Accesso ai vaccini nel mondo

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Il testo qui proposto può essere considerato uno dei documenti informativi più lucidi sulla situazione attuale del capitolo dei vaccini.
La fonte è senza dubbio autorevole:  la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, che si avvale di un gruppo di lavoro decisamente rappresentativo per competenze e autonomia. Il documento è di una qualità e di uno stile rari a questi livelli istituzionali. Tanto più importante per i contenuti, specie nel contesto attuale, che vede una letterale ubriacatura di attese, e di certezze, per un vaccino sul quale i dati certi sono: quelli dei guadagni di Pfizer in borsa (tanti da far scattare un bonus di produttività al suo CEO di 5.6 milioni di dollari); le previsioni di guadagno per anni dell’ordine di molti miliardi; la sostanziale inaccessibilità per Paesi non in grado di assicurare una catena del freddo a -70 -80 gradi per il trasporto in luoghi periferici (la durata in frigoriferi normali è inferiore alle 36 ore). Il resto è tutto da vedere. Anche perché già i russi hanno comunicato che la efficacia del loro vaccino è più alta (92% vs 90%), suggerendo ulteriormente che gli scenari che ci aspettano non sono principalmente “scientifici”.
Il documento chiama per nome (pur con lo stile e il linguaggio di una presa di posizione tanto ufficiale e istituzionale) gli attori in gioco, gli interessi economici e politici, le barriere che si oppongono e le vie  percorribili per una soluzione che sia a misura dei diritti umani e dei popoli. È un documento di lavoro e da usare per orientarsi nelle prossime fasi della telenovela Covid-19 (questa qualificazione sembra l’unica appropriata, se non fosse per la drammaticità dei morti, dei pazienti gravi, dell’impegno incredibile degli operatori coinvolti nell’assistenza: il quadro è molto simile in quasi tutti i Paesi, con poche eccezioni).
Quello che è in gioco è la capacità (improbabile) delle istituzioni internazionali, ma anche dei governi nazionali, di far prevalere una logica (riconosciuta come ovvia per affrontare un’emergenza globale) che veda le persone e i popoli più poveri come soggetti di diritto, o che preferisca e imponga la “normalità” della assoluta inviolabilità del mercato.

(gianni tognoni)

 

Accesso ai vaccini e contenimento della Covid-19 nel mondo
Dichiarazione di esperti per i diritti umani delle Nazioni Unite

A oggi sono stati segnalati all’OMS oltre 49 milioni di casi confermati di Covid-19 e più di un milione e duecentomila decessi (1). Questa malattia continua a dimostrarsi più mortale di quanto previsto; il mondo intanto affronta le crisi, interconnesse e aggiuntive, che essa ha scatenato: sanitarie, economiche, sociali e dei diritti umani.

Secondo stime della Banca mondiale dell’ottobre 2020, quest’anno la pandemia spingerà in povertà estrema un numero crescente di persone, compreso tra gli 88 e i 115 milioni, così da portare il totale a toccare i 150 milioni entro il 2021. In assenza di provvedimenti diretti, il Programma alimentare mondiale prevede che 265 milioni di persone affronteranno la fame a livelli di crisi; la cifra stimata raddoppia il numero di persone affamate antecedente la Covid-19.

Queste cifre, insieme con molti altri dati, consentono di gettare un primo sguardo agli esorbitanti costi umani della pandemia. A livello nazionale e internazionale, la Covid-19 ha portato allo scoperto le disuguaglianze sistemiche, ha aggravato preesistenti fragilità istituzionali, comprese quelle di sistemi sanitari, alimentari e di approvvigionamento, ha evidenziato la mancanza di un’assistenza sanitaria di qualità, accessibile a tutti. La disuguaglianza socio-economica si è ulteriormente aggravata.

A livello globale aumentano anche le disuguaglianze tra i paesi dotati di mezzi economici sufficienti ad affrontare le crisi e i paesi che ne sono privi. Talvolta governi e imprese commerciali hanno preso a pretesto le risposte alla pandemia per minare o depotenziare gli impegni internazionali sui diritti umani.

