Osservatorio mensile

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Resoconto su condizioni, diritti e lotte dei lavoratori nel mondo
Novembre 2019

Si è svolta il 25 novembre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, violenza degli uomini e violenza politica fascista e criminale come quella dell’assassinio di Marielle Franco militante negra e LGTB di Rio de Janeiro e, secondo la denuncia di “Ni Una menos”, di Daniela Carrasco, “la Mimo”, arrestata dai carabineros a Santiago e trovata impiccata il giorno dopo; colpo militare di stato in Bolivia, il primo atto del governo illegittimo: impunità per gli assassini di indigeni e militanti socialisti; svolta a destra in Uruguay alle elezioni presidenziali come chiedeva il Centro Militare per porre fine ai governi di sinistra di Tabaré Vásquez e Pepe Mujca – ma il candidato di sinistra chiede il riconteggio dei voti; in un paese senza tradizione di protesta collettiva e generale come la Colombia, lo sciopero nazionale del 21 novembre 2019 ha un valore storico; dopo settimane di manifestazioni contro il governo iracheno e le sue politiche il primo Ministro ha annunciato le dimissioni; nel novembre del 1919 l’Organizzazione internazionale del lavoro stabiliva il limite massimo della giornata lavorativa in 8 ore e di 48 ore per la settimana; General Motors denuncia Fiat Chrysler per concorrenza sleale, Marchionne, l’idolo dell’industria italiana secondo i nostri media, convinceva da 10 anni i sindacalisti statunitensi dei lavoratori dell’auto a fare gli sconti a FCA sui salari e le condizioni di lavoro offrendo loro orologi di marca, case con piscina, auto di lusso.

MONDO

ORGANIZZAZIONI DELLE NAZIONI UNITE

25 novembre: giornata mondiale contro la violenza alle donne
Antonio Guterres
«La violenza e gli abusi contro le donne sono tra le più orribili violazioni dei diritti umani nel mondo, che colpiscono 1 donna su 3. Dobbiamo prendere una posizione ferma contro la violenza sessuale. Dobbiamo dimostrare una maggiore solidarietà con le sopravvissute, le sostenitrici e le donne impegnate nella difesa dei diritti delle donne».
https://news.un.org/en/story/2019/11/1052131

Organizzazione Internazionale del lavoro – Ilo

Corrispondono a più di 500 miliardi di dollari all’anno le risorse che dovrebbero essere investite se i paesi nel mondo volessero soddisfare le misure di protezione sociale – note come soglia di protezione sociale – entro il 2030.
Lo afferma un nuovo rapporto dell’ILO.
Nel rapporto vengono misurate le carenze finanziarie per la protezione sociale necessaria a raggiungere l’obiettivo 1.3 degli SDG (NDR – per SDG si intendono le protezioni previdenziali e sociali per garantire un livello minimo a tutti al fine di raggiungere gli obiettivi di “benessere sostenibile” proposti dall’Onu per l’anno 2030), in particolare, per i paesi in via di sviluppo, la spesa per la copertura deve aumentare drasticamente per raggiungere la copertura universale di un insieme di base di misure per la protezione sociale.
Queste includono:

  • Trasferimenti di risorse per l’infanzia
  • Prestazioni di maternità per le madri con neonati
  • Prestazioni di invalidità
  • Pensioni sociali di vecchiaia

Sulla base della ricerca condotta in 134 paesi, i risultati mostrano che con i livelli attuali la protezione sociale sono coperti solo l’8,5 per cento dei bambini e il 15,3 per cento degli anziani nei paesi a basso reddito. Al contrario, nei paesi a reddito medio-alto sono coperti il 35% dei bambini e il 90% delle persone anziane.
https://www.ilo.org/global/about-the-ilo/newsroom/news/WCMS_729435/lang–en/index.htm
https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—ed_protect/—soc_sec/documents/publication/wcms_729111.pdf
https://unstats.un.org/sdgs/indicators/Global%20Indicator%20Framework%20after%202019%20refinement_Eng.pdf

Poche persone si rendono conto del fatto che i limiti alle ore lavorative risalgono alla prima Convenzione internazionale del lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO): la Convenzione sulle ore di lavoro (industria), 1919 (n. 1).
Prima dello scoppio della guerra, nel 1914, i limiti all’orario di lavoro – in particolare la giornata lavorativa di otto ore – erano stati una delle principali richieste del movimento sindacale internazionale.
Una volta terminata la guerra, e con la creazione dell’ILO come parte del Trattato di Versailles, la questione riemerse poiché i disordini ed i conflitti del lavoro su larga scala minacciavano di diffondersi in diversi paesi.
La Costituzione dell’OIL, contenuta nell’articolo 427 del Trattato, includeva la dichiarazione secondo cui «l’adozione di un giorno di 8 ore o di una settimana di 48 ore come norma da perseguire laddove non sia già stata raggiunta” era di “speciale e urgente importanza».
https://www.ilo.org/global/about-the-ilo/newsroom/news/WCMS_728218/lang–en/index.htm

