Osservatorio mensile

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Resoconto su condizioni, diritti e lotte dei lavoratori nel mondo
Ottobre 2019

Mese di lotta sociale e politica in America Latina con gli scioperi e le manifestazioni di massa prima in Ecuador e poi in Cile; elezioni in Argentina, Bolivia e Uruguay; la confederazione sindacale europea si pronuncia contro l’invasione dell’esercito turco nei territori del nord della Siria liberati dalle milizie curde; durissima repressione con oltre 100 morti contro i manifestanti in Iraq che chiedevano lavoro, servizi sociali e la fine della corruzione. La guerra globale ai poveri è in corso.
È in corso la votazione tra i lavoratori della General Motors sull’accordo sindacale stipulato dopo 33 giorni di sciopero.

 

MONDO

Organizzazione Internazionale del lavoro – ILO

Per molti, l’occupazione offre una via d’uscita dalla povertà, fornendo abbastanza denaro per cibo, vestiti e alloggio.
Per altri, non è abbastanza per sbarcare il lunario. Sebbene impiegati, la mancanza di lavoro formale, I salari bassi o le ore di lavoro insufficienti fanno sì che il loro reddito rimanga al di sotto della soglia di povertà.
Mentre la povertà assoluta e il tasso di povertà lavorativa sono diminuiti, ci sono ancora grandi disparità tra fasce di età, generi e paesi. La giornata internazionale delle Nazioni Unite per l’eradicazione della povertà offre un’occasione annuale per fare luce su questo fenomeno.
Quasi un quarto degli occupati del mondo sono stati classificati come estremamente poveri o moderatamente poveri, secondo le stime dell’ILO per il 2018.
In Burundi e Madagascar, circa il 90% delle persone rientra in una di queste due categorie, in India o in Bangladesh, è circa la metà. Nel frattempo, nella maggior parte dei paesi europei, è essenzialmente zero quando però si utilizza la soglia di povertà internazionale.
Non sorprende che molti dei paesi con i più alti tassi di povertà lavorativa si trovino in Africa, che nel complesso ha un tasso di povertà lavorativa del 39% per i giovani, rispetto al 31% per gli adulti.
https://ilostat.ilo.org/2019/10/16/young-people-are-far-more-likely-to-be-in-working-poverty/

ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE SU EMIGRAZIONE. IOM

Libia
Rapporto sull’assistenza agli emigrati e sulla situazione umanitaria in Libia
https://www.iom.int/sites/default/files/situation_reports/file/iom_libya_update_-_01-15_october_2019.pdf

Somalia
Sono 2,6 milioni i cittadini sfollati all’interno della Somalia bisognosi di acqua, riparo e salute.
La Somalia è stata per quasi tre decenni in preda a conflitti; ora si aggiunge la siccità e il risultato è lo spostamento delle popolazioni e la carenza di cibo.
Sono state segnalate urgenti necessità di assistenza tra le regioni più colpite, come la Baidoa.
Nella prima metà dell’anno, lo sfollamento forzato in Somalia è dovuto principalmente all’insicurezza, alla siccità e alle inondazioni.
https://www.iom.int/news/somalias-26m-internally-displaced-citizens-need-water-shelter-and-health

AGENZIA INTERNAZIONALE PER I RIFUGIATI – UNHCR

L’agenzia UNHCR ha dichiarato che più di 10.000 rifugiati siriani hanno attraversato l’Iraq settentrionale a metà ottobre, tre quarti dei quali donne e bambini, ha dichiarato oggi l’UNHCR. Con circa 1.000 persone che arrivano ogni giorno, il campo di Bardarash, dove la maggior parte dei nuovi arrivati ​​è al riparo, dovrebbe raggiungere presto la sua piena capacità di 11.000.

Nel frattempo, in Siria, circa 900 mila persone sono state sfollate nel nord-est del Paese dal 9 ottobre, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite. La maggior parte alloggia in rifugi collettivi o nelle famiglie e in casa di amici.
In un briefing al Consiglio di sicurezza, la vice coordinatrice delle Nazioni Unite per le emergenze, Ursula Mueller, ha dichiarato che l’ultima ondata di combattimenti ha aggravato “una situazione umanitaria già terribile” nel nord-est, dove circa 710.000 persone erano già sfollate prima di gli ultimi combattimenti e dove 1,8 milioni avevano bisogno di assistenza umanitaria.
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=rm&ogbl#inbox/FMfcgxwDrtxzTJFVThxcNDFqBvqpcpTj

AGENZIA PER I DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE – OHCHR

Il diritto all’acqua.
L’acqua è l’essenza della vita. L’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sicuri sono indispensabili per sostenere la vita e la salute e fondamentali per la dignità di tutti. Tuttavia, 884 milioni di persone non hanno accesso a migliori fonti di acqua potabile, mentre 2,5 miliardi non hanno accesso a strutture igieniche efficaci. Mentre questi numeri fanno luce su una situazione preoccupante, la realtà è molto peggio, poiché milioni di poveri che vivono in gli insediamenti informali sono semplicemente ignorati nelle statistiche nazionali. Le radici dell’attuale crisi idrica e sanitaria possono essere ricondotte alla povertà, alla disuguaglianza e alle disparità nelle relazioni di potere, ed è esacerbata dalle sfide sociali e ambientali: l’accelerazione dell’urbanizzazione, i cambiamenti climatici, l’aumento dell’inquinamento e l’esaurimento delle risorse idriche.
https://www.ohchr.org/Documents/Publications/FactSheet35en.pdf

 