Nella nostra qualità di esperti per i diritti umani delle Nazioni Unite, sottolineiamo che una pandemia globale di simile portata e costi umani, di cui non si vede un termine chiaro, richiede una risposta concertata, di principio e coraggiosa. Tutti gli sforzi per prevenire, trattare e contenere la Covid-19 devono basarsi sui principi della solidarietà, della cooperazione e dell’assistenza internazionali, fondati sui diritti umani. Nel processo decisionale relativo all’accesso ai vaccini, ai test e alle terapie essenziali, come a tutti gli altri beni, servizi e forniture mediche necessari a garantire il diritto al più alto standard di salute accessibile a tutti, non c’è spazio né per il nazionalismo né per considerazioni di redditività.

Milioni di persone sperano in vaccini che siano sviluppati in modo sicuro e rapidamente, che siano resi disponibili universalmente, che siano economici e di facile reperibilità; pertanto, questa dichiarazione mira a sollevare alcuni degli aspetti critici relativi ai diritti umani in ciò implicati, come il diritto alla vita, alla salute, alla cooperazione e assistenza internazionali; e intende fornire alcune raccomandazioni agli Stati, inclusi gli Stati partecipanti alla 31ª sessione speciale dell’Assemblea generale contro la pandemia di Covid-19, al settore privato, alle istituzioni finanziarie.

Affrontare la pandemia singolarmente: la via verso decessi supplementari

Come ha sottolineato il Comitato per i diritti economici, sociali e culturali (2) sul diritto di tutti a godere dei benefici del progresso scientifico, «le pandemie sono un esempio decisivo della necessità della cooperazione scientifica internazionale per far fronte alle minacce transnazionali. I virus e gli altri patogeni non rispettano i confini […] Una lotta efficace contro le pandemie richiede agli Stati un maggior impegno alla cooperazione scientifica internazionale, poiché le soluzioni nazionali sono insufficienti. […] Quando si sviluppa una pandemia diventa cruciale condividere le migliori conoscenze scientifiche e le relative applicazioni, soprattutto in campo medico, per mitigare l’impatto della malattia e accelerare la scoperta di terapie e vaccini efficaci».

In senso analogo, l’Ufficio ONU dell’Alto Commissario per i diritti umani, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con la partecipazione dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN), hanno recentemente lanciato un appello a favore della Open Science. Questa iniziativa sostiene che la conoscenza scientifica possa svolgere un ruolo nella riduzione delle disuguaglianze, aiutare a rispondere alle sfide immediate della Covid-19 e accelerare il cammino dell’attuazione dell’Agenda 2030.

Purtroppo, alcuni governi sembrano impegnati a garantire i vaccini esclusivamente ai propri cittadini. Approvvigionamenti e politiche sanitarie di carattere isolazionistico contraddicono gli standard internazionali sui diritti umani.

Alla luce della limitata capacità di produzione dei vaccini, diversi epidemiologi, e non solo loro, temono inoltre che gli Stati che ‒ invece di impegnarsi in uno sforzo globale coordinato per condividere i vaccini attraverso i confini ‒ stanno concludendo accordi per garantirli alla propria popolazione, non raggiungeranno lo scopo previsto. La pandemia continuerà il proprio corso e prima o poi tornerà a colpire anche quei paesi, non ultimo generandovi ulteriori perturbazioni economiche. Un messaggio spesso ripetuto nel corso del 2020 resta essenziale: nessuno è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro.

Alcuni Stati hanno già espresso preoccupazione per il fatto che i paesi con maggiori mezzi finanziari si stanno affrettando a firmare accordi per ottenere un accesso preferenziale ai vaccini, lasciando indietro via via altri paesi. L’OMS e altri hanno messo in guardia sui pericoli del «nazionalismo dell’approvvigionamento e dei vaccini» (3). Come affermato dal Sud Africa: «I leader mondiali del Nord e del Sud hanno definito i vaccini un bene pubblico universale, che dovrebbe essere globalmente disponibile in modo giusto ed equo, senza che nessuno sia lasciato indietro. Adesso è il momento di mettere in atto questo principio» (4).

Secondo una nota di Oxfam del 17 settembre 2020, «il 51% delle dosi di vaccino da produrre in base alla capacità attuale è già stato riservato a Stati la cui popolazione rappresenta appena il 13% di quella mondiale. Se dipende dagli stessi impianti di produzione, il resto del mondo dovrà attendere che le dosi pre-ordinate siano consegnate e dovrà sperare che possano essere prodotte ulteriori dosi prima che troppi muoiano o si ammalino gravemente» (5).

