Discriminazioni e razzismo nello sport: il caso Italia

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Gli stadi, e più in generale i luoghi sportivi, rappresentano laboratori di sperimentazione sociale e politica che rivestono una grande importanza per legittimare o delegittimare la discriminazione e il razzismo. L’attenzione che il calcio e più in generale lo sport richiamano presso una grandissima parte dell’opinione pubblica potrebbe dunque costituire uno strumento virtuoso formidabile, se i principali attori coinvolti (atleti, dirigenti, società, giornalisti sportivi) se ne facessero carico, anche prendendo posizione pubblicamente. Non sempre, peraltro, è così. Monitorare in modo sistematico le forme di discriminazione che attraversano quotidianamente il mondo dello sport è, per questo, indispensabile per analizzarne le dinamiche e le caratteristiche e definire strategie efficaci di prevenzione.

In questa prospettiva si muove il rapporto di Lunaria e Uisp sulle discriminazioni e il razzismo nello sport, che prende le mosse da 21 interviste a interlocutori privilegiati selezionati tra operatori e dirigenti sportivi, giornalisti, ricercatori e operatori di servizi antidiscriminazione.

Le interviste hanno evidenziato l’esigenza di definire con chiarezza gli obiettivi e l’oggetto delle iniziative di monitoraggio, distinguendo tra le finalità di ricerca e quelle di supporto alle vittime di discriminazione. La creazione capillare di sportelli e antenne contro il razzismo capaci di presidiare il territorio, la semplificazione e la “sburocratizzazione” delle modalità di segnalazione e una diversificazione delle metodologie di monitoraggio, l’attenzione a stabilire relazioni di fiducia con le comunità esposte a rischio di razzializzazione, la possibilità di garantire continuità nel tempo alle attività di monitoraggio e tutela, anche grazie al coinvolgimento degli enti locali, e un riscontro più tempestivo alle segnalazioni ricevute potrebbero facilitare lo svolgimento di attività di monitoraggio più accurate e agevolare la comprensione della loro utilità, sia da parte dei gruppi esposti a razzializzazione, che dal complesso degli attori che operano in ambito sportivo.

Con riferimento alle iniziative volte a documentare e ad analizzare il fenomeno, gli elementi considerati più rilevanti sono risultati i seguenti: la promozione di iniziative volte a favorire la collaborazione tra i diversi attori coinvolti (istituzionali, sportivi, antirazzisti, mediatici) anche con tavoli di consultazione e condivisione di informazioni relative ai diversi interventi/progetti e sistemi di monitoraggio esistenti; l’armonizzazione dei sistemi di archiviazione e di classificazione delle informazioni adottati da parte dei diversi attori; la programmazione di medio-lungo periodo delle attività, volta a facilitare la continuità, la sistematicità e la solidità della raccolta e dell’analisi dei dati; l’aumento delle risorse pubbliche e private specificamente dedicate al finanziamento di questa tipologia di attività.

Volendo identificare un set minimo di variabili che potrebbero essere considerate per strutturare un sistema di classificazione ideale di riferimento a livello nazionale, tra le esperienze studiate quella sperimentata con l’Osservatorio nazionale contro le discriminazioni nello sport “Mauro Valeri” sembra fornire utili spunti di lavoro. Il sistema sperimentato consente infatti di archiviare e classificare le segnalazioni pervenute considerando: la tipologia dell’atto o del comportamento discriminatorio (discriminazione, violenza verbale, violenza fisica, danni a cose o proprietà); l’area territoriale di riferimento (ad es. comune, provincia e regione); le discipline sportive coinvolte; il livello sportivo (professionistico/d’élite; amatoriale e sport di base agonistico; attività ludico motoria e non agonistica); il movente discriminatorio (tratti somatici, origini nazionali o “etniche”, appartenenza religiosa e convinzioni personali, stato di abilità e genere, orientamento sessuale); il genere e la nazionalità delle vittime; la fascia di età delle vittime e degli autori della discriminazione; la tipologia di attori della discriminazione (giocatori, tifosi singoli o in gruppo, arbitri, dirigenti sportivi, privati cittadini); la tipologia delle reazioni delle vittime (denuncia alle autorità competenti, denuncia pubblica, nessuna denuncia); la tipologia di sanzioni adottate (disciplinari, a carico della società, a carico dei dirigenti, Daspo, nessuna sanzione).

Questo il link al rapporto:

https://www.cronachediordinariorazzismo.org/wp-content/uploads/5RapportoNazionale_Italia_IT.pdf

Gli autori

Lunaria

Uisp

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