibilità di accesso a servizi ospedalieri, con la costruzione di un ospedale da campo nella zona, richiesta per ora respinta dalle autorità.
https://jacobinmag.com/2020/04/farmworkers-immokalee-florida-coalition-workers-covid-coronavirus

Ma che gli USA siano un paese profondamente diviso ce lo ricordano le immagini dei manifestanti, anche armati, che scendono in piazza contro i provvedimenti di chiusura, inveendo contro “i comunisti”; un articolo di Jacobin analizza la composizione sociale di questi manifestanti, mettendo in luce come, al di là delle strumentalizzazioni politiche, si tratti in molti casi della protesta di una fascia di lavoratori autonomi o di proprietari di piccole attività commerciali, che si trovano di fronte alla prospettiva di perdere l’unica fonte di reddito, magari in maniera irreversibile. L’articolo osserva che in realtà queste fasce hanno oggettivamente problemi e condizioni di vita più simili a quelli dei lavoratori salariati, e che una politica di estensione del welfare potrebbe strapparli all’egemonia della destra.
https://jacobinmag.com/2020/04/anti-shutdown-protests-coronavirus-covid-trump

Il governo degli Stati Uniti deve adottare urgentemente alternative prontamente disponibili alla detenzione per i migranti detenuti in centri amministrativi sovraffollati e non igienici per contrastare il rischio di focolai di COVID-19, lo ha affermato un esperto delle Nazioni Unite per i diritti umani.
“È molto difficile mantenere la distanza fisica necessaria nelle strutture di detenzione sovraffollate. La riduzione significativa del numero di migranti detenuti rilasciandoli in contesti alternativi può facilmente risolvere questo problema “, ha dichiarato Felipe González Morales, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani dei migranti.
“Nessuno di questi migranti è detenuto per reati, ma è semplicemente in attesa di decisioni in merito alle sue domande di immigrazione”, ha osservato.
https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25827&LangID=E

Il comitato organizzatore dei lavoratori agricoli (FLOC) ha condannato le proposte dell’amministrazione Trump di abbassare i salari minimi per i lavoratori agricoli e si è impegnata a combattere qualsiasi abbassamento degli standard. Le misure proposte consentirebbero ai datori di lavoro di pagare i lavoratori migranti ammessi negli Stati Uniti nell’ambito del programma dei visti denominati H2A a meno della tariffa salariale concordata, basata sul salario minimo del territorio in cui vengono chiamati ad operare. I lavoratori che accedono con i visti H2A costituiscono circa il 10% della forza lavoro agricola negli Stati Uniti.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7575

La pandemia di coronavirus ha avuto un duro impatto sulla vita di milioni di lavoratori e delle loro famiglie. Seleziona il tuo Stato per conoscere le risorse, i programmi e i vantaggi disponibili per l’assistenza nella zona dove vivi.
https://aflcio.org/covid-19/state-resources

AMERICA LATINA

CONFEDERAZIONE SINDACALE DELLE AMERICHE

È necessario tenere presente che al di là delle risposte urgenti e necessarie, questa crisi, prima di essere sanitaria e di salute pubblica, è una crisi del sistema economico neoliberista e mostra il fallimento delle sue politiche di ridurre il ruolo Stato, le privatizzazioni, la precarietà del lavoro e la riduzione dei diritti sociali.
Per la CSA, la vera risposta alla crisi dovrà concentrarsi su misure di emergenza a medio e lungo termine. La pandemia, oltre a mostrare il fallimento del neoliberismo, aprirà una disputa sul modello economico, sociale e politico nelle Americhe e nel mondo.
Azioni di emergenza efficaci per garantire la vita delle persone saranno possibili solo con l’abbandono del paradigma neoliberista e affermazione dell’intervento statale, basato su principi democratici, in varie aree.
L’opzione democratica è l’unico modo per costruire la strada per superare la crisi a medio e lungo termine a livello regionale e internazionale. Le misure per combattere il virus non possono essere confuse con posizioni autoritarie che sfruttano la situazione per approfondire l’autoritarismo, l’esclusione e l’attacco ai paesi che sono considerati nemici dalle grandi potenze.
http://csa-csi.org/2020/03/30/posicion-y-orientaciones-de-la-csa-frente-a-la-pandemia-del-covid-19/