Cooperazione internazionale e multilateralismo sono fondamentali per facilitare i percorsi dei vari paesi nell’attuale crisi e per gettare le basi di una ripresa socioeconomica solida, continuativa e inclusiva in tutto il mondo. Per affrontare la pandemia e le sue conseguenze e realizzare i diritti umani universali gli Stati dovrebbero agire, sia singolarmente che congiuntamente, mediante cooperazione e assistenza internazionale.

Disponibilità, accessibilità ed economicità a livello internazionale

Per mitigare e contenere la diffusione della pandemia a livello mondiale e sostenere la ripresa economica e finanziaria nazionale e internazionale è necessario che i prodotti per la diagnosi di COVID-19 e le relative terapie, incluso qualsiasi potenziale vaccino, siano interamente disponibili, accessibili e alla portata economica di tutti in questo mondo.

In tal senso il 18 agosto 2020 il direttore generale dell’OMS ha esortato gli Stati membri ad aderire alla Covax Global Vaccines Facility, iniziativa finalizzata a garantire a tutti i paesi, ricchi o poveri, equo accesso a un’immunizzazione efficace. Se gli Stati non si coordinano a livello globale, è alto il rischio che la concorrenza globale faccia aumentare i prezzi delle forniture mediche e di un potenziale vaccino, cosa che interesserà via via tutti i paesi e che avrà un effetto particolarmente dannoso per quelli in via di sviluppo, già gravati da elevati debiti e crisi finanziarie.

I diritti di proprietà intellettuale non dovrebbero prevalere sul dovere degli Stati a realizzare e tutelare il diritto alla salute, che comporta l’erogazione, a tutti e senza discriminazione, di vaccinazioni e cure contro le principali malattie infettive. Tuttavia, il vigente accordo regime TRIPs potrebbe avere un impatto negativo sui prezzi e sulla disponibilità dei medicinali: come notato da un ex Relatore speciale sul diritto alla salute, tale accordo rende difficile promuovere l’accesso ai medicinali a vari paesi – in particolare a quelli in via di sviluppo e meno sviluppati (6).

In questo contesto è benvenuta la petizione all’OMC da parte di India e Sud Africa del 2 ottobre 2020, che chiede di rinunciare ad alcune disposizioni dell’accordo TRIPs relativamente a prevenzione, contenimento e trattamento della Covid-19. Secondo quanto sostengono i due paesi, «una risposta efficace alla pandemia di Covid-19 richiede il rapido accesso, a prezzi accessibili, ai prodotti medici, compresi kit diagnostici, mascherine mediche e altri dispositivi di protezione individuale, ventilatori, vaccini e medicinali per la prevenzione e per la cura di pazienti in stato di estremo bisogno» (7).

Cooperazione e assistenza internazionale tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo sono fondamentali per garantire che tutte le tecnologie sanitarie rilevanti, i dati e il know-how sui vaccini e sulle terapie per la Covid-19 protetti da proprietà intellettuale, siano ampiamente condivisi come bene pubblico globale. Inoltre, per una economia in buona salute, è necessario che tutti i paesi traggano beneficio da un’azione globale volta a fornire i vaccini a tutti a prezzi accessibili e a un costo enormemente inferiore a quello che la pandemia di Covid-19 determina nei confronti dell’economia globale e di quelle nazionali (8).

A questo proposito la Banca Mondiale ha approvato sovvenzioni da 12 miliardi di dollari e prestiti altamente agevolati ai paesi in via di sviluppo, per finanziare l’acquisto e la distribuzione di vaccini, test e trattamenti per la Covid-19. Tale pacchetto di finanziamenti dovrebbe essere fornito a sostegno di un approccio coordinato a livello globale per garantire un accesso ampio ed equo ai vaccini anti-Covid-19, e non a sostegno di un modello di mercato orientato al profitto, in base al quale i paesi in via di sviluppo utilizzano le sovvenzioni e i prestiti per pagare i vaccini a prezzi elevati.

I paesi in via di sviluppo sono entrati nella pandemia con livelli di debito senza precedenti. Mentre i paesi a basso reddito sono in grado di ridurre il peso del proprio debito quando l’ambiente economico globale è favorevole e i prezzi delle materie prime sono stabili, ora l’economia globale è in una profonda recessione e deve affrontare i rischi di un’ulteriore discesa. Di conseguenza si teme una diffusa crisi del debito a livello mondiale, con nuove inadempienze sovrane e private all’orizzonte in un prossimo futuro.