AGENZIA INTERNAZIONALE PER I RIFUGIATI – UNHCR

Cambiamenti climatici ed esodi delle popolazioni
Conflitti e cambiamenti climatici stanno formando una combinazione tossica che allontana le persone dalle loro case.
Il rifugiato nigeriano, Hawali Oumar, 46 anni, pesca il Lago Ciad per un massimo di dieci giorni alla volta, mentre la sua famiglia rimane in un campo a poche miglia di distanza. Il padre di Hawali è stato ucciso da Boko Haram nel suo villaggio in Nigeria, spingendolo a fuggire in Ciad con la sua famiglia a 10 anni.
https://www.unhcr.org/news/stories/2019/10/5da5e18c4/climate-change-and-displacement.html

ALTRE FONTI

L’11-17 novembre è stata una settimana di azione e lotta globale per i lavoratori del fast food che si battono per i diritti e il riconoscimento della libertà sindacale, una retribuzione migliore e un posto di lavoro sicuro. Nelle città di tutto il mondo i sindacati e i lavoratori del fast food hanno organizzato scioperi, proteste pubbliche e manifestazioni e hanno intrapreso azioni sul posto per evidenziare le loro richieste.
Negli Stati Uniti, il 12 novembre centinaia di lavoratori McDonald hanno scioperato chiedendo diritti sindacali per tutti, 15 dollari l’ora e la fine delle molestie sessuali, mentre altri sindacati e altri operai in tutto il paese hanno fatto eco alle loro richieste sul lavoro e nelle strade.
Lo stesso giorno, i lavoratori del Regno Unito McDonald sono usciti in sciopero in sei punti vendita McDonald di Londra, chiedendo salari più alti, contratti più sicuri, migliori condizioni di lavoro e riconoscimento del loro sindacato, rafforzati da azioni di sostegno in altre città.
Durante la settimana, lavoratori e sindacati in Belgio, Canada, Cile, Francia, Germania, Hong Kong, Indonesia, Israele, Nuova Zelanda, Nigeria, Filippine, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti hanno preso provvedimenti a sostegno della lotta nella giornata globale del sindacato internazionale dei lavoratori dell’alimentazione, IUF.
http://www.iuf.org/w/?q=node/7185

Una donna su tre subirà violenze fisiche o sessuali durante la sua vita. Sebbene non vi sia un’unica causa per tale violenza, alcuni dei fattori più forti e coerenti sono convenzioni sociali dannose che contribuiscono alla disuguaglianza di genere.
Queste convenzioni si basano su credenze e aspettative su come le persone dovrebbero comportarsi. Includono il diritto maschile, il dominio e il controllo sui corpi di donne e ragazze e ruoli di genere rigidi, come viene evidenziato in una ricerca di Oxfam in 12 paesi in Africa, America Latina, Caraibi e Pacifico.
https://www.oxfam.org/en/ten-harmful-beliefs-perpetuate-violence-against-women-and-girls
https://oi-files-d8-prod.s3.eu-west-2.amazonaws.com/s3fs-public/file_attachments/rr-lets-stop-thinking-normal-evaw-social-norms-251118-en.pdf

EUROPA

Confederazione Sindacale Europea – ETUC – CES

La Confederazione europea dei sindacati (CES) accoglie con favore la decisione della Banca europea per gli investimenti (BEI) di eliminare gradualmente i prestiti ai progetti di impiego dei combustibili fossili e sottolinea che i lavoratori e le regioni interessati devono essere adeguatamente sostenuti.
Il consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (BEI) ha annunciato che l’istituzione eliminerà gradualmente i prestiti per quasi tutti i progetti relativi ai combustibili fossili dopo il 2021.
https://www.etuc.org/en/pressrelease/etuc-response-eib-fossil-fuel-disinvestment-change-must-be-fair-workers

Strategie sindacali e buone pratiche per promuovere la conciliazione tra tempi di lavoro e di vita
L’obiettivo dello studio è stato una mappatura delle buone pratiche relative agli accordi sulla conciliazione negoziati dalle parti sociali in 10 paesi membri: Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Olanda, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia. …
Le misure di conciliazione introdotte attraverso i contratti collettivi contengono: il congedo parentale; il congedo di paternità; le modalità di lavoro flessibile (la durata dell’orario di lavoro e l’autonomia nel decidere l’orario e il luogo di lavoro); i servizi per l’infanzia (il datore di lavoro mette a disposizione le strutture); le cure a lungo termine (permesso per assistere un familiare malato); ed incentivi economici per i genitori e gli assistenti che lavorano (indennità).
Lo studio mette in risalto le iniziative specifiche sulla conciliazione attuate a livello settoriale ed aziendale al fine di colmare le lacune o il vuoto legislativo in materia.
https://www.etuc.org/sites/default/files/publication/file/2019-10/REBALANCE%20FINAL%20REPORT_IT.pdf

Francia

Si prepara la giornata di sciopero e di lotta del 5 dicembre
Il governo non è più così certo di attuare il progetto di riforma delle pensioni in modo rapido come aveva annunciato mesi fa. L’annuncio dei sindacati per uno sciopero del 5 dicembre lo indebolisce ma, nonostante tutto, attribuisce la colpa del sistema previdenziale francese alla sua universalità. Il 5 dicembre sta diventando l’inizio di un movimento che potrebbe rinnovarsi, dando voce alle preoccupazioni ed alla domanda generale di giustizia sociale e del sistema fiscale come per il clima che si vanno espriemendo in modo massiccio nella società.
http://solidairesparis.org/solidaires-en-action-3

