L’autismo, Grillo e i pregiudizi

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Ormai Grillo non fa ridere più nessuno, era un bravo comico con grande verve.

Ora con noncuranza e superficialità oltre che ignoranza parla di “autismo”, “Asperger”, “psicopatia”, “alessitimia” e ci ha messo pure gli Hanseniani (leggi: lebbrosi) senza alcuna considerazione per le persone affette da tali patologie o sintomi.

L’autismo è una cosa seria, di grande sofferenza per i soggetti portatori e per le loro famiglie, visto che colpisce le persone fin dall’infanzia e perdura per tutto l’arco della vita. Lo stesso vale per gli Hanseniani, affetti da una patologia cronica.

Grillo perpetua una visione della diversità stigmatizzante e costruita su luoghi comuni lontani dalla realtà.

Abbiamo bisogno di coltivare valori rispettosi delle persone e delle loro sofferenze e non di comici che evocano modi di pensare basati sull’esclusione e l’isolamento dell’altro, soprattutto se fragile e debole.

Psichiatria Democratica ha lottato da sempre contro l’esclusione/reclusione dei più deboli, e ha sempre considerato le diversità come un valore e non come qualcosa da abbandonare e dimenticare o, peggio, da deridere.

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