La droga in Europa

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Il Rapporto annuale europeo sulle droghe, curato dall’European Monitoring Centre on Drugs and Drug Addiction (l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, noto nel settore con l’acronimo EMCDDA) offre, come di consueto, un quadro di grande interesse sull’andamento del fenomeno nel 2019 con puntuali tabelle di approfondimento, tratte dal bollettino statistico annuale dell’organizzazione.

Tutti i raggruppamenti, le aggregazioni e le etichette rispecchiano la situazione sulla base dei dati disponibili nel 2019 per quanto riguarda la composizione dell’Unione europea e dei paesi che hanno partecipato in quell’anno all’attività di monitoraggio dell’EMCDDA. L’analisi presentata nella relazione si basa sui più recenti dati disponibili, tratti da monitoraggi regolari, e descrive lo scenario relativo alle droghe in Europa alla fine del 2019.

Questa la situazione in estrema sintesi. I consumi all’interno dell’Unione (pur con variazioni tra i diversi paesi) sono stabili per tutte le sostanze, sia con riferimento alla popolazione generale che con riferimento ai giovani. Ha fatto uso di cannabis una volta nella vita il 27,2% degli europei (90 milioni), nell’ultimo anno il 7,6%, (+0,2), il 15% degli under 34 ( +0,6). Nel 2019 sono stabili MDMA (0,8% e 1,5% per gli under 34, +0,2%) e anfetamine (0,6% e 1,2%, +0,2%); l’uso a rischio di eroina rimane stabile a 1,3 milioni e i casi in trattamento aumentano di 6mila unità. Anche l’incremento del consumo di cocaina è minimo (stabile l’uso nella vita, + 0,1% quello dell’ultimo anno e + 0,3% quello under34), anche se la crescita esponenziale dei sequestri (181 tonnellate a fronte delle 138 nel 2017) indica una maggior offerta, destinata verosimilmente ad aumentare nel medio termine.

Nel periodo successivo a quello monitorato nella relazione, i paesi europei sono stati gravemente colpiti dallo scoppio e dal rapido diffondersi della pandemia da coronavirus (COVID-19). L’applicazione delle misure restrittive di sanità pubblica necessarie per contenere la trasmissione del virus si è fatta sentire in tutti i settori della vita, compreso l’uso di droghe, i mercati della droga e l’attuazione di risposte, sociali, sanitarie e di contrasto, al fenomeno della droga. Nel 2020 si è assistito in tutta Europa all’introduzione, in vari gradi, di misure restrittive senza precedenti in tempo di pace, tra cui il blocco dei servizi non essenziali, la chiusura delle frontiere, limitazioni al diritto di riunione e alla libertà di circolazione. Questa situazione ha avuto un impatto immediato su molti comportamenti connessi all’uso e all’offerta di droga, alterando profondamente anche l’erogazione di servizi sanitari e alcune attività di contrasto. È verosimile che, nel medio e lungo termine, la pandemia eserciti un impatto economico e sociale gravido di vaste implicazioni, anche per i problemi che probabilmente dovremo affrontare in futuro nel campo della droga.

L’EMCDDA ha analizzato le necessità e i rischi peculiari che riguardano i consumatori di droga, per impedire infezioni da coronavirus all’interno di questa categoria. Ha inoltre studiato gli adattamenti che i servizi per le tossicodipendenze potrebbero introdurre per mitigare l’impatto della pandemia sugli utenti e sul proprio personale. L’EMCDDA segue da vicino gli sviluppi della situazione e le risposte adottate, fungendo da tramite per la condivisione delle informazioni. In una serie di rapidi studi ha inoltre riferito in merito all’impatto della COVID-19 sull’uso di droga e sui problemi associati, sulla domanda di aiuto, l’erogazione di servizi e il funzionamento del mercato della droga.

In prospettiva futura – secondo l’EMCDDA – tre importanti domande attendono ancora una risposta. Torneremo alla situazione di fine 2019, e in caso affermativo con quale rapidità? Inoltre, vi saranno implicazioni significative, a medio e lungo termine, per l’uso di droga e per i futuri problemi connessi alla droga, o per il modo in cui i servizi risponderanno ai problemi in questo campo? E infine, quali insegnamenti possiamo trarre dalla pandemia per migliorare la resilienza delle nostre risposte politiche in questo campo, di fronte a eventuali future crisi? I dati segnalati nel rapporto offrono un utile punto di riferimento per tali considerazioni.

Qui il link per accedere al testo integrale del rapporto in italiano:

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Osservatorio europeo droghe e tossicodipendenze

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