Spagna

Vittoria della lotta dei lavoratori siderurgici della Biscaglia contro la precarietà.
Il settore, che impiega oltre 55.000 persone, raggiunge un pre-accordo per un nuovo contratto dopo aver organizzato con continuità scioperi e manifestazioni dal mese di maggio.
https://www.lamarea.com/2019/11/28/victoria-de-la-lucha-del-metal-vizcaino-contra-la-precariedad/

Il 16 ottobre, una sentenza della Corte costituzionale (SCT), ha confermato la conformità alla Costituzione spagnola del nuovo articolo 52 d) dello statuto dei lavoratori che, dopo la riforma del lavoro del 2012, privilegia la libertà delle imprese rispetto al diritto alla salute e al lavoro dei lavoratori.
Questo articolo stabilisce come sia una ragione per la risoluzione del contratto quando le «assenze dal lavoro per malattia, anche giustificate ma intermittenti, raggiungono il 20% delle ore di lavoro in due mesi consecutivi a condizione che raggiunga così l’assenza totale per malattia del 5% nei dodici mesi precedenti, o il 25% in quattro mesi discontinui entro un periodo di dodici mesi…».
Il Centro Sociale Statale, costituito da tutti i sindacati e le associazioni professionali spagnole, invita i cittadini a partecipare attivamente alle diverse mobilitazioni, concentrazioni o assemblee. I sindacati CCOO e UGT si riuniranno per dimostrare contro questa norma e chiedere l’abrogazione della riforma del lavoro.
Le prime concentrazioni avranno luogo il 27 novembre alle 12,00 in tutti i capoluoghi di provincia. A Madrid davanti al Congresso dei deputati, e nel resto del paese davanti alle Comunità autonome ed agli uffici di rappresentanza del governo.
https://www.ccoo.es/noticia:407652–La_Cumbre_Social_rechaza_la_sentencia_del_TC_que_avala_el_despido_por_causas_medicas

Il sindacato UGT è stato presente nelle diverse mobilitazioni che sono state sviluppate, in tutta la Spagna, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un giorno di colore viola in memoria delle vittime della violenza sessista per richiedere politiche efficaci e risorse sufficienti per combattere questo flagello sociale, che lungi dall’essere ridotto sembra invece estendersi.
Infatti, nei primi 10 mesi dell’anno 50 donne sono già state assassinate per violenza sessista, tante come in tutto il 2018, 3 bambini sono stati uccisi e 41 sono rimasti orfani.
http://www.ugt.es/ugt-se-une-la-movilizacion-masiva-en-todo-el-pais-contra-la-violencia-de-genero

Conflitti del lavoro in Spagna, rapporto del novembre 2019
Manifestazione a Madrid indetta da Comisiones Obreras e UGT contro l’amministrazione comunale governata da una maggioranza formata da Partito Popolare ed i fascisti di Vox.
Nei giorni 11 e 16 novembre si è svolto lo sciopero a Endesa, partner di Enel …
Ed altre notizie
http://www.fim.org.es/media/2/2842.pdf

ASIA

Cina

Gli scioperi e le proteste collettive da parte dei lavoratori dei trasporti sono stati a lungo una caratteristica della vita quotidiana nelle città cinesi, ma negli ultimi cinque anni c’è stato un notevole cambiamento nella natura di queste proteste, trainato principalmente dalla rapida crescita dei servizi di trasporto basati su app e il declino dei servizi tradizionali come i taxi.
La Strike Map del China Labor Bulletin ha registrato quasi 1.400 proteste dei lavoratori dei trasporti nei cinque anni tra il 2014 e il 2019, pari a circa il 15 percento del totale. Da questo set di dati, si possono vedere chiaramente i cambiamenti nelle industrie coinvolte, la posizione geografica e il numero di partecipanti a ciascuna protesta.
https://clb.org.hk/content/shifting-patterns-transport-worker-protests-china-present-major-challenge-trade-union

Filippine

La Confederazione sindacale internazionale, ITUC, ha condannato la nuova ondata di repressione da parte della polizia contro i sindacalisti filippini. L’offensiva è stata lanciata quando la polizia ha fatto irruzione simultaneamente in tre sedi di organizzazioni per i diritti umani e sindacali, arrestando e detenendo 57 persone appartenenti a organizzazioni dei lavoratori e della società civile. Sono tutt’ora in corso operazioni di repressione.
https://www.ituc-csi.org/philippines-government-crackdown?lang=en

