Riace riparte

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Riace riparte solo con il sostegno della solidarietà, l’afflato umanitario e politico, la generosità di Mimmo Lucano. E la grande disponibilità umana, professionale e politica di Isidoro Napoli che, contro ogni avversità, mantiene aperto a Riace, da tanti anni, con la sua associazione Jimuel, un efficiente ambulatorio medico per tutti. Immigrati e locali.

Riparte l’accoglienza targata “modello Riace” con i profughi di una guerra altrettanto brutale di quella che sta barbaramente straziando l’Ucraina. Quella dell’Afghanistan che si è conclusa con la riconsegna di un Paese martoriato alla ferocia dei tagliagole talebani, particolarmente efferata con l’etnia Hazara di quel grande Paese.

È arrivata in questi giorni, la prima famiglia che si unisce ai profughi di tante diverse provenienze ed etnie rimasti, dopo l’attacco feroce, politico e giudiziario, a Lucano e al sistema di accoglienza della sua Riace.

Riparte la Riace del Villaggio Globale, anche per la disponibilità dell’Associazione “A buon Diritto” e di Luigi Manconi che avevano, dopo la vergognosa, assurda, feroce, vendicativa condanna in primo grado di Mimmo Lucano, lanciato una sottoscrizione a favore dello stesso, a sostegno della sua difesa nel prosieguo del processo e che, d’accordo Mimmo e Luigi, hanno deciso di impiegare per far ripartire l’accoglienza come peraltro previsto dallo stesso appello della sottoscrizione.

Riparte senza alcun contributo dello Stato, pagando anche i biglietti, con le risorse che altre persone e associazioni avevano generosamente raccolto a sostegno di Mimmo.

Tra queste voglio ricordare un gruppo di aderenti all’associazione “La mano nella roccia” di Napoli che ha raccolto 4000 euro come contributo solidale per Mimmo, che lo stesso ha reso subito disponibili, tramite l’associazione Jimuel, per il pagamento dei biglietti dei profughi afghani che, scappati in Pakistan, cercano di raggiungere la salvezza e una nuova speranza di vita nel nostro Paese. Perché per questi disperati, è bene saperlo, bisogna pagare i biglietti, garantire il sostegno e penare anche per ottenere un visto.

Ci sono come vedete profughi e profughi, guerre e guerre. La disponibilità in termini di accoglienza verso chi prova a fuggire dalla barbarie, dalla fame, dalle persecuzioni ed esecuzioni sommarie della guerra, non è la stessa per tutti i Paesi e per tutti i profughi. Anche nel nostro civile Paese, dipende, in primo luogo, dalla latitudine in cui si combatte la guerra da cui si fugge. Poi dal colore degli occhi e della pelle dei profughi. È triste ma è così.

Non, però, nella Riace di Lucano e del suo modello, frutto di un’inedita e unica esperienza collettiva aperta e disponibile verso tutti allo stesso modo, a prescindere dal Paese di provenienza e dal colore della pelle e degli occhi. Uno dei motivi, questo, per cui andava attaccata, svilita, massacrata.

Ma quel modello e quello spirito non muoiono!

Gli autori

Mimmo Rizzuti

Mimmo Rizzuti, già docente di storia e filosofia e dirigente sindacale, è attualmente impegnato, tra l’altro, sui temi delle migrazioni.

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