EUROPA

Eurofound – Fondazione di Dublino

L’aumento del lavoro sulle piattaforme nell’Unione europea può facilitare un migliore accesso al mercato del lavoro per i gruppi svantaggiati e promuovere il lavoro autonomo e l’imprenditorialità. Tuttavia, vi sono crescenti preoccupazioni relative alla protezione sociale dei lavoratori delle piattaforme, dall’orario di lavoro agli standard di salute e sicurezza, con il lavoro stesso spesso caratterizzato da un basso reddito o scarsamente qualificato con compiti individuali su piccola scala. Eurofound evidenzia le principali opportunità e sfide di tipi specifici di lavoro sulle piattaforme e illustra alcuni dei primi tentativi di affrontarli nell’UE.
https://www.eurofound.europa.eu/publications/policy-brief/2019/platform-work-maximising-the-potential-while-safeguarding-standards?&utm_campaign=labour-market-change&utm_content=ef19045&utm_source=mynewsdesk&utm_medium=email

Rapporto annuale della vita lavorativa in Europa nel 2018

La relazione, l’ultima di una serie annuale, descrive i principali sviluppi nelle relazioni industriali e le normative che incidono sulle condizioni di lavoro a livello dell’Uunione Europea e negli Stati membri dell’UE e in Norvegia nel 2018. Sulla base dei dati della rete di corrispondenti Eurofound, presenta informazioni in relazione agli attori nazionali del dialogo sociale e alle istituzioni della vita lavorativa. Riassume i temi chiave e le interazioni del dialogo sociale a livello nazionale, incluso il modo in cui il dialogo sociale ha contribuito al processo decisionale nazionale ed evidenzia anche i casi in cui il dialogo sociale era in discussione, comprese le controversie collettive di rilevanza nazionale. Inoltre, sintetizza i principali cambiamenti che riguardano la contrattazione collettiva, la regolamentazione dell’orario di lavoro, lo stato dell’occupazione, la salute e il benessere sul lavoro. 
https://www.eurofound.europa.eu/publications/report/2019/annual-review-of-working-life-2018?&utm_source=crm_newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=corporate&utm_content=20191015&_cldee=ZnVsdmlvLnBlcmluaTQ4QGdtYWlsLmNvbQ%3d%3d&recipientid=contact-fc8be7ae5d4be711945000505682489a-e81199780def47229c85553eafe9b488&esid=818cc4b4-9dee-e911-9477-00505682489a

Nell’Unione Europea solo un lavoratore su tre le cui attività quotidiane sono limitate da una malattia cronica riferisce che il suo posto di lavoro è stato adattato per soddisfare il proprio problema di salute. Ciò significa che la maggior parte dei lavoratori in Europa con una condizione di salute limitante la capacità lavorativa non viene supportata con azioni di adattamento del posto di lavoro.
https://www.eurofound.europa.eu/news/news-articles/just-one-in-three-workers-with-limiting-chronic-disease-in-adapted-workplace

Confederazione Sindacale Europea – ETUC – CES

La Confederazione europea dei sindacati (CES) invita l’UE ad adottare le misure più efficaci possibili per prevenire un’invasione turca della Siria e a porre immediatamente fine al suo accordo di migrazione con la Turchia.
La CES presenterà all’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri le sue preoccupazioni in merito al fatto che un’invasione metterebbe a rischio la vittoria sull’ISIS e scatenerà una grave crisi umanitaria.
https://www.etuc.org/en/pressrelease/etuc-condemns-turkish-invasion-threat-and-calls-eu-end-migration-deal

Sulla base dell’adozione del concetto di salario di sussistenza, questo articolo analizza le recenti iniziative relative ai salari di sussistenza in diversi Stati membri dell’UE, mentre lo sviluppo di una politica europea sui salari minimi potrebbe rafforzarle e alla fine sfociare in una politica europea di riconoscimento dei redditi da lavoro. Alla luce della significativa eterogeneità dei regimi salariali minimi e delle tradizioni dello stato sociale in Europa, l’articolo propone un approccio pragmatico che adotti un obiettivo comune europeo del 60% del salario mediano nazionale come punto di riferimento per un salario minimo adeguato.
https://www.etui.org/Publications2/Periodicals/Transfer/folder/Transfer-From-minimum-to-living-wages-lessons-from-different-European-practices

Altre fonti

Prevenire il feudalesimo digitale, di Mariana Mazzucato
Riformare l’economia digitale in modo che serva a fini collettivi è una sfida economica determinante del nostro tempo.
L’uso e l’abuso dei dati da parte di Facebook e di altre società tecnologiche stanno finalmente raccogliendo l’attenzione ufficiale che meritano. Con i dati personali che diventano la merce più preziosa del mondo, gli utenti saranno i padroni dell’economia delle piattaforme o i suoi schiavi?
Le prospettive di democratizzazione dell’economia delle piattaforme rimangono scarse. Gli algoritmi si stanno sviluppando in modi che consentono alle aziende di trarre profitto dal nostro comportamento passato, presente e futuro, che Shoshana Zuboff della Harvard Business School descrive come il nostro “surplus comportamentale”.
https://www.socialeurope.eu/preventing-digital-feudalism