Il sindacato internazionale dei lavoratori dei servizi finanziari, UNI – Uniglobal Uniopn, condanna fermamente l’arresto e la detenzione di 57 membri di organizzazioni dei lavoratori e della società civile nelle Filippine avvenuto la sera del 31 ottobre. Tra gli arresti c’era Mary-Anne Krueger (nota come Anne) che è l’organizzatrice dell’associazione BIEN dei lavoratori del contact (call, ndr) center nella città di Bacolod. Anne e l’associazione BIEN hanno collaborato attivamente con UNI Global Union nel settore dei contact center filippini.
La casa di Anne Krueger, dove vive con il suo partner Michael de la Concepcion e cinque bambini piccoli, è stata saccheggiata dalla polizia filippina intervenuta in armi alle ore 21,00 del 31 ottobre. Anche Michael de Concepcion era coinvolto nel mandato, ma non era a casa al momento del raid. Secondo i testimoni, uomini armati senza uniforme si sono scontrati con la polizia militare nella vicinanza della casa, atto successivamente utilizzato come pretesto per l’arresto.
https://www.uniglobalunion.org/news/uni-global-union-condemns-police-raids-and-arrest-anne-krueger-philippines

Vietnam

La retribuzione bassa, le cattive condizioni di lavoro e i gestori abusivi sono ben documentati per molte imprese cinesi operanti in Vietnam, così come gli scioperi e le proteste organizzate dai lavoratori in risposta. Joe Buckley esamina diverse recenti proteste e suggerisce che questi problemi non si limitano solo alle imprese cinesi, ma si trovano in tutto il Vietnam, indipendentemente dalla proprietà delle imprese stesse.
https://clb.org.hk/content/understanding-worker-protests-chinese-enterprises-vietnam

MEDIO ORIENTE

Iraq

Il primo ministro iracheno Adel Abdel Mahdi ha annunciato che si appresta a presentare le sue dimissioni in Parlamento. L’annuncio arriva poche ore dopo che la massima autorità sciita in Iraq, l’ayatollah Al Sistani, aveva esortato il Parlamento iracheno a ritirare la fiducia al governo.
L’annuncio di dimissioni del primo ministro iracheno è stato accolto da grida di giubilo e manifestazioni di gioia dei manifestanti raccolti da stamane a piazza Tahrir in pieno centro a Baghdad. L’iconica piazza nel cuore della capitale irachena è stato l’epicentro delle proteste che, per due mesi, hanno chiesto una profonda riforma del sistema e una nuova classe politica in Iraq. 
https://www.agi.it/estero/si_dimette_premier_iraq_mahdi-6646987/news/2019-11-29/

Siria

I civili continuano a fuggire dai combattimenti nella Siria nord-orientale. …
Quasi 17.000 rifugiati hanno attraversato l’Iraq settentrionale da ottobre e oltre 75.000 persone rimangono sfollate nel nord-est della Siria, secondo le Nazioni Unite. La CNBC riferisce che coloro che non possono permettersi il viaggio in Iraq cercano case ed edifici abbandonati durante i combattimenti passati con l’ISIS, per ripararsi dall’inverno che si avvicina. Alcune persone hanno trovato nuove case nel villaggio cristiano in gran parte abbandonato di Am Albaloa e altre arrivano ogni giorno, ma il villaggio è privo di acqua potabile e di elettricità e molte case mancano di porte e finestre. Nell’ambito degli sforzi inter-agenzie, l’UNHCR ha dichiarato venerdì di aver fornito aiuti di base e articoli invernali a oltre 177.000 sfollati nel nord-est della Siria.
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=rm&ogbl#inbox/FMfcgxwGBwRWWxKGgqDwkPQKmMgDGKss?compose=DmwnWrRtsNRlFbqnRNknbVjkJtLWwtgPtzLlrFXHpVGmVSngPtlvKmlcXmLlswdGFZPZTtBDzdLv

Libano

Rivolta del Libano contro le élite.
L’annuncio di nuove tasse ha scatenato proteste senza precedenti in Libano.
Per settimane i manifestanti sono scesi in piazza in tutto il paese per chiedere le dimissioni dei suoi leader.
Nel cuore del centro di Beirut, simile al fantasma dalle proteste del 2005 che portarono alla fine dell’occupazione siriana, pneumatici bruciati e assi di legno oscurano le vetrine dei negozi, di banche e di lussuose boutique. …
Con il paese sull’orlo di una grave crisi economica e finanziaria, un quarto della popolazione libanese vive al di sotto della soglia di povertà. Questa cifra offre un netto contrasto con la ricchezza irriverente del centro della capitale…
https://www.rosalux.de/en/news/id/41182/lebanons-revolt-against-elites/

AFRICA

Algeria

7 novembre, 2019. La popolazione in campo per lo sciopero generale in Algeria.
L’Algeria è coinvolta in uno sciopero generale di tre giorni e la quasi metà della popolazione ha smesso di lavorare in tutto il paese per chiedere democrazia, libertà e diritti dei lavoratori, affermano i sindacati.
I lavoratori dell’industria, dell’energia, dei trasporti, del settore pubblico, nonché migliaia di studenti stanno sostenendo lo sciopero generale che è stato convocato dai sindacati indipendenti in Algeria il 5, 6 e 7 novembre.
Il sindacato algerino SNATEG, affiliato al sindacato internazionale dell’industria, IndustriALL, che rappresenta i lavoratori dell’impresa statale di gas ed elettricità, Sonelgaz, ha dichiarato che il 47% della popolazione ha aderito al primo giorno di sciopero generale. La partecipazione è stata particolarmente elevata a Sonelgaz, mentre l’istruzione superiore è stata completamente paralizzata in tutto il paese quando insegnanti e studenti si sono uniti ai lavoratori per chiedere la democrazia.
Secondo i sindacati indipendenti, lo sciopero generale si è svolto in 37 province su 48 in Algeria.
http://www.industriall-union.org/population-out-in-force-for-general-strike-in-algeria