Il cosiddetto “nazionalismo dell’approvvigionamento e dei vaccini” non farà che peggiorare la situazione. I paesi a basso e medio reddito dovranno dedicare maggiori risorse a ottenere i vari prodotti, cosa che determinerà l’aumento del loro indebitamento e ridurrà ulteriormente lo spazio fiscale per l’adozione di misure e politiche per che affrontino i bisogni urgenti in materia di salute, alimentazione e sicurezza sociale – tutti elementi cruciali per affrontare la situazione delle rispettive popolazioni. Con la stretta creditizia e il peggioramento delle posizioni di bilancio nei paesi in via di sviluppo, per questi paesi ottenere il vaccino diventerebbe ancor più arduo se i prezzi fossero alti o l’offerta fosse monopolizzata, o se aumentasse la carenza dei beni medici essenziali e dei dispositivi di protezione, con la conseguenza di sottoporre a ulteriore stress i sistemi sanitari.

Disponibilità, accessibilità ed economicità a livello nazionale

Gli Stati hanno l’obbligo di garantire che tutti i vaccini e le terapie per la Covid-19 siano sicuri, disponibili, accessibili ed economici per tutti coloro che ne hanno bisogno. Ciò è particolarmente rilevante per le persone in situazioni vulnerabili, spesso trascurate dai servizi sanitari, o escluse dall’accesso ai beni e alle strutture, come nel caso di coloro che vivono in povertà, di donne, popolazioni indigene, persone con disabilità, persone anziane, comunità minoritarie, sfollati interni, persone costrette in ambienti sovraffollati e negli istituti residenziali, persone in detenzione, senzatetto, migranti e rifugiati, persone che fanno uso di droghe, persone LGBT e di genere diverso. Molti di costoro possono aver vissuto esperienze di povertà e trovarsi in situazioni in cui maggiore è la probabilità di essere esposti al rischio di contagio; nonostante ciò, si tratta di quelli per cui più bassa è la probabilità di potersi proteggere dalla Covid-19, di accedere ai test, di essere sostenuti da servizi sanitari adeguati e tempestivi (9). È necessario che l’accesso ai vaccini e alle cure per la Covid-19 sia fornito a tutti senza discriminazione, e che sia prioritario per coloro che sono più esposti e vulnerabili al rischio della Covid-19.

Alto è il rischio che, per far fronte a limitati margini di bilancio, i governi dei paesi in via di sviluppo ricorrano ancora una volta a misure di austerità, inclusi i tagli alla protezione sociale, all’assistenza alimentare o alle forniture sanitarie, invece che adottare politiche rispettose dei diritti umani. Ciò accrescerebbe ulteriormente la povertà, la discriminazione e il divario della disuguaglianza all’interno dei paesi. Più profondo sarà l’impatto sociale, più ritarderà il processo di ripresa economica.

Le misure di austerità attuate all’indomani della crisi finanziaria del 2008 hanno determinato un grave sottofinanziamento dei sistemi di assistenza sanitaria pubblica e di protezione sociale, l’incremento del lavoro precario e l’allargamento della disuguaglianza tra ricchi e poveri. Sebbene sino state adottate in quantità misure di protezione sociale per affrontare le conseguenze socioeconomiche della pandemia, esse si sono ampiamente dimostrate occasionali e inadeguate, rivelando la necessità fondamentale di costruire sistemi di protezione sociale esaurienti e sostenibili (10).

Salvare vite ed economia: una funzione sociale delle imprese

Non si può dare priorità all’industria e all’utilità privata ​​a scapito del diritto alla vita e alla salute di miliardi di persone con conseguenze di così vasta portata. Ciò non significa che le aziende non debbano essere adeguatamente compensate per il loro lavoro in caso di successo nello sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace. Significa piuttosto che non dovrebbero assolutamente mantenere il controllo esclusivo della vendita e della distribuzione al miglior offerente. Le aziende farmaceutiche e di altro tipo coinvolte in questo sforzo dovrebbero unirsi all’azione collettiva e globale per contenere efficacemente la Covid-19.

