Appello per un’amnistia immediata

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Signora Presidente della Commissione europea

Signor Presidente del Consiglio europeo

Signor Presidente del Parlamento europeo

La pandemia da Covid-19 colpisce oggi i due terzi del pianeta. L’Europa paga un prezzo spaventoso in termini di vite umane. È ormai comprovato che la sola soluzione per evitare la propagazione locale della malattia risiede nell’evitare il maggior numero di persone, e questo vuol dire proibire i contatti con gli altri.

Questo, con i test e ovviamente con le cure, è ciò che preconizza l’Organizzazione mondiale della sanità. Ma tali misure sono chiaramente senza effetto nei luoghi in cui regna per natura la promiscuità e la miseria. È il caso dei luoghi di privazione della libertà: persone detenute ammucchiate in prigioni indegne, stranieri irregolari internati nell’attesa di un casuale ritorno forzato. Tale è anche il caso dei migranti che scappano da zone di guerra costretti a rifugiarsi in campi che accolgono talvolta decine di migliaia di persone senza che vi siano le misure di protezione elementari.

Questa duplice angoscia, che si prova nei confronti delle persone private della libertà così come di chi è loro responsabile, è rilevata e divulgata da numerose organizzazioni regionali e da ONG. I medici, gli avvocati, i magistrati, i cittadini, ovunque in Europa e nel mondo, sono in apprensione per le conseguenze della pandemia, per chi è recluso e per il personale, in una situazione di promiscuità che li sovraespone al virus, e di conseguenza a misure più o meno gravi della malattia, e ciò ancor di più là dove i luoghi sono sovraffollati.

Tra le risposte possibili a una tale situazione, in particolare nei luoghi di cattività, la prima urgenza è di decretare, in ragione dell’emergenza sanitaria, un’amnistia immediata, responsabile e solidale, per proteggere, tra quelli che sono privati della libertà i più deboli, in particolare le donne incinte, i più anziani, i bambini, i disabili.

Inoltre, di concerto, devono essere messe in atto soluzioni massive di alternative alla privazione della libertà. Alcune di queste soluzioni sono state già adottate in altre parti del mondo. Ne va della nostra umanità. Dalla nostra capacità di mettere in campo oggi soluzioni efficaci rispetto a questa situazione di emergenza sanitaria, dipenderà domani la nostra capacità collettiva di farlo in nome di quella climatica.

È per questo che noi Vi invitiamo con celerità a chiedere nel più breve tempo possibile agli Stati membri di adottare, secondo il diritto in vigore, un’ampia amnistia i cui princìpi, definiti congiuntamente nell’Unione Europea, si rifacciano ai nostri valori comuni, e in primo luogo alla Carta dei diritti fondamentali che nel suo primo articolo declama: «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e protetta».

Siamo d’esempio! La pandemia, che colpisce violentemente la nostra Europa, chiederà domani all’insieme delle Nazioni di andare in questa stessa direzione.