Argentina

La Confederazione sindacale dei lavoratori delle Americhe (CSA) sta seguendo la complessa crisi nella regione e nel mondo a seguito della pandemia di COVID-19. Milioni di persone nel mondo, in particolare la classe lavoratrice e i settori meno assistiti della popolazione, stanno soffrendo le conseguenze dell’emergenza sanitaria, ma soprattutto la mancanza di risposte da parte dei governi, in particolare di quelli con maggiore potere economico.
Siamo a conoscenza delle misure che il governo della Repubblica argentina ha adottato, in particolare quelle per proteggere la salute della popolazione e le garanzie economiche e sociali per affrontare questo momento critico. Sottolineiamo particolare attenzione la firma del decreto che stabilisce il divieto di licenziare i lavoratori per sessanta giorni, valido dal 31 marzo.
http://csa-csi.org/2020/04/06/csa-celebra-respuesta-del-gobierno-argentino-frente-al-covid-19/

Mentre questa settimana il governo ha annunciato che pagherà metà dello stipendio in quelle aziende colpite dalla quarantena, le cooperative del lavoro in autogestione chiedono la stessa assistenza che lo stato ha implementato per le società private.
Federico Tonarelli, presidente della Federazione argentina delle cooperative di lavoratori autonomi (FACTA) e lavoratore dell’Hotel Bauen di Buenos Aires, ha ribadito che deve esserci l’aiuto per i lavoratori del settore cooperativo.
“Tutte le politiche del governo, per aiutare le PMI a pagare i salari, per esempio, sono pensate solo dalla figura dell’assistenza al datore di lavoro”, ha iniziato e ha aggiunto: “Nel diritto amministrativo, se non si è espressamente nominati, non si è beneficiari, ciò che chiediamo è che se esiste un decreto che stabilisce che una certa assistenza per le PMI, quando sarà messa in funzione, vengano aggiunte le cooperative di lavoro».
http://www.cta.org.ar/cooperativas-de-trabajo-piden.html

Bolivia

I neoliberali sono tornati.
La stampa, in linea con il governo di fatto in Bolivia, che copre facilmente il 90% della circolazione delle informazioni in questa fase post colpo di stato, ha scatenato una mostruosa campagna di manipolazione. Travisare i fatti, rendere invisibili le opere del precedente governo e demonizzare la figura di Evo Morales. Essendo che durante la gestione del primo presidente Aymara, la Bolivia ha raggiunto un grado di sviluppo, storico e senza precedenti in termini economici, politici e sociali.
Pertanto, Luis Arce Catacora, candidato alla presidenza del Movimento per il socialismo, ha denunciato, in un’intervista in un noto mezzo di informazione, la presidente di fatto Jeanine Áñez, di non aver utilizzato 12 nuovi ospedali costruiti negli ultimi mesi di la gestione di Evo Morales, che, secondo il candidato, avrebbero dovuto far parte della lotta contro il coronavirus.
Arce Catacora ha denunciato un famigerato abbandono e occultamento dei moderni ospedali di terzo livello in diverse regioni del paese, costruiti negli ultimi anni, inclusi gli ospedali di Montero (Santa Cruz), El Alto Sur, Cobija (Pando), Potosí, Sucre, Villa Tunari e Sacaba, entrambi a Cochabamba; così come gli ospedali di secondo livello, anch’essi di recente costruzione, a Yacuiba (Tarija), Challapata (Oruro), San Buenaventura (La Paz), Riberalta (Beni), Aiquile, Punata e Capinota, a Cochabamba, tra gli altri.
“Ci dicono che non abbiamo investito in nessun ospedale o altro. In questo momento ci sono più di 12 ospedali che sono pronti per essere attrezzati e consegnati per renderli disponibili al popolo boliviano e quindi operare nel contrato del coronavirus ”, ha dichiarato Arce in un’intervista a Radio Fides.
https://rebelion.org/los-neoliberales-estan-de-vuelta/