In alcuni casi, il finanziamento pubblico ha contribuito notevolmente ‒ direttamente e indirettamente ‒ allo sviluppo di vaccini nonché alla ricerca e all’elaborazione di vari prodotti (11). Se il sostegno degli Stati alle aziende impegnate nello sviluppo dei vaccini e di altre forniture necessarie per combattere la pandemia è importante, sembra giusto che, in cambio, le aziende accettino di assumere la responsabilità di sostenere il diritto alla salute. Inoltre gli Stati dovrebbero garantire che le imprese che beneficiano dell’assistenza statale rispettino i diritti umani e si impegnino a garantire trasparenza e atteggiamenti responsabili. Il Gruppo di lavoro su imprese e diritti umani ha esortato gli Stati a considerare il rispetto dei diritti umani come un requisito essenziale perché le imprese possano usufruire di sostegni a motivo della pandemia (12). Analogamente, esso ha ricordato alle imprese la necessità che il settore privato rispetti i diritti umani e prevenga impatti negativi su di essi nella fornitura di beni e servizi durante la pandemia di Covid-19, in linea con i Principi guida delle Nazioni Unite per imprese e diritti umani (13).

Le controversie emergenti sulla proprietà intellettuale dei brevetti e l’eventualità di avere produttori oligopolistici potrebbero anche ostacolare lo sviluppo e la produzione di vaccini anti-Covid-19, nonché la disponibilità, l’accessibilità e l’economicità dei vaccini a livello nazionale e internazionale. Le aziende farmaceutiche hanno delle responsabilità riguardo alla realizzazione del diritto alla salute, in particolare per quanto concerne l’accesso ai medicinali, vaccini compresi. Per tutelare il diritto alla salute, gli Stati dovrebbero utilizzare appieno le disposizioni dell’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPs) in materia di adattabilità volta a proteggere la salute pubblica e fornire accesso ai farmaci a tutti. Questo, fra l’altro, mediante la concessione di licenze obbligatorie, come riconosciuto nella Dichiarazione di Doha sull’Accordo TRIPs e la salute pubblica e in seguito all’impegno assunto negli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDG3) (14). Al proposito, i meccanismi per i diritti umani hanno fornito un’ampia guida per le imprese private e gli Stati (15).

Raccomandazioni agli Stati, alle imprese e ad altri operatori

La corsa per un vaccino anti-Covid-19 deve essere, soprattutto, una corsa per prevenire più morti e proteggere il genere umano, senza discriminazioni di sorta e senza considerazione per le origini nazionali. Questa corsa, che tiene accesa la speranza in tempi socialmente ed economicamente oscuri, dovrebbe saldarsi con la necessità della cooperazione e dell’assistenza internazionale, nella convinzione che condividere i benefici del progresso scientifico è un diritto umano tanto fondamentale quanto quello alla salute e alla vita. L’accesso e la disponibilità di un vaccino non possono essere lasciati nelle mani delle tradizionali forze di mercato, né essere definiti dalla regola della domanda e dell’offerta. Le soluzioni di mercato da sole non conterranno efficacemente questa pandemia né daranno priorità alla protezione di milioni di persone in situazioni di vulnerabilità.

Noi uniamo le nostre voci all’appello degli Stati, delle Nazioni Unite, delle organizzazioni della società civile e degli accademici perché si dia priorità all’accesso ai vaccini e alle cure alle persone e perché si assicurino i benefici del progresso scientifico secondo i principi internazionali dei diritti umani e in considerazione della loro centralità come beni pubblici globali (16).

Sosteniamo anche l’appello dell’Assemblea mondiale della sanità a riconoscere «il ruolo di una vasta immunizzazione contro la Covid-19 come un bene pubblico globale per la salute nel prevenirne, contenerne e fermarne la trasmissione, per porre fine alla pandemia, una volta che siano disponibili vaccini sicuri, di qualità, efficaci, accessibili ed economici» (17).