Sudafrica

Il Congresso dei sindacati sudafricani (COSATU) esulta per l’elezione di Cde Zola Saphetha (segretario generale dell’Unione nazionale per l’educazione, la salute e le attività affini) alla segreteria generale della federazione globale di classe e socialista lavoratori, International Union of Public Services and Allied (TUI-PS & A), aderente alla Federazione mondiale dei sindacati (WFTU, conosciuta ai tempi come FSM, ndr).
http://mediadon.co.za/2019/11/18/cosatu-congratulates-the-new-general-secretary-of-the-wftu-trade-union-international-of-public-services-and-allied-tui-psa-cde-zola-saphetha/

COSATU è profondamente allarmato e preoccupato per l’intenzione di Arcelor Mittal (AMSA) di chiudere la sua acciaieria Saldanha. La chiusura interesserà circa 900 lavoratori nello stabilimento ma anche 1200 subappaltatori, compromettendo l’intera economia della baia di Saldanha e la catena del valore dell’industria siderurgica.
L’economia di Saldanha soffre già di alti livelli di disoccupazione e questo avrà un impatto molto negativo sull’intero distretto della costa occidentale. …
Essendo il Sudafrica una delle sole due nazioni africane produttrici di acciaio, lo stabilimento svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo delle infrastrutture del continente. Le azioni dell’AMSA stanno minando i progressivi sforzi del governo per attrarre investimenti nella fragile economia del Sudafrica.
http://mediadon.co.za/2019/11/14/cosatu-calls-on-government-to-halt-closure-of-arcelor-mittals-saldanha-bay-steel-plant/

NORD AMERICA

Stati Uniti

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR, ha espresso “serie preoccupazioni” in merito alla nuova politica statunitense che consentirà ai richiedenti asilo di essere inviati ad altre nazioni che hanno negoziato accordi bilaterali per accoglierli, anche se non sono n né originari né passati da quelle nazioni. L’approccio è “in contrasto con il diritto internazionale” e “potrebbe comportare il trasferimento di individui altamente vulnerabili in paesi in cui possono affrontare pericoli potenzialmente letali”, ha affermato l’UNHCR in una nota. L’amministrazione ha pubblicato la nuova norma nel registro federale martedì, aprendo la strada per la sua attuazione. Gli Stati Uniti hanno firmato accordi con Guatemala, Honduras ed El Salvador negli ultimi mesi, ma i patti non hanno ancora norme e procedure per l’applicazione. L’UNHCR ha osservato di non essere mai stata interessata in nessuno degli accordi e ha lavorato con i governi dell’America centrale per rafforzare “sistemi di asilo ancora molto primordiali”. Un portavoce del Dipartimento della sicurezza nazionale statunitense ha dichiarato sabato che l’attuazione dell’accordo per l’asilo con il Guatemala sarebbe iniziato presto ma non ha previsto una scadenza.
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=rm&ogbl#inbox/FMfcgxwGBmwFdnQwWRzLmBDBdCmDJmhV

La General Motors ha fatto causa alla sua rivale Fiat Chrysler, accusandola di aver corrotto i funzionari del sindacato dei lavoratori dell’automobile, United Auto Workers UAW, nelle trattative contrattuali per ottenere un vantaggio su General Motors nel corso di un decennio.
Ore dopo che G.M. ha intentato la causa dinanzi al tribunale federale, il presidente del sindacato UAW si è dimesso. …
La causa e la crisi nella direzione del sindacato derivano da lunghe indagini del Dipartimento di Giustizia su illeciti finanziari tra il sindacato e la Fiat Chrysler.
Tre ex dirigenti della Fiat Chrysler e diversi dirigenti U.A.W. si sono già dichiarati colpevoli.
I leader aziendali e sindacali hanno sottratto milioni di dollari – alcuni dei quali erano destinati a un centro di formazione – per pagare orologi Rolex, sontuosi viaggi e pasti personali.
https://www.nytimes.com/2019/11/20/business/gm-fiat-chrysler-lawsuit.html

Nel luglio 2017, i pubblici ministeri federali hanno rivelato che milioni di dollari destinati alla formazione dei lavoratori sono stati invece spesi dalla leadership di UAW e FCA in viaggi aerei, penne in oro massiccio, una piscina, una casa e una Ferrari, tra gli altri lussi. Tredici accuse e 10 condanne – finora – hanno messo in luce frodi all’interno dell’importante sindacato statunitense dei lavoratori dell’auto e hanno messo in discussione gli accordi di contrattazione collettiva ratificati nel 2011 e 2015 con FCA. Questo scandalo si diffonderà? Ecco una sequenza temporale dei fatti e l’elenco degli attori chiave.
https://www.autonews.com/static/section/report05.html