Brasile

Le dimissioni dell’ormai ex ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza, Sergio Moro, hanno iniziato a prospettare un nuovo scenario della politica brasiliana. In primo luogo, vale la pena notare che queste dimissioni non sono il risultato di una frustrazione dell’ultimo minuto, causata dal licenziamento – senza consultazione – del Sovrintendente della polizia federale (PF), Mauricio Valeixo. Sarebbe ingenuo pensare che una decisione di questa portata sia stata presa da Sergio Moro esclusivamente a causa del dispiacere causato dalla presunta ingerenza del presidente nelle indagini condotte dal PF, in particolare quelle che si concentrano sulle attività dei suoi figli e dei politici alleati del presidente. A rigor di termini, queste dimissioni non sono solo espressione del fatto che l’ex capitano oggi presidente vuole trasformare la polizia federale in una sorta di apparato di sicurezza personale o uno scudo contro i processi che stanno iniziando ad accumularsi contro la sua famiglia e gli amici del clan Bolsonaro.
Questo non è questo il caso. In effetti, la partenza dell’ex giudice dell’operazione Lava Jato e simbolo della destra nella lotta contro la corruzione sembra essere stata pianificata con largo anticipo. In quest’ultimo periodo, il Ministro Moro – molto assente e con poche apparizioni pubbliche – aveva incontrato rappresentanti di entità imprenditoriali, alti dirigenti delle banche e del sistema finanziario, nonché membri della stampa e politici del tradizionale centro-destra. Per lo stesso motivo, ciò che può essere percepito dalla sua dipartita dal governo è che ciò suppone un movimento più globale di riarticolazione di un centro-destra che scommette su Sergio Moro come una figura rispettata, moderata e, quindi, una lettera di consenso da superare il travagliato momento sanitario, economico e politico che devasta il Paese.
https://www.alainet.org/es/articulo/206183

Il giudice Ricardo Lewandowski, della Corte suprema federale (STF), ha deciso lunedì 6 aprile che i sindacati dovrebbero essere informati entro 10 giorni di accordi individuali tra aziende e dipendenti in caso di riduzione dei salari e dell’orario di lavoro.
Nella decisione, il giudice ha ottemperato alla richiesta di considerare illegale la parte della misura provvisoria 936/2020, adottata per preservare il rapporto di lavoro durante gli effetti della nuova pandemia di coronavirus sull’economia.
https://www.cartacapital.com.br/justica/lewandowski-decide-que-reducao-de-salario-so-tera-validade-apos-manifestacao-de-sindicatos/?utm_campaign=novo_layout_newsletter_-_07042020&utm_medium=email&utm_source=RD+Station

Il Ministro della Difesa, Generale Fernando Azevedo e Silva, ha pubblicato una dichiarazione in onore del colpo di stato militare del 1964, che ha istituito la dittatura in Brasile. Il regime, che ha ucciso oltre 400 persone, è stato definito un “punto di riferimento per la democrazia”, secondo il punto di vista del generale.
Nella nota, usa la giustificazione secondo cui il Brasile era sull’orlo di minacce “totalitarie”, e quindi utilizza termini come il “miracolo economico” del regime per giustificare una trasformazione del Brasile.
https://www.cartacapital.com.br/politica/ministro-da-defesa-chama-golpe-militar-de-marco-para-democracia/?utm_campaign=novo_layout_newsletter_-_31032020&utm_medium=email&utm_source=RD+Station

Cile

Il popolo aiuta il popolo: questa campagna è un grande appello alle organizzazioni civili per combattere la pandemia in Cile. Stabilire una parte per l’esame del governo del Cile con una storia nazionale con discorsi. Ma dato che è necessario agire prontamente per combattere il coronavirus per salvare vite umane, questa campagna si afferma attraverso un’organizzazione territoriale di base (organizzazioni di strada, consigli di quartiere, assemblee, sindacati, ecc.) E mira a generare una solida rete sociale di mutuo soccorso in grado di far fronte alla pandemia in Cile, che viene dal vivo della società a partire dai non garantiti.
http://unidadsocial.cl/wp-content/uploads/2020/04/Final-Resumen-Campa%C3%B1a-El-pueblo-ayuda-al-pueblo-1.pdf

Colombia

Profondamente preoccupante la situazione nel dipartimento colombiano di Cauca, dove almeno 13 difensori dei diritti umani sono stati uccisi finora – di cui tre negli ultimi giorni – dallìinizio di quest’anno.
Sebbene questi ultimi casi siano ancora oggetto di verifica dal nostro ufficio, abbiamo ricevuto segnalazioni che, il 22 aprile, Hugo de Jesús Giraldo, un leader sociale, è stato ucciso nella città di Santander de Quilichao. Lo scorso fine settimana erano stati uccisi anche altri due leader sociali, Mario Chilhueso e Teodomiro Sotelo Anacona, nonché il marito di una terza leader sociale.
https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25825&LangID=E

Nel mezzo dello stato di emergenza causato dalla diffusione del virus covid-19, gli omicidi dei leader sociali non si fermano in Colombia. Le misure di emergenza, con l’obiettivo di contenere il virus, sembrano essere state inutili per fermare uno dei maggiori problemi che la Colombia deve affrontare da decenni: lo sterminio sistematico dei leader sociali, compresi i leader sindacali, specialmente nelle aree rurali del paese.
Il CSA condanna gli omicidi di leader e leader sociali in Colombia e scrive al presidente:
Sr. Iván Duque Márquez
Presidente della República di Colombia
Palacio de Nariño
Bogotá, Colombia