Gli Stati dovrebbero:

– rispettare gli obblighi internazionali di garantire a tutti l’accesso ai farmaci, inclusi i vaccini e le cure per la Covid-19, nonché di garantire l’assistenza e la cooperazione internazionali. E questo, combattendo la pandemia di Covid-19 mediante la coordinazione a livello globale, aderendo altresì alla COVAX Global Vaccines Facility e tralasciando l’adozione di iniziative singolari fuori luogo, atte a monopolizzare il vaccino o le forniture;

– garantire che importanti tecnologie, dati e know-how sui vaccini anti-Covid-19 di proprietà intellettuale siano ampiamente condivisi; garantire altresì il sostegno ai paesi in via di sviluppo nell’ampliamento delle capacità di sviluppo, produzione e distribuzione per assicurare la parità di accesso ai vaccini. Alla luce dell’attuale situazione, impegni e licenze volontarie, anche attraverso iniziative come il pool di accesso alla tecnologia Covid-19, non sono sufficienti. Dovrebbero piuttosto essere assunti immediatamente «impegni vincolanti per facilitare l’aperta condivisione e il diritto di utilizzare tecnologie, know-how, dati e diritti globali non esclusivi per utilizzare e realizzare prodotti medici Covid-19» (18);

– prestare particolare attenzione agli obiettivi (art. 7) e ai principi (art. 8) dell’accordo TRIPs alla luce della pandemia di Covid-19. In particolare, gli Stati dovrebbero astenersi dal ricorso alla “sicurezza nazionale” o a qualsiasi argomento che consenta l’esistenza di segreti commerciali relativi ai vaccini, alle cure, ai test e a qualsiasi altra informazione necessaria per combattere la malattia (19);

– esercitare interamente il diritto di concedere licenze obbligatorie ai sensi dell’Accordo TRIPs e della Dichiarazione di Doha sull’Accordo TRIPs e la salute pubblica per garantire che i brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale non creino ostacoli nel garantire a tutti l’accesso ai vaccini, e in particolare alle persone che vivono situazioni di vulnerabilità e in povertà (20);

– prestare particolare attenzione a garantire che i vaccini siano accessibili agli operatori sanitari che sono in prima linea e ad aderire alle iniziative globali dell’OMS.

Le aziende farmaceutiche dovrebbero:

– assolvere le proprie responsabilità, anche esercitando la dovuta diligenza riguardo ai diritti umani, per identificare e affrontare gli impatti negativi sul diritto alla vita e alla salute, come stabilito nei Principi guida per imprese e diritti umani. In particolare, dovrebbero astenersi dal provocare, o contribuire a provocare, impatti negativi sul diritto alla vita e alla salute invocando il proprio diritto di proprietà intellettuale e dando priorità ai vantaggi economici.

Le istituzioni finanziarie internazionali (IFI), coerentemente con i propri doveri in materia di diritti umani ai sensi del diritto internazionale, dovrebbero:

– garantire che eventuali sovvenzioni e prestiti formite ai paesi in via di sviluppo contribuiscano a espandere la capacità di questi ultimi di procurarsi, produrre e distribuire vaccini anti-Covid-19 che siano sicuri, efficaci ed economici. A tal fine, i programmi nazionali delle IFI sui vaccini anti-Covid-19 dovrebbero essere allineati in base a un approccio coordinato a livello globale, come l’iniziativa COVAX Global Vaccines Facility.

Infine raccomandiamo che:

gli Stati partecipanti alla 31ª sessione speciale dell’Assemblea Generale contro la pandemia di Covid-19 prendano in considerazione la presente Dichiarazione e gli elementi guida per garantire l’accesso universale al vaccino anti-Covid-19 per tutti, in tutti i paesi, attraverso la cooperazione e l’assistenza internazionale.

 

9 novembre 2020

 

Autrici e autori:
Tlaleng Mofokeng, Special Rapporteur on the right of everyone to the enjoyment of the highest attainable standard of physical and mental health; Olivier De Schutter, Special Rapporteur on extreme poverty and human rights; Anita Ramasastry (Chair), Dante Pesce (Vice-Chair), Surya Deva, Elżbieta Karska, and Githu Muigai, Working Group on the issue of human rights and transnational corporations and other business enterprises; Obiora C. Okafor, Independent Expert on human rights and international solidarity, and Saad Alfarargi, Special Rapporteur on the right to development

 

Note

(1) WHO Coronavirus Disease (COVID-19) Dashboard, https://covid19.who.int/ (accessed on 9 November 2020)