AMERICA LATINA

Bolivia

Il sindacato internazionale dei lavoratori dell’industria, IndustriALL, condanna categoricamente il colpo di stato del 10 novembre 2019 che ha costretto il presidente della Bolivia Evo Morales, legittimamente eletto, a rifugirsi in un altro paese.
Dalle elezioni presidenziali di ottobre, le forze di opposizione della Bolivia hanno commesso numerosi atti di violenza: hanno saccheggiato e dato fuoco alle case, umiliato funzionari governativi eletti democraticamente, rapito e minacciato le famiglie di quelle stesse persone, dato alle fiamme la casa della sorella del presidente e preso d’assalto la casa di Evo Morales. Ciò è stato fatto per costringere Evo Morales, il suo vicepresidente Álvaro García Linera e molti altri leader del partito del presidente, il Movimento per il socialismo (MAS), a dimettersi. Questi attacchi sono stati alimentati dal razzismo e dal fondamentalismo religioso, che è estremamente preoccupante, poiché ciò va contro lo spirito inclusivo dello stato plurinazionale della Bolivia. Il presidente Morales è ora in esilio in Messico, dove gli è stato concesso l’asilo politico.
Il presidente Morales aveva accettato l’audit dell’Organizzazione degli Stati americani (OEA) e aveva dichiarato che avrebbe convocato un’altra elezione, avrebbe sostituito tutti i membri del consiglio elettorale e avrebbe consentito la paretcipazione di altri candidati. Nonostante ciò, l’opposizione ha ancora scelto di essere intransigente e di ignorare la democrazia.
http://www.industriall-union.org/industriall-condemns-the-coup-in-bolivia

Licenza di uccidere gli indigeni e i militanti socialisti di Evo Morales e … restare impuniti.
Dopo il massacro di Cochabamba, il presidente illegale della Bolivia Jeanine Añez ha concesso alle forze armate l’immunità, una licenza per uccidere (specialmente gli indigeni) e rimanere impuniti: il decreto approvato dall’auto-proclamato cancella ogni responsabilità penale nei confronti dei militari coinvolti nella “restaurazione dell’ordine interno”.
Nel frattempo, l’inviato del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Jean Arnault, con grande esperienza nel processo di pace colombiano, ha incontrato l’autoproclamata Áñez e ha detto che lo farà anche con tutti i leader e gli attori, per affrontare due questioni centrali: “Pacificazione” della crisi” e “invito a elezioni libere e aperte a tutte le organizzazioni politiche”.
Per gli eventi che possiamo vedere in televisione, colpisce la pittoresca rappresentazione dell’autoproclamato governo con l’esposizione del Nuovo Testamento …
https://www.rebelion.org/noticia.php?id=262599&titular=licencia-para-matar-ind%EDgenas-y-masistas-y%85-salir-impune-

L’omicidio come massima forma di repressione statale, la continua aggressione contro le donne, il disprezzo viscerale contro gli indigeni e i contadini, l’illegalità come modo per giustificare un governo nato nelle ombre più buie del colpo di stato, la censura aperta dei media cittadini e stranieri, e uno scudo internazionale – in cui spicca l’Organizzazione degli Stati americani (OEA) – sono le principali caratteristiche mostrate dall’autoproclamata presidente della Bolivia, Jeanine Áñez, e dal suo gabinetto, formato dall’ultra-destra più razzista del paese.
In pochi giorni, Áñez ha ordinato una caccia totale contro le centinaia di migliaia di persone che si mobilitarono per respingere il colpo di stato che rovesciò il presidente Evo Morales, ora esiliato con il suo vice presidente Álvaro García Linera in Messico.
Le forze armate boliviane e la polizia hanno già la responsabilità della morte di oltre 20 cittadini, 542 feriti e quasi 630 detenuti.
https://latinta.com.ar/2019/11/bolivia-informe-de-una-masacre/

L’Organizzazione degli Stati americani OEA riconosce di non avere il controllo finale sulle elezioni in Bolivia
L’Organizzazione degli Stati americani (OEA) non dispone ancora del rapporto finale sulle elezioni presidenziali della Bolivia che si sono tenute il 20 ottobre. Ciò è ammesso in una lettera inviata al Centro strategico latinoamericano CELAG per la geopolitica, inviata dopo la richiesta del Centro di raccogliere informazioni su tale audit. …
Un’analisi condotta da CELAG ha rilevato gravi incongruenze nella relazione provvisoria. A causa di queste irregolarità, il CELAG ha richiesto per due volte informazioni all’OSA sulla metodologia seguita, nonché sulla consegna del rapporto finale o sulla data della sua pubblicazione. Finora, nessuna delle richieste è stata soddisfatta.
https://www.rebelion.org/noticia.php?id=262954&titular=la-oea-reconoce-que-no-tiene-la-auditor%EDa-definitiva-sobre-las-elecciones-de-bolivia-
https://www.celag.org/sobre-la-oea-y-las-elecciones-en-bolivia/