Signor Presidente:
La Confederazione sindacale dei lavoratori delle Americhe (CSA), che rappresenta 55 milioni di lavoratori, espressione continentale della Confederazione internazionale dei sindacati (ITUC), esprime la sua più ferma condanna della continua e allarmante situazione dell’uccisione di leader sindacali, sociali ed ex combattenti, nonché la criminalizzazione e le minacce di morte, in un contesto di elevata impunità e silenzio da parte del governo colombiano. Ciò dimostra la persistente, diffusa e sistematica violenza anti-sindacale e la mancanza di garanzie minime di protezione per la vita e l’integrità fisica degli uomini e delle donne del sindacato.
Secondo le nostre confederazioni affiliate, la CUT e la CTC della Colombia, sostenute dai dati dell’Istituto di studi per lo sviluppo e la pace (Indepaz), al 4 aprile 2020 sono stati registrati 93 omicidi, una cifra allarmante. Di questi, 21 erano firmatari dell’Accordo di pace ed ex combattenti, e 72 uomini e donne leader sociali, tra cui 7 leader sindacali, oltre a contadini, indigeni e difensori dei diritti umani. Questa violenza sistematica è più preoccupante oggi, quando nel mezzo della pandemia di Covid-19, gli omicidi aumentano mentre i suoi autori diventano invisibili, estendendo ed aggravando l’impunità in Colombia.
http://csa-csi.org/2020/04/10/la-csa-condena-los-asesinatos-de-lideres-y-lideresas-sociales-en-colombia/

Messico

Violazione sistematica dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici durante una pandemia.
Senza protezione del governo e con tribunali paralizzati, i lavoratori messicani provenienti dai settori più precari del paese affrontano licenziamenti, abusi, sfruttamento e persino la morte per esposizione a COVID-19.
Lavoratrici addette alle pulizie, operaie delle zone franche chiamate maquilas, personale medico e operatrici sulle piattaforme in Internet sono solo alcune di coloro che affrontano le peggiori condizioni di vita e di lavoro durante la pandemia di COVID-19, senza che il governo federale, in particolare il Segretariato del Lavoro e assistenza sociale (STyPS) e le Corti di giustizia, proteggano i loro diritti.
Le lavoratrici interessate non possono far valere i loro diritti del lavoro perché i tribunali e le commissioni specializzate in questa materia restano chiusi, hanno dichiarato le avvocate Edith Ramírez, che presiede il Segretariato per la parità di genere dell’Associazione nazionale degli avvocati democratici (ANAD) e Angélica González Vega, membro della “Campagna per il lavoro dignitoso dei diritti delle donne”.
https://rebelion.org/violacion-sistematica-de-derechos-laborales-de-trabajadoras-durante-pandemia/

Venezuela

“Sono stato direttore della CIA. Mentiamo, imbrogliamo, rubiamo. Per questo teniamo corsi di formazione completi”. Questa confessione è stata fatta davanti a un gruppo di studenti dell’Università del Texas il 15 aprile 2019 dall’attuale segretario di Stato americano, Mike Pompeo.
È lo stesso personaggio abietto che ieri, in un atto non etico, incitando al crimine, ha offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari a chiunque favorisca la cattura del presidente costituzionale e legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro. Preparato a mentire ha giustificato la sua offerta affermando che Maduro è responsabile di “commercio internazionale di stupefacenti”.

L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha pubblicato il suo rapporto più recente per l’anno 2019 in cui sistematizza, per paese, i dati sulla produzione, il consumo e il traffico di droghe illecite nel mondo.
È il vero e vero fatto è che la Repubblica Bolivariana del Venezuela non appare nel riassunto del rapporto di cui sopra, il che significa che i livelli sono relativamente così marginali che la loro inclusione non è giustificata. Quale commercio di droga può esistere in un paese che non appare nemmeno nelle statistiche del consumo, della produzione e del traffico di droga?
Quando si osservano gli allegati dettagliati del rapporto, la Repubblica Bolivariana del Venezuela appare ultima negli elenchi di prevalenza del consumo di droga (a differenza degli Stati Uniti che la guidano), non appare negli elenchi dei paesi che piantano e producono droghe (a differenza dalla Colombia, che è la prima nella lista), ma il Venezuela appare invece nella lista dei paesi che hanno sequestrato droghe.
https://www.alainet.org/es/articulo/205646

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