Francia

I sindacati francesi aderenti a IndustriALL, FNME-CGT, FCE-CFDT, CFE-CGC Energie e FO Energie et Mines hanno dato vita a numerose dimostrazioni e interruzioni dal lavoro nei siti produttivi di didtribuzione dell’energia della sociatà EDF. Queste azioni seguono uno sciopero nazionale che si è tenuto il 19 settembre.
I sindacati si oppongono al piano del governo di dividere EDF in due parti, una delle quali sarà aperta agli investitori privati nell’ambito del cosiddetto progetto Hercule. L’energia nucleare, le dighe e la trasmissione rimarranno parte del settore pubblico come EDF blue, mentre EDF green – comprendente distribuzione, energie rinnovabili e commercio – sarà lanciata sul mercato azionario.
http://www.industriall-union.org/new-mobilizations-of-french-unions-against-edf-privatization

Inghilterra

È tempo di eliminare la soglia di guadagno (LEL) che esclude 1,4 milioni di donne all’accesso all’indennità di malattia.
Nessuno dovrebbe preoccuparsi di indebitarsi o di lottare per pagare le bollette quando è malato. Ma milioni di lavoratori del Regno Unito non accedono all’indennità legale per malattia perché non guadagnano abbastanza. La nostra nuova analisi pubblicata dimostra che tra le persone non ammesse più di due terzi (il 69 per cento) sono donne, ovvero 1 su 10 dell’intera forza lavoro femminile nel Regno Unito.
Le persone con un lavoro poco retribuito e insicuro che stanno perdendo la possibilità di avvalersi della legge Sick Pay (SSP) nonostante siano le più bisognose.
Questo perché se guadagni meno del limite di guadagno inferiore (LEL) di 118 sterline, perdi i requisiti per il SSP o qualsiasi supporto finanziario dal tuo datore di lavoro quando manchi dal lavoro per malattia.
Le Trade Unions ritengono che i lavoratori a basso reddito dovrebbero avere pari diritti di accesso alla SSP, pagati al tasso normale o ad un tasso equivalente ai loro normali guadagni settimanali quando sono inferiori.
E chiedono che venga eliminata la soglia di guadagno minima.
https://www.tuc.org.uk/blogs/millions-low-paid-workers-dont-qualify-sick-pay-and-women-are-worst-affected
https://www.tuc.org.uk/news/1-10-women-dont-earn-enough-qualify-sick-pay-tuc-analysis-reveals

Spagna

Conflittualità del lavoro nel mese di ottobre
L’8 ottobre le Comisiones Obreras, CCOO, hanno convocato una nuova manifestazione, questa volta di fronte al tribunale di Ferrol, a sostegno dei sindacalisti accusati di attacchi contro l’autorità pubblica durante la manifestazione davanti alla Camera dei deputati a Madrid, contro la chiusura di Alcoa.
Il 7 ottobre, CCOO hanno annunciato le mobilitazioni nel servizio clienti di Madrid Line, a seguito dell’annuncio del governo municipale del Partito Popolare di invertire il processo di municipalizzazione e ripristinare le privatizzazioni.
http://www.fim.org.es/02_02.php?id_publicacion=507

 

ASIA

Cina

I corrieri e fattorini del gigante della logistica YTO Express hanno organizzato molteplici proteste nelle città di tutta la Cina dopo che la società ha annunciato la “riorganizzazione” del suo servizio di fascia alta OTP Express all’inizio di questo mese.
Ai lavoratori di diverse stazioni OTP Express è stato detto che avrebbero dovuto dimettersi o trasferirsi in un’altra posizione lavorativa di YTO, nota anche come rete A, che avrebbe quasi sicuramente comportato un reddito inferiore.
La prima protesta collettiva ha avuto luogo a Pechino il 12 ottobre. Il giorno seguente, i dipendenti OTP di Chongqing hanno pubblicato video online che mostravano un gruppo di lavoratori che minacciavano di abbandonare la sede dell’azienda. Questo atto è stato seguito da azioni di protesta a Shanghai, Guangzhou, Xi’an, Wuhan e Nanchino.
https://clb.org.hk/content/workers-stage-multiple-protests-over-forced-layoffs-yto-express

Iraq

La Confederazione internazionale dei sindacati (ITUC) ha chiesto al governo iracheno di porre fine alla sua brutale repressione nei confronti dei manifestanti che hanno chiesto lavoro, miglioramento dei servizi sociali e la fine alla diffusa corruzione statale. Oltre 100 persone sono state uccise nei giorni scorsi mentre le forze di sicurezza del governo hanno attaccato i manifestanti usando armi dotate di munizioni letali, esplosivi e granate stordenti.
https://www.ituc-csi.org/ituc-calls-on-iraqi-government-to?lang=en

Qatar

La scorsa settimana il governo del Qatar ha annunciato notevoli miglioramenti delle sue leggi sul lavoro, inclusa la fine del famigerato sistema “kafala”, che nega ai lavoratori il permesso di cambiare datore di lavoro o di lasciare il Paese senza il permesso del datore di lavoro per cui stanno lavorando. Il Consiglio dei ministri dello stato del Qatar ha approvato all’unanimità la nuova legislazione che consente ai lavoratori, compresi milioni di lavoratori migranti, di cambiare liberamente l’impresa dove lavorare.