Brasile

Il nome di Bolsonaro appare nelle indagini sull’omicidio della consigliera Marielle Franco.
Il procuratore generale Augusto Aras ha aperto una procedura dopo che in un interrogatorio è stato menzionato il presidente, secondo il canale televisivo Globo.
Il nome del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è stato menzionato in un interrogatorio durante l’inchiesta sull’omicidio della consigliera Marielle Franco, uccisa a Rio de Janeiro lo scorso anno. Secondo il canale Globo, il portiere della casa di lusso in cui vive Bolsonaro, ha detto alla polizia che uno dei sospettati di aver ucciso la politica di sinistra, l’ex poliziotto militare Elcio Queiroz, ha chiesto di entrare nella casa alcune ore prima del crimine, il 14 marzo 2018. In Brasile è comune per il portiere chiedere a un inquilino se autorizza l’ingresso di un visitatore. Queiroz chiese il permesso di entrare nell’edificio, il portiere chiamò la casa del padre di Bolsonaro e qualcuno della casa, che secondo il portiere si identificò come “Mr. Jair”, autorizzò l’ingresso, ma l’ex militare non andò nel suo appartamento ma in quello di Ronnie Lessa, l’altra arrestata per l’omicidio e vicina di casa di Bolsonaro.
https://elpais.com/internacional/2019/10/30/actualidad/1572452059_009597.html

Nella sua prima intervista esclusiva dopo aver trascorso 580 giorni come prigioniero politico, l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha dichiarato ancora una volta che intende viaggiare nel paese, discutere di politica con la popolazione e “alzare il morale delle truppe” come un modo per diffondere la resistenza contro la abrogazione dei diritti imposta dal governo di Bolsonaro. “Sono disposto e pieno di speranza ed è quello che so fare”, ha detto allo scrittore Fernando Morais e alla giornalista Aline Piva e Ana Roxo del blog Knockout. …
“In primo luogo, vedo il governo che sta distruggendo il paese, Bolsonaro che vuole governare con notizie false ovunque, mentre il ministro Guedes vende il Brasile e distrugge ciò che è stato costruito come patrimonio popolare”, ha detto Lula …

Cile

“La Mimo”, l’attivista e artista di strada cilena trovata impiccata un mese fa a una recinzione di un parco di Santiago, “è stata fermata dai militari e torturata fino alla morte”. È la denuncia del movimento cileno “Ni Una menos” sulla morte della 36enne Daniela Carrasco, è diventata virale e sta provocando indignazione e commozione sui social.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/11/21/cile-el-mimo-torturata-e-uccisa_36d99a6d-ba35-4aa6-b9c0-9e7143405321.html

Il Cile non si arrende! In questa quinta settimana di mobilitazione di diverse organizzazioni sociali e sindacali le proteste continuano a svolgersi su tutto il territorio nazionale.
Solo per citare alcune mobilitazioni questa settimana: i lavoratori, gli studenti e gli utenti della salute hanno realizzato un “Incontro per la vita, la salute e i diritti umani del Cile” senza dimenticare naturalmente i “cacerolazos” nelle piazze di diverse città.
http://cut.cl/cutchile/2019/11/22/a-mas-de-un-mes-del-inicio-de-las-protestas-continuan-las-movilizaciones-masivas-en-el-pais/

Con lunedì 25 novembre, gli scioperi nazionali di settore iniziano con la mobilitazione di lavoratori dei porti, della sanità e del commercio per poi, martedì 26, coinvolgere altri settori produttivi del paese ed unirsi in un grande sciopero generale.
In questo modo, la piattaforma costituita dal blocco sindacale facente parte del movimento Unidad Social (US) chiama nuovamente a manifestare per le strade per chiedere al governo e al parlamento, risposte efficaci e tempestive alle richieste urgenti della popolazione come: piano di tutela dell’occupazione, salario minimo di 500 mila pesos, pensione minima pari allo stipendio minimo proposto, salute e istruzione garantite. Tutto questo, a partire dal NO all’impunità e alla richiesta di verità, giustizia e riparazione contro la violazione dei diritti umani accertata da Amnesty International.
http://cut.cl/cutchile/2019/11/25/bloque-sindical-de-us-convoca-nueva-jornada-de-huelga-general-para-exigir-respuestas-a-las-demandas-urgentes-de-la-poblacion/

Colombia

A rischio la pace
La firma dell’accordo di pace in Colombia nel novembre 2016, che ha posto fine a 53 anni di conflitto armato interno, è stata accolta con molta speranza dalla comunità internazionale e, in particolare, dal movimento sindacale internazionale. I lavoratori e i sindacalisti, che sono stati le principali vittime della violenza sistematica e selettiva, hanno applaudito alla prospettiva di poter finalmente esercitare i loro diritti in un clima privo di intimidazioni e rappresaglie.
https://www.ituc-csi.org/IMG/pdf/colombia_peace_at_risk_en.pdf

I lavoratori, gli studenti e le comunità rurali, indigene e afro-discendenti della Colombia si sono unite in uno sciopero generale nazionale il 21 novembre. A differenza degli scioperi ai quali molti lavoratori statunitensi hanno partecipato sempre più negli ultimi cinque anni, lo sciopero non si svolge contro imprenditori o industrie.
https://aflcio.org/2019/11/20/colombian-workers-launch-general-strike

In un paese senza tradizione di protesta generale e collettiva come la Colombia, lo sciopero nazionale del 21 novembre 2019 è stato storico.
Lo sciopero fu originariamente convocato dalle centrali dei lavoratori, ma è diventato una protesta contro le riforme pensionistiche, del lavoro e dell’istruzione e in favore dell’accordo di pace firmato con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC).
https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-50520302