Firmatari

Elisabetta Zamparutti (Italia), Tesoriere di Nessuno tocchi Caino ed ex parlamentare, Jean-Marie Delarue (Francia), ex Garante nazionale dei luoghi di privazione della libertà personale (NPM), Vincent Delbos (Francia), magistrato ed ex componente il Meccanismo Nazionale di Prevenzione (MNP), Mairead Corrigan Maguire (UK), Premio Nobel per la Pace 1976, Jean-Paul Costa (Francia), ex Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Bruno Cotte (Francia), ex presidente di sezione presso il Tribunale Penale Internazionale, Alvares Gil Robles (Spagna), primo Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Pascal Lamy (Francia) Presidente emerito dell’Istituto Jacques Delors ed ex Commissario europeo al commercio internazionale, Nils Muiznieks (Lettonia), ex Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Françoise Tulkens (Belgio), ex vicepresidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Petr Uhl (Repubblica Ceca), firmatario di “Charta 77”, fondatore di VONS, Prix Charlemagne 2008, Nikolaos Paraskevopoulos (Grecia), Prof.Emerito di Diritto Penale, ex Ministro della Giustizia, Vania Costa Ramos (Portogallo), Presidente del Forum Penal – Criminal Lawyers’ Association, Portogallo e Vicepresidente dell’European Criminal Bar Association,), Rita Bernardini (Italia) Presidente Nessuno tocchi Caino, Ingrid Betancourt (Francia), esponente politica, scrittrice, Athanassia Anagnostopoulou (Grecia), deputato, ex Ministro degli Affari Europei e Professore di Storia alla Panteion University, Nick Hardwick (Regno Unito), ispettore capo delle carceri di Sua Maestà e Presidente dell’UK Meccanismo Nazionale di Prevenzione MNP 2010-2016, Sergio d’Elia (Italia) Segretario di Nessuno tocchi Caino, Arta Mandro (Albania), professoressa alla Scuola di magistrati albanese e scrittrice, Jean Pierre Restellini (Svizzera), ex Presidente del Meccanismo Nazionale di Prevenzione MNP, Mireille Delmas-Marty (Francia), professoressa onoraria al Collège de France e membro dell’Accademia di scienze Morali e Politiche, Anna Šabatová (Repubblica Ceca), ex difensore civico ceco, portavoce e firmataria di “Charta 77”, Maurizio Bolognetti (Italia), Consigliere Generale del Partito Radicale, in sciopero della fame per l’amnistia, Carlos Pinto de Abreu (Portogallo), avvocato ed ex Presidente del Comitato per i Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati portoghese, Eftychis Fytrakis (Grecia), dottore in diritto penale, ricercatore presso il Mediatore della Repubblica, ex Segretario Generale della Politica Penale, Giorgio Spangher (Italia) Professore emerito di Diritto Processuale Penale, Università “La Sapienza”, Philippe Mary (Belgio), professore ordinario alla Facoltà di Giurisprudenza e Criminologia della Libera Università di Bruxelles, Sophia Vidali (Grecia), Professore di Criminologia alla Democritus University, membro dello United Nations Subcommittee on Prevention of Torture (SPT), Tullio Padovani (Italia), Professore di diritto penale, Scuola Superiore di Sant’Anna Pisa, Marie Lukasova (Repubblica Ceca), Avvocato, Pau Perez Sales (Spagna), Psichiatra. Consulente tecnico del NPM, Caporedattore del “Torture Journal”, Florence Morlighem (Francia), Parlamentare, Nico Hirsch (Lussemburgo), Ex vicedirettore generale della Polizia del Granducato, Marc Nève (Belgio), Presidente del Consiglio centrale di sorveglianza (degli istituti penitenziari), Irene Testa (Italia), Tesoriere Partito Radicale, Régis Bergonzi (Monaco), Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Monaco, Maria Rita Morganti (San Marino), servizi sociali, Giuseppe Morganti (San Marino), parlamentare, José Igreja Matos (Portogallo), giudice alla Corte d’Appello, Cécile Dangles (Francia), magistrato, presidente dell’Associazione nazionale dei giudici dell’applicazione delle sentenze (ANJAP), Andrea Pugiotto (Italia), Professore di diritto Costituzionale, Università di Ferrara, Hans Wolff (Svizzera), medico, professore di medicina penitenziaria, Don Vicenzo Russo (Italia), Cappellano della prigione di Sollicciano (Firenze), Maurizio Turco (Italia), Segretario Partito Radicale, Ersi Bhozeku (Albania), Professore associato di diritto penale, Università La Sapienza, Germano Marques da Silva (Portogallo), Professore ordinario dell’Università Cattolica Portoghese, Pasquale Bronzo (Italia) Professore associato di Diritto Processuale Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza, La Sapienza, Iphigenie Kamtsidou (Grecia), professoressa di diritto costituzionale, Università Aristotele, membro del Comitato nazionale per i diritti umani, ex presidente del Centro Nazionale della Pubblica Amministrazione, Andrè Gattolin (Francia), Senatore, Sharon Shalev (Regno Unito), Centre for Criminology, Oxford University & Solitary Confinement.org, Roberto Rampi (Italia), Senatore, Giorgos Angelopoulos (Grecia), professore assistente di antropologia sociale Aristotele University, ex segretario generale del Ministero dell’Educazione Nazionale della Grecia; Roberto Giachetti (Italia), deputato, Vincent Asselineau, (Belgio) Presidente dell’Associazione Europea degli avvocati penalisti di Bruxelles, Nikolaos Koulouris (Grecia), assistente professore di criminologia, Università Democrito di Tracia.

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