Inoltre, il Consiglio dei ministri ha approvato una nuova legge per stabilire un salario minimo non discriminatorio, il primo del suo genere negli Stati del Golfo.
https://www.uniglobalunion.org/news/after-sustained-push-global-labour-movement-human-rights-groups-and-ilo-qatar-commits-dismantle

 

AFRICA

Più di 200 sindacalisti provenienti da 40 paesi hanno partecipato alla conferenza regionale dell’Africa subsahariana a Dar es Salaam, in Tanzania, il 10-11 ottobre, per ricostituire il comitato esecutivo regionale e approvare una serie di piani d’azione.
La conferenza è stata il culmine di una settimana di incontri progettati per costruire uno scopo comune tra gli affiliati di IndustriALL Global Union nel continente: la Conferenza dei giovani, il vertice sulle miniere africane, la Conferenza sull’industrializzazione africana e la Conferenza delle donne.
http://www.industriall-union.org/sub-saharan-africa-sets-ambitious-union-agenda

L’Africa Occidentale: la diseguaglianza estrema in numeri

L’Africa occidentale ha avuto un’impressionante crescita economica negli ultimi due decenni. Nel 2018, la regione ospitava sei tra le prime 10 economie in più rapida crescita in Africa: Costa d’Avorio, Senegal, Ghana, Burkina Faso, Benin e Niger.
Eppure il rapporto sulle diseguaglianze inizia affermando:
(1%) – Rispetto ad altre regioni del continente, l’Africa occidentale ha il maggior numero di paesi con oltre il 30% della popolazione che vive con meno di $ 1,90 al giorno. L’uno per cento (1%) degli Africani occidentali possiede più di tutti gli altri insieme.
$ 1,25 – I cinque uomini più ricchi della Nigeria hanno una ricchezza complessiva di 29,9 miliardi di dollari – più dell’intero budget nazionale del paese per il 2017. Tuttavia, circa il 60% dei suoi cittadini vive con meno di 1,25 dollari al giorno, la soglia per la povertà assoluta.
https://www.oxfam.org/en/west-africa-extreme-inequality-numbers

Sudafrica

Il sindacato sudafricano COSATU denuncia e rimprovera fortemente il modo in cui la polizia dello Swaziland ha affrontato lo sciopero delle associazioni e dei sindacati del settore pubblico mercoledì 2 ottobre 2019. La protesta pacifica dei lavoratori si è trasformata in un campo di battaglia quando il re Mswati ha ancora una volta imposto la sua forza di polizia contro civili disarmati nella città di Manzini. Munizioni vere, proiettili di gomma e gas lacrimogeni sono stati sparati contro 8000 lavoratori che stavano manifestando e prendendo parte allo sciopero dei dipendenti pubblici per un aumento dei salari in rapporto al costo della vita.
http://mediadon.co.za/2019/10/04/cosatu-strongly-denounces-brutal-attacks-against-striking-public-sector-workers-in-swaziland/

Decine di lavoratori, membri di comunità, organizzazioni non governative, esponenti della polizia e di altri organi governativi, si sono riuniti presso lo stabilimento del produttore chimico Johnson Matthey (JM) a Germiston, Johannesburg, il 19 ottobre, per una campagna contro la violenza di genere e il femminicidio, che ha raggiunto livelli allarmanti in Sudafrica.
http://www.industriall-union.org/campaign-to-stop-gender-based-violence-kicks-off-at-south-african-factory

 

AMERICHE

La Confederazione dei lavoratori delle acque, dei servizi igienico-sanitari e dell’ambiente delle Americhe (CONTAGUAS) ha lanciato il 19 ottobre la campagna per il diritto umano all’acqua e contro il controllo privato da parte delle aziende.
https://publicservices.international/resources/news/contaguas-lanza-campaa-por-el-derecho-humano-al-agua-?id=10339&lang=es

Canada

Il ministro dell’Ambiente e per la lotta ai cambiamenti climatici del Quebec, Benoit Charette, ha ordinato a un’agenzia governativa, Le Bureau d’audiences publiques sur l’environnement – BAPE (l’Ufficio delle pubbliche udienze sull’ambiente), di condurre un’indagine sull’ambiente e i problemi di salute posti dall’amianto, in particolare dai rifiuti dell’estrazione dell’amianto e dalla loro commercializzazione. Le udienze pubbliche si terranno dall’11 al 18 gennaio 2020.
http://www.rebelion.org/docs/261872.pdf

NORD AMERICA

Stati Uniti

È in corso la votazione tra i lavoratori della General Motors sull’accordo sindacale stipulato dopo 33 giorni di sciopero.
La rivista In These Times pubblica l’intervista ad Raina Shoemaker, una dipendente GM e membro del sindacato UAW presso una struttura di Langhorne, in Pennsylvania. Lavora alla logistica della GM, Customer Care and Aftersales (CCA).
Dal testo dell’intervista:
“Bene, l’accordo non porta tutti i temps, i contratti a termine, alla fase di assunzione immediata: mi piacerebbe vedere le temps diventare permanenti con questo nuovo contratto. Se hai compiuto i tuoi 90 giorni di lavoro, dovresti essere assunto permanentemente.

In base al nuovo contratto, negli stabilimenti di produzione in cui fabbricano le automobili, sono tutti con la stessa busta paga. Per il tuo primo anno, sei pagato $ (dollari) 17 l’ora. Ma quattro anni dopo, sarai a $ 32,32. Tutti nello stabilimento di produzione ottengono questo salario massimo. Negli stabilimenti GM Components Holdings, dove producono determinate componenti, sono tutti con la stessa busta paga, ma questa è più bassa, un massimo di $ 22,50 dopo otto anni di lavoro, penso sia sbagliato.
Alla CCA, dove lavoro, ci sono più scale di retribuzioni. Le persone di alto livello, che chiamiamo livello uno, sono lavoratori anziani e hanno le pensioni. La loro retribuzione massima è di $ 31,57. Con questo nuovo contratto, ai lavoratori di livello sotto il loro, che chiamiamo livello due, sarà estesa la stessa retribuzione. Ma non ottengono una pensione, questa è la grande differenza tra di noi.