Cuba

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che con 187 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni ha approvato la risoluzione sulla “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba ”. …
Gli Stati Uniti e Israele hanno ripetuto anche quest’anno la loro opposizione alla risoluzione, una coppia a cui si è associato il Brasile. La Colombia e l’Ucraina si sono astenute. La Moldavia non ha esercitato il diritto di voto.
https://seguimosenlucha.org/

Haiti

Repressione ad Haiti: la lotta quotidiana degli affamati.
Si è svolta per mesi la protesta contro la politica della fame imposta dal presidente di Haiti, Jovenel Moise, contro la maggioranza di una nazione sofferente, mentre si ripetono gli atti di repressione della polizia, che hanno causato più di 200 morti (48 negli ultimi giorni), circa 2.000 feriti e un numero molto più elevato di sfollati, con la distruzione delle loro case e dei luoghi in cui avevano lavorato.
http://cubasi.cu/cubasi-noticias-cuba-mundo-ultima-hora/item/100374-represion-en-haiti-la-cotidiana-lucha-de-los-hambrientos

Perù

La Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù (CGTP) denuncia che, oggi 14 novembre 2019, la Procura e la Polizia Nazionale hanno effettuato un raid nei locali della FDTA-CGTP di Arequipa e dell’Unione dei lavoratori delle costruzioni civili, arrestando 12 leader, tra cui José Luis Chapa e Andrés Saya Mamani, con l’accusa di “organizzazione criminale e crimini di estorsione”, mentre invece si battevano contro le leadership economiche per la difesa della valle del Tambo e la protezione dell’agricoltura, nonché in solidarietà con le lotte dei contadini e dei coloni della provincia di Islay di fronte all’imposizione del progetto “Tía María” voluta dalla multinazionale “South Perú Cooper”.
http://www.cgtp.org.pe/2019/11/15/cgtp-sobre-detencion-de-dirigentes-sindicales-de-arequipa/

Uruguay

Il candidato Luis Lacalle Pou è stato riconosciuto come il vincitore delle elezioni presidenziali dell’Uruguay dal suo principale concorrente, Daniel Martínez.
In assenza di una dichiarazione ufficiale delle autorità elettorali, Martínez ha riconosciuto che la tendenza nel conteggio dei voti rende prevedibile la vittoria del suo avversario.
https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-50593831

Pareggio tecnico alle elezioni in Uruguay
Il candidato a destra ottiene un vantaggio di 28.666 voti contro il suo rivale. I voti dovranno essere nuovamente conteggiati per dichiarare un vincitore.
https://elpais.com/internacional/2019/11/25/america/1574636601_130023.html

Il sindacato PIT-CNT respinge l’editoriale pubblicato dal Centro Militare e condanna “il sostegno all’odio ed allo scontro nella società”
Montevideo, venerdì 22 novembre 2019.
è stato pubblicato dal quotidiano Nación, l’editoriale del Centro militare, attraverso il suo ufficio di pubbliche relazioni, in cui si prununcia un discorso di odio per spingere ad un confronto nella società e togliere così la democrazia.
Detto editoriale, della rivista della Cooperativa per il risparmio e il credito degli ufficiali delle forze armate, entità diretta dal presidente del Centro militare, Carlos Silva Valiente, definisce gli ultimi 15 anni di governi democratici dell’Uruguay come una “sedizione del Frente Amplio“.
Alla luce di questi fatti molto gravi, il PIT-CNT dichiara:
Il suo rifiuto assoluto del contenuto di un editoriale che riflette un discorso di odio che mina la convivenza democratica tra uruguaiani.
Esorta il gruppo di forze democratiche e patriottiche a ripudiare questi fatti, pronunciandosi con forza di fronte a queste dichiarazioni inammissibili in una democrazia piena come la nostra.
Conferma ancora una volta il suo impegno a difesa della democrazia mobilitandosi.
La Segreteria esecutiva
https://www.pitcnt.uy/novedades/noticias/item/3302-pit-cnt-rechaza-editorial-del-centro-militar-y-fustiga-el-discurso-de-odio-que-promueve-el-enfrentamiento-en-la-sociedad

Venezuela

L’invasione dell’ambasciata venezuelana a Brasilia nel giorno di apertura del vertice BRIC in città è stata una provocazione brasiliana per i presidenti di Cina, Xi Jinping e Russia, Vladimir Putin, oltre ad essere stata un’azione dei nemici del leader venezuelano, Nicolás Maduro. È avvenuta senza informare il governo di Bolsonaro, è l’opinione di alcuni diplomatici di Itamaraty.
Cina e Russia sono i garanti della sopravvivenza al potere di Maduro di fronte ai tentativi guidati dagli Stati Uniti di rovesciarlo anche con il sostegno di Jair Bolsonaro. Sembra certo che almeno Putin abbia sollevato la questione durante l’incontro bilaterale, secondo un diplomatico brasiliano.
https://www.cartacapital.com.br/politica/invasao-da-embaixada-venezuelana-soou-provocacao-a-china-e-russia/?utm_campaign=novo_layout_newsletter_-_14112019&utm_medium=email&utm_source=RD+Station

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