Ordine pubblico e sicurezza in Italia

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Come ogni anno a Ferragosto è stato diffuso il “Dossier Viminale” contenente i dati relativi all’attività del Ministero dell’interno e alla situazione della sicurezza del Paese nei dodici mesi precedenti (e dunque, quest’anno, dal 1 agosto 2018 al 31 luglio 2019).

Molti elementi sono propagandistici o scarsamente significativi (come i dati relativi alle voci di spesa prive di specificazioni utili a comprenderne portata e variazioni) ed è evidente la virata ideologica rispetto agli anni precedenti (a cominciare dall’apertura del dossier, dedicata, per la prima volta, ai dati relativi all’ordine pubblico anziché a quelli sulla lotta alla criminalità organizzata, relegati nelle pagine interne). Al netto di ciò vi sono dati molto significativi, alcuni dei quali in clamorosa controtendenza rispetto alla narrazione del Ministro dell’Interno. Nel pubblicare il dossier ne segnaliamo alcuni:

– il quadro è quello di un Paese con una criminalità in costante diminuzione. Nel periodo considerato sono stati commessi 307 omicidi volontari (il 14% in meno rispetto all’anno precedente): di essi 25 (-19,4%) sono attribuibili alla criminalità organizzata mentre ben 145 (-4%) sono classificabili nella sfera familiare/affettiva (con una percentuale di donne vittime del 63,4%). Nello stesso periodo sono in calo anche le rapine (-16,2%), i furti (-11,2%) e le truffe (-2,1%) salvo quelle in danno di anziani (aumentate dell’1,2%);

– quanto all’immigrazione, calano gli sbarchi (8.691 contro i 42.700 dell’anno precedente, dunque il 79,6% in meno) ma calano anche i rimpatri, diminuiti dello 0,7% mentre quelli assistiti si sono più che dimezzati passando da 1.201 a 555, con un calo del 53,8%. Drastica è la riduzione del sistema d’accoglienza: i migranti ospitati sono stati 105.142 (il 34% in meno rispetto ai dodici mesi precedenti) e le risorse impiegate sono calate da 2,2 miliardi a 501 milioni. Nel periodo considerato le presenze regolari di stranieri in Italia sono aumentate da 4.116.721 a 4.191.716 (+1,8%) con una crescita dei permessi di soggiorno per lavoro (sia autonomo che subordinato) e per ricongiungimento familiare (+7,1%) e una diminuzione dei minori (-6,8%);

– è calato il numero delle manifestazioni di piazza e, in particolare, di quelle con disordini (definizione quest’ultima estremamente elastica, ma costante nei dossier del ministero). Le manifestazioni sono scese del 10,3%, passando da 11.824 a 10.609. Nello stesso periodo le proteste con disordini sono passate da 389 a 287, con un calo del 26,2% (mentre è aumentato il numero dei feriti tra le forze dell’ordine, passando da 184 a 210).

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