Pensi che questo contratto verrà approvato?
Raina: Spero di no. Ma non conosco i numeri. Chiunque in una CCA penso che voterà no. Qualunque degli impianti di produzione che stanno chiudendo, penso che voteranno tutti no. Non so se abbiamo i numeri. Spero che voteremo no. Perché questo è un pessimo contratto.
Il rapporto “Il doppio standard sul lavoro: investimenti aziendali europei e diritti dei lavoratori nel sud degli Stati Uniti“, utilizza diversi studi di caso per illustrare come alcune società europee hanno sfruttato le deboli leggi sui diritti dei lavoratori negli stati del sud negli Stati Uniti, mentre si vantano di avere buoni rapporti con i sindacati e sostenere gli standard dei lavoratori nelle nazioni dell’Europa occidentale.
https://aflcio.org/reports/double-standard-work-european-corporate-investment-and-workers-rights-american-south

Duemila lavoratori hanno scioperato per una settimana in quattro impianti di rame Asarco in Arizona e uno in Texas, dopo aver respinto un contratto di quattro anni che non avrebbe visto aumentare la retribuzione per la maggior parte dei lavoratori.
L’11 ottobre, i lavoratori hanno votato al 77% a favore dell’azione di sciopero ad Asarco dopo aver respinto l’offerta di contratto quadriennale “ultima, migliore e finale” della società, che non prevede alcun aumento salariale per quasi i due terzi dei lavoratori, congela la pensione esistente e più che raddoppia il contributo diretto che i lavoratori devono pagare per l’assistenza sanitaria.
http://www.industriall-union.org/us-copper-workers-strike-after-decade-with-no-pay-rise

Lo sciopero degli insegnanti di Chicago mette in luce il fatto che non si possa fare affidamento sui democratici.
Chiunque sia interessato al futuro dell’educazione pubblica e del Partito Democratico dovrebbe prestare molta attenzione allo sciopero degli insegnanti a Chicago.
A differenza delle rivolte degli insegnanti del West Virginia (Virginia Occidentale) dello scorso anno, gli operatori dell’istruzione di Chicago si sono pronunciati contro un democratico: il neo eletto sindaco Lori Lightfoot. Lo sciopero rivela un problema chiave per i democratici e il loro affollato campo di candidati presidenziali per il 2020: non è facile quadrare il cerchio tra le promesse della campagna elettorale e la politica concreta una volta in carica.

Da quando gli educatori della Virginia Occidentale sono entrati in lotta nel febbraio 2018, i politici democratici si sono sempre più allontanati dalla loro precedente difesa delle scuole charter, dell’austerità e dei sistemi punitivi per le responsabilità degli insegnanti. Perfino Cory Booker, uno dei sostenitori più ferventi della privatizzazione dell’istruzione, si è recentemente ridefinito amico delle scuole pubbliche e dei sindacati.
https://www.thenation.com/article/strike-democrats-chicago-teachers/

AMERICA LATINA

Argentina

Lo schieramento progressista Frente de Todos si è imposto al primo turno delle elezioni presidenziali e Alberto Fernández sarà il prossimo presidente degli argentini, dopo aver sconfitto il progetto neoliberista imposto dalla coalizione di destra Cambiemos. Il nuovo persidente eletto si avvicinerà nervosamente per 44 giorni al momento di entrare in carica, finalmente, il 10 dicembre.
Il duo Alberto Fernández-Cristina Fernández de Kirchner ha aggiunto il 48% dei voti e Mauricio Macri il 40,55%. Il presidente in carica ha riconosciuto la sconfitta, si è congratulato pubblicamente con il vincitore e lo ha invitato a fare colazione a Casa Rosada, per iniziare “una transizione ordinata”. Macri ha ottenuto in queste elezioni lo spostamento sulla sua candidadtura dei voti di altre formazioni politiche di destra, passando dal 31,79% ottenuto nelle elezioni primarie dell’11 agosto al 40,55%.
Terzo in numero di voti è arrivato l’economista Roberto Lavagna (6,17%), seguito da Nicolás Del Caño con il 2,14%, Juan José Gómez Centurión con l’1,71% e José Luis Espert con l’1,47%.
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=261880

Macri se ne va. Colui che ha detto che diventava presidente per ricostruire la Repubblica se ne sta andando, ma ricordiamo che già nella prima settimana di governo volle mettere due membri della Corte Suprema per decreto. E ricordiamo che he ha ricevuto a Casa Rosada il poliziotto che prima sparava e poi procedeva all’arresto del ferito.

Macri se ne va. Se ne va colui che disse che diventava presidente per combattere la corruzione per poi scoprire che era coinvolto nei Panama Papers. Colui che, presentandosi come uno che non vuole nulla, fece un accordo affinché lo Stato perdonasse alla sua famiglia un debito di almeno cinque miliardi di pesos.

Macri se ne va. Se ne va colui che disse che avrebbe portato a zero la povertà. E la prima ragione per cui se ne va è a causa del suo fallimento nell’area dell’economia. Non perché non andasse bene con ciò che voleva attuare, né perché il contesto internazionale non lo aiutasse, ma perché non era possibile realizzare il suo piano senza l’aggravamento delle condizioni per la maggioranza della popolazione. La distruzione di posti di lavoro e la perdita del potere d’acquisto dei salari non erano danni collaterali ma il cuore del suo progetto.