(2) CESCR, general comment no. 25, on article 15.1.b), April 2020, para.82

(3) https://www.who.int/dg/speeches/detail/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-media-briefing-on-covid-19—18-august-2020; WHO chief warns against COVID-19 ‘vaccine nationalism’, urges support for fair access, 18 August 2020, https://news.un.org/en/story/2020/08/1070422; “Vaccine nationalism” threatens global plan to distribute COVID-19 shots fairly, 28 July 2020, https://www.sciencemag.org/news/2020/07/vaccine-nationalism-threatens-global-plan-distribute-covid-19-shots-fairly; Oxfam, Small group of rich nations have bought up more than half the future supply of leading COVID-19 vaccine contenders, 17 September 2020, https://www.oxfam.org/en/press-releases/small-group-rich-nations-have-bought-more-half-future-supply-leading-covid-19

(4) South Africa’s statement at the WTO TRIPS Council of 30 July 2020, https://www.keionline.org/33593

(5) https://www.oxfam.org/en/press-releases/small-group-rich-nations-have-bought-more-half-future-supply-leading-covid-19

(6) A/HRC/11/12 (2009), see in particular par. 24

(7) WTO, IP/C/W/669, 2 October 2020

(8) The Economic Case for a People’s Vaccine, 15 September 2020, https://bostonreview.net/science-nature/sanjay-g-reddy-arnab-acharya-economic-case-peoples-vaccine. McKinsey On pins and needles: Will COVID-19 vaccines ‘save the world’?, 29 July 2020, https://www.mckinsey.com/industries/pharmaceuticals-and-medical-products/our-insights/on-pins-and-needles-will-covid-19-vaccines-save-the-world# ; Oxfam, Small group of rich nations have bought up more than half the future supply of leading COVID-19 vaccine contenders, 17 September 2020, https://www.oxfam.org/en/press-releases/small-group-rich-nations-have-bought-more-half-future-supply-leading-covid-19

(9) Report of the Special Rapporteur on extreme poverty and human rights: The parlous state of poverty eradication, A/HRC/44/40 (2020)

(10) Report of the Special Rapporteur on extreme poverty and human rights, Olivier De Schutter, Looking back to look ahead: A rights-based approach to social protection in the post-COVID-19 economic recovery, https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Poverty/covid19.pdf

(11) Oxfam, 17 September 2020, https://www.oxfam.org/en/press-releases/small-group-rich-nations-have-bought-more-half-future-supply-leading-covid-19

(12) www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25837&LangID=E

(13) https://www.ohchr.org/documents/publications/guidingprinciplesbusinesshr_en.pdf

(14) Sustainable Development Goal No. 3 “Ensure healthy lives and promote wellbeing for all at all ages”, Target 3.b. See also A/63/263 (2008)

(15) For instance, the mandate of the Special Rapporteur on the right to health has extensively worked on the issue of access to medicines, intellectual property rights, including in reports A/63/263 (Human Rights Guidelines for Pharmaceutical Companies), A/HRC/11/12 (2009), A/HRC/17/43 (2011) and A/HRC/23/42 (2013)

(16) Uniting behind a people’s vaccine against COVID-19, 14 May 2020, https://www.unaids.org/en/resources/presscentre/featurestories/2020/may/20200514_covid19-vaccine-open-letter; Amnesty International, COVID-19 response measures: recommendations to G20 health and finance ministers on the protection of health workers, access to diagnostics, therapeutics or vaccines and to support debt cancellation and financial assistance, September 2020, https://www.amnesty.org/download/Documents/IOR3030002020ENGLISH.pdf

(17) 73rd World Health Assembly, COVID-19 response, 19 May 2020, WHA73.1, paragraph 6, https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/WHA73/A73_R1-en.pdf and OP13of the Omnibus Resolution, Comprehensive and Coordinated Response to the COVID-19 Pandemic adopted at the 75th session with 169 votes in favour and 2 against

(18) South Africa’s statement at the WTO TRIPS Council of 30 July 2020, https://www.keionline.org/33593

(19) COVID-19 trade secrets and information access: an overview, 10 July 2020, http://infojustice.org/archives/42493

(20) Africa’s Response to COVID-19: What roles for trade, manufacturing and intellectual property?, 23 June 2020, http://www.oecd.org/coronavirus/policy-responses/africa-s-response-to-covid-19-what-roles-for-trade-manufacturing-and-intellectual-property-73d0dfaf/

 

Fonte:
https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=26484&LangID=E#_ftn16

La traduzione dall’inglese è di Cristina Alziati

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