«Accendere le fiamme», ovvero la corsa agli armamenti dell’UE

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A pochi giorni dalle decisione dei leader europei riuniti a Versailles di aumentare drasticamente le spese militari dell’Unione, un rapporto dello European Network Against Arms Trade ENAAT (Rete europea contro il commercio di armi, di cui Rete Italiana Pace e Disarmo fa parte) e del Transnational Institute rivela come i programmi di difesa dell’Unione Europea, del valore di quasi 600 milioni di euro, siano inficiati da conflitti d’interesse e sospetti di corruzione e notevolmente al di sotto degli standard etici e legali più elementari.

Il Rapporto – dopo aver segnalato che 9 dei 16 rappresentanti dell’organo consultivo dell’UE che ha portato alla creazione del bilancio militare erano affiliati all’industria delle armi – rileva che la gran parte dei finanziamenti stanziati finora va alle aziende situate nei maggiori Paesi esportatori di armi dell’UE, vale a dire Francia, Germania, Italia e Spagna, cui è stato assegnato il 68,4% del bilancio.

Emerge inoltre che 8 aziende produttrici di armi – Airbus, BAE Systems, Indra, Leonardo, MBDA, Saab, Fraunhofer e TNO – hanno finora ricevuto oltre 86 milioni di euro, anche se l’importo finale sarà probabilmente molto più alto una volta che l’intero bilancio sarà assegnato. 5 degli 8 maggiori beneficiari – Leonardo, Safran, Thales, Airbus e Saab – sono o sono stati coinvolti in accuse di corruzione, mentre i 7 maggiori beneficiari sono coinvolti in esportazioni altamente controverse di armi verso Paesi che vivono conflitti armati o dove sono in vigore regimi autoritari e le violazioni dei diritti umani sono diffuse. Si aggiunga che l’UE sta finanziando nuovi sistemi d’arma che spesso si basano su tecnologie “intelligenti” come i sistemi automatici senza equipaggio o l’intelligenza artificiale, che rimangono in gran parte non regolamentati dalla stessa Unione. Inoltre i controlli applicati dall’UE per approvare il finanziamento di armi letali non rispettano nemmeno i più elementari standard legali ed etici.

Il rapporto dettaglia infine la mancanza di trasparenza e di controllo democratico nel modo in cui vengono approvati i finanziamenti della Commissione europea.

Qui il Sommario Esecutivo della ricerca tradotto in italiano

Qui il Report completo (dal sito di ENAAT)

Gli autori

Rete europea contro il commercio di armi

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