Bolivia

Appello internazionale per la difesa della democrazia
Può essere sottoscritto all’indirizzo posto in calce all’appello
In difesa della democrazia, non del colpo di Stato
Le elezioni generali tenutesi domenica scorsa il 20 ottobre nello stato plurinazionale della Bolivia, dove hanno votato più di 7 milioni di boliviani e boliviane, si sono svolte in totale normalità. Queste elezioni sono state accompagnate da oltre 240 osservatori di diverse organizzazioni internazionali che hanno ratificato quanto sopra.
L’Organo Elettorale nazionale, la massima autorità elettorale in Bolivia, non ha ancora pubblicato i risultati finali. Ad oggi, con oltre il 98% dei verbali calcolati, il candidato del Movimento per il socialismo (MAS-IPSP), Evo Morales, mantiene un vantaggio rispetto al candidato della Comunità dei Cittadini (CC), l’ex presidente Carlos Mesa. Secondo la procedura boliviana, Evo Morales potrebbe essere eletto al primo turno se ottiene 10 punti di differenza su Carlos Mesa, altrimenti farà un secondo turno il 15 dicembre.
Il sistema elettorale boliviano è stato caratterizzato dall’essere sicuro e affidabile, come dimostrato da organizzazioni e osservatori internazionali, nella misura in cui il file Excel del conteggio e i documenti di voto scannerizzati sono disponibili al pubblico, come non accade in nessun altro paese del mondo. In tal senso, non c’è spazio per le chiamate a ignorare i risultati delle elezioni che stanno facendo alcuni settori dell’opposizione boliviana. Questa sceneggiata è stata ripetuta dalle forze più reazionarie in alcuni dei paesi della regione con la denuncia di “frodi” di fronte a risultati che non li favoriscono, l’ignoranza dei risultati, le richieste di resistenza, il rogo delle istituzioni e delle urne, con l’obiettivo di generare un clima di violenza che giustifichi l’intervento straniero in alcune forme.
Respingiamo l’escalation della violenza scatenata in Bolivia su invito del candidato Carlos Mesa, che ha provocato l’incendio delle infrastrutture del tribunale elettorale dipartimentale di Chuquisaca, Potosí e Tarija e il tentativo di portare i verbali delle votazioni nella città di La Paz agli organi preposti, con l’obiettivo di impedire il conteggio dei voti. Oltre ad essere un fatto non democratico, è anche un atto razzista che cerca di boicottare il voto delle aree rurali con maggioranze indigene e contadine che hanno storicamente sostenuto Evo Morales.
Riconosciamo come campione di trasparenza la richiesta del governo boliviano all’Organizzazione degli Stati americani, OAS, di effettuare una verifica del conteggio ufficiale effettuato dal Supremo Tribunale elettorale per dare certezza sui risultati.
Avvertiamo che le forze di opposizione hanno annunciato che proclameranno Carlos Mesa come presidente, ignorando l’istituzionalità democratica del paese e generando così un maggiore confronto, nel contesto dei proclami razzisti.
Siamo a favore della sovranità e dell’autodeterminazione del popolo boliviano e rifiutiamo le dichiarazioni del Segretario di Stato degli Stati Uniti per l’emisfero occidentale, Michael G. Kozak, che chiedono alla Bolivia di “ripristinare la credibilità nel processo di conteggio dei voti “, come se non fosse stato attentamente rispettato.
Infine, chiediamo una difesa pacifica della democrazia per accompagnare e rispettare la decisione del popolo boliviano espressa alle urne, qualunque sia il risultato.
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=261837&titular=en-defensa-de-la-democracia-no-al-golpe-de-estado-
NDR – Il supremo tribunale elettorale ha confermato la vittoria al primo turno di Evo Morales

Brasile

È stata approvata al 13 ° Congresso Nazionale CUT la proposta di manifestazione per la difesa della sovranità, dei diritti politici e dei lavoratori, che si svolgerà a Brasilia il 30. La proposta ha ottenuto il consenso e la partecipazione delle altre principali centrali sindacali del paese, CTB, Força Sindical, UGT, CSB e Intersindical.
L’unità tra organizzazioni sindacali dei lavoratori e i movimenti sociali è fondamentale nella lotta contro i neoliberisti, i privatizzatori e per difendere i lavoratori dagli attacchi ai diritti della classe operaia che sono iniziati con il colpo di stato del 2016 e sono poi peggiorati con l’elezione del governo di estrema destra di Jair Bolsonaro ( PSL), che non a caso ha nominato al Ministero dell’Economia il banchiere Paulo Guedes.
https://www.cut.org.br/noticias/centrais-sindicais-estarao-juntas-no-dia-30-por-soberania-direitos-e-empregos-f9c3

Lo sciopero nazionale degli studenti nei giorni del 2 e 3 ottobre sarà il palcoscenico per nuove dimostrazioni per la difesa dell’istruzione pubblica per tutti. La Confederazione Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione (CNTE), l’Unione Nazionale degli Studenti (UNE) e l’Unione Brasiliana degli Studenti Secondari (Ubes) hanno chiamato gli studenti allo sciopero generale.
https://www.cartacapital.com.br/educacao/greve-nacional-dos-estudantes-e-convocada-para-os-dias-2-e-3-de-outubro/?utm_campaign=newsletter_carta_educacao_03102019&utm_medium=email&utm_source=RD+Station

Cile

Riportiamo i dati dell’INDH, Istituto Nazionale dei Diritti Umani, una organizzazione di diritto pubblico, istituita per legge ma autonoma dal potere politico:

1. Osservazioni svolte nei commissariati
Dalle visite in 80 commissariati abbiamo potuto constatare le detenzione di 2410 persone
Tra questi, 274 adolescenti (142 ragazzi e 41 ragazze) e 442 donne.
Abbiamo potuto registrare denunce dei detenuti e delle detenute di denudamenti, minacce di violenza e altre forme di violenza sessuale, maltrattamenti fisici e verbali, detenzioni per molte ore in furgoni con scarsissima ventilazione.

2. Osservazioni svolte negli ospedali
Dalle visite in 38 ospedali abbiamo potuto registrare l’ingresso di 421 persone adulte.
Delle persone che abbiamo potuto visitare, 210 presentano ferite da armi da fuoco, 165 per lesioni, molte delle quali con ferite agli occhi per l’impatto di pallini sparati da armi.

3. Stiamo sollecitando le autorità affinché sia resa pubblica la cifra ufficiale dei morti.

http://www.cta.org.ar/chile-informe-de-derechos-humanos.html
https://www.indh.cl/

La mobilitazione ha preso avvio da un manifesto che promosso la prima mobilitazione del 5 settembre.
È il manifesto del movimento “Unidad Social” ed è stato sottoscritto da più di 50 associazioni di lavoratori (in prima fila la CUT cilena), di studenti, di ambientalisti, di difesa dell’acqua pubblica, di riconoscimento delle diversità sessuali LGTB. Fanno parte del movimento le tre associazioni dei desaparecidos, dei detenuti e degli assassinati sotto la dittatura militare di Pinochet.
Dal testo del manifesto:
“Solo unendo le nostre volontà, possiamo essere in grado di costruire un presente e un futuro migliore, sconfiggendo la disperazione e la frustrazione, costruendo tutta la fiducia e la forza necessarie per conquistare i diritti che oggi ci vengono negati”.
http://cut.cl/cutchile/2019/08/28/manifiesto-de-unidad-social-convocando-a-la-gran-protesta-nacional-de-este-5-de-septiembre-otro-chile-es-posible-nos-cansamos-nos-unimos/

24 ottobre. Sciopero generale: milioni di lavoratori riempiono le strade del paese chiedendo cambiamenti sostanziali e non operazioni cosmetiche.
La classe operaia, di tutti i settori produttivi del paese – pubblici e privati ​​– ha proseguito con un passo forte e chiaro, facendosi strada per le strade delle diverse città di questo lungo e stretto territorio.
“Il Cile si è svegliato”, “Piñera, dimissioni”, “Assemblea costituente”, “Nuova Costituzione politica”, “Il popolo unito non sarà mai sconfitto”, “Il popolo ha perso la paura”, “Basta con gli abusi”, sono solo alcuni dei centinaia di slogan ascoltati questo mercoledì in tutto il Cile nel quadro dello sciopero generale, convocato dal movimento “Unidad Social”, Unità Sociale.
A Santiago, il luogo dello svolgimento era l’Alameda, il viale principale della capitale. Il punto d’incontro fu Plaza Italia, da lì iniziò la marcia che si dirigeva verso ovest coprendo entrambe le arterie. Tutti i partecipanti erano motivati dalla convinzione delle loro richieste espresse pacificamente. Tuttavia, quando la prima colonna è arrivata in via Santa Rosa con Alameda (2,2 chilometri di cammino), un cordone di forze speciali e mezzi mobili predisposti per lanciare acqua e gas, ha bloccato il passaggio dei manifestanti. Senza alcuna provocazione, è iniziata la brutale repressione con gas lacrimogeni e potenti getti d’acqua tossica, considerati armi chimiche il cui uso eccessivo contro i civili è proibito a livello internazionale.
http://cut.cl/cutchile/2019/10/24/huelga-general-millones-de-trabajadores-y-trabajadoras-colman-las-calles-del-pais-exigiendo-cambios-de-fondo-y-no-cosmeticos/

 E il 25 ottobre giornata di mobilitazione “Chile no se rinde”
http://cut.cl/cutchile/2019/10/25/chile-no-se-rinde-multitudinarias-y-transversales-concentraciones-se-realizaran-este-viernes-25-de-octubre/

La Confederazione sindacale internazionale, ITUC, ha invitato il governo del Cile a porre fine alla repressione delle persone che protestano contro le politiche di austerità del governo, a rimuovere la presenza militare dalle strade e ad aprire un dialogo autentico con sindacati, gruppi di studenti e altre organizzazioni della società civile.
https://www.ituc-csi.org/chile-apec-and-cop-summits-cannot?lang=en

Dal comunicato del sindacato internazionale dei lavoratori dei servizi:
«In un paese in cui le libertà individuali e democratiche sono sospese, è inconcepibile che si svolgano vertici mondiali. I sindacati chiedono alle Nazioni Unite, alle organizzazioni internazionali e alla società civile di prendere la decisione di spostare la COP 25 fuori dal Cile»
https://publicservices.international/resources/videos/mensaje-de-rosa-pavanelli-sobre-la-situacin-en-chile?id=10337&lang=es

Ecuador

Le immagini della repressione in Ecuador non sembrano di questo secolo: carri armati militari che entrano nella capitale, centinaia di poliziotti antisommossa che sfilano per la Plaza de la República di Quito, veicoli corazzati che pattugliano il centro città, cecchini che sparano dai tetti degli edifici, messaggi sinistri del presidente Lenin Moreno affiancato dal comando congiunto delle forze armate…
L’Ecuador si è distinto tra i paesi circostanti per non aver mai vissuto prima queste esperienze a differenza del Perù o della Colombia, i paesi vicini che hanno subito dittature e colpi di stato militari negli anni ’60 e ’70 o un conflitto armato che insanguina ancora il paese in Colombia.
https://www.lamarea.com/2019/10/15/a-ecuador-le-llego-tarde-el-siglo-xx/

La Confederazione sindacale dei lavoratori delle Americhe (CSA), espressione continentale della Confederazione internazionale dei sindacati (ITUC), esprime il suo assoluto rifiuto della denuncia presentata dal governo dell’Ecuador contro i leader dei movimenti sindacali per presunte violenze contro membri dell’esercito nazionale.
La CSA ritiene che questa non sia altro che un’altra misura che un governo di estrema destra utilizza per delegittimare la lotta dei movimenti sociali e sindacali in un paese che resiste all’imposizione di misure neoliberali contro i lavoratori ed il popolo.
Va rivendicato e difeso il diritto alla manifestazione pacifica e si denuncia ancora una volta la brutale repressione subita dai cittadini negli ultimi giorni, dove secondo il rapporto della Defensoría del Pueblo, organo pubblico di difesa dei diritti umani e civili dell’Ecuador, 1152 persone sono state arrestate in tutto il paese, 7 persone furono uccise e 1340 furono ferite.
La CSA chiede l’immediata liberazione dei detenuti a seguito delle proteste sociali e invita il movimento sindacale delle Americhe e tutte le forze democratiche e progressiste a unirsi per protestare contro il governo dell’Ecuador e la sua alleanza con il Fondo monetario internazionale (FMI), un’agenzia che porta povertà ed attacchi alla vita delle persone. Respingiamo la presenza del FMI in America Latina.
http://csa-csi.org/NormalMultiItem.asp?pageid=12572

Uruguay

Dichiarazione di Marcelo Abdala, segretario generale del sindacato PITCNT, prima del voto per le elezioni presidenziali del 27 ottobre:
“Il 27 ottobre, giorno delle elezioni politiche in Uruguay, è in gioco la difesa delle nostre conquiste o la restaurazione neoliberale”.

Da un lato, l’obiettivo di potere delle classi dirigenti, chiaramente espresso dalle posizioni della Camera nazionale di commercio e servizi e della Camera dell’industria (le due grandi camere dei datori di lavoro e delle classi dirigenti organizzate a livello sociale) come dalla confederazione imprenditoriale che ha presentato un progetto completo per il paese basato sulla regressione neoliberale e sull’utopia reazionaria. Dall’altro le espressioni politiche di questo progetto, con l’approccio fascista di Manini, un candidato militare in Uruguay, o con l’approccio neoliberista di Luis Lacalle Pou del Partito Nazionale, come pure con la visione neoliberale di Talvi del Partito del Colorado. Sicuramente uniti all’idea della restaurazione neoliberista.
È un programma di disimpegno dello stato per lo sviluppo produttivo e sociale del Paese. Un programma per smantellare l’apparato statale, in particolare riducendo i servizi che svolge.

E questo soprattutto per l’approccio che si propone la liquidazione della contrattazione collettiva e dei consejos del salario (ndr – organi del ministero del lavoro per ratificare i contratti collettivi nazionali ed estenderli erga omnes) che come sappiamo sono stati un’importante conquista della classe lavoratrice permanentemente mobilitata, chiunque sia stato al governo. Ciò includendo i governi del Frente Amplio, molto più amichevoli con le esigenze dei lavoratori e sostenitori della legge della contrattazione collettiva, che ha permesso una crescita superiore al 57% del salario reale in questi anni.
https://www.pitcnt.uy/novedades/item/3265-marcelo-abdala-uruguay-el-27-de-octubre-esta-en-juego-la-defensa-de-las-conquistas-o-la-reinstauracion-neoliberal

NDR – Le elezioni di domenica hanno visto il candidato di sinistra “Frente Amplio”, Daniel Martinez, con il 39,2% dei suffragi, e secondo, ai fini del ballottaggio, è Luis Lacalle Pou per il Partido Nacional, gli altri due candidati di formazioni di destra e di estrema destra, esclusi dal ballottaggio, hanno rivolto un appello agli elettori di votare Lacalle Pou e se gli elettori seguiranno queste indicazioni il candidato di destra dovrebbe avere la maggioranza dei consensi elettorali.

La dichiarazione di Fernando Pereira, presidente del PITCNT, dopo il voto del primo turno e prima del ballottaggio per le elezioni Presidenziali:
“Indipendenza non è indifferenza. Non ci si può aspettare che il movimento sindacale sostenga un candidato. Quello che ci si può aspettare è che il movimento sindacale tenga alte le bandiere che ha alzato durante tutto questo tempo e che continui aa avere una propria valutazione. Ma escludo e personalmente penso che non dobbiamo svolgere alcuna attività come movimento sindacale in questo mese, ad eccezione di quelle inerenti ai compiti sindacali. Alla base che ci deve essere una riflessione che tutti i lavoratori in generale, quelli affiliati al PIT-CNT e quelli che non lo sono, devono fare per studiare progetti nazionali in campo e definire su questa base le prorie idee. So che ci sono diverse altre cose che pesano in un’elezione, ma spero che le persone si orientino in base alle idee che difendono, agli obiettivi di giustizia sociale, agli obiettivi di uguaglianza sociale, per costruire un Uruguay più integrato. Ma insisto, vale la pena osservare rapidamente l’America Latina, l’Argentina, il Cile, l’Ecuador, il Venezuela, per sapere che viviamo in un paese con ampie libertà, con libertà di espressione, con i partiti politici in grado di proporre i loro progetti e con tutte le garanzie per i candidati nel presentare le